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Test Drive Unlimited
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Test Drive Unlimited hands-on

Un coupè da 300km/h, un'isola del Pacifico e chilometri e chilometri di strade da percorrere a bordo del nostro bolide: un sogno per qualsiasi amante delle quattro ruote che Atari ci ha permesso di vivere in anteprima inviandoci una versione preliminare di Test Drive Unlimited. Eccovi le nostre prime impressioni su quello che si conferma essere uno dei più originali titoli automobilistici degli ultimi anni.

Test Drive Unlimited hands-on

Sembra che con Test Drive Unlimited, gli sviluppatori di Eden Studios abbiano davvero voluto fare le cose in grande: sin dai primi minuti di gioco si nota una grande cura per ogni minimo dettaglio anche oltre quelle che sarebbero le normali competenze di un racing game. Il gioco è ambientato su una fedele riproduzione di Oahu, la principale isola delle Hawaii, che potremo esplorare senza limitazioni: all'inizio del gioco ci viene mostrato un aeroporto con una fila di passeggeri pronti ad imbarcasi su un aereo con destinazione Oahu, e ci verrà chiesto di scorrerli tutti per scegliere quello che impersoneremo nel gioco. Già qui si nota la cura degli sviluppatori, che se fossero stati più pigri avrebbero semplicemente creato una schermata statica per la scelta del nostro alter-ego, piuttosto che creare una ambientazione del genere. Una volta scelto il personaggio che più ci aggrada (io ho optato per una simpatica signorina), una voce doppiata in italiano, come tutto il resto del gioco, ci informa che è il momento di partire: si decolla!

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Una volta arrivati sull'isola, fuori l'aeroporto, ci viene data l'opportunità di provare subito un bel bolide grazie ad un autonoleggio: una volta scelta la vettura, siamo in strada. Dobbiamo poi acquistare un appartamento alla portata delle nostre finanze (si inizia con un quantitativo minimo di denaro), comprare una automobile in uno dei vari concessionari disponibili (purtroppo all'inizio potremo permetterci solo un'auto di classe F, le meno prestanti), dopo di che veniamo lasciati a noi stessi, per le strade della capitale delle Hawaii Honolulu. Devo ammettere che l'impatto iniziale è stato disorientante: abituato a titoli automobilistici fortemente strutturati in gare e prove varie da portare avanti una dopo l'altra, avere una intera isola da esplorare mi ha fatto chiedere: "ed ora?". Si, percorrendo le strade (tutte dotate di traffico urbano) potevo incontrare delle icone che rappresentavano delle gare da compiere, ma non riuscivo a capire il senso del tutto, un girovagare senza meta nella speranza di incontrare nuove gare.

Tutto è però cambiato quando ho attivato la mappa con visuale dall'alto dell'isola. La mappa mostra l'intero sistema stradale di Oahu, una sorta di Google Earth che ci dà la possibilità di zoomare fino a poter distinguere i singoli palazzi mostrandoci in colore azzurro le strade che abbiamo già percorso. Ma sopratutto sulla mappa vengono mostrate le icone di tutte le gare disponibili, tutti i concessionari di automobili, negozi ed altri posti di interesse, permettendoci di applicare dei filtri per mostrare ad esempio solo le gare che non abbiamo vinto. In questo modo abbiamo una visione generale dell'isola che ci permette di creare da soli i nostri obiettivi, scegliendo il percorso che vogliamo per completare tutte le gare offerte.

