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img Dragon's Dogma 2
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Dragon's Dogma 2: Dark Arisen - provato alla gamescom

Tra i titoli che abbiamo potuto provare a questa gamescom c'era Dark Arisen, la prima grande espansione di Dragon's Dogma 2, in arrivo a due anni dal lancio del gioco. Capcom ci ha permesso di provarla per un'ora, tra reliquie da recuperare e draghi non morti: ecco cosa abbiamo scoperto!
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Ben tredici anni fa, Capcom realizzò un'operazione di "refresh" del primo Dragon's Dogma pubblicando l'apprezzatissima espansione Dark Arisen, che migliorò notevolmente il gioco rendendolo di fatto l'edizione definitiva, con una nuova area, decine di ore di contenuti e una lunga serie di correzioni al gameplay. La casa di Osaka punta ora a replicare quel risultato con Dragon's Dogma 2: Dark Arisen, con obiettivi simili: arricchire il gameplay, espandere l'avventura e aumentare il valore complessivo del gioco. Parliamo quindi di un'espansione significativa ed importante, che aggiungerà molte ore di gioco al titolo originale.

Il cuore dell'espansione è Norgan, una regione ghiacciata collocata all'estremo nord della mappa, abbandonata da tempo immemore da chi l'abitava e oggi disseminata dei resti di antiche battaglie. Questa porta con sé dodici nuove sfide in altrettanti dungeon, i Riti Perduti, che curiosamente non si trovano nella nuova regione bensì nel mondo del gioco originale. Sono infatti collegate a quelle porte sbarrate che i giocatori avevano incontrato in caverne e sotterranei senza mai poterle aprire, e dietro di esse ci attendono nemici particolarmente ostici e ricompense rare, un tempo appartenute ad antichi insorti. Quindi l'espansione non si limita solo ad allargare la mappa, ma arricchisce di nuove attività anche le location esistenti.

MX Video - Dragon's Dogma 2

Ad accompagnare il DLC arriverà anche un corposo aggiornamento gratuito destinato a tutti, che va a sanare diverse critiche accumulate negli anni. La più significativa riguarda il viaggio rapido, con l'arrivo di una Pietra del Traghetto eterna utilizzabile all'infinito, che manda in pensione il consumo di risorse preziose ogni volta che vogliamo spostarci. Cambia poi la gestione della Peste del Drago, ora curabile con un intruglio apposito, salgono a sei gli slot per le abilità delle armi - la quinta e la sesta si attivano premendo insieme due tasti frontali - e arrivano nuove azioni per le pedine, ritocchi a tutte le vocazioni, più slot di salvataggio e ulteriori migliorie prestazionali.

La demo provata alla gamescom mi ha catapultato ai margini di un piccolo villaggio di capanne di legno nell'area di Norgan, con un personaggio di livello 50 e la possibilità di scegliere con quale vocazione affrontare la prova. Il primo incontro è stato con un'anziana del posto, esperta di antichità, che mi ha illustrato la novità più importante dell'espansione: le reliquie. Si tratta di oggetti non identificati che troveremo un po' ovunque nella nuova regione, sconfiggendo i nemici, aprendo i forzieri o frugando tra edifici e rovine, e che da soli non servono a nulla; per scoprire cosa nascondono dobbiamo riportarli a lei e farli valutare pagando in cristalli della Faglia. Il costo è tutt'altro che proibitivo, visto che per una mezza dozzina di pezzi ho speso poco più di novanta cristalli, una cifra che chiunque abbia messo qualche decina di ore nel gioco base possiede in abbondanza.

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Le prime due missioni della prova ruotavano proprio attorno a questo sistema, spedendomi a caccia di reliquie tra accampamenti nemici e sentieri innevati per poi tornare dall'anziana a scoprire cosa avessi portato a casa. Ogni reliquia appartiene a una categoria precisa, come uno scudo antico o un'arma lunga, ma il pezzo che ne esce è casuale: può quindi capitare di ritrovarsi in mano un bastone da mago dopo aver giocato un'ora da guerriero, e in quel caso non resta che rivenderlo per recuperare cristalli. Il bottino ottenuto in questo modo è di solito più potente dell'equipaggiamento comune, e in alcuni casi sblocca persino nuove abilità, oltre a comprendere pezzi esclusivi come un'ascia norgana o un anello capace di riportarci in vita una volta. Durante la mia prova, gli sviluppatori hanno tenuto a precisare un dettaglio importante: le reliquie si trovano soltanto nella nuova regione, ma una volta sbloccate sono utilizzabili ovunque, missioni principali del gioco originale incluse.

Sistemata la questione bottino, è cominciata la parte di prova più classica, con l'obiettivo di incamminarmi lungo una montagna per raggiungere il covo di un drago non morto, lo stesso visto in precedenti trailer. Ovviamente il percorso era disseminato di incontri con nemici da fronteggiare: Norgan è battuta da bande di predoni, branchi di lupi bianchi e fastidiose creature volanti, e i combattimenti conservano intatto il "caos affollato" della serie, con le tre pedine al seguito che incantano le nostre armi col fuoco, ci curano e commentano qualsiasi cosa accada. Tra le loro nuove azioni ce n'è una che le porta a farci letteralmente da sgabello umano per raggiungere posizioni sopraelevate, invito che mi hanno rivolto a più riprese durante gli scontri più concitati. Anche l'ambiente ci mette la sua, visto che il ghiaccio si può spaccare per aprire varchi o far precipitare i nemici nell'acqua gelida, mentre i ghiaccioli sospesi sopra ponti e cancelli diventano trappole improvvisate.

