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Le Cronache di Narnia: Il Principe Caspian
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Recensione - Le Cronache di Narnia: Il Principe CaspianXbox 360Game

Sviluppato presso gli studi di Traveller’s Tales, Le Cronache di Narnia: Il Principe Caspian si ispira all’omonimo film prodotto da Walt Disney Pictures che potremo visionare nelle sale cinematografiche a partire dal 14 agosto: si tratta quindi dell'ennesimo tie-in legato all'industria cinematografica, operazione che la maggior parte delle volte porta a titoli dal basso livello qualitativo. Scopriamo insieme se questa volta ci troviamo di fronte all'eccezione o alla conferma della regola.



La storia di Le Cronache di Narnia: Il Principe Caspian si svolge 1300 anni dopo gli eventi accaduti nel prequel “Le Cronache di Narnia: il Leone, la Strega e l’Armadio”, e vede come personaggio principale l’erede al trono di Narnia, il Principe Caspian. Questi è impegnato nel fronteggiare gli uomini di Telmarine guidati dal Diabolico Miraz, un mago ossessionato dal desiderio di conquistare il regno: per far tornare la pace nel paese incantato e far trionfare la giustizia, il Principe si rivolge a quattro fratelli di nome Peter, Susan, Edmnund e Lucy Pevensie, che una volta giunti a Narnia si accorgeranno che questo crudele Signore della magia nera ha messo sotto la sua egemonia il paese.

In linea di massima questo è l’inizio della fantasiosa trama su cui si baserà il gioco, che avrà come ambientazioni tutte le principali locazioni del film come templi, castelli, roccaforti e via discorrendo, e riproporrà fra uno stage e l’altro varie scene reali prese direttamente dalla pellicola, usandole come filo conduttore per il racconto. Non possiamo comunque negare che, a volte, la narrazione ci è risultata poco chiara, troppo spezzettata e con qualche incoerenza, e se non conoscete bene le vicende di questa serie - per via dei romanzi o film - potreste rimanere con un senso di incompiuto una volta giunti alla scena finale del gioco.

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Gameplay
L’intera avventura può essere svolta sia in modalità single player che in cooperativa sulla stessa console, con una durata complessiva media di sette/otto ore compresi i filmati di intermezzo. Il mondo di gioco è diviso in sei livelli liberamente esplorabili, di cui i primi cinque seguono fedelmente gli avvenimenti della pellicola, mentre l’ultimo continuerà con un percorso narrativo completamente nuovo. Durante il dipanarsi della storia dovremo portare a termine determinate missioni piuttosto noiose ed estremamente semplici, del tipo “prendi l’oggetto A e portalo nel punto B” oppure “Sali in groppa al gigante ed uccidi tutto quello che c’è in quel posto”: raramente avremo quest interessanti o quantomeno più impegnative. Gli enigmi risultano estremamente facili da risolvere: basterà cercare il personaggio con l’abilità giusta per superare l’ostacolo e tutto sarà risolvibile senza intoppi. Ugualmente i combattimenti, se pur coreograficamente apprezzabili per l’ingente mole di personaggi che vedremo sullo schermo, questi risultano spesso noiosi e privi di pathos, ed il tutto si tradurrà da parte nostra nella continua pressione dei tasti del controller necessari a sferrare gli attacchi.

Nel primo livello possiamo controllare solo uno dei quattro personaggi disponibili, un grifone, un nano di nome Trumpkim, un minotauro ed un arciere, ma nei successivi potremo assumere il ruolo sia di altre creature appartenenti al mondo fantasy che dei fratelli Pevensie. La scelta le personaggio da controllare sarà influenzata non soltanto da una semplice simpatia nei confronti del personaggio, ma piuttosto da una componente tattica che ci porterà a passare dall’uno all’altro in base alla situazione che abbiamo di fronte. Ad esempio c’è chi è dotato dell’abilità di scalare i muri, chi può colpire bersagli in lontananza grazie all’uso dell’arco, chi può infilarsi in passaggi strettissimi e così via.

