Recensione - Il Testamento di Sherlock Holmes
di
Valentina Giliberti
P 4 ott 2012
Il Gioco
Holmes e Watson vengono invitati a casa della marchesa di Conyngham per indagare sulla scomparsa di una inestimabile collana samoana come sempre, il caso viene chiuso da Holmes in un batter d’occhio con il gioiello recuperato. Tuttavia, dopo che Holmes aveva collocato personalmente la collana nella cassaforte, la marchesa nota che il gioiello era solo una riproduzione scadente dell’originale. La domanda che a questo punto l’ispettore presente sul luogo e la marchesa si pongono è se la collana non sia stata deliberatamente scambiata con una copia dallo stesso Holmes. La collana trovata da Holmes era già una riproduzione? In tal caso, perché lui non ne ha fatto cenno? Perché avrebbe insistito a rimetterla personalmente in cassaforte? Sono tutte domande che porteranno il detective a vivere una serie di eventi che lascerò a voi il piacere di scoprire immergendovi in un’avventura, dalla durata di circa una decina di ore, ricca di inquietanti risvolti e con una conclusione che avrà dello sconcertante.
Il titolo si presenta come un'avventura che ci offre la possibilità di passare a nostro piacimento dalla telecamera in terza persona a quella in prima, entrambe molto funzionali. Il Testamento di Sherlock Holmes si concentra sull’esplorazione dell’ambiente, sul ritrovamento di oggetti utili alla risoluzione di determinati enigmi e sul dialogo continuo con i vari personaggi di contorno che si incontrano proseguendo nel gioco. Il sistema di dialoghi a risposta multipla ci permette di interagire in vari modi con i personaggi; in pratica è possibile scegliere quale domanda fare al nostro interlocutore tra più opzioni. In base alla domanda scelta, l’interlocutore deciderà se darci o meno un indizio in più per la risoluzione del prossimo enigma. Ad aiutarci nella scoperta degli indizi ci pensa il sesto senso di Holmes, attivabile tramite il grilletto sinistro: questa feature ci illumina gli oggetti insiti in uno scenario che ancora devono essere analizzati. Gli oggetti che raccogliamo durante l’investigazione vengono raccolti in un inventario; alcune volte, in base al caso, questi possono essere combinati per creare arnesi o chiavi utili ad aprire determinate porte o casseforti che celano altrettanti suggerimenti fondamentali.
Quando abbiamo finito di dialogare con i personaggi presenti in uno scenario e dopo aver trovato gli indizi o i vari oggetti sparsi nella location del momento, possiamo accedere a uno specifico menu chiamto “Menu delle deduzioni” dove sono riportate, appunto, le possibili deduzioni che il protagonista ha fatto durante l’indagine. Soltanto una di queste sarà quella giusta e dovremo individuarla usando il nostro ingegno. In determinati punti della storia ci si ritrova anche a vestire i panni del dott. Watson che, però, ha uno scopo più marginale nella vicenda come il passare a Holmes un libro dallo scaffale o semplicemente offrirgli una tazza calda di thè.
