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Recensione - Thief

Annunciato dapprima come quarto capitolo della storica saga e successivamente rielaborato come reboot, Thief è l’ultima fatica videoludica del team canadese di Eidos Montreal che ripropone le avventure dell’oscuro ladro Garrett, immergendoci in un immaginario vittoriano oscuro e virulento. Se volete saperne di più continuate a leggere la nostra recensione di Thief. Ma tenete d’occhio portafogli ed orologi, là fuori è pieno di ladri!

Il Gioco

Thief è un titolo di genere action-stealth in prima persona ambientato in un luogo immaginario industrializzato e dalle forti tinte medievali, che strizza l’occhio alla Londra dell’epoca vittoriana. La Città è il nome dell’enorme reame in cui muoveremo i nostri passi impersonando Garrett, ladro esperto e signore delle ombre. Fin dalle prime battute di gioco vengono messe alla prova le nostre abilità di ladri sgattaiolando silenziosamente nel buio della notte, borseggiando le guardie e saccheggiando abitazioni con la nostra alleata Erin. Quest’ultima è stata allieva di Garrett fin da bambina, crescendo all’ombra del suo nobile codice morale, ma ora è cresciuta ed è divenuta spietata e ambiziosa. Il suo piano infatti è quello di derubare il Barone Northcrest in persona, l’odiato reggente della Città. Purtroppo le cose non vanno come previsto e il folle piano di Erin viene mandato a monte, e i due vengono divisi bruscamente. Il povero Garrett si risveglia confuso su un carro merci che fa rotta verso Stonemarket, il centro nevralgico dei commerci della Città, ma attorno a sé è tutto cambiato: la Città infatti è stretta nella morsa della legge marziale e l’egemonia del malvagio Barone ha rovesciato l’economia e reso molti abitanti poveri e senzatetto. Miseria e disperazione non sono gli unici problemi, infatti la Città sta anche affrontando un’epidemia di piaga senza precedenti che infetta i cittadini fino a farli morire. Per questa ragione vige la quarantena e la guardia del Barone setaccia le strade punendo indistintamente tutti i trasgressori che violano il coprifuoco.

Da questo punto in poi, Thief dipana le sue vere trame dandoci la possibilità di vagare liberamente per le strade e adempiere ai nostri bisogni di ladri incalliti scassinando serrature, depredando, stordendo o addirittura uccidendo a piacimento le ignare vittime che incontreremo per le vie della Città. Per portare a termine i suoi piani, Garrett si avvale di un equipaggiamento e di abilità degni di un ladro esperto: si passa quindi dall’utilizzare l’immancabile grimaldello per violare porte o lucchetti, una mazza che funge anche da appiglio per scalare le pareti e un arco con svariate tipologie di frecce che potremo utilizzare per spegnere fuochi, stordire nemici, appiccare incendi o ancorare delle funi su determinati appigli. Nella cerchia delle abilità spicca su tutte la Concentrazione che permette a Garrett di analizzare l’ambiente attorno a sé evidenziando tutti gli elementi interattivi, i collezionabili o i passaggi segreti celati nei dintorni. L’innata abilità di nascondersi nelle ombre del protagonista gli permette di passare inosservato agli occhi nemici e di scattare da un riparo all’altro nel buio, aggirando i soldati di guardia e raggiungendo così dei punti di vantaggio per poi borseggiarli, neutralizzarli con un colpo di mazza ben assestato oppure lasciarli girovagare ignari della sua presenza.

