Recensione - L'Era Glaciale 4: Continenti alla Deriva - Giochi Polari
di
Roberto Vicario / Spr1ggan86
P 16 set 2012
Il Gioco
In L'Era Glaciale 4: Continenti alla Deriva - Giochi Polari la particolarità sta nel fatto di trovarci di fronte ad un gioco da utilizzare unicamente con Kinect, che dà ai piccoli fan della serie la possibilità di sfidarsi in 10 minigiochi artici utilizzando sia personaggi che scenografie rese famose dal film.
Il titolo ci offre tre possibilità di gioco: storia, gioco libero e torneo. Nella prima andiamo a vivere una particolare avventura dei nostri eroi, totalmente slegata dal film principale, che vede il nostro gruppo di eroi battagliare contro un branco di animali pirati - non a caso chiamati “Animal Pirates” - per determinare chi delle due fazioni potrà accaparrarsi un preziosissimo tesoro. La modalità libera invece ci permette di rigiocare infinite volte i mini-games sbloccati nella storia principale per migliorare i nostri punteggi da inserire nelle classifiche online o più semplicemente per puro divertimento. Infine, la modalità torneo permette a due giocatori di sfidarsi in una serie di minigiochi per determinare chi tra i due potrà essere eletto campione dei giochi artici.
Parlando dei singoli minigiochi presenti nel titolo, ci troviamo di fronte ad una rivisitazione di sport o passatempi già visti altrove, ovviamente rivisitati in chiave artica. In “Prehistoric Plumber”, ad esempio, dobbiamo aiutare Scrat a tappare - con braccia e gambe - dei buchi che perdono acqua. Oppure ci possiamo cimentare nel famoso lancio del cocco, in un simpatico minigioco chiamato “Coconut Slinger”. Non solo giochi di fantasia, ma anche altri ispirati a sport realmente esistenti come “Mountain Drift” in cui Sid si darà agli sci, oppure “Shell Slide”, una rivisitazione preistorica del gioco del Curling. Tanti minigiochi abbastanza differenti l’uno dall’altro. Parlando infine dell’aspetto tecnico, ci troviamo di fronte ad una discreta realizzazione dei personaggi, tutti riconoscibili dai fan; qualche remora in più invece per quel che riguarda gli ambienti di gioco.
Amore
Varietà preistorica
- Una cosa che ho sicuramente apprezzato del gioco è la varietà che gli sviluppatori sono riusciti ad inserire in termini di minigiochi. Oltre a quelli più classici, troviamo varianti particolari e divertenti come una sorta di salto ad ostacoli con Diego. Insomma, pur trattandosi solamente di dieci giochi, ce n’è per tutti i gusti.Odio
Storia mordi e fuggi
- Probabilmente il più grande limite di tutta l’esperienza. Lo story mode si può completare in poco più di un’ora di gioco, con nessun incentivo che ci può portare a rigiocarlo. Semplicemente una cosa inaccettabile, soprattutto visto il prezzo al quale un gioco viene venduto. Le libera e torneo vi potranno tenere impegnati non più di un’altra ora, portando la longevità globale a non più di due ore. Troppo poco.Kinect... incompatibile!
- Se da una parte ho elogiato l’ottima varietà dei minigiochi, non posso fare lo stesso con il supporto di Kinect. Moltissimi minigiochi purtroppo - quello di Diego e di Scrat in particolare - soffrono di una pessima ricezioni dei movimenti da parte della periferica. Questo porta molto spesso a far diventare frustrante l’azione di gioco, dato che non si riesce a dare l’input corretto.Dislivello di sfida
- Ok, questo dev’essere un gioco per bambini, ma anche loro, come noi adulti, esigono un minimo di livello di sfida. Qui purtroppo sembra essere davvero inesistente. Difficilmente infatti riuscirete a perdere un round o un evento, visto che il titolo è eccessivamente permissivo.Tiriamo le somme
Tirando le somme posso tranquillamente affermare che L'Era Glaciale 4: Continenti alla Deriva - Giochi Polari risulta un fallimento. Se sulla carta il prodotto poteva risultare interessante grazie ad una serie di minigiochi ben studiati e l’uso di personaggi estremamente carismatici, una preoccupante incompatibilità con Kinect mista ad una longevità veramente ai minimi storici, minano alle fondamenta lo solidità del gioco. Insomma, in giro si trova di meglio. 4.8›
Commenti