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Destiny - l'Alfa messa alla prova

In attesa dell'arrivo della fase Beta del gioco a luglio, subito dopo l'E3 Bungie ha svolto un breve periodo di Alfa pubblica di Destiny per darcene un primo assaggio. Questo ci ha permesso di sperimentare di persona la particolare struttura del gioco, a metà tra FPS single-player e MMO: eccovi cosa abbiamo scoperto e le nostre prime impressioni.
Cos'è Destiny? Un FPS strutturato attorno ad una storia epica e coinvolgente? Oppure un MMO in cui divertirci in scorribande insieme agli amici? O ancora uno shooter multiplayer competitivo? E se è tutte queste cose messe insieme, com'è strutturato? Come si passa dall'una all'altra? Queste sono probabilmente le domande principali che si pongono gli appassionati quando sentono parlare del nuovo titolo di Bungie, perché le descrizioni che gli sviluppatori ne hanno dato finora sono molteplici ed è sempre stato poco chiaro in che modo tutte le componenti del gioco si amalgamassero tra loro. Fortunatamente il breve periodo di Alfa svolto nei giorni scorsi (unicamente su PS4) ha permesso a molti di farsi un'idea più chiara della struttura del gioco, di alcune delle modalità presenti e del gameplay di base. Se avete potuto parteciparvi vi sarete già fatti un'idea, ma per tutti gli altri vediamo di chiarire cosa aspettarci.

Il primo contatto con questa versione estremamente ridotta del gioco avviene tramite la schermata di creazione del nostro (o nostra, visto che è possibile scegliere anche il sesso femminile) Guardiano; nella storia del gioco, i Guardiani sono dei soldati che hanno il compito di difendere l'ultima città della Terra e di esplorare il sistema solare alla ricerca di tracce della famosa Età dell'Oro dell'esplorazione spaziale, indagando al contempo sull'attività delle diverse razze aliene ostili disseminate per i pianeti del nostro sistema. L'Alfa di Destiny non fa molto per spiegare o approfondire la storia alla base del gioco - non è dopotutto quello il suo scopo - ma in soldoni questo è il background storico sul quale ci muoveremo: in un tempo remoto la Terra venne avvicinata da una misteriosa sfera gigante chiamata il Viaggiatore, che donò all'umanità la capacità di esplorare lo spazio. Questo diede il via alla cosiddetta Età dell'Oro, ma attirò anche l'attenzione di molteplici razze aliene che decisero così di attaccare la Terra. Le leggende narrano che, al culmine di una cruenta guerra durante la quale l'umanità rischiò di essere completamente sterminata, il Viaggiatore decise di sacrificarsi per salvare la razza umana: da allora staziona, proteggendola, sopra la Città, ultimo baluardo di civiltà rimasto sulla Terra, e da lì i Guardiani partono per le loro missioni nel sistema solare.

Torniamo quindi alla creazione del personaggio. L'Alfa ci fa per prima cosa scegliere tra le tre classi disponibili Titano, Cacciatore e Stregone; queste si differenziano per la propensione verso determinati tipi di armi e nell'evoluzione del personaggio, che troveremo indirizzata più verso le abilità di combattimento, quelle di agilità e caccia oppure quelle di utilizzo di poteri speciali a seconda della classe selezionata. Una volta decisa la classe, il resto della personalizzazione è puramente estetica e non influisce sul gameplay: possiamo scegliere sesso, razza tra Umano, Insonne (una sorta di elfo spaziale) e Exo (un essere dall'aspetto robotico) e personalizzarne il volto in numerosi dettagli.

Fatto questo, veniamo catapultati immediatamente in una missione della storia principale, denominata "L'Oscurità Dentro" e ambientata nell'Antica Russia, sulla Terra: qui dobbiamo indagare su una misteriosa e oscura presenza aliena che è stata segnalata all'interno di un antico osservatorio, quindi partendo dall'area rocciosa e semi-desertica all'esterno dobbiamo raggiungere l'osservatorio in lontananza per poi esplorarne i meandri interni. Strutturalmente la missione non presenta grosse sorprese per chi abbia già giocato con un Halo o un altro FPS caratterizzato dall'alternanza di aree aperte, nelle quali muoversi liberamente, e chiuse maggiormente lineari, con un una voce (l'Alfa era in inglese con sottotitoli in italiano, ma il gioco finale sarà completamente in italiano) che ci dice via radio cosa fare ed un nav-point che indica sempre dove andare. La prima cosa che salta subito all'occhio sono le splendide ambientazioni: il titolo graficamente non fa miracoli, ma gli ambienti offrono dei panorami davvero evocativi e mozzafiato, riuscendo al contempo a mostrarsi molto vari ed interessanti anche su più piccola scala come nella conformazione delle rocce, il design degli edifici e gli altri elementi che compongono lo scenario. Un plauso agli artisti di Bungie.

