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NBA Playgrounds

Recensione - NBA Playgrounds

La stagione dello sport americano più bello del mondo, l’NBA, è giunta ormai alle sue fasi conclusive. Saber Interactive prova quindi a calarci nell’atmosfera dello street basket con NBA Playgrounds, prendendo spunto dall’arcade anni 90 NBA Jam e provando a riproporlo in chiave moderna. Con quali risultati? Lo sviluppatore ci ha fornito il gioco per verificarlo, quindi continuate a leggere!

Il Gioco

E’ sabato pomeriggio, siete in California, a Pasadena, in un momento di pausa dallo studio. Cosa potete fare se non contattare un amico, recarvi in uno dei mille playground distribuiti per tutto il circondario di Los Angeles, e sfidare un’altra coppia di cestisti in un entusiasmante 2 vs 2? Ecco, in queste poche righe è riassunta tutta l’anima di NBA Playgrounds, gioco sviluppato da Saber Interactive che ci permette di impersonare due stelle dell’NBA che sfidano altri giocatori in un incontro di Street Basket. Insomma, una premessa simile al classico NBA Jam, ma con la differenza che quello era giocato interamente nei palazzetti.

Il gioco è semplicissimo, ma se non bastasse è presente un comodo tutorial che ci spiega per filo e per segno tutti i comandi e le mosse che dobbiamo utilizzare per avere la meglio sugli avversari. I tasti sono pochissimi e ci permettono di passare palla, cambiare giocatore, rubare palla, tirare, catturare i rimbalzi, eseguire stoppate, spingere, scattare e chiamare gli Alley oop. La levetta destra invece è dedicata ai tricks e alle finte. Una volta che ci siamo impratichiti con i comandi, possiamo passare all’azione. Da notare sin da subito che non ci sono solo i classici tiri da 2 e 3 punti, ma a seconda del tempismo con il quale rilasciamo il tasto di tiro, non solo abbiamo più possibilità di andare a punto ma anche di ottenere un punto bonus in caso di rilascio perfetto, dando la possibilità di guadagnare fino a 5 punti con il primo tiro da tre perfetto (la squadra che realizza il primo canestro della partita, ottiene un punto a prescindere). Al compimento di determinate azioni, come tricks, palle rubate, stoppate o canestri, si ricarica una barra sopra il nome del proprio team che ci permette di effettuare un super tiro o una super schiacciata (o tutta una serie di altri bonus, come ad esempio la possibilità di limitare il possesso alla squadra avversaria). I bonus sono ottenibili attraverso un’assegnazione totalmente casuale con una specie di slot machine, solo al riempimento totale della barra speciale.

MX Video - NBA Playgrounds

Al termine di ogni incontro, alla nostra squadra viene assegnata una quantità di punti esperienza che varia a seconda che si sia vinto o perso. Questi punti esperienza sono di due tipi: i primi vanno a incrementare il livello del giocatore, mentre i secondi incrementano il livello dei due cestisti che abbiamo scelto a formare la nostra squadra, potenziandone le caratteristiche (anche se la differenza tra un livello e l’altro si nota relativamente). Ogni volta che noi avanziamo di livello, ci viene regalato un pacchetto di figurine che contiene nuovi cestisti che possiamo utilizzare per continuare a sfidare nuovi giocatori sia offline che online, che in multiplayer locale. Sono presenti oltre 250 cestisti presi dai roster moderni, scordiamoci perciò giocatori come Jordan, Bird o Kareem Abdul-Jabbar. Chissà che anche questi non vengano inseriti con un dlc in futuro. Per quanto riguarda il giocatore singolo, le modalità disponibili sono solo due: esibizione, con partita secca 2vs2, e torneo, con una serie di 4 partite consecutive che ci permettono, una volta portati a termine con successo, di sbloccare nuove arene.

In NBA Playgrounds naturalmente è presente anche una modalità multiplayer online e una in locale. Entrambe possono essere giocate solo in 2 vs 2; ma al momento il multiplayer online soffre di grossi problemi di netcode e di lag, oltre che di un matchmaking a dir poco essenziale. Graficamente il titolo è fumettoso e gradevole: il 3D “fotorealistico” di NBA Jam è stato abbandonato per lasciar spazio a cestisti e ambientazioni disegnate e coloratissime. Promosso il sonoro, che riesce a farci cogliere l’atmosfera dei giochi di basket moderni, pur non avendo una colonna sonora piena di artisti iper-famosi (anzi, parliamo pur sempre di MIDI e musica elettronica). Il gioco è poi localizzato in Italiano a esclusione dei dialoghi e della telecronaca, che continuano a essere in inglese (e, a mio parere, giustamente).

