RECENSIONE - Life is Strange: Reunion
Chi si aspettava un capitolo capace di scuotere l’animo dei fan di Life is Strage, rimarrà deluso. Questa reunion tra Max e Chloe funziona e riesce ancora a meravigliare e farci sognare, permettendoci di tornare indietro nel tempo di 10 anni con il cuore e con i pensieri, ma dove il gioco vacilla è però nella sua incapacità di stupire e purtroppo di farci sognare nuovi orizzonti. Avrei voluto una storia più avvincente, un gameplay fresco e una confezione tecnica curata degna del nome del gioco, con scelte morali tali da farci dubitare, piangere e scuotere la nostra morale come fece tanto tempo fa Dontnod con il primo indimenticabile capitolo. Invece quello che abbiamo tra le mani è l’ennesimo Life is Strange senza infamia e senza lode. Questo di per sé è un male? Non necessariamente, perchè Life is Strange: Reunion non è per nulla un brutto gioco, pad alla mano si lascia giocare e ci permette di tornare in quel mondo che tanto abbiamo amato e dove abbiamo lasciato un pezzo del nostro cuore, ma è un'opera che si trova prigioniera di se stessa, inabile a guardare avanti e che insiste troppo nel voler riavvolgere il tempo alla ricerca di una facile nostalgia, toccando un passato di certo glorioso, ma ormai fin troppo lontano. Ma se anche un personaggio insicuro come Max ha compreso che per crescere e migliorare bisogna guardare avanti, accettando la paura di poter sbagliare e cambiare, forse è arrivato il momento anche per Deck Nine di volgere lo sguardo in avanti, di saper evolvere, maturare e guardare lontano. Solo così il futuro di Life is Strange avrà ancora il potere di brillare. 7.0
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