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Apex Legends

Apex Legends - Le nostre prime impressioni

La febbre del Battle Royale è inarrestabile ed arriva a colpire anche Respawn Entertainment, i creatori di Titanfall, che con un rilascio a sorpresa ci propongono lo spin-off free-to-play del loro titolo "robotico", Apex Legends. Abbiamo passato questa settimana a giocarlo a fondo per capirne al meglio le capacità e potenzialità: ecco che ne pensiamo!
Gli eventi attorno ad Apex Legends si sono susseguiti a una velocità notevole; molto appropriato per uno sparatutto frenetico come Titanfall. Venerdì sera si è sparso un rumor secondo il quale Electronic Arts era in procinto di rilasciare un nuovissimo Battle Royale free-to-play, ambientato nel mondo di Titanfall. Nessun titano, niente corsa sui muri, un inedito sistema di classi che sembrava più simile a Overwatch che alla saga di Respawn. Da lì a poco la conferma ufficiale, uno stream di presentazione lunedì sera con l'uscita del gioco avvenuta nello stesso momento: un lancio a sorpresa pensato per concentrare e massimizzare il tam tam mediatico ed il passaparola tra i fan, e pare abbia funzionato.

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Dopo la splendida campagna di Titanfall 2 e il multiplayer frenetico di entrambi i capitoli, dove si combatteva tra robottoni e corse sui muri, vedere anche questa saga adeguarsi alla moda invece di mantenere la propria identità è qualcosa che ha fatto storcere il naso a molti, ma la negatività ha rapidamente lasciato spazio a curiosità e stupore, con il gioco che ha generato milioni di download in pochi giorni balzando anche rapidamente in testa ai giochi più seguiti su piattaforme di streaming come Twitch e Mixer. Il motivo è presto detto: Apex Legends è uno spin-off innovativo, estremamente curato nei dettagli, offre tantissime piccole migliorie alla formula ormai consolidata dei Battle Royale e mantiene il gameplay estremamente soddisfacente che ha sempre caratterizzato la saga di Titanfall. Dopo numerose ore di gioco, dozzine di partite, vittorie all'ultimo respiro e sconfitte amare (sempre rigorosamente per colpa d'altri, si intende), vediamo insieme cosa offra Apex Legends e se per il momento abbia saputo soddisfarci. Teniamo naturalmente conto del fatto che, come per giochi stile PlayerUnknown's Battlegrounds e Fortnite, il gioco sicuramente evolverà nel tempo sia nelle funzionalità che nei contenuti, pertanto quest'articolo è basato sulle condizioni del gioco nei primi giorni dopo il lancio, e potrebbe non essere indicativo di quanto avverrà in futuro.

MX Video - Apex Legends

Per chi ha già visto o giocato ad un Battle Royale, le basi del titolo Respawn sono poco sorprendenti: l'azione si svolge in un'unica enorme mappa tra colline, montagne, città, tunnel, strade e costruzioni di ogni genere, con un anello che riduce sempre più l'area di gioco verso un "centro dell'azione" ogni volta diverso. 60 giocatori (rispetto ai soliti 100) si lanciano da un velivolo che attraversa in linea retta il campo di gioco, ed ognuno può decidere dove atterrare e quindi iniziare la propria partita. Apex Legends punta però tutto sul gioco di squadra, tant'è che al momento l'unica modalità di gioco prevede 20 squadre da 3 giocatori ciascuna. Persino nel momento del lancio dal velivolo e della scelta del punto di atterraggio il titolo spinge per la collaborazione, visto che tra i giocatori del team viene scelto casualmente un Jumpmaster che di fatto può coordinare il lancio di tutta la squadra, per evitare che i membri si disperdano. Si può partire anche da soli, ma è sconsigliato visto che in Apex Legends, ancor più che in PUBG o Fortnite, il gioco di squadra è fondamentale.

