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Brawlout

Recensione - Brawlout

I romeni Angry Mob Games si mettono alla prova con il genere platfighter - quello dei picchiaduro con arene a piattaforme come Smash Bros. - creando un colorato titolo bidimensionale che include gli eroi di tante altre saghe indie. Scopriamone insieme le qualità.

Il Gioco

Portare un'esperienza simil-Smash Bros. su console non-Nintendo è qualcosa che diversi giochi hanno tentato in questi anni, basti pensare a Rivals of Aether, Brawlhalla lo sfortunato PlayStation All-Stars Battle Royale, che poteva anche contare su un forte cast di personaggi. Per contrastare la saga di Nintendo, questi titoli hanno sempre cercato di variare un po' il gameplay o, in alternativa, di far leva sul fattore nostalgia; Brawlout punta ad essere un po' entrambe le cose, con un gameplay che si rifà alla linearità dei primi Smash aggiungendo qualche elemento proprio. Le basi sono le solite: combattimenti acrobatici con doppi salti su livelli in mezzo al nulla dove chi vola fuori perde una vita, barre di salute che più si riempiono e più si ha la possibilità di subire colpi fatali che fanno volare fuori dallo schermo, il tutto su livelli 2.5D che possono dare spazio a dei letali uno contro uno così come a delle sfide a quattro a dir poco caotiche. Persino il design dei menu e della schermata di selezione dei personaggi è preso quasi pari pari dallo stile Nintendo, facendo subito trovare a casa loro i fan di Smash Bros.

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Ed anche in quanto a carisma dei lottatori il titolo di Angry Mob Games cerca di difendersi offrendoci un ricco roster di personaggi ispirati al mondo animale, con look e design decisamente animaleschi come rane e conigli, ma con movenze e comportamenti umani. Naturalmente, ognuno di questi personaggi ha abilità caratteristiche dell'animale che rappresenta, come Paco la rana che può usare la lingua per attirare nemici o la felina Sephi'ra che ha l'agilità di un gatto. A questi si aggiungono anche dei cameo non di poco conto di personaggi provenienti dal panorama indie, come il duo Yooka e Laylee e Juan del metroidvania Guacamelee. Naturalmente ogni personaggio ha abilità e statistiche personalizzate, anche se in questo caso i comandi sono analoghi per tutti, pertanto non c'è da memorizzare lunghe sequenze di combo ad personam come in molti picchiaduro.

MX Video - Brawlout

Il titolo di Angry Mob Games cerca comunque di distinguersi dagli altri platfighter anche per altri elementi: in primis i combattimenti si svolgono tutti su arene molto piccole dove è davvero facile cadere giù, con attacchi quasi unicamente in corpo a corpo e a distanza ravvicinata, il tutto però a una velocità molto elevata. Niente armi a popolare i campi di battaglia, anche se c'è una modalità dove è possibile attivare qualche occasionale power-up, ma il tutto è focalizzato su sfide ad alto tasso di rischio, rendendo impossibile ai giocatori sfuggire lontano o attaccare da grandi distanze. C'è poi una modalità che ricorda molto i picchiaduro classici: combattendo è possibile infatti riempire una modalità Rage (furia) che se usata a metà barra permette di bloccare un attacco anche potenzialmente letale, e che a barra piena invece va ad aumentare a dismisura attacco e difesa del personaggio in questione.

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Per il resto si tratta, senza mezzi termini, di un platfighter alla Smash, senza troppe premesse di originalità estrema. Com'è giusto che sia, però, non mancano le opzioni a disposizione dei giocatori: tralasciando le spassose ma in fin dei conti abbastanza inutili personalizzazioni estetiche dei combattenti, i quali si acquistano coi crediti di gioco ottenuti combattendo, abbiamo di tutto, da sfide rapide contro l'IA al gioco locale fino a 4 giocatori, ma anche l'online (anche se l'utenza online sembra molto limitata), e una modalità single player dove scalare una metaforica torre per battere avversari sempre più forti. Le opzioni di personalizzazione dei combattimenti in sé non sono molte, nulla a che vedere con le regole ritoccabili fino ai minimi dettagli di Smash Bros., ma ci sono comunque opzioni di controllo alternative, regolamenti da torneo e così via. Il gioco è interamente tradotto in italiano a eccezione delle pochi voci che rimangono in inglese, e registriamo anche la presenza di un aggiornamento Xbox One X che porta la risoluzione del gioco al tanto apprezzato 4K.