Amore
Una trama affascinante
- La trama riveste un ruolo fondamentale nello svolgimento della vicenda, rappresentando uno dei punti di forza di questo titolo. Dall’inizio alla fine si è coinvolti dal susseguirsi degli eventi e difficilmente si riesce a staccare le mani dal joypad fino al sospirato finale. La storia che sta dietro a Il Testamento di Sherlock Holmes mi ha conquistata sin dalle prime battute grazie a una sceneggiatura intrigante che invoglia il giocatore a proseguire per far luce su ogni aspetto oscuro e inquietante di questa vicenda. La trama brilla anche grazie alla perfetta scrittura dei dialoghi, sempre coinvolgenti, mai banali e in grado di mescolare momenti seri a battute dal tipico humour inglese, spiccato e particolare. La narrazione, insomma, mantiene un ritmo sempre elevato fino alla sua inaspettata conclusione; scavando nei meandri delle ambientazioni vediamo pian piano comporsi un racconto decisamente ben caratterizzato. I dialoghi sono ottimamente recitati, purtroppo non doppiati in italiano ma tradotti con testo a schermo.Elementare, Watson
- Una buona avventura investigativa non sarebbe tale senza una consistente dose di enigmi, e anche qui possiamo dirci soddisfatti. Il livello di difficoltà di questi risulta medio-alto, con alcuni indovinelli che metteranno a dura prova il vostro intuito per capire come procedere. Alcuni enigmi sono abbastanza ostici, ma grazie a un inventario ben strutturato, all’ottimo sistema delle deduzioni e alla possibilità di farci dare suggerimenti dai personaggi con i quali interagiamo, con un po’ di concentrazione questi non risultano alla fine mai impossibili.Atmosfera
- L’ambientazione che fa da cornice alle vicende del gioco è affascinante e piena di atmosfera, riuscendo a immergere perfettamente il giocatore negli scenari dell’epoca. A livello di design il lavoro degli sviluppatori è stato davvero ottimo: visiterete parecchie location che ricreano in modo esemplare gli scenari londinesi della fine dell’ 800, con vicoli luridi e malfamati abitati da gente povera, da malviventi, ubriachi e da attaccabrighe sempre in cerca di una rissa, e strade in cui, invece, regna lo splendore dei grandi palazzi dei ricchi proprietari terrieri."Tutto ciò che è emozione contrasta con la fredda logica"
- Chi conosce il personaggio di Sherlock Holmes non potrà negare che i tratti della sua personalità lo mostrano più come un opportunista e brillante usurpatore che come un altruista difensore della legge. In Il Testamento di Sherlock Holmes il protagonista mette ancor più in risalto questo suo carattere arrogante e, a tratti, offensivo. Gli sviluppatori hanno voluto porre in evidenza ancor più di quanto accaduto in giochi precedenti questo comportamento del protagonista esageratamente sprezzante, basato sulla fredda logica e sul metter da parte l’amore e ogni emozione. Durante tutta l’avventura Holmes sprizza antipatia da tutti i pori ma è proprio questo suo aspetto che ho amato e che è riuscito a conquistarmi fino a farmi nascere la curiosità di volermi documentare ancor meglio sulla personalità di questo personaggio.Odio
Comparto tecnico
- L’atmosfera da sola non basta, serve anche una buona realizzazione tecnica e grafica e qui i ragazzi di Frogwares purtroppo hanno fallito. La realizzazione degli ambienti è sì di profonda atmosfera, ma di livello grafico sotto la media per gli standard qualitativi cui siamo abituati. Fatta eccezione per i protagonisti che hanno un buon livello di dettaglio, tutti i personaggi con i quali si interagisce nel corso dell’avventura risultano animati male e dotati di texture piatte. Mi è capitato in alcune cut scene che i personaggi non muovessero neanche le labbra durante i dialoghi, dando l'impressione di essere manichini inanimati. Sottotono anche il sonoro: il sottofondo musicale è costituito in parte da una musica che stona con gli ambienti di gioco, non è brutta ma la melodia sembra poco adatta ad un titolo del genere.Sistema di salvataggio
- Ho trovato alquanto scomodo il sistema di salvataggio. Il titolo non dispone di una funzione di autosalvataggio e questo vi costringerà ogni volta, prima di spegnere la console, ad aprire un apposito menu per salvare la partita, pena la perdita di tutti i progressi del gioco. Una scelta discutibile in quanto è facile dimenticare di salvare dopo una lunga sessione di gioco.Una figura inutile
- Come detto precedentemente, in alcuni punti, anche se fortunatamente davvero pochi, Il Testamento di Sherlock Holmes ci fa vestire i panni del dott. Watson. Ho trovato abbastanza inutili queste parti del gioco dato che, tranne nella parte finale in cui dovrà compiere determinate azioni un po’ più particolari, i momenti dove impersoneremo Watson risultano essere irrilevanti ai fini della trama.Tiriamo le somme
Quest'ultima fatica dei ragazzi di Frogwares è una piacevole sorpresa per gli amanti delle avventure investigative. Se partite con la premessa di sorvolare su alcuni aspetti poco convincenti come un reparto tecnico non all’altezza delle nuove produzioni e su un sistema di salvataggio scomodo, dovete assolutamente dargli una possibilità. 7.8›
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