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Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas

Recensione - Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas

Cosa succede se una produzione indie unisce tra loro atmosfere alla Zelda, colonne sonore di due leggende come Nobuo Uematsu e Kenji Ito ed un look a metà tra il classico e il moderno? Ne esce fuori Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas, un gioco che non nasconde l'ambizione di proporsi come alternativa extra-Nintendo a The Legend of Zelda. Scopriamo se ci sia riuscito.

Il Gioco

Il giovane avventuriero protagonista di Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas scopre che suo padre è scomparso, e dovrà cercarlo affrontando pericoli di ogni genere esplorando isola dopo isola un pericoloso arcipelago. Questo lo porterà in un'avventura in si troverà a combattere, affrontare pericoli e risolvere enigmi, ma anche trovare inestimabili tesori e dilettarsi in attività rilassanti come la pesca. Se sostituiamo la figura del padre con quella di una principessa in pericolo, è inevitabile pensare The Legend of Zelda, soprattutto The Wind Waker che era appunto ambientato in un arcipelago ricco di isole da esplorare. Ma fortunatamente il gioco dei finlandesi Cornfox & Bros non si limita ad una banale scopiazzatura, aggiungendo un proprio sitle che lo separa dalle avventure di Link.

Per prima cosa, c'è il look che mixa a tutti gli effetti i vecchi Zelda bidimensionali con una visuale isometrica dall'alto 3D,con zone di ogni genere: pianure, deserti, mari, monti, dungeon e case. E i comandi sono estremamente semplici, con l'analogico per muoversi e i tasti frontali per attaccare, interagire con gli oggetti e qualche combinazione per usare gli oggetti nell'inventario come pozioni o bombe.

MX Video - Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas

Ma non corriamo troppo, perché la dozzina d'ore di avventura offerte da Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas prevedono prima di tutto tanta esplorazione, combinata a combattimenti ed enigmi di ogni genere. Se i primi tendono ad essere semplici dal lato del gameplay (a parte gli occasionali boss, che comunque non sono molto impegnativi), gli enigmi possono creare qualche grattacapo in più. Nulla di clamoroso, per carità, solitamente si tratta dei classici enigmi a base di scatole o sfere da spostare nei punti giusti per far combaciare tutto, ma sbagliare è un attimo. Per fortuna c'è sempre un tasto che resetta ogni enigma al suo stato originale, permettendoci di riprovarlo dall'inizio.

Com'è giusto che sia in queste avventure, non è solo la ricerca dei tesori fine a sé stessa che porta avanti il giocatore, ma anche l'evoluzione stessa del personaggio. Durante le nostre esplorazioni troviamo monete utili per comprare oggetti sempre più forti, ma anche gemme necessarie per salire di livello nonché potenziamenti come i tipici pezzi di cuore dei vari Zelda, utili per aumentare la salute massima. Si tratta a tutti gli effetti di un'esperienza arcade vecchio stampo, nonostante la difficoltà nettamente più bassa, che prevede addirittura qualche minigioco come una specie di sparatutto su binari per eliminare nemici e ostacoli mentre si va in nave, un giochino di pesca e così via.

Insomma, look isometrico a parte, chi ha giocato ai primi Zelda e a Wind Waker sa bene cosa aspettarsi: è persino possibile distruggere vasi alla ricerca di monete. Detto ciò, l'accompagnamento musicale dei maestri Nobuo Uematsu e Kenji Ito, più calmo e sognante delle loro solite colonne sonore epiche, ed il look discretamente originale lo rendono abbastanza riconoscibile e piacevole da condurre il giocatore fino alla fine dell'avventura. Buone notizie anche per i non anglofoni: anche se i pochi dialoghi parlati sono in inglese, tutti i sottotitoli, menu e testi vari presentano una buona traduzione in italiano.

Amore

Ma che musica, maestri!

- Non credo serva elencare la mole di capolavori ai quali Ito e Uematsu hanno lavorato nel corso della loro carriera: basta pensare che alcune delle canzoni più note e riconoscibili della storia videoludica appartengono a loro. Forse non saremo ai livelli di epicità dei Final Fantasy, ma le musiche di Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas sono sempre piacevoli e atmosferiche al punto giusto, accompagnando le avventure marittime e non del giovane protagonista.

Per gli orfani di Zelda

- Se non possedete console Nintendo o semplicemente non ne avete mai abbastanza di giochi alla Zelda, Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas porta finalmente sulle nostre console quel tipo di gameplay e feeling, dai mondi colorati e cartooneschi al giovane protagonista che, armato di spada e scudo, combatte mostri buffi raccogliendo cristalli, monete ed aprendo forzieri. Insomma, quasi tutto di Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas ricorda palesemente un The Legend of Zelda, soprattutto Wind Waker vista la componente marittima piuttosto marcata. Gli appassionati del giovane avventuriero vestito di verde avranno certamente pane per i propri denti con nostalgia a palate.

Odio

Un'ispirazione un po' troppo marcata

- D'altra parte, però, questa netta ispirazione nei confronti della saga storica di Nintendo alle volte si fa sentire fin troppo. Praticamente ogni elemento del gameplay è riconducibile a qualche Zelda, senza però raggiungere le vette di eccellenza di essi. Il costante bisogno di cercare nuove aree, i minigiochi durante il viaggio della nave e tutto il resto sembrano presi pari pari dai titoli Nintendo, senza però offrire quella qualità nella trama, negli enigmi, nei boss e così via. Una versione economica di Zelda, se vogliamo.

Tutto molto semplice

- Il gioco risulta essere fin troppo semplice: non parlo solo della bassa difficoltà con tanto di checkpoint generosi, ma anche di combattimenti ripetitivi, enigmi per lo più basilari, una storia poco coinvolgente e così via. Ed al tutto aggiungiamo un backtracking non sempre piacevolissimo anche per via di un sistema di mappe non molto efficace. Insomma, è un'avventura che vale la pena affrontare per il viaggio, non tanto per la reale sostanza del gameplay.

Tiriamo le somme

Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas si rivela come un piacevole tributo alla longeva saga di The Legend of Zelda riuscendo ad azzeccare gli elementi di gameplay corredati da ottime musiche, ma un'eccessiva semplicità del gameplay, una varietà non certo straordinaria e troppa poca identità personale pesano un po' sul giudizio complessivo. E' comunque un titolo che gli appassionati di action-RPG di stampo nipponico potrannosicuramente apprezzare.
7.4

Recensione realizzata grazie al supporto di Cornfox & Brothers e Xbox.


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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

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