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Il lungo tragitto verso il covo del drago mi ha portato sempre più in alto lungo il fianco della montagna, e più salivo più il paesaggio si faceva ostile: alle quote basse crescono alberi e qualche ciuffo d'erba tra la neve, mentre in cima resta solo una distesa bianca punteggiata dalle rovine di antiche fortezze, col vento che fischia tra i ruderi. È qui che mi sono imbattuto nell'incontro più memorabile prima del finale: un gigante peloso alto 3-4 metri, armato di un tronco d'albero e dotato di cinque barre di salute, capace di spazzare via mezzo campo di battaglia con un colpo solo e di soffiare una tormenta gelida che ci rallenta fino a congelarci sul posto. In quei frangenti le pedine si sono rivelate provvidenziali, buttandosi addosso al mio personaggio per toglierlo dalla traiettoria del soffio gelato.

Per abbatterlo ho alternato l'arrampicata sul suo corpo, che i fan della serie conoscono bene, e l'uso delle abilità offensive, che a questi livelli fanno danni consistenti e si sono rivelate la scelta più efficace. Spaccando il ghiaccio più in alto, inoltre, sono riuscito a innescare una piccola valanga che gli è franata addosso mentre le pedine lo tenevano occupato. Quando è finalmente crollato, ci siamo rimessi in viaggio verso la nostra meta. C'è da dire che, come per gli altri incontri nel gioco, anche questo sarebbe stato evitabile: per qualche secondo sono riuscito a passare indisturbato dietro al gigante e avrei potuto proseguire senza che mi notasse, ma questo significherebbe anche rinunciare agli aumenti d'esperienza e al bottino che una simile battaglia comporta.

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Arrivati alla fortezza in rovina, è stato il momento del combattimento finale della demo: il drago non morto era lì ad attenderci, e si è rivelato essere davvero imponente. La creatura era ricoperta di squame impenetrabili che rendevano inutili gran parte degli attacchi: bisognava colpire i pochi punti scoperti, ovvero le zampe anteriori e il collo, ma col drago che si muoveva in continuazione erano difficili da colpire più di un paio di volte di seguito. Come se non bastasse, il drago sputava un fiato bluastro che si depositava al suolo facendo emergere orde di non morti: non troppo pericolosi, ma una distrazione durante il combattimento, tenendo impegnate anche le pedine. Lo scontro è diventato così una battaglia su più fronti, nella quale dovevamo prima far fuori i non morti, per poi concentrarci sul drago.

Dopo una lotta lunghissima, durante la quale sono riuscito un po' alla volta a sottomettere il drago staccandogli ali e arti arrampicandomi più volte sul suo corpo (anche con grandi cadute al suolo, visto che la stamina per reggere l'arrampicata non è molta), e quando rimaneva ancora una buona dose di salute al drago, è successo qualcosa di inaspettato: il mostro ha caricato un enorme attacco energetico dalla bocca, che ha spazzato via me e le mie pedine. La prova si è chiusa con l'arrivo di una misteriosa donna in armatura, che si è lanciata da sola contro la creatura mentre l'Arisen perdeva i sensi, lasciandomi con questa frase: "Arisen! Questo drago caduto, abbandonato dal Ciclo, dalla Morte stessa, è un fardello che io solo devo portare sulle spalle". Inutile dire che, sicuramente, questo misterioso personaggio sarà il fulcro delle nostre avventure a Norgan.

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Le impressioni che mi porto a casa dopo questa prova sono positive, con qualche riserva sulla varietà dei nemici che spero venga smentita da ciò che Capcom sta ancora tenendo riservato: il percorso mi è sembrato fin troppo affollato, tanto da trasformare l'esplorazione in un combattimento continuo; inoltre, molti nemici, anche se differenti nell'aspetto, ricordavano nei movimenti e negli attacchi quelli del gioco originale. Non siamo quindi di fronte ad una rivoluzione del gioco, ma ad un sostanzioso arricchimento, visto che il sistema delle reliquie introduce finalmente un bottino davvero soddisfacente e ci dà dei motivi in più per esplorare e fronteggiare i nemici. C'è poi da valutare i dodici Riti Perduti, che nella demo non ho potuto toccare, e la storia vera e propria, che da questo inizio e dall'incontro con la misteriosa guerriera sembra già molto stimolante. Dragon's Dogma 2: Dark Arisen sembra comunque l'occasione perfetta per tornare su un gioco che, tra aggiornamenti gratuiti e nuovi sistemi, è oggi ben più rifinito e accogliente di quanto fosse al lancio, e il discorso vale ancor di più per chi non l'ha mai iniziato. L'appuntamento è fissato al 9 ottobre, sia come espansione a pagamento per chi possiede già il gioco, sia in un'edizione completa pensata per i nuovi arrivati.

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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