Non passa molto prima che si incontrino i primi nemici, alieni della razza di Caduti presenti in piccoli gruppi sparsi per il territorio. Gli scontri si dimostrano molto dinamici grazie all'ottima mobilità dei nemici che corrono, si nascondono ed in alcune situazioni provano anche a sorprenderci ai fianchi, mentre il nostro Guardiano può compiere enormi doppi salti e cambiare al volo due diverse armi: una primaria ed una "speciale", nel caso del mio Cacciatore rispettivamente un fucile d'assalto ed uno a pompa. Una particolarità interessante sta nell'uso delle granate, che non si raccolgono in giro ma si rigenerano automaticamente in un certo tempo; le munizioni vanno invece raccolte, ma sembra che presso alcuni negozianti sia possibile ottenere dei dispositivi per rigenerare anche quelle. Presente anche la possibilità di sferrare dei colpi in corpo a corpo, così com'è possibile lanciare il pugnale ai nemici vicini, magari per dargli il colpo di grazia dopo una scarica di fucile. Per quanto riguarda la gestione della salute troviamo un classico sistema a scudo rigenerante; i nemici invece presentano una barra della salute sopra la testa e quando li colpiamo compaiono i numeri indicanti quanto danno gli abbiamo inferto, in maniera molto simile a quanto visto in Borderlands. Disponiamo infine di un'abilità speciale, utilizzabile dopo aver compiuto una serie di uccisioni, che ci permette di sferrare colpi molto potenti; nel mio caso potevo evocare per un brevissimo tempo una "pistola fiammeggiante", capace di disintegrare i nemici con dei raggi di luce solare.

Durante gli scontri ho scoperto anche che alcuni nemici, seppur non tutti, si rigenerano all'infinito dopo averli uccisi: basta lasciare la loro area e, tornandoci, li ritroviamo belli pimpanti. E' una cosa che non m'è piaciuta troppo, anche perchè in alcune zone il loro respawn avveniva anche senza essermi allontanato dall'area, costringendomi a riaffrontare più volte le stesse battaglie durante l'esplorazione.

Dopo aver fatto fuori un po' di nemici, alcune astronavi mi passano sulla testa e iniziano a sganciare nemici su una radura non troppo lontano da dove mi trovo: una voce mi informa che è iniziato un Evento Pubblico, una particolare "missione nella missione" alla quale ci si può unire combattendo insieme ad altri giocatori; per il momento però preferisco ignorarla proseguendo nella storia. Entro quindi nell'osservatorio e l'atmosfera si fa improvvisamente più tesa: locali bui, stretti corridoi e strani organismi che infestano le pareti mi fanno capire che sto per incontrare una nuova minaccia: e così faccio la conoscenza dell'Alveare, trovandomi in una battaglia contro una sorta di zombi alieni e la loro "maliarda", o padrona, un potente essere fluttuante simile a una strega. Dopo una feroce battaglia ho la meglio sul nemico e si conclude anche la missione: una veloce schermata di riepilogo e vengo portato "in orbita", dove riesco a farmi un'idea più chiara della struttura del gioco.