Per ottenere questo tipo di collaborazione di team, i ragazzi di Respawn ci propongono un sistema di classi che prende spunto da giochi come Overwatch e Rainbow Six: Siege. Al momento il gioco offre 8 personaggi/classe distinti, ognuno con le proprie abilità e caratteristiche, anche se le loro statistiche di base come danni, salute e così via sono identiche. Tutti possiedono un'abilità passiva sempre attiva, una seconda abilità di media potenza che si ricarica in pochi secondi e l'ormai classica abilità Ultimate, che ci mette qualche minuto a caricarsi ma può offrire soluzioni davvero letali se usata correttamente. Niente panico però, non ci sono armi di distruzione di massa che eliminano i nemici circostanti con un colpo, come per esempio avviene per l'attacco speciale di McCree in Overwatch. Tutte le abilità sono mirate verso l'agevolazione del gioco di squadra, aumentando le coperture, offrendo una via di fuga, creando distrazioni per il nemico, aiutando i compagni a curarsi in caso di ferite e così via. Troviamo classi specifiche di ricognizione, attacco, difesa e medici, ma con soli 3 giocatori per squadra e l'impossibilità di usare due volte lo stesso personaggio nel team, bisogna sempre studiare bene il bilanciamento delle forze.

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Il personaggio che personalmente ho trovato più divertente da usare è l'unica classe di ricognizione presente nel gioco al momento: Bloodhound, un bizzarro personaggio dall'accento slavo con un corvo come compagno. La sua abilità passiva permette di individuare tracce di nemici che sono passati in zona nell'ultimo minuto, quella primaria offre la possibilità di fare un "ping" dei paraggi che indica in quel preciso istante dove si trovano eventuali nemici intorno a noi, ed infine la sua Ultimate fa diventare tutto in bianco e nero tranne per i nemici, che si illuminano di rosso diventando bersagli facili; utilissimo per rivelare i camper meglio nascosti. E' particolarmente divertente combinare quest'abilità con i gas nervini del personaggio difensivo Caustic, visto che è un buon modo per vedere attraverso i fumi che coprono parzialmente la visuale. Degna di nota anche la possibilità di Wraith di muoversi in una dimensione parallela diventando invisibile a tutti, come avviene per esempio con la Siren di Borderlands, o la capacità di Mirage di creare uno o più cloni finti di sé stesso, per possono distrarre i nemici.

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Il bilanciamento di tutte queste abilità appare sorprendentemente curato: nessun personaggio presenta vantaggi massicci sugli altri e non c'è nessun "tasto magico" capace di far fuori la squadra avversaria con una sola azione. Conta soprattutto il grilletto, come si suol dire, ma essendo un Battle Royale è anche estremamente importante trovare le armi e gli equipaggiamenti giusti per farlo. Sul campo troviamo una serie di armi tra pistole, SMG, fucili d'assalto, cecchini e così via, tutte migliorabili con equipaggiamenti sempre trovati sul campo da battaglia, come mirini o caricatori aumentati. C'è poi tutto un sistema di salute e scudi basato su diversi livelli di protezione applicabili, arrivando fino a quelli di rarità massima che possono avere addirittura degli effetti aggiuntivi, come per esempio uno scudo che permette al giocatore di rianimarsi da solo in caso di atterramento. Può sembrare un'abilità troppo forte che sbilancia il gioco, ma il processo è molto lungo e ha un'animazione molto visibile, dando molto tempo ai nemici di finire il giocatore che ne sta approfittando. Per il resto troviamo diverse granate, degli shuriken e poco altro, quasi tutto preso pari pari da Titanfall 2, fattore che sicuramente permette a chi ben conosce la saga di Respawn di partire col piede giusto.

