MondoXbox

Live your
passion!

MondoXbox




img Murdered: Soul Suspect
copertina

Recensione - Murdered: Soul Suspect

Sentendo arrivare il caldo dell’estate, Airtight Games ha deciso di portare un poco di fresco nei salotti dei giocatori con un metodo non ortodosso. Cosa c’è di più rinfrescante di un brivido di natura paranormale? E così giugno non fa nemmeno tempo a presentarsi che già fantasmi, serial killer e veggenti sono pronti a dar spettacolo in Murdered: Soul Suspect. E noi dietro a loro, con un’analisi mirata a capire se valga la pena rimanere finché il sipario non cala.

Il Gioco

Ronan O’Connor è un poco di buono. Figlio di una famiglia dedita al crimine, ha deciso di trasformare il suo corpo in una parete dei trofei, aggiungendo elaborati tatuaggi fatti dall’orgoglioso padre per ogni colpo andato bene, per ogni rissa vinta, per ogni morte scampata. Però, tatuaggio dopo tatuaggio, c’è posto anche per due rose incrociate, segno che ha trovato un’anima gemella in grado di riportarlo sulla retta via. Un legame talmente forte da trascinarlo prima sull’altare e poi nella polizia. Una nuova vita, una nuova occasione. Tutto questo attraversa la mente del nostro uomo mentre si sposta, in caduta libera, dalla mansarda al marciapiede. Dalla vita alla morte. Il poveraccio, arrivato sul posto per una chiamata di routine, diventa protagonista di uno scambio poco equo con un energumeno incappucciato e incattivito. Della serie che lui le dà e lo sbirro le prende. Il finale di quell’incontro è tragico. Ripresosi dallo shock, Ronan scopre che per arrivare alla fine del celeberrimo tunnel di luce deve prima concludere le questioni in sospeso con il mondo dei vivi, tipo scoprire chi lo ha fatto uscire dalla parte sbagliata dell’appartamento.

La notizia dell’uccisione di un poliziotto arriva però in un momento nero per Salem. La cittadina è attanagliata dal panico per via del Killer della Campana, un tizio che marchia le vittime con il simbolo di… una campana. Una brutta situazione insomma, che Ronan vive anche in modo peggiore per via del suo nuovo stato civile: fantasma. Come può un investigatore portare a termine un’indagine se non è nemmeno in grado di afferrare la sua stessa pistola? Fortunatamente O’Connor è un tipo sveglio e in poco tempo si abitua alla sua nuova condizione, scoprendo che alcune capacità acquisite possono rivelarsi molto utili.

L’inizio di Murdered: Soul Suspect è come un film. Introduzione, premessa, descrizione, scopo e... azione! Una volta assimilato il contesto, è il momento di imparare a rovistare nelle vie di Salem sfruttando i poteri che derivano dall’essere un fantasma. Così, passando attraverso i muri (ma non tutti, perché i Salemiti hanno la fastidiosa abitudine di benedire gran parte delle loro dimore, rendendo le pareti impenetrabili), possedendo il malcapitato di turno, analizzando le memorie cristallizzate nel tessuto della realtà, Ronan è in grado di raccogliere gli indizi che via via lo portano alla soluzione del caso principale e dei piccoli problemi che incontra lungo il suo cammino. Per rendere meglio le meccaniche di Murdered: Soul Suspect e, allo stesso tempo, non rivelare nulla della trama, tutti gli esempi che seguono sono inventati di sana pianta dal sottoscritto.

Ronan incontra il fantasma di un gatto che si rode nell’ignoranza: com’è che è morto? Perché stava passando una bellissima giornata e ora è quasi del tutto trasparente? A quel punto il buon protagonista si offre di venire a capo del fattaccio. Guardandosi intorno vede delle piume di passerotto, un ramo spezzato, un bidone della spazzatura, l’immagine fantasmagorica di un gatto che guarda sconsolato la sua ciotola vuota, l’insegna di una gelateria. Sono tutti indizi. Una volta raccolte tutte le prove arriva il momento di concludere l’indagine rispondendo alla domanda: Com’è morto il gatto? Bisogna quindi scegliere quali indizi sono rilevanti per dare la giusta risposta. L’insegna della gelateria non ha nulla a che spartire. Il ramo spezzato però… messo in correlazione con la scodella vuota di un gatto affamato e le piume di un passerotto volato via, creano un bel quadretto. Selezionate queste tre prove si scopre di aver presto la strada giusta: il gatto, non avendo nulla da mangiare, è salito sull’albero lì vicino nel tentativo di sbafarsi l’ignaro pennuto. Purtroppo al giallo volatile sembla di vedele un gatto, e se la fila. Il felino in un ultimo disperato tentativo salta, il ramo cede, il gatto cade. Signor Silvestro, il caso è chiuso.

Non sempre le prove sono a portata di mano, a volte è necessario entrare nel corpo di qualche vivente per leggere nel pensiero, vedere attraverso i suoi occhi (molto utile, ad esempio, se sta leggendo un documento riservato) o, addirittura, condizionare il suo meditabondo silenzio per riportare a galla ricordi precisi, utili a farlo parlare.