MX Video - Destiny


L'orbita è infatti il punto in cui decidere cosa fare tra una missione e l'altra: a quanto pare anche la storia non procede in un fluire unico come negli FPS classici, ma è composta da missioni singole selezionabili insieme alle molte altre possibilità offerte dal gioco; man mano che si procede nella storia si sbloccano nuovi pianeti e nuove aree, dove oltre alle missioni Storia troviamo anche altri tipi d'attività. Una volta in orbita, vediamo la nostra astronave fluttuare nello spazio, e l'opzione "Imposta destinazione" per scegliere cosa fare; nell'Alfa l'unico pianeta disponibile era la Terra, sovrastata dalla grande sfera del Viaggiatore, mentre di lato era presente l'icona del Crogiolo, il comparto multigiocatore competitivo di Destiny. Selezionando la Terra compariva una mappa con diverse icone selezionabili: una permetteva di ripetere la missione Storia appena conclusa, un'altra invece offriva di rivisitare la stessa location in modalità Esplorazione libera (da soli o con due amici online), mentre una terza faceva accedere ad una missione Assalto, pensata per essere giocata esclusivamente in co-op.

Selezionando il Viaggiatore era infine possibile accedere alla Torre della Città, il quartier generale dei Guardiani. Dopo aver completato la missione Storia questa era l'unica opzione disponibile, quindi mi sono recato lì. Si tratta in pratica dell'hub principale del gioco, costituito da una piazza centrale che connette tra loro diverse aree al chiuso. Qui ci muoviamo con visuale in terza persona e vi troviamo numerosi negozianti e altri personaggi con i quali interagire: è possibile acquistare armi, vestiti ed altro equipaggiamento, oltre a personalizzare il nostro personaggio con vari stemmi e loghi (divisi tra gioco standard e Crogiolo). E' inoltre possibile ricevere missioni da cacciatori di taglie e altri lavori, inoltre nell'area dedicata al Crogiolo possiamo prepararci per le partite competitive. Seguendo un punto di navigazione impostato dal gioco ho raggiunto il Quartiermastro negli hangar, il quale mi ha chiesto di scegliere la mia astronave tra tre disponibili (cambiano solo nell'aspetto e non hanno impatto nel gameplay visto che, almeno per ora, la nostra astronave non è pilotabile e si vede solo nelle schermate di spostamento tra missioni) e mi ha assegnato un Astore, il veicolo fluttuante molto simile alle speeder bikes di Star Wars che potremo richiamare in qualsiasi aperto nelle aree aperte, per spostarci più velocemente. In quest'area è possibile anche incontrare altri giocatori, interagendo con loro tramite appositi gesti assegnati alla croce direzionale.

Una volta finito di visitare la Torre sono tornato in orbita e qui, selezionando nuovamente la Terra, ho potuto accedere alle missioni d'Esplorazione e Assalto. La prima mi ha visto atterrare nella stessa area della missione svolta in modalità Storia, con la possibilità di esplorarla liberamente e scontrarmi con qualsiasi nemico: inoltre in alcuni ripetitori sparsi per il territorio ho potuto accettare delle missioni di ricerca o eliminazione nemici, utili per ottenere armi, crediti (per le location sono nascosti anche numerosi forzieri, che se trovati ci permettono di aumentare il bottino) e salire di livello. Questa modalità è giocabile da soli ma è maggiormente godibile con altri due amici, visto che la struttura aperta e la possibilità di decidere cosa fare si prestano meglio alle scorribande in compagnia.

Molto più interessante è invece la missione Assalto presente nella beta: questa si può svolgere unicamente in co-op con altri due giocatori, quindi non appena l'ho selezionata è partita la ricerca di due giocatori di livello simile al mio e, una volta trovati, abbiamo potuto iniziare la nostra avventura. Le missioni Assalto sono in pratica delle missioni co-op nelle quali dobbiamo completare un obiettivo dopo l'altro, fino ad arrivare al termine della missione: qui insieme ai due compagni abbiamo esplorato le ambientazioni (sia chiuse che all'aperto) affrontando epiche battaglie contro nemici che andavano dal debole al fortissimo (e con abilità diverse tra loro, come ad esempio quelli che che possono rendersi invisibili), trovando sicuramente pane per i nostri denti. Fortunatamente se un membro del gruppo muore, gli altri hanno la possibilità di farlo resuscitare subito oppure può respawnare da solo dopo qualche decina di secondi: se però tutti e tre i membri del team muoiono, il gioco resetta la partita all'ultimo checkpoint. Ho trovato questa modalità molto coinvolgente e impegnativa, ma credo che Bungie debba ancora lavorare sul bilanciamento perchè per abbattere alcuni nemici c'è voluto davvero troppo tempo: sono presenti anche diversi boss supportati da ondate continue di nemici minori, e questi sono quelli che necessitano di maggior tempo per essere abbattuti. Qui non ci sono particolari trucchi o punti deboli da sfruttare: si tratta di rovesciare addosso ai nemici tutta la nostra potenza di fuoco finché non abbiamo la meglio, ed effettivamente alla lunga può risultare tedioso se non si è in un team di livello sufficientemente alto. Durante questa sessione abbiamo partecipato anche ad un evento pubblico: mentre ci stavamo spostando verso il punto di navigazione successivo è arrivato un gruppo di nemici capitanati da un boss particolarmente ostico, e ci siamo uniti ad altri tre giocatori per farli fuori.

