RECENSIONE - NHL 27
NHL 27 non reinventa l'hockey di EA Sports, ma interviene su alcuni dei problemi più evidenti della serie: squadre troppo simili, atmosfere poco differenziate e assenza di una vera lega online tra amici. I playbook individuali, la regia di The Orchestrator e il ritorno di Connected Franchise producono cambiamenti più significativi di quanto possa suggerire una prima occhiata. Rimangono una struttura tecnica familiare, menu inspiegabilmente macchinosi e un'intelligenza artificiale non sempre impeccabile, per cui chi possiede NHL 26 e gioca esclusivamente offline potrebbe non considerare indispensabile il passaggio immediato; per gli appassionati interessati alle leghe online, alle atmosfere delle arene e a una rappresentazione più tattica delle squadre, questa è invece una delle edizioni più interessanti degli ultimi anni. NHL 27 non è ancora il capitolo capace di portare la serie in una nuova era, ma è forse quello che comprende meglio cosa renda speciale una notte di hockey: non soltanto il disco che entra in rete, ma il rumore, la tensione e l'identità del luogo nel quale accade. 8.0
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