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Le gare disponibili sono sia di tipo single-player che multigiocatore, anche se purtroppo ho potuto provare solo le prime, visto che su PartnerNet, il Live parallelo dedicato esclusivamente ai giochi in via di sviluppo, non sono mai riuscito a trovare altri con i quali competere. Per gareggiare è necessario guidare fino al luogo della mappa sul quale è presente l'icona della gara scelta, ma solo se si trova su una strada mai percorsa: in caso contrario, basta selezionare l'icona sulla mappa per venire trasportati automaticamente sul luogo della gara (questo "teletrasporto" funziona anche per raggiungere velocemente qualsiasi tratto di strada già percorso). Per quanto riguarda il gioco in singolo, sulla mappa possiamo trovare sia gare contro altri piloti che prove di velocità massima o al cronometro, ed ognuna può essere aperta a chiunque oppure avere una limitazione di classe automobilistica. Se non disponiamo di un'automobile adatta per una certa gara, dovremo aspettare di averla comprata o possiamo noleggiarla temporaneamente per il tempo della gara in uno dei tanti autonoleggi presenti sull'isola. Per ogni gara vinta riceviamo in premio una certa somma di denaro, che potremo accumulare per poi acquistare nuove automobili, case, e così via. Per quanto riguarda il multigiocatore, sono presenti anche dei particolari Club a pagamento nei quali possiamo creare un nostro circolo di piloti (un clan in tutto e per tutto) con i quali sfidare gli altri circoli.

Oltre alle gare "standard", percorrendo le strade dell'isola si può incappare anche in missioni occasionali che ci permettono di variegare il gioco e di guadagnare qualche soldo in più. Nella tempo che ho dedicato a testare il titolo, mi sono capitati per lo più autostoppisti che volevano essere portati da una parte all'altra dell'isola (occhio a non causare incidenti, altrimenti vorranno scendere ed addio soldi), ed una missione tanto remunerativa quanto difficile: si trattava di portare una Enzo Ferrari da una parte all'altra dell'isola, evitando danni. Avete idea di cosa significhi domare una Enzo per chilometri di strade trafficate evitando di causare incidenti? Pensavo fosse una passeggiata, e si è invece rivelato più difficile del previsto, anche perchè la voglia di mandare l'acceleratore a tavoletta abbandonando le precauzioni è sempre tanta. Aggiungiamo a questo anche il fatto che, se connessi ad Xbox Live, durante le nostre passeggiate per le strade dell'isola potremo incontrare altri giocatori con i quali ingaggiare sfide all'ultima sgommata, e non si può dire proprio che ci annoieremo.

Il modello di guida è sullo stile di Project Gotham Racing 3: una via di mezzo tra l'arcade ed il simulativo, dove viene premiato chi sa dosare meglio freno e freno a mano in curva. Le auto si fanno guidare senza particolari problemi, almeno quelle delle fasce più basse: salendo di categoria si nota una tendenza al sovrasterzo quando si esagera con il gas, ma dopotutto da una Enzo non ci si può certo aspettare la stessa docilità di una Audi TT.

La realizzazione tecnica ha i suoi alti e bassi: sul fronte pro troviamo la riproduzione dettagliata delle auto, con un rendering estremamente fotorealistico ed un'ottima gestione dei riflessi. Molto ben realizzato anche il sistema di streaming da disco delle porzioni dell'isola, che fa si che possiamo percorrere decine di chilometri senza mai incontrare un caricamento. Tra i contro va evidenziato invece un frame-rate non stabilissimo con scatti occasionali, un troppo evidente pop-up della vegetazione, un uso troppo pesante dell'effetto di bagliore solare e la realizzazione degli interni delle vetture, che seppur molto dettagliati mostrano una bassa mole poligonale e textures in bassa risoluzione. Trattandosi però di una versione preliminare del gioco, è possibile che alcuni di questi problemi vengano sistemati prima dell'uscita nei negozi.

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In conclusione, Test Drive Unlimited si presenta come un racing game di ottima fattura, pieno di elementi innovativi e dal ricco budget, pienamente in linea con le recenti affermazioni dei managers di Atari dopo la cessione ad Ubisoft del marchio Driver (Test Drive diventa l'unica serie automobilistica dell'editore, sulla quale concentrare tutti gli investimenti). La natura arcade del titolo potrà forse far storcere il naso a qualche purista delle quattro ruote, ma il livello di sfida ed il divertimento offerto dalle molte modalità presenti non va sottovalutato. Tutto questo senza aver potuto provare a fondo le capacità di connessione online del gioco, vista la scarsità di giocatori presenti su PartnerNet. Il giudizio per questa versione incompleta è quindi positivo, e se saranno risolti i problemi di frame-rate e di popup della vegetazione non potrà che essere confermato in fase di recensione della versione finale.

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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