Dopo di questa missione mi rimaneva solo di testare il multiplayer competitivo, il Crogiolo, per chiudere la panoramica sulle modalità offerte dall'Alfa: una volta tornato in orbita l'ho selezionato e mi è apparsa una schermata delle diverse modalità presenti nel gioco. Di questa era disponibile solo "Controllo", simile alla classica modalità "Dominio" vista in altri titoli: qui due squadre da 6 giocatori si affrontano per il controllo di una serie di punti segnati sulla mappa, con la possibilità di utilizzare anche diversi mezzi e torrette sparse per il territorio. Ho svolto diverse partite che si alternavano tra due mappe: una simile alla già vista steppa russa, di media grandezza e caratterizzata da un territorio dominato da ruderi di palazzi, mentre l'altra era ambientata sulla Luna. Questa era composta da un'ampia area aperta con diversi edifici sparsi nella parte centrale, in grado quindi di dare vita sia a scontri a lungo raggio che a distanza ravvicinata, in strette stanze e corridoi; la mappa ospitava inoltre alcuni veicoli armati, ottimi per far fuori gruppi di nemici in spazi aperti. Dopo qualche partita il tipo di multiplayer offerto da Destiny mi è sembrato molto simile a quello di Halo: questo sia per la mobilità dei giocatori con i loro grandi salti, sia per la presenza dello scudo rigenerante ed il numero di colpi necessari ad abbattere un nemico. Ci sono ovviamente delle differenze, ad esempio le nuove abilità speciali aggiungono una possibilità per far fuori velocemente i nemici, ma chi ama il tipo di gameplay frenetico alla Halo si troverà probabilmente a suo agio.

Destiny è un gioco complesso e ricco di caratteristiche, quindi ci sarebbe ancora molto da dire sul sistema di level-up ed evoluzione del personaggio, l'inventario, la possibilità di raccogliere materiali da usare poi per migliorare le armi, le diverse fazioni e così via. Quello che però mi premeva offrirvi in questo articolo era uno sguardo - pur limitatamente a quando l'Alfa mostrava - sulla struttura generale del gioco, su cosa aspettarvi quando lo inserirete nella vostra console (sempre che non ve ne facciate prima un'idea con la beta in arrivo a luglio). Quello che avrete è in definitiva un titolo in grado di soddisfare molti appetiti diversi: se vi piace seguire una storia troverete delle ottime atmosfere (aiutate anche da un'eccellente colonna sonora), ma anche se vi piace avventurarvi con gli amici e magari dedicarvi a far crescere il vostro personaggio troverete pane per i vostri denti, così come avrete di che divertirvi se amate gli scontri competitivi, almeno del tipo estremamente frenetico che qui ci viene proposto. Come probabilmente saprete, il gioco è online-only, quindi questo è un fattore del quale sicuramente bisognerà tener conto; non è peraltro possibile mettere in pausa, anche se si sta giocando la storia da soli.

In definitiva, comunque, sono uscito pienamente soddisfatto da questo primo incontro con Destiny; una versione così essenziale del gioco non mi ha permesso di saggiare la grandiosità ed epicità che Bungie afferma di voler conferire alla sua nuova opera, ma il gioco ha comunque dimostrato di avere solide basi sia per quanto riguarda il gameplay che l'impostazione strutturale generale, quindi se i contenuti ci saranno (leggasi tante missioni, grande varietà di ambientazioni ed una storia coinvolgente), non c'è dubbio che sarà uno dei protagonisti di fine 2014.

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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