Recensione - DmC - Devil May Cry
di
Giuseppe Genga / Neural
P 14 gen 2013
Il Gioco
La storia di DmC - Devil May Cry è strutturata in 20 diverse missioni (che vi terranno occupati per una decina d'ore a difficoltà normale) durante le quali ci vengono fatte esplorare molte ambientazioni diverse, la maggior parte delle quali urbane ma viste sotto la lente deformante del Limbo: le pareti dei palazzi si piegano, le strade si lacerano e le leggi della fisica vengono mutate a tal punto da presentarci città capovolte o ricche di elementi fluttuanti nell'aria. Durante la sua avventura Dante è accompagnato per gran parte del tempo da Kat, che ha il potere di percorrere il Limbo in forma eterea ma anche di creare con la sua bomboletta dei graffiti per aprire portali verso il Limbo da far attraversare al protagonista.
Vista la natura distorta del Limbo, uno degli elementi alla base del gameplay di DmC - Devil May Cry è il platforming: quando non siamo impegnati a combattere nemici ci vengono infatti spesso proposte fasi di attraversamento di aree formate da detriti e altri oggetti sospesi in aria. Oltre ai semplici salti, Dante può fare affidamento sulle capacità secondarie di due armi che troverà nei primi capitoli della storia: l'ascia demoniaca Arbiter e la falce angelica Osiris. Attivabili con la pressione dei due grilletti del pad, alla pressione del tasto Y queste si trasformano in rampini capaci rispettivamente di attirare oggetti verso Dante oppure di trascinare lui stesso verso gli oggetti puntati, solo quando però questi presentano dei particolari bagliori rossi (Arbiter) o azzurri (Osiris). Le fasi platform diventano così un susseguirsi di salti, planate e spostamento di piattaforme che, seppur non particolarmente impegnativo, è sicuramente molto scenico.
Ma se il platforming può essere considerato un piacevole contorno, il cuore del gioco di Ninja Theory sta ovviamente nei combattimenti; qui troviamo il tipo di gameplay a cui la serie ci ha abituati negli anni, fatto di sequenze di combo con armi e molteplici tipi di attacchi. Dante può sferrare attacchi a terra, alzare i nemici in aria e seguirli per concatenare attacchi aerei, tirare a sé i nemici con Arbiter oppure lanciarsi verso di loro con Osiris, utilizzare le sue pistole per danneggiare i nemici più lontani e così via: le possibilità sono davvero moltissime ed aumentano con il proseguire della storia, man mano che veniamo in possesso di nuove armi demoniache, angeliche e da fuoco. Uccidendo nemici si riempie poi una barra che ci permette di attivare il Devil Trigger, un potere capace di congelare in aria i nemici per consentirci di ucciderli più facilmente (e che dona a Dante un look più simile a quello del classico personaggio Capcom). Un ulteriore elemento di diversificazione del gameplay è dato poi dai nemici, visto che i demoni che incontriamo variano continuamente e con loro cambiano anche le tattiche necessarie ad affrontarli: ce ne sono di affrontabili solo con armi demoniache o angeliche, alcuni che sono vulnerabili solo ad un determinato tipo di arma o altri che, attaccandoci in gruppo, necessitano di tattiche particolari per poter essere sconfitti con efficacia. A questo aggiungiamo anche la possibilità di sbloccare potenziamenti e nuove mosse per le armi spendendo i globi bianchi guadagnati durante l'azione, come da tradizione della serie, ed il quadro si chiude sicuramente in positivo sul fronte della varietà d'azione.
La storia è l'unica modalità disponibile per il gioco, ma per chi vuole prolungare l'esperienza ci sono diverse possibilità. Per prima cosa troviamo le sfide, dei particolari livelli da sbloccare nel corso della storia trovando delle chiavi necessarie per aprire determinate porte: questo richiede quindi di spendere più tempo nell'esplorare ogni angolo dei livelli alla ricerca di queste chiavi e porte, ed una volta sbloccate le sfide (che sono poi rigiocabili in qualsiasi momento tramite un apposito menu) ci chiedono di eseguire delle fasi platform o combattimenti soddisfacendo determinati requisiti di tempo, numero di nemici sconfitti e così via. Sul fronte della rigiocabilità troviamo invece una serie di modalità sbloccabili dopo aver finito il gioco: la prima è la Figlio di Sparda, sbloccata dopo aver concluso la storia e che ci vede affrontare nemici dalla configurazione e dai comportamenti diversi rispetto al primo playtrhough del gioco. Una volta terminato il gioco in questa modalità, ne vengono poi sbloccate altre sempre più estreme, per i giocatori che vogliono davvero mettersi alla prova.