Amore

L’atmosfera degli arcade anni 90

- Quello che NBA Playgrounds prende di peso da NBA Jam è il carisma e l’atmosfera da arcade anni 90 che un po’ manca nei giochi non simulativi cestistici che escono ai giorni nostri. Il gioco è un inno alla semplicità, giocabile da tutti senza particolari curve di apprendimento dei comandi (che sono poi solo tre: passaggio, tiro e stoppata). Per il resto sono presenti tutti i cliché dei vari giochi usciti in passato in sala giochi: super tiri, super schiacciate e chi più ne ha più ne metta.

Niente microtransazioni

- Se posso lasciarmi andare in una piccola esultanza dico: EVVAI! Avrebbero potuto lucrare con le microtransazioni attraverso l’acquisto dei pacchetti di figurine dei giocatori, ma non l’hanno fatto. L’unico modo per sviluppare il proprio team è solo ed esclusivamente giocando. Come dovrebbe essere in qualsiasi gioco che non sia un free-to-play.

Co-op in locale divertentissima

- Il meglio di sé NBA Playgrounds lo esprime quando a prendere il secondo pad è un amico/a. La modalità competitiva locale rappresenta sicuramente la modalità per la quale vale la pena spendere i 19 euro del gioco. L’intensità e il pathos che si accumulano giocando faccia a faccia non è minimamente paragonabile al single player né al multiplayer. Urlare BOOM SHAKALAKA in faccia al proprio amico/avversario non ha prezzo!

Odio

Multiplayer online con seri problemi

- Parliamo del problema principale: il netcode ha bisogno di una bella sistemata. Fra le infinite attese per trovare qualche avversario, il lag la fa da padrone. Il fatto è che (e qui mi allaccio anche al secondo ma non meno importante difetto del multiplayer) i giocatori più abili utilizzeranno solo e soltanto stoppata e tiro da tre punti, che se eseguito in maniera perfetta vale addirittura quattro punti. Un solo piccolo accenno di lag e l’avversario piazzerà un parziale difficilmente colmabile anche a parità di abilità.

Single player noioso e parecchio sbilanciato

- Quando, dopo una manciata di partite in single player, scopri che esiste un modo per riuscire ad avere la meglio sulla CPU con una manciata di tiri, il gioco perde tutto il suo appeal. Diventa semplicemente un grind di punti esperienza per riuscire a completare la propria collezione e per far aumentare di livello quei due o tre atleti che utilizziamo abitualmente a rotazione. I comandi poi, pur essendo molto semplici da ricordare, non lo sono altrettanto da padroneggiare. Anzi, molto spesso è davvero complesso effettuare stoppate, catturare rimbalzi o rubare palla, proprio a causa di una scarsa precisione dei comandi.

Tiriamo le somme

NBA Playgrounds è un gioco palesemente incompleto. Nonostante abbia quel fascino retrò che può attrarre i nostalgici di NBA Jam (che comunque gode di una remastered coi fiocchi, disponibile in retrocompatibilità su Xbox One), il gioco manca di varietà, di un comparto multiplayer stabile e divertente e di rigiocabilità al di fuori del multiplayer locale. Spero tanto che in futuro escano DLC gratuiti che vadano a completare l’esperienza, uno dei quali, già annunciato, dovrebbe introdurre la possibilità di creare tornei online. Se state pensando di acquistarlo, attendete un taglio di prezzo almeno della metà, oppure l'arrivo di nuovi contenuti.
5.5

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L'autore

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Quando gli hanno chiesto di comporre una Bio, ha pensato subito alla natura e all’ambiente. Una volta rinsavito, ci ha raccontato di essere un appassionato di Basket e Calcio, videogiocatore accanito, predilige RPG, FPS e TPS. In generale però non si tira indietro di fronte a nulla. A tempo perso è anche speaker in una Web Radio.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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