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L'Era Glaciale 4: Continenti alla Deriva - Giochi Polari

Recensione - L'Era Glaciale 4: Continenti alla Deriva - Giochi Polari

Giusto in tempo per l’uscita del quarto capitolo della serie si 20th Century Fox, Activision è pronta a rilasciare il videgioco ispirato a L'Era Glaciale 4: Continenti alla Deriva - Giochi Polari. A differenza del passato, stavolta ci troviamo di fronte ad un prodotto esclusivamente Kinect: scopriamo insieme se sia in grado di fare la felicità dei piccoli appassionati di questa serie.

Il Gioco

Parlando della serie dell’Era Glaciale si può tranquillamente affermare che ci troviamo di fronte ad uno dei più grandi franchise dell’industria cinematografica d'animazione digitale. Vi basti pensare che il nuovo capitolo della serie, il quarto, è già riuscito ad incassare ben 829 milioni di dollari in tutto il mondo; dato destinato a salire se si pensa che in alcuni paesi, come il nostro, deve ancora uscito. L’industria videoludica non è rimasta insensibile davanti a questi dati e già con i capitoli precedenti ha proposto titoli ispirati alle avventure di Sid, Diego, Scrat e tutta l’allegra compagnia.

In L'Era Glaciale 4: Continenti alla Deriva - Giochi Polari la particolarità sta nel fatto di trovarci di fronte ad un gioco da utilizzare unicamente con Kinect, che dà ai piccoli fan della serie la possibilità di sfidarsi in 10 minigiochi artici utilizzando sia personaggi che scenografie rese famose dal film.

Il titolo ci offre tre possibilità di gioco: storia, gioco libero e torneo. Nella prima andiamo a vivere una particolare avventura dei nostri eroi, totalmente slegata dal film principale, che vede il nostro gruppo di eroi battagliare contro un branco di animali pirati - non a caso chiamati “Animal Pirates” - per determinare chi delle due fazioni potrà accaparrarsi un preziosissimo tesoro. La modalità libera invece ci permette di rigiocare infinite volte i mini-games sbloccati nella storia principale per migliorare i nostri punteggi da inserire nelle classifiche online o più semplicemente per puro divertimento. Infine, la modalità torneo permette a due giocatori di sfidarsi in una serie di minigiochi per determinare chi tra i due potrà essere eletto campione dei giochi artici.

Parlando dei singoli minigiochi presenti nel titolo, ci troviamo di fronte ad una rivisitazione di sport o passatempi già visti altrove, ovviamente rivisitati in chiave artica. In “Prehistoric Plumber”, ad esempio, dobbiamo aiutare Scrat a tappare - con braccia e gambe - dei buchi che perdono acqua. Oppure ci possiamo cimentare nel famoso lancio del cocco, in un simpatico minigioco chiamato “Coconut Slinger”. Non solo giochi di fantasia, ma anche altri ispirati a sport realmente esistenti come “Mountain Drift” in cui Sid si darà agli sci, oppure “Shell Slide”, una rivisitazione preistorica del gioco del Curling. Tanti minigiochi abbastanza differenti l’uno dall’altro. Parlando infine dell’aspetto tecnico, ci troviamo di fronte ad una discreta realizzazione dei personaggi, tutti riconoscibili dai fan; qualche remora in più invece per quel che riguarda gli ambienti di gioco.

Amore

Varietà preistorica

- Una cosa che ho sicuramente apprezzato del gioco è la varietà che gli sviluppatori sono riusciti ad inserire in termini di minigiochi. Oltre a quelli più classici, troviamo varianti particolari e divertenti come una sorta di salto ad ostacoli con Diego. Insomma, pur trattandosi solamente di dieci giochi, ce n’è per tutti i gusti.

Odio

Storia mordi e fuggi

- Probabilmente il più grande limite di tutta l’esperienza. Lo story mode si può completare in poco più di un’ora di gioco, con nessun incentivo che ci può portare a rigiocarlo. Semplicemente una cosa inaccettabile, soprattutto visto il prezzo al quale un gioco viene venduto. Le libera e torneo vi potranno tenere impegnati non più di un’altra ora, portando la longevità globale a non più di due ore. Troppo poco.

Kinect... incompatibile!

- Se da una parte ho elogiato l’ottima varietà dei minigiochi, non posso fare lo stesso con il supporto di Kinect. Moltissimi minigiochi purtroppo - quello di Diego e di Scrat in particolare - soffrono di una pessima ricezioni dei movimenti da parte della periferica. Questo porta molto spesso a far diventare frustrante l’azione di gioco, dato che non si riesce a dare l’input corretto.

Dislivello di sfida

- Ok, questo dev’essere un gioco per bambini, ma anche loro, come noi adulti, esigono un minimo di livello di sfida. Qui purtroppo sembra essere davvero inesistente. Difficilmente infatti riuscirete a perdere un round o un evento, visto che il titolo è eccessivamente permissivo.

Tiriamo le somme

Tirando le somme posso tranquillamente affermare che L'Era Glaciale 4: Continenti alla Deriva - Giochi Polari risulta un fallimento. Se sulla carta il prodotto poteva risultare interessante grazie ad una serie di minigiochi ben studiati e l’uso di personaggi estremamente carismatici, una preoccupante incompatibilità con Kinect mista ad una longevità veramente ai minimi storici, minano alle fondamenta lo solidità del gioco. Insomma, in giro si trova di meglio. 4.8

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L'autore

Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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