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REANIMAL - The Prisoner

Tarsier Studios torna nel suo incubo con The Prisoner, primo dei tre capitoli che compongono la trilogia di espansioni "Expanded World" di REANIMAL. Nuovi protagonisti, nuovi orrori ed una città devastata dalla guerra: sarà un ritorno all'altezza dell'originale? Scopriamolo insieme!
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REANIMAL è stato senza dubbio uno dei titoli più interessanti di questo 2026: creato da Tarsier Studios, gli autori di Little Nightmares, il gioco ha ripreso la formula da "cinematic platformer" horror del loro primo titolo per evolverla ulteriormente, aggiungendo una struttura cooperativa, una nuova prospettiva più dinamica ed una manciata di meccaniche di combattimento. Un'esperienza splendida ed opprimente, con l'unico difetto di durare troppo poco. Proprio per questo molti erano in attesa delle preannunciate tre espansioni narrative, incluse nella Deluxe Edition, nel Season Pass o acquistabili singolarmente al prezzo di 9,99 Euro l'una; la prima di queste, The Prisoner, è stata shadowdroppata proprio poche ore fa in occasione del THQ Nordic Digital Showcase, giocabile già dal momento dell'annuncio. Le altre due seguiranno rispettivamente in autunno e all'inizio del 2027.

Il contenuto si avvia separatamente dalla storia principale, ma risulta un po' nascosto: quando lancerete il gioco, lo troverete aggiornato con un nuovo menu "DLC" mostrante appunto il nuovo contenuto, ma per qualche contorta ragione lì non si può fare niente se non avere conferma della presenza del contenuto; per avviarlo dovrete tornare al menu principale, avviare una nuova partita selezionando uno slot di salvataggio vuoto, e scegliere poi l'apposita scheda dedicata ai DLC. Un meccanismo decisamente poco intuitivo.

MX Video - REANIMAL

Fatta questa premessa, veniamo al contenuto vero e proprio. The Prisoner ci mette nei panni di due personaggi inediti, il Prigioniero e la Soldatessa, le cui vicende si intrecciano parallelamente a quelle raccontate nel gioco principale, all'interno della stessa città dilaniata dal conflitto. Il tutto inizia con una breve sequenza nella quale vediamo il Prigioniero rinchiuso in una cella, osservato dall'alto da una piccola figura in divisa che gli offre il proprio aiuto; pochi istanti dopo siamo già a bordo di un aereo militare, tra soldati silenziosi che si preparano al lancio prima di essere crivellati dai colpi della contraerea, e da lì ci ritroviamo a planare con un paracadute sopra le macerie fumanti della città. Come da tradizione dello studio, non aspettatevi spiegazioni: tutta la narrazione passa attraverso le immagini, i comportamenti dei personaggi e gli scenari che attraversiamo, lasciandoci il compito di interpretare ciò che vediamo. Il filo conduttore, per quanto vago, è rappresentato da un'enorme torre che si staglia sempre all'orizzonte, verso la quale i due protagonisti sembrano inspiegabilmente attratti; l'espansione si chiude poi con una scena che lascia più domande che risposte e prepara chiaramente il terreno per i capitoli successivi.

Il breve percorso che ci separa dai titoli di coda ci porta ad attraversare palazzi residenziali sventrati, un centro commerciale in rovina, tunnel della metropolitana e lunghi tratti di autostrada, ma soprattutto ci immerge in uno scenario bellico realizzato con l'eccellente perizia artistica a cui il gioco originale ci aveva già abituati. Trincee, fortificazioni, carri armati, artiglierie pesanti e campi minati raccontano una guerra che era già in corso ben prima dell'arrivo delle creature, mentre ovunque regna una coltre grigiastra di polvere e detriti, quasi a nascondere le decine di corpi abbandonati lungo le strade. Ci sono momenti in cui tutto questo raggiunge vette spettacolari ma anche drammatiche, come una sequenza nella quale delle bombe devastano un'intera area davanti a noi, tingendo l'intero orizzonte di un bagliore arancione con una paradossalmente bellissima violenza visiva. Ed è proprio in quei frangenti, con decine di eventi che si susseguono a schermo, che l'espansione centra il suo obiettivo: farci sentire piccoli, soli e completamente insignificanti nel bel mezzo dell'inferno.

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Dal punto di vista del gameplay, The Prisoner non si discosta dalle meccaniche del gioco originale. Controlliamo i due protagonisti in un'avventura con visuale distanziata e dove lo scorrimento laterale di Little Nightmares è sostituito da una grande profondità delle ambientazioni, alternando corsa, salti, arrampicate su sporgenze e brevi fasi di esplorazione, il tutto con un'ottima gestione del peso e dell'inerzia dei personaggi. La componente cooperativa resta il cuore dell'esperienza e può essere affrontata sia in compagnia di un altro giocatore che con l'intelligenza artificiale, che si comporta in maniera generalmente affidabile: ci sono dislivelli che si superano solo facendosi issare a vicenda, porte che richiedono di premere contemporaneamente due leve e passaggi da sbloccare coordinando le proprie azioni. Gli enigmi ambientali sono presenti ma volutamente contenuti, come quello che ci chiede di ricomporre una scritta nel cartello di una stazione recuperando le lettere sparse nei dintorni. Non mancano infine i collezionabili, tra cui manifesti da spostare per nascondere il simbolo del coniglio già visto nell'originale e due nuove maschere da indossare, da scorprire con l'ausilio della nostra fotocamera.