  • img
  • img
  • img
  • img


Tutto questo viene fatto da Mr. O’Connor in una Salem sul ciglio tra presente e passato. Vagando per le strade si possono osservare gli edifici realmente presenti che si sovrappongono a quelli ormai demoliti da decenni. Le macchine sono parcheggiate vicino a calessi fantasma e, nei casi più drammatici, fiamme spettrali avvolgono la vecchia scuola bruciata nel secolo precedente e poi ricostruita. Tutto questo permette a Murdered: Soul Suspect di dare un deciso pestone sul pedale dell’Atmosfera, con la A maiuscola, portando ad un costante godimento per gli amanti delle atmosfere spiritiche. Eccomi!

Salem non è solo un grande palcoscenico, ma una miniera infinita di collezionabili utili a scoprire il passato dei protagonisti, della città o, e qui si gongola, a sbloccare delle storie di fantasmi da ascoltare tra un’indagine e l’altra. Purtroppo c’è anche chi cerca di mettere i bastoni fra le ruote all’etereo piedipiatti. Alcuni demoni hanno tanta voglia di mangiarsi la sua bella anima e quando sono nei paraggi è necessario nascondersi all’interno di altre manifestazioni paranormali per poi arrivare alle spalle e polverizzarli. Nulla di veramente impegnativo, per dovere di cronaca.

E così, fra spettri in fondo al viale che ci osservano, ignari cittadini respiranti, effimere mura ormai scomparse anche dai libri di storia, Murdered: Soul Suspect accompagna Ronan e il suo burattinaio per circa 10-12 ore in una storia noir, gotica, esoterica che pur non brillando nel firmamento del suo genere porta a girare la testa verso il team di sviluppo per un compassato inchino d'apprezzamento.

Amore

Morto per morto, che mi frega?

- Il fatto che, a causa della natura di Murdered: Soul Suspect, non ci siano particolari scontri da affrontare, rende il titolo Airtight un’opera rilassante, in grado di offrire al giocatore la possibilità di concentrarsi esclusivamente sulla storia e la raccolta dei collezionabili. Per gli amanti dell’adrenalina questo potrebbe apparire come un difetto di un certo peso, ma Murdered: Soul Suspect è un gioco fatto per chi vuole immergersi nelle storie di fantasmi che tante volte ci hanno fatto controllare sotto il letto o vibrare la spina dorsale dal coppino a... parecchio più in basso.

Atmosfera a badilate

- Murdered: Soul Suspect è ambientato ai giorni nostri. Ma non si direbbe. Da Ronan, vestito come un gangster degli anni ’50, agli edifici stessi che occupano il centro della cittadina, passando per il fatto che il sole non sorge mai, Salem è una scenografia sospesa nel tempo di un racconto, di mille racconti. Le anime perse che si incontrano durante l’avventura possono appartenere ad epoche più o meno lontane e le presenze che si scorgono ad ogni angolo, corridoio, finestra indossano tanto il monocolo quanto il walkman. Ti fissano e spariscono quando provi ad avvicinarti. Inoltre, e qui va il mio personalissimo plauso ad Airtight Games, Murdered: Soul Suspect è una storia di fantasmi che prende di petto quello che chiunque si trovi a vivere una situazione del genere vorrebbe sperimentare. Un giretto in una casa abbandonata? In un manicomio? In una vecchia chiesa? In un museo misterioso? In una scuola? In una centrale di polizia? In uno dei tanti ambienti che così bene si prestano a storie del genere? Nessun problema, Ronan O’Connor è un esploratore provetto e non ha certo problemi a farsi delle belle sessioni di orienteering nei posti più ectoplasmici che si possano immaginare.

Come ti risolvo la compenetrazione poligonale

- Ok, non è nulla di eclatante, ma la possibilità di passare attraverso praticamente qualsiasi cosa è un fatto che ci si trova solo nelle versioni pre-alpha di un gioco, e non per lo stesso motivo di Murdered: Soul Suspect. Bisogna quasi farci l’abitudine. Più di una volta mi è capitato di vedere un oggetto da raccogliere al di là di una finestra, e dopo aver pensato a come raggiungerl, ricordarmi di non dover far altro che camminare dritto. Non tutto però può essere superato con tale vandala, fumosa noncuranza. Le costruzioni che non dovrebbero essere lì, le case fantasma per dirla terra terra, non si fanno ignorare e bisogna cercare altre strade. Non sono certo dei rompicapo da strapparsi i capelli, ma quanto basta per non rendere Murdered: Soul Suspect un titolo in "god mode".

Questa l’ho già sentita, ma vai pure avanti...