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Thief è uno stealth game a tutti gli effetti che non solo premia, ma predilige l’assoluta furtività a scapito degli scontri diretti con gli avversari, fattore piuttosto sbilanciato all’interno del gameplay. Garrett infatti è un ladro infallibile ma piuttosto fiacco in combattimento essendo armato solo di arco e di una piccola mazza, per cui non è adeguatamente equipaggiato ad affrontare uno o più soldati armati di spade. La parola d’ordine di Thief è quindi furtività ad ogni costo e in questo senso il team di sviluppo ha fatto un lavoro egregio, tanto dal punto di vista dell’ambientazione che propone degli scorci indimenticabili, una notevole varietà di percorsi alternativi e innumerevoli passaggi segreti, quanto dal punto di vista delle meccaniche di gameplay davvero ben riuscite che privilegiano l’esperienza stealth immergendoci fino al midollo negli aderenti vestiti di cuoio del protagonista e facendoci assaporare ogni serratura scassinata, ogni borseggio riuscito e ogni passaggio segreto scoperto. In questo senso giocano a favore anche una discreta verticalità dell’ambientazione, esplorabile liberamente in lungo e in largo grazie alle numerose missioni alternative a disposizione oltre alla quest principale, e all’ottimo lavoro svolto in fatto di sound design. L’audio del gioco infatti è uno degli elementi alla base dell’esperienza stealth: grande cura è stata riposta nel sonorizzare la rumorosità dei passi e dei movimenti del protagonista in base alle superfici su cui ci si sposta, fattore molto importante e da tenere seriamente in considerazione se si vuole eludere i soldati nemici in agguato. All’interno di determinate aree particolarmente silenziose dovremo stare molto attenti su dove camminiamo perché vetri rotti o pozze d’acqua rischiano di rivelare la nostra posizione e allertare le guardie. Il gioco propone anche dei diversivi acustici sotto forma di bottiglie o bicchieri di vetro che possiamo lanciare per attirare i nemici, ma anche in questo caso è richiesto un utilizzo parsimonioso perché se scegliamo male il momento in cui lanciare l’oggetto o magari sbagliamo il bersaglio, rischiamo di allertare più guardie contemporaneamente e farci scoprire.

Rimanendo in tema di audio purtroppo va menzionato il primo di alcuni difetti che attanagliano il gioco: tralasciando la qualità del doppiaggio italiano che in Thief non eccelle, il fattore che salta all’orecchio è la pochezza e la sconclusionatezza dei dialoghi dei personaggi di contorno presenti all’interno del gioco. Durante le nostre scorribande in città infatti assisteremo a surreali siparietti ad opera delle guardie di ronda, dei mendicanti e dei paesani erranti destinati a ripetere sempre le stesse frasi, decine e decine di volte rischiando letteralmente di farci saltare i nervi. I loro battibecchi risultano non solo mortalmente ripetitivi, ma spesso anche privi di logica. Ad esempio ci capiterà di sentire personaggi invocare un “chiosco di sbobba” all’interno della propria casa o di farsi delle domande per poi rispondersi da soli poco dopo. Sotto questo aspetto Thief mostra tutta la sua debolezza e rischia in più di un’occasione di minare goffamente l’esperienza complessiva di gioco distruggendo tutta l’atmosfera sospesa e ricca di pathos di cui è composto. Oltre a questo fattore va segnalata anche un’intelligenza artificiale dei nemici che troppo spesso non entusiasma, risultando in certi frangenti addirittura imbarazzante, specie quando notiamo con quanta velocità i soldati nemici tendono a dimenticare della nostra presenza perfino dopo averci scoperti. Non stupisce neppure l’impianto tecnico, figlio di uno sviluppo travagliato cominciato anni or sono. Il titolo è realizzato con l’Unreal Engine che conferisce una buona fisicità al protagonista e oltre ad enfatizzarne la coreografia di determinate movenze, assume anche discreta utilità nelle fasi in cui c’è bisogno di camminare in bilico su percorsi angusti o di calibrare al meglio i salti. Il motore fisico tuttavia fallisce in un’eccessiva rigidità di alcuni movimenti di Garrett e una ragdoll quasi comica dei corpi dei nemici tramortiti, che una volta spostati e gettati lontano da occhi indiscreti, si disarticolano come dei fantocci da crash test.