Come avviene negli altri Battle Royale con modalità a squadre, anche in Apex Legends è possibile rianimarsi a vicenda in caso di atterramento ma troviamo delle novità sostanziali. Nello sparatutto di EA infatti, chi viene ucciso lascia una "death box" sul campo, dalla quale entro 90 secondi dalla morte è possibile recuperare un banner. Se questo banner viene riportato da un compagno ad uno dei punti di respawn sulla mappa, è possibile resuscitare il compagno morto. Anche questo potrebbe sembrare un elemento che sbilancia troppo le battaglie, ma anche questo processo è lungo ed avviene sempre in aree molto scoperte, dove il rischio di farsi eliminare mentre si sta riportando in vita un alleato è molto alto; sempre meglio farlo, quindi, con un terzo compagno che ci guarda le spalle. Inoltre chi rientra in gioco in questa maniera lo fa senza alcun'arma o equipaggiamento, costringendolo quindi a dover rischiare per trovare oggetti validi in fasi magari avanzate della partita. Questa meccanica offre un motivo ai giocatori eliminati anzitempo di rimanere in gioco, e può portare a squadre decimate di tornare in forze e ribaltare le sorti di una partita che sembrava persa. Purtroppo, forse per le abitudini prese su altri giochi, tanti compagni che ho incontrato tornavano al menu pochi secondi dopo essere stati eliminati, non rendendosi conto che potevamo ancora salvarli o non avendo la pazienza di aspettare che ciò avvenisse.

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Ma quello che colpisce davvero del nuovo Battle Royale di Respawn sono i piccoli dettagli che rendono l'esperienza di gioco molto più fluida, comoda e divertente. Troviamo sono alcune feature che, dopo averle testate ormai in dozzine di partite differenti, faccio fatica a non pretendere dagli altri giochi simili. Una su tutte è la possibilità di indicare ai compagni qualunque cosa all'interno del gioco: posizione del nemico, un oggetto a terra, uno slot vuoto nel proprio inventario per indicare la necessità di un determinato equipaggiamento: in assenza di chat vocale o anche come supporto aggiuntivo ad essa, è possibile segnalare qualunque cosa sulla mappa, nel proprio inventario, tra gli oggetti sparsi per terra, il tutto per rendere più facile la comunicazione coi propri compagni anche quando si parlano lingue diverse. E' anche possibile dare l'okay alle comunicazioni dei compagni, per indicare che la direzione indicata o la necessità di un equipaggiamento è stata recepita. E quando si trovano oggetti a terra, il gioco comunica al giocatore se sono migliori o peggiori di quelli posseduti, evitando ad esempio che equipaggiamo per sbaglio un'armatura se è qualitativamente inferiore a quella posseduta. Per non parlare dei secondi persi in PUBG o Blackout a togliere, rimettere, cambiare gli equipaggiamenti alle armi, laddove in Apex Legends tutto questo viene gestito automaticamente. Addirittura, se si scambia un'arma in nostro possesso con una che si trova per terra, tutti gli equipaggiamenti compatibili sulla vecchia arma e nell'inventario si trasferiscono automaticamente alla nuova. Tantissime piccolezze e "migliorie alla qualità della vita" che rendono questo spin-off di Titanfall uno dei Battle Royale più curati, godibili e precisi in circolazione.

Molto di questo, ovviamente, è merito anche del sistema di movimenti di Titanfall che ritorna in Apex Legends, seppur solo in parte. Scordatevi i robottoni giganti e le corse sui muri, ma grossomodo tutto il resto c'è: movimenti veloci e precisi, la possibilità di scivolare giù dai pendii continuando a mirare oppure quella di aggrapparsi alle sporgenze, usare le corde in giro per la mappa per percorrere rapidamente una tratta aggrappandocisi e molto altro ancora. Come lo è stato in Titanfall, anche il feeling delle armi e della mira sono molto azzeccati, e a tal proposito spicca un'altra scelta particolare del bilanciamento di Apex Legends: la gestione delle munizioni. I proiettili infatti occupano spazio nell'inventario (espandibile con zaini di diversi livelli), e in uno slot ce ne stanno abbastanza pochi, con le armi che difficilmente hanno più di 15-20 colpi nel caricatore. Ne consegue che ci sono molte meno sparatorie casuali perché tutti stanno più attenti alla propria scorta di munizioni. E' possibile portarsi dietro 500 proiettili, sia chiaro, ma va a discapito dello spazio per siringhe per la salute, scudi e via dicendo. Questi sistemi si sposano egregiamente con una mappa visivamente non molto variegata, ma che come giocabilità offre un buon mix di spazi angusti e zone aperte, ognuno dei quali presenta dislivelli e coperture di ogni genere, rendendo improbabili i colpi da cecchino da distanze siderali dove la povera vittima non ha nemmeno la possibilità di nascondersi per tempo. Con molti edifici alti e la possibilità di tornare ad usare la tuta wingsuit in appositi spazi, la mappa presenta anche una buona verticalità, molto più di quelle relativamente piatte di Fortnite o PUBG.