Amore
British Dante
- Il nuovo Dante mi ha catturato e convinto sin dall'inizio del gioco, quando dopo l'attacco del demone ha compiuto una improbabile acrobazia aerea per infilarsi tutti i vestiti, e ancora poco dopo quando si è esibito in una simpatica macchietta per omaggiare il suo celebre predecessore. E continuando nella storia mi è piaciuto sempre più con il suo spirito spavaldo, sbruffone e sboccato, un vero adorabile teppista inglese che vi strapperà più di un sorriso.Limbo design
- A primo impatto il Limbo non fa una grande impressione, con quella palette di colori tendente al giallo/rossiccio, ma devo ammettere che è stata una gran bella trovata per permettere ai designer di proporci dei livelli atipici e talvolta fuori di testa o altamente spettacolari, come un paio che vedrete nella seconda metà del gioco e che hanno a che fare con un telegiornale ed una corsa in auto. La sezioni platform sono estremamente soddisfacenti ed il design dei livelli riesce a presentarci sempre nuovi elementi, scongiurando qualsiasi rischio di ripetitività.Progressione abilità
- Ho trovato molto ben calibrato il lento rilascio di nuove armi nel corso di tutta la storia, cosa che ci permette di padroneggiarle con il giusto ritmo introducendo man mano nuove possibilità di combattimento: dall'inizio alla fine farete la conoscenza di nove diverse armi, ognuna delle quali con i propri potenziamenti, combo e caratteristiche peculiari: anche qui, pericolo noia scongiurato.Combo per tutti
- Il sistema di combattimento di DmC - Devil May Cry riesce ad essere estremamente soddisfacente per i giocatori più navigati, che concatenando combo su combo riusciranno ad ottenere spettacolari sequenze che il gioco valuterà con i voti più alti, ma anche i novizi più proni al button-mashing riusciranno ad avere le loro soddisfazioni seppur usando un set di mosse più limitato. Inoltre la possibilità di poter provare in qualsiasi momento le combo in un'apposita arena d'allenamento sommata alla presenza di livelli di difficoltà più impegnativi sbloccabili, aggiungono elementi graditi per entrambe le categorie di giocatori.Metal Hardcore
- DmC - Devil May Cry propone una colonna sonora composta da pezzi Metal estremo e durissimo, una cosa che all'inizio mi sembrava stridere un po' con il gioco ma che poi ho imparato ad apprezzare appieno: riff serratissimi, doppia cassa e voci Death Metal si sposano molto bene con l'azione frenetica e le ambientazioni demoniache del gioco.Odio
Una grafica che non convince
- Anche se Dante e gli altri personaggi risultano essere ben caratterizzati, così come i livelli godono di un ottimo design, la grafica di DmC - Devil May Cry sembra fare un passo indietro rispetto a DMC 4. Questo sia per quanto riguarda il frame-rate, che seppur piuttosto stabile (ma non roccioso) è dimezzato rispetto ai 60 fps a cui eravamo abituati, sia per quanto riguarda qualità delle textures e mole poligonale. Il precedente episodio della serie risultava sicuramente più pulito, fluido e per questo visivamente più soddisfacente.E le pistole?
- Trovo che le pistole di Dante, Ebony e Ivory, siano un po' troppo deboli tanto da non risultare molto utili negli scontri, tranne per alcune eccezioni di nemici particolarmente vulnerabili ad esse. La situazione migliora un po' dopo aver sbloccato altre armi da fuoco, ma l'impressione generale è che queste siano piuttosto secondarie nell'economia del gameplay, mentre le altre armi angeliche e demoniache trovano tutte il loro spazio nei combattimenti. Probabilmente se Ninja Theory avesse completamente omesso le armi da fuoco, il gioco non sarebbe cambiato poi molto.Poca sostanza per i meno appassionati
- Se i più esperti vorranno probabilmente rigiocare il titolo almeno una o due volte per provare le difficoltà più estreme, gli altri non troveranno probabilmente molti motivi per ripercorrere tutta la storia dopo averla terminata una prima volta. E per costoro, dieci ore potrebbero non essere abbastanza a giustificare l'acquisto del gioco a prezzo pieno. Aumentare la lunghezza della storia di almeno 4-5 ore avrebbe sicuramente giovato e reso il titolo un acquisto più irresistibile.Tiriamo le somme
Prendere un franchise storico come quello di DMC e stravolgerlo per creare qualcosa di nuovo non è facile ed è un'operazione che presenta molte insidie, ma i ragazzi di Ninja Theory hanno dimostrato di avere la stoffa per farcela. DmC - Devil May Cry risulta soddisfacente nella storia, nella caratterizzazione del protagonista ma soprattutto nel gameplay, fresco e classico allo stesso tempo: se le pecche elencate nell'articolo non rappresentano per voi degli scogli insormontabili, non vi deluderà. 8.7›








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