Giocando a Thief emergono quindi emozioni contrastanti. Se da un lato il titolo propone una trama ricca di mistero e mordente, condita da personaggi carismatici immersi in un’ambientazione molto ben realizzata e dall’atmosfera unica, sul fronte tecnico si nota qualche incertezza di troppo dovuta probabilmente ad uno sviluppo travagliato e ad una matrice di stampo cross-generazionale che affossa a tratti il gameplay di un titolo che potenzialmente poteva ambire a ben altre vette di eccellenza.

Amore

In questo modo di ladri

- Inutile girarci attorno: le abilità da ladro di Garrett sono il fulcro dell’esperienza videoludica di Thief ed è un piacere quasi morboso padroneggiarle. Sgattaiolare in silenzio nella notte sporgendosi dai ripari o pedinare una guardia ignara, borseggiarla e decidere liberamente della sua sorte regala dosi di adrenalina e un’emozione indescrivibile. Accumulare compulsivamente bottino, scassinare le serrature e manipolare gli elementi dello scenario in cerca di camere nascoste e passaggi segreti è dannatamente divertente e appagante, così come esplorare la generosa verticalità della Città sfruttando tutto l’ambiente circostante a proprio vantaggio come dei ladri esperti. In questo senso i ragazzi di Eidos hanno svolto un lavoro a dir poco rimarchevole offrendo a tutti gli amanti dello stealth un piatto ricco e gustoso.

Tutta mia la Città

- Uno dei punti forti di Thief è proprio la sua ambientazione che rappresenta il parco dei divertimenti del suo protagonista. La Città è decadente, virulenta e maleodorante per via della miseria e dell’epidemia di piaga, ma è ricca di scorci indimenticabili e percorsi alternativi, ci vorranno svariate ore di gioco per dire di averla visitata tutta, ve lo assicuro. Il solo girare senza meta nei vicoli angusti dei bassifondi o nelle opulenti piazze dei quartieri nobiliari rappresenta di per sé una bella esperienza di gioco e la sua verticalità offre spesso approcci tattici e creativi nel raggiungimento dei nostri obiettivi.

Un comparto sonoro degno di nota

- Come già accennato prima, l’impianto sonoro di Thief è ottimo, sia dal punto di vista dell’accompagnamento musicale che del sound design. E’ innegabile che il team di sviluppo abbia lavorato alacremente su questo fattore che all’interno del gioco potremo sfruttare addirittura come un alleato per capire quanto rumore stanno producendo i nostri movimenti o se ci troviamo in una posizione di svantaggio rispetto ai nostri nemici. Ad avvalorare l’esperienza stealth ci viene incontro anche la tecnologia di Kinect mediante il quale è possibile creare dei diversivi con la nostra voce e distrarre le guardie anche se si è sprovvisti di oggetti da lanciare.

Tante cose da fare, tante cose da rubare

- Il titolo è diviso in otto capitoli e oltre alla quest principale propone una serie di missioni alternative assegnate dal ricettatore Basso e da altri personaggi chiave, tutte incentrate sul furto o il recupero di oggetti preziosi. La durata del titolo varia dalle 6-8 ore se si decide di concentrarsi unicamente sulla missione principale, ma può superare abbondantemente anche le 20 ore se si portano a termine tutti gli altri incarichi secondari e si va in cerca dei numerosi collezionabili sparsi nei meandri della Città. Di roba da fare ce n’è in abbondanza, sotto questo aspetto Thief ha molto da offrire.

