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Il WSJ stila il ritratto di Asha Sharma: una dirigente "intensa" e orientata alla chiarezza

A più di sei mesi dal passaggio di consegne con Phil Spencer, la gestione di XBOX da parte della nuova CEO Asha Sharma inizia a mostrare un'impronta ben riconoscibile e piuttosto distante da quella impressa dal suo predecessore. Il noto giornale finanziario Wall Street Journal ne ha ora stilato un lungo ritratto, descrivendola come una manager estremamente esigente, che lavora moltissimo, pretende molto da chi le sta attorno e preferisce mettere le cattive notizie sul tavolo invece di addolcirle.

A sintetizzare il suo approccio c'è una frase che ripete spesso all'interno dell'azienda, pronunciata anche durante un incontro con il team di Minecraft: "Clarity is kindness", ovvero la chiarezza è una forma di gentilezza. Il principio è semplice: un'azienda deve saper parlare di ciò che non funziona con la stessa lucidità con cui celebra ciò che funziona. Da quando è arrivata al vertice di XBOX, secondo il quotidiano, Sharma richiama con regolarità i risultati negativi del business nelle riunioni e nei memo interni, anziché cercare di ridimensionarli. La sua convinzione è che le aziende siano generalmente bravissime a festeggiare i successi, ma debbano essere altrettanto capaci di comunicare ai propri dipendenti le realtà scomode.

Una filosofia del genere assume un peso particolare nel momento storico che XBOX sta attraversando, dopo anni segnati da acquisizioni imponenti ma anche da chiusure di studi, cancellazioni e licenziamenti di massa. E i numeri riportati dal quotidiano spiegano bene perché il tono sia cambiato: la divisione conta circa 14.000 persone e genera attorno ai 23 miliardi di dollari all'anno, ma i ricavi sono in calo e il margine di profitto si ferma a un misero 3%, mentre XBOX Game Pass ha mancato nettamente le proiezioni interne. È il quadro che Sharma si è trovata sulla scrivania, e che ha portato ai circa 3.200 tagli annunciati a luglio.

L'obiettivo dichiarato è portare il margine a doppia cifra già nel corso dell'anno fiscale in corso, con Sharma e gli altri vertici Microsoft convinti che il business possa tornare alla redditività nel prossimo. Per arrivarci, la strada scelta, come già sappiamo, è quella di ridurre il numero di giochi prodotti e concentrare risorse e investimenti sui franchise ritenuti più solidi e con maggiori margini di crescita.

Il quotidiano ha raccolto anche le testimonianze di chi ha lavorato con lei prima del suo approdo al vertice di XBOX. Stan Chudnovsky, suo ex manager in Meta, la riassume con due parole: "Molto intensa". Chudnovsky spiega che Asha lavora tantissimo e che si aspetta altrettanto da chi la circonda. Non si tratta quindi di una reputazione costruita in Microsoft, ma di un tratto che l'ha accompagnata lungo tutta la carriera. Viene citato in particolare il periodo trascorso in una startup chiamata Porch, quando era impegnata a ottenere una partnership di primo piano con la catena americana Lowe's: poco più che ventenne, avrebbe moltiplicato le trasferte e collezionato voli notturni settimana dopo settimana pur di portare avanti il lavoro.

Anche il passaggio a Facebook racconta molto della sua ascesa: stando sempre a Chudnovsky, sarebbe stata una delle persone promosse più rapidamente nella storia dell'azienda. Successivamente ha ricoperto il ruolo di direttrice operativa di Instacart, prima di approdare in Microsoft. Il filo conduttore, a sentire lei, non è mai stato un traguardo preciso: racconta di non sapere cosa vuole diventare, e di essere piuttosto interessata a capire di cosa è capace.

Todd Howard offre un simile ritratto della manager. Il capo di Bethesda Game Studios la descrive come particolarmente efficace nell'individuare con chiarezza problemi e opportunità, senza perdere tempo a girare attorno all'argomento.

Il contrasto con l'immagine associata per anni a Phil Spencer è evidente. Il precedente capo di XBOX aveva costruito buona parte della propria reputazione pubblica sulla vicinanza a sviluppatori e giocatori, al punto che gli capitava persino di giocare durante alcune riunioni. Sharma arriva invece con un profilo molto più legato alla Silicon Valley e al mondo dei prodotti tecnologici: prima di prendere le redini di XBOX non aveva mai lavorato nel settore dei videogiochi, ma il suo percorso mostra che le è già stato chiesto più volte di trasformare e far crescere attività su larga scala.

Curiosamente, il suo arrivo non sarebbe stato pianificato da tempo: Satya Nadella le avrebbe proposto l'incarico nel corso di una riunione alla fine del 2025, e la proposta avrebbe sorpreso la stessa Sharma. A convincere i vertici Microsoft sarebbe stata soprattutto la rapidità con cui in passato si era immersa nel campo dell'intelligenza artificiale pur senza avere alcuna esperienza pregressa, unita alla sua conoscenza dei business rivolti al grande pubblico. Lei stessa ha raccontato di aver valutato la proposta ribaltando la domanda: non tanto se avesse voglia di ricoprire quel ruolo, quanto se potesse davvero portare un contributo unico. La sua conclusione è stata che XBOX avesse ottime capacità di sviluppo, ma che al business servisse una strategia più efficace. Da qui l'impegno a riorganizzare la divisione nei primi cento giorni e a rilanciarne i reparti nei cento successivi.

Internamente, però, il giudizio sul suo stile resta diviso: se una parte dei dipendenti vive con apprensione la stagione dei licenziamenti, un'altra riconosce alla nuova CEO di aver compreso davvero la situazione e di voler seriamente stabilizzare il business.

Ora, a oltre sei mesi di distanza dal suo insediamento, le differenze rispetto all'era Spencer iniziano a delinearsi e a trovare una spiegazione. Al di là delle singole decisioni su giochi e strategia, Microsoft ha messo al comando una dirigente considerata estremamente esigente, orientata ai risultati e convinta che si debba comunicare senza giri di parole anche quando i numeri non sono buoni. Mentre XBOX affronta una delle trasformazioni più importanti della sua storia, e alla vigilia del difficilissimo lancio di una nuova console che dovrà superare sfide estremamente impegnative, "Clarity is kindness" potrebbe davvero diventare la frase simbolo della gestione Sharma.

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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