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A livello tecnico Apex Legends si difende davvero bene: la mappa dipinge il mondo fantascientifico di Titanfall in maniera più che soddisfacente tra verdi foreste, grigie costruzioni e i bizzarri dinosauri che popolavano le mappe anche negli altri capitoli. La grafica non è ai livelli di Titanfall 2, ma era prevedibile vista la grandezza della mappa e la quantità elevata di giocatori. Il frame-rate invece ha mostrato qualche calo sporadico, ma si mantiene comunque molto vicino ai 60 fps con la versione Xbox One X che, non sorprendentemente, risulta la migliore tra le console. Azzeccate anche le scelte stilistiche: i personaggi non sono particolarmente originali rispetto alla concorrenza, ma risultano riconoscibili e sensati nel contesto del gioco. Spiccano poi anche qui scelte abbastanza geniali, come la presenza di una squadra campione, cioè quella che nella partita precedente di ciascun giocatore ha ottenuto la vittoria e col punteggio migliore. La squadra di questo giocatore, infatti viene mostrata in bella vista in enormi bandiere in giro per la mappa, spronando i giocatori a scovarli e ricompensandone l'assassino con punti esperienza bonus. Lo stesso vale poi per il campione delle uccisioni, che cambia di volta in volta in base a chi ha eliminato più avversari: anche il suo nome viene messo in bella vista.

Sono rimasto piuttosto colpito anche dal comparto sonoro del titolo. Le poche musiche presenti sono davvero ottime, ma la vera ciliegina sulla sta nel doppiaggio, purtroppo interamente in inglese nell'audio ma almeno correttamente sottotitolato. Ogni personaggio, come ad esempio in Overwatch, ha le proprie "frasi tipiche" per le uccisioni, le vittorie e così via, ma soprattutto ci sono comunicazioni contestuali per ogni cosa. La già citata possibilità di indicare gli oggetti viene accompagnata da voci precise ed esaurienti. Indicando un'armatura di livello 2, per esempio, il personaggio comunicherà a voce la presenza di un'armatura di livello due, mostrando sullo schermo la posizione esatta che gli altri possono seguire. Ma ci sono anche diverse comunicazioni automatiche che segnalano a tutti i compagni se una squadra intera è stata eliminata, quanto si è lontani dal cerchio che si restringe sempre più, quante squadre rimangono e così via. Come già detto in precedenza, anche per chi non vuole usare il microfono le comunicazioni sono più che sufficienti per cavarsela al meglio. A tal proposito, come in tanti altri Battle Royale è decisamente consigliato usare cuffie visto che permette di individuare al meglio i passi e gli spari nemici. Il buon sistema di audio 3D del gioco gestisce bene la direzione dei suoni, quindi con la giusta attenzione e delle cuffie decenti è facile capire la direzione degli avversari.