Amore

Mini-Smash

- Inutile girarci attorno: giochi come Rivals Of Aether, Brawlhalla e Brawlout esistono quasi solo unicamente per offrire esperienze simili alla mitica saga Smash Bros. di Nintendo anche su altre console. Tutti ne copiano le basi di gameplay, i menu, la strutturra di progressione e personalizzazione e così via. In particolare, Brawlout sembra ispirarsi molto alla semplicità del primo capitolo della saga Nintendo, offrendo combattimenti con poche mosse su arene abbastanza piccole, con però molta abilità richiesta visto che poco è affidato al caso, e non c'è da imparare mosse e contromosse di un roster da 50 e passa personaggi. Per chi trova gli ultimi Smash troppo complessi e caotici, Brawlout può essere una valida alternativa, offerta per altro a un prezzo molto più basso.

Cameo indie

- Se amate il mondo indie, gradirete sicuramente le diverse guest star presenti in Brawlout. Oltre ai personaggi originali del gioco, infatti, troviamo i protagonisti di Yooka-Laylee, il lottatore di Guacamelee, il protagonista di Hyper Light Drifter e presto arriverà anche quello di Dead Cells. Insomma, forse non avrà i numeri folli di Smash Bros., ma Brawlout riesce ad offrire scazzottate improbabili con i protagonisti di alcuni dei migliori indie degli ultimi anni, e non è cosa da poco.

Odio

Grind e soldi a palate

- Il prezzo di lancio del gioco di 19,99 Euro è abbastanza onesto, ma nasconde purtroppo tante condizioni. In primis, tanti personaggi e oggetti per la personalizzazione sono da pagare a parte sin dal lancio, tramite edizioni più costose del gioco per chi vuole un pacchetto più completo. Ma non finisce qui, perché anche investendo sulle edizioni più costose, restano infatti tanti i contenuti ulteriori da acquistare o da ottenere dopo grind impressionanti. Tanti giochi danno la scelta tra spese pazze e grind folli per soddisfare sia chi ha tanto tempo che chi ha tanti soldi: Brawlout non si fa troppi problemi e offre entrambe le scelte di design insieme, rendendo l'acquisto solamente il passaggio iniziale verso lo sblocco di tutti i personaggi, skin, e così via.

Poca varietà e profondità

- Pur includendo alcune novità per il genere come la barra Rage, Brawlout non presenta una profondità particolare nei combattimenti. Ogni personaggio ha poche mosse a disposizione e ma manca addirittura la possibilità di bloccare i colpi, così come non ci sono armi da raccogliere e usare limitando molto la varietà delle sfide. Anche i livelli sono piuttosto piccoli e non molto variegati nella forma e nel design, mentre la componente single player altro non è che una torre virtuale da scalare in stile Mortal Kombat con combattimenti sempre più difficili e solo due righe di dialogo per dare un minimo di contesto alle botte in arrivo. Insomma, nonostante un roster discretamente fornito, la varietà di Brawlout rimane piuttosto bassa.

Realizzazione imperfetta

- Ci sono poi una serie di problemi più o meno gravi del gioco, dai problemi tecnici e di design fino al bilanciamento. Iniziamo da quest'ultimo, con la potenza esagerata dell'abilità Rage che alza statistiche offensive e difensive del combattente a livelli impressionanti, fattore che specialmente giocando in 3 o 4 può rendere un giocatore quasi invulnerabile e imbattibile per la durata dell'abilità. I comandi poi non sono sempre sufficientemente reattivi, e anche i menu hanno la loro dose di problemi: mi è per esempio capitato di non riuscire a tornare indietro al menu principale finché non ho riavviato il gioco. Un po' di testing ulteriore non avrebbe guastato.

Tiriamo le somme

Brawlout punta a mimare, nel sistema di combattimento, la semplicità dei primi Smash Bros. aggiungendo un paio di novità per dare più personalità al tutto. Un buon roster arricchito anche da cameo di ottimi giochi indie riesce a mascherare solo in parte la poca profondità e varietà del titolo, che fa anche un uso un po' spudorato delle microtransazioni. Si tratta comunque di un platfighter meccanicamente solido che saprà dare ore di divertimento ai fan del genere, pur senza riuscire a proporre nulla di meglio di quanto già fatto da altri esponenti del genere.
7.0

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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