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Odio

Tecnicamente non ci siamo

- L’impianto tecnico generale di Thief non stupisce. Il lato visivo del titolo, fatta eccezione di alcuni notevoli scorci presenti in città e la sapiente gestione degli effetti luce e dei particellari, non setta nuovi standard di genere e non onora la potenza di calcolo delle macchine next-gen (è questa infatti la versione testata). Per quanto la versione Xbox One offra un maggior numero di effetti su schermo, delle texture in alta risoluzione e una maggiore pulizia grafica rispetto alla versione Xbox 360, non propone nulla che la passata generazione di console non possa gestire adeguatamente. Anche sotto il punto di vista del framerate il titolo è piuttosto incostante e soffre di tutte le imperfezioni della sua matrice cross-generazionale, e di un impianto tecnico figlio di uno sviluppo lungo e travagliato fatto e disfatto più volte negli anni.

Dialoghi insopportabili

- Sebbene Thief proponga un lavoro certosino in fatto di colonna sonora, lo stesso discorso è inapplicabile al doppiaggio italiano e in generale ai dialoghi presenti nel gioco. Ci capiterà spesso durante i nostri appostamenti di ascoltare i discorsi surreali e spesso fuori contesto delle guardie di ronda, dei mendicati e dei paesani in giro per le strade della Città. La pochezza delle battute a disposizione di questi personaggi è disarmante e per questo motivo tenderanno a ripetere le stesse identiche frasi all’infinito fino a farci saltare i nervi, distruggendo così la sospensione di incredulità. Sotto questo aspetto Thief mostra il suo fianco minando peraltro goffamente la sua atmosfera tanto elaborata.

Qualche caricamento di troppo

- Un'ennesima invalidante di Thief è rappresentata dalle attese dovute ai caricamenti presenti in svariate occasioni. La Città è un luogo immenso e suddiviso in quartieri fatti per essere esplorati minuziosamente, ma talvolta ci si trova anche a perdersi nei suoi meandri e neppure la mappa di gioco riesce a restituirci l’orientamento. In più, ogni volta che si cambia quartiere, si muore o si sceglie di ricaricare il salvataggio precedente è necessario sorbirsi l’attesa di un caricamento che spezza il ritmo di gioco. Insomma, anche sotto questo aspetto era lecito aspettarsi una maggiore elasticità, soprattutto vista la generosa installazione che il gioco richiede in versione next-gen.

Tiriamo le somme

A conti fatti Thief suscita emozioni contrastanti. Sebbene da un lato offra un’atmosfera fatta di meccaniche di gameplay creative, appaganti e divertenti condite da un’ambientazione vivida e realizzata in modo eccellente sia dal punto di vista visivo che sonoro, sotto il profilo tecnico fallisce in modo quasi dilettantistico proponendo un comparto visivo deficitario che non soddisfa neppure sulle nuove console e una ridondanza di dialoghi spesso fuori contesto dei personaggi di contorno che alla lunga risulta seccante e mina imperdonabilmente l’esperienza generale di gioco. A questi fattori vanno inoltre aggiunte delle perplessità sull’intelligenza artificiale dei nemici, sulla rigidità del motore fisico in alcuni frangenti e qualche pasticcio di troppo sulla gestione della mappa e dei frequenti caricamenti che spezzano il ritmo. Prendendo ciò che di buono offre il titolo, ne consiglierei l’acquisto esclusivamente agli irriducibili del genere stealth che troveranno in Thief senz’altro un livello di sfida competitivo e una buona dose di divertimento, purché disposti a chiudere un occhio sui difetti sopracitati. A chi invece fosse ancora indeciso consiglio di recuperare il titolo più avanti, sfruttando eventuali promozioni o rivolgendosi al mercato dell’usato. 7.5

Un grazie a Square Enix ed Xbox per il supporto.


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L'autore

autore

Classe '79, sound designer di professione. La sua incrollabile passione per i videogiochi nasce solo all'inizio degli anni '90 e viene presto affiancata da quella per il doppiaggio. Col passare del tempo la sua carriera di videogiocatore onnivoro si focalizza sulla scena PC, ma poi assume sembianze più mature con l'avvento di PlayStation e di tutte le successive console che prenderanno lentamente possesso di casa sua.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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