Veniamo ora al timore di tutti, le microtransazioni. Trattandosi di un titolo free-to-play, era prevedibile che Electronic Arts seguisse le orme tracciate da fenomeni come Fortnite o PUBG, ed infatti così è stato. Ma Apex Legends va oltre: prende infatti di tutto e di più dalla concorrenza, buttandolo in un mix a dire il vero quasi confusionario. Quando si sale di livello si può ottenere il classico lootbox come in Overwatch, che contiene 3 oggetti che possono essere elementi cosmetici per il personaggio, skin per le armi, banner per il giocatore e così via. E' anche possibile ricevere materiali, utilizzabili poi per comprare l'oggetto specifico che si vuole, come per l'appunto avviene in Overwatch. C'è però anche un'altra moneta che si può guadagnare giocando e salendo di livello spendibile su alcuni oggetti più rari dello store ma anche per comprare i personaggi bloccati a tutti, per ora solo 2 ma sicuramente in futuro ne arriveranno altri. Un sistema simile a Rainbow Six: Siege e For Honor, per intenderci. Troviamo poi uno store di oggetti limitati che cambiano ogni pochi giorni: alcuni di questi si possono comprare con le monete già citate, altri solo con i crediti Apex che costano soldi veri. La cosa buona è però che, personaggi a parte (che comunque mantengono le logiche di bilanciamento degli altri e non danno vantaggi particolari rispetto a chi non "spende soldi"), si tratta esclusivamente di elementi cosmetici che non migliorano le performance, e con le lootbox e i materiali guadagnati è abbastanza facile ottenere lo stesso begli elementi di personalizzazione. Se però siete dei maniaci del fashion videoludico e volete assolutamente avere tutte le personalizzazioni più belle, dovrete sia giocare tanto che spendere parecchio. Se EA e Respawn manterrano questa linea in futuro, facendo sì che i nuovi personaggi siano sbloccabili abbastanza facilmente anche giocando e che non ci siano vantaggi competitivi per chi paga, sarà un sistema assolutamente accettabile; dopotutto sviluppatori ed editore devono pur trovare il modo di guadagnare da un gioco offerto gratuitamente, l'importante è che questo non sia ingiusto verso i giocatori e finora appare tutto molto ben studiato.

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Cosa c'è nel futuro di Apex Legends? E Titanfall che fine ha fatto? Tante sono le domande a cui Respawn dovrà dare risposta, ma già sappiamo che nel corso dell'anno ci saranno diverse stagioni nel gioco che porteranno nuovi personaggi, nuove skin, nuove armi e così via, accompagnati dall'ormai solito sistema di battle pass popolarizzato da giochi come Fortnite, Rocket League, League Of Legends e così via. Sarà interessante vedere se sapranno aggiornare la mappa regolarmente come con Fortnite, se ci saranno modalità di gioco alternative, se aumenterà il numero di giocatori, se ci saranno mappe alternative come su PUBG, se sarà introdotto il cross-play con altre piattaforme e in generale come si evolverà questo titolo che parte comunque con basi molto solide. Per quel che riguarda la saga principale di Titanfall, abbiamo una notizia buona e una cattiva: la cattiva è che Titanfall 3 non è attualmente in sviluppo, con Respawn impegnato in altri progetti tra cui Apex Legends stesso ed il loro Star Wars Jedi: Fallen Order in arrivo a fine anno. La buona notizia è però che EA sostiene che nel corso dell'anno arriverà qualcosa di nuovo relativo a Titanfall ma potrebbe anche trattarsi di uno spin-off mobile o qualche progetto minore; sicuramente non sarà un sequel vero e proprio di Titanfall 2 come tanti vorrebbero.

Da appassionato di sparatutto, di Battle Royale ed estimatore della saga di Titanfall, Apex Legends risultata essere una piacevolissima sorpresa, nonostante sembrasse un prodotto non particolarmente ispirato su carta. Pur senza innovare drasticamente la formula del genere offre un prodotto ricco, divertente e soprattutto pienamente funzionale dal day one, con dozzine di piccoli accorgimenti che migliorano tanto l'esperienza di gioco e con scelte di design come l'utilizzo delle classi che donano un'identità unica a un gioco comunque palesemente nato per seguire un trend attualmente molto in voga. Impossibile dire a oggi se Apex Legends sarà supportato a dovere e se potrà mai vantare di numeri paragonabili a PUBG e Fortnite, ma al momento sta catalizzando l'attenzione dei giocatori di tutto il mondo con tanti che ci si stanno divertendo un mondo, me compreso. Vi confesso che nei giorni successivi al lancio ho dormito molto meno di quanto avrei dovuto per colpa di Apex Legends, che ho voluto giocare in ogni momento disponibile. E' un Battle Royale divertente, curato, bilanciato e appassionante come pochi, e bisogna fare i complimenti ad EA su aver voluto puntare su un progetto free-to-play come questo, resistendo alla tentazione di facili monetizzazioni. Per chi non l'avesse ancora provato, il gioco è disponibile gratuitamente; per chi invece lo ha già giocato, fateci sapere cosa ne pensate nei commenti!

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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