Gli sviluppatori hanno voluto creare un gioco che intervallasse battaglie estremamente concitate a fasi di tranquillità dedicate alla risoluzione degli enigmi. Il tutto sembrerebbe a prima vista vario ed appagante, se non fosse che dopo già un’ora di gioco il contesto risulterà monotono e ripetitivo: quasi sempre abbiamo avuto la sensazione di ripetere ogni volta le stesse azioni. Anche l’intelligenza artificiale dei nemici non è molto soddisfacente, anzi in alcuni casi addirittura ridicola poiché spesso avanzeranno, verranno atterrati, si rialzeranno ed avanzeranno ancora senza mai cercare di aggirare il nostro alter ego o di organizzarsi tra loro, riducendo l’azione ad una rissa che inesorabilmente stancherà subito il giocatore. Lo stesso dicasi per l’IA dei nostri alleati: in alcuni scenari ci capiterà di vederli bloccarsi dietro un muro o girare su se stessi come se non sapessero dove andare, o peggio ancora li vedremo inermi durante un combattimento. Alcune volte ci è capitato di perderli lungo il cammino e siamo dovuti tornare sui nostri passi per recuperarli. Un altro aspetto che non possiamo tralasciare è una cattiva gestione della telecamera, che potrà essere in parte ruotata tramite stick analogico di destra, ma non ci darà mai la possibilità di guardarci completamente intorno ed orientarci di conseguenza: insomma risulta poco pratica ai fini dell’azione di gioco.

In sostanza il gameplay è troppo, troppo ripetitivo e manca un vero senso di sfida: non c’è un solo minuto durante il nostro incedere fra i sei livelli, nel quale non si debba fare qualcosa che non sia combattere i nemici o la risoluzione di un qualsiasi banalissimo puzzle. Insomma, il tutto si riduce ad una metodica corsa verso il raggiungimento dell’obiettivo prendendo il controllo di uno o dell’altro personaggio e niente più. Ciò che potrebbe spingere l’utente a concludere il gioco è la grande quantità di contenuti extra, tra cui ulteriori filmati della pellicola, immagini ed altre cose di cui lasceremo a voi la scoperta, sempre che ne avrete la voglia.

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Aspetto grafico e tecnico
Per quanto concerne la qualità grafica del titolo, questa si attesta su buoni livelli; il motore grafico svolge il suo lavoro senza particolari problemi, e l’azione di gioco è sempre fluida seppur con qualche sporadico rallentamento nei momenti in cui il campo di battaglia è pieno di nemici o in corrispondenza di esplosioni. Gli sviluppatori sono riusciti ad ottenere delle ambientazioni del tutto simili a quelli che vedrete al cinema, così come i personaggi ben realizzati con textures abbastanza dettagliate anche nei primi piani. Mentre alcuni filmati di intermezzo, come precedentemente accennato, sono stati presi direttamente dalla pellicola, altri sono stati realizzati con lo stesso motore grafico del gioco, mostrando personaggi dialoganti con riprese ravvicinate in modo da far risaltare la buona cura del dettaglio dedicata ad ogni loro movimento.

Una lamentela può essere invece mossa al sonoro, con una colonna sonora che seppur non malvagia non è sempre collegata alle azioni del gioco: ad esempio, ci è capitato in piena battaglia di ascoltare una musica piuttosto soft quando la avremmo preferita sicuramente più incalzante, così come nei momenti in cui il gioco richiedeva riflessione per gli enigmi, la sentivamo incalzare ed aumentare di ritmo come se stesse per accadere chissà cosa.

La versione da noi testata è quella inglese, priva di localizzazione: quella che trovate nei negozi italiani è invece completamente localizzata sia nei testi che nel parlato, ma purtroppo non possiamo fornirvi un giudizio su questa parte della realizzazione del gioco.


Conclusione
In conclusione possiamo dichiarare di trovarci di fronte all’ennesimo progetto realizzato in fretta e furia e senza particolari mire qualitative, per poterlo vendere principalmente grazie alla pubblicità ricevuta dal film connesso. Non ci sono grossi motivi per spingerci a consigliare questo prodotto noioso, poco longevo e con un gameplay molto ripetitivo. Anche sotto l’aspetto della trama non ci siamo: anche se nel film è sicuramente apprezzabile, nel nostro caso è rovinata da una narrazione spezzettata e che non incuriosisce né invoglia il giocatore a proseguire.
5.8

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L'autore

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Appassionata da sempre di videogiochi e modellismo, nel 2007 entra a far parte dello staff di MX iniziando a scrivere news e articoli in maniera sempre più entusiasta. Divide questa passione con l'amore per la musica e per la sua famiglia, gattina inclusa.

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