- Fino all’ultimo ero indeciso se inserire la storia fra gli aspetti negativi, positivi o "meh" del gioco. Di fatto non sorprende, soprattutto gli spettatori più navigati, e spesso e volentieri si appoggia sui canoni più blasonati, abusati, inflazionati e telefonati. Però! Il finale arriva con dignità e il fatto che tutto viene raccontato senza “censure” è un punto a favore. Un serial killer che chiede alla telecamera di spostarsi quando sta per fare il suo lavoro è un poco di buono, e quello della Campana non ha nessuna intenzione di passare come tale. In alcuni punti, addirittura, ho avuto la spiacevole sensazione che avrei preferito non sapere con tanta precisione quello che era successo, giusto per credere ancora che il mondo sia un posto bello.

Non c’è...

- ...il multiplayer. In nessuna forma e sostanza. Murdered: Soul Suspect non ne ha bisogno e quindi non c’è. Chi ha IP per intendere, intenda.

Odio

I Salemiti sono gente strana

- Ricordo una scena di Men in Black, in cui Will Smith durante un addestramento evita di sparare alle sagome degli alieni cattivi per fulminare quella di una studentella sussidiario-munita. Alla richiesta di spiegazioni fa notare come sia lei quella strana a girare di notte, in un posto pieno di alieni cattivi, con in braccio dei libri di scuola. Salem, in Murdered: Soul Suspect, è un po’ così. Sarà che lì hanno tempo da perdere, sarà che il team di sviluppo voleva rendere viva una cittadina nel cuore della notte durante l’azione di un serial killer... Sta di fatto che più dei fantasmi mi hanno fatto impressione le coppie al parco giochi alle due di notte, o quelle sedute ai tavoli delle gelaterie, abbracciate sotto un lampione, piene di birra da bere in un cimitero. O semplicemente a zonzo per la città senza scopo alcuno. Ho capito che i serial killer non sono cosa bella, ma se mezza cittadina decide di passeggiare dopo il calare del sole non è che gli si dia tanto filo da torcere. A questo si aggiunge l’incredibile numero di gemelli partoriti nell’ospedale. Altro modo di spiegare un tale ripetersi delle stesse identiche facce, con tanto di vestiti pari pari, non lo saprei trovare. A meno che non si voglia puntare il dito su una scarsa varietà dei modelli dei personaggi preparati per il gioco. Tipo cinque.

Rimaniamo in superficie

- Murdered: Soul Suspect mette in campo più di un’idea interessante, ma non ne approfondisce neanche mezza. La possibilità di leggere il pensiero dei vivi è di fatto utile solo durante le indagini, perché se si decide di farlo a casaccio si scopre che gli abitanti pensano sempre le stesse quattro cose, in maniera ciclica, e non per modo di dire: quattro, ripetute. Gente evasa dai manicomi saprebbe rendere il favellare della mente molto più vario e, forse, meno disturbante. Certi pensieri, nel cuore della notte, da far sgranare gli occhi. Lo stesso si può dire per altri poteri, che divengono utili solo nel momento in cui il team di sviluppo ha previsto uno scopo preciso. Purtroppo questa superficialità non si limita solamente ai poteri, ai modelli poligonali, ma anche a cose più banali: raccogliere per terra un sigaro farà apparire la scritta “Hai raccolto un sigaro, vai al menù per maggiori informazioni”. Raggiunto il menu si legge: "Hai raccolto un sigaro marrone". E i paragrafi del diario di uno dei personaggi, collezionabili nelle varie ambientazioni, hanno il titolo che spesso è più lungo della descrizione interna. Anche le missioni secondarie possono essere risolte semplicemente spostando lo stick della visuale, perché tutti gli indizi necessari sono nei paraggi in bella mostra.

Italiani! Uno sforzetto in più non guasta

- Per l’amor di quello che volete, ci sono doppiaggi peggiori. Ma... ehi! Ti ho scoperto, stai leggendo da un foglio!

Tiriamo le somme

Murdered: Soul Suspect è una storia interattiva per molti aspetti. Ha però il pregio di essere un lavoro con carattere, cosa che di questi tempi è in grado di fare la differenza nei confronti di molte guerre a cadenza annuale con epicentro nel medio oriente. I difetti ci sono e anche lampanti, ma corrono paralleli a quella che è l’essenza di quanto fatto da Airtight Games, non la corrompono. Come a dire che in un bellissimo gioco di guida il pubblico non è particolarmente vivo o bello da vedere, o in uno sparatutto bellico la storia è insul...ops! Nel decidere se prendere il biglietto per la notte spettrale di Salem, bisogna dare molto peso a quanto si amano le storie a tema sovrannaturale, senza però aspettarsi salti sulla sedia perché Murdered: Soul Suspect vuole raccontare, non spaventare. Intrigare anziché meravigliare. Vedendo la sua fine ho pensato che un eventuale seguito potrà solo ambire a perfezionare quello che non ha brillato ora. Se così fosse, non ho nessuna remora a dire che sarei pronto con la tavola ouija per un altro giro.
7.5

Recensione realizzata grazie al supporto di Square Enix e Xbox.


c Commenti (19)

copertina

L'autore

autore

Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
x Invio commenti disattivato per gli articoli più vecchi di tre mesi.
caricamento Caricamento commenti...