Proprio la fotografia rappresenta la novità più interessante sul fronte delle meccaniche. Nel corso dell'avventura il Prigioniero mette le mani su una macchina fotografica Polaroid, che sostituisce l'accendino del gioco base con risultati interessanti: il flash illumina per un istante gli ambienti bui, stordisce i nemici che ci si parano davanti e, dettaglio delizioso, lascia cadere a terra le Polaroid appena scattate, che restano lì a decorare il pavimento. Ma c'è di più, perché scattando una foto ad alcuni oggetti, questi cambiano posizione rivelando oggetti nascosti, mentre immortalando dei rigonfi cadaveri disseminati per i livelli è possibile "attraversarli", riemergendo dal ventre di un altro corpo situato altrove e raggiungendo così aree altrimenti inaccessibili: una soluzione grottesca che richiama direttamente uno degli antagonisti più disturbanti dell'avventura principale. Mentre uno dei due personaggi impugna la macchina fotografica, l'altro si ritrova automaticamente armato di un attrezzo da mischia con cui finire gli avversari accecati dal flash, dando vita a "combattimenti collaborativi" in cui i due devono aiutarsi l'un l'altro. Attenzione infine alle numerose trappole e alle braci degli incendi, che perdonano ben poco.

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A movimentare il tutto ci pensano gli inseguimenti, uno dei punti di forza anche del gioco originale. Il vero mattatore dell'espansione è un soldato armato di lanciafiamme, un energumeno dal volto deforme con tanto di sigaro conficcato nella carne, che ci scova all'interno di un edificio e lo dà alle fiamme mentre lo attraversiamo di corsa, costringendoci ad una fuga rocambolesca ed a nasconderci mentre ci passa accanto. Il tutto finisce poi in uno scontro vero e proprio in un'arena chiusa, che ci vede alternare le coperture laterali e colpi di pistola per far fuori il nemico. Verso la fine troviamo poi anche una sezione a bordo di una motocicletta lungo l'autostrada, con tanto di torretta mitragliatrice da usare contro i nemici che ci inseguono: una parentesi adrenalinica e spettacolare, che però dura appena una manciata di minuti prima di interrompersi bruscamente.

Ed è qui che arriviamo al punto dolente, perché The Prisoner è semplicemente troppo breve. Personalmente ho impiegato circa un'ora e mezza per arrivare ai titoli di coda, ma solo perché una buona fetta di quel tempo l'ho persa in tentativi multipli, argomento su cui tornerò a brevissimo; procedendo senza intoppi si finisce tranquillamente in un'ora scarsa. È vero che il prezzo è contenuto, ma a 9,99 Euro mi sarei aspettato almeno tre ore di contenuti, non tanto per una questione di quantità in sé, quanto perché servirebbero a dare respiro a due protagonisti che, così come sono, sono stati approfonditi molto poco. Il Prigioniero e la Soldatessa hanno un potenziale enorme e un rapporto che meriterebbe di essere raccontato, ma l'espansione li abbandona proprio quando iniziano ad interessarci. A questo si aggiunge una certa aria di riciclo: diversi nemici provengono pari pari dall'avventura principale, così come lo scontro finale dell'espansione, che ripropone una creatura già affrontata in precedenza senza aggiungerci nulla di sostanziale.

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Il problema maggiore, però, riguarda il mission design, che rispetto al gioco originale appare decisamente meno rifinito. In REANIMAL la costruzione dei livelli era tanto chiara quanto elegante: bastava uno sguardo per capire dove andare, cosa evitare e quale fosse la strada da percorrere, ed anche nelle sequenze più concitate la lettura dell'ambiente era immediata. Qui, invece, capita fin troppo spesso di ritrovarsi in sezioni costruite sul trial-and-error, nelle quali si muore ripetutamente non per mancanza di riflessi o abilità, ma semplicemente perché non si capisce facilmente cosa il gioco si aspetti da noi. Passaggi da individuare senza alcun indizio visivo, interazioni non segnalate, momenti in cui l'unica strategia è morire per scoprire cosa evitare la volta successiva: fortunatamente i checkpoint sono generosi e si riparte quasi subito, ma la frustrazione resta e va a intaccare proprio quel senso di fuga disperata che dovrebbe essere il fiore all'occhiello dell'esperienza. Mi è parso essere un passo indietro rispetto al design del gioco originale, e la sensazione è quella di un contenuto rifinito con meno attenzione, o forse con più fretta per farlo uscire in corrispondenza dell'evento THQ Nordic, rispetto al gioco originale.

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Tirando le somme, The Prisoner è un'espansione che sa regalare momenti di grande impatto ed un colpo d'occhio a tratti magnifico, sostenuti dalla solita, magistrale gestione dell'atmosfera da parte di Tarsier Studios. Le ambientazioni di guerra sono drammaticamente spettacolari, e la macchina fotografica è un'ottima idea di gameplay. Il problema è che tutto questo si consuma in poco più di un'ora, tra nemici riciclati e sezioni dal design confuso, chiudendosi con un cliffhanger che rimanda ogni risposta ai capitoli successivi. Se avete acquistato l'Edizione Deluxe o il Season Pass è senza dubbio una piacevole occasione per rimettere piede in questo mondo affascinante; se invece state valutando l'acquisto separato a 9,99 Euro, il consiglio è di attendere: meglio recuperare l'intera trilogia quando sarà disponibile e godersela tutta d'un fiato.

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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