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Sleeping Dogs

Recensione - Sleeping Dogs

Nonostante sia uno dei generi attualmente più popolari, quello dei titoli open world "alla GTA" non può contare su molti esponenti a causa delle complessità insite nello sviluppo di questo tipo di giochi e nelle alte probabilità di fallire qualora qualche ingrediente della formula non venga dosato correttamente. Appoggiati da Square-Enix, i canadesi di United Front Games hanno raccolto la sfida proponendoci con Sleeping Dogs la loro visione di un mondo aperto, vivo e narrativamente interessante. Scopriamo insieme l'esito di questa ambiziosa operazione.

Il Gioco

La vita ad Hong Kong non è facile: la violenza dilaga, le triadi controllano ogni aspetto della vita della città e chi non si piega viene inesorabilmente spezzato. Non è facile, ma lo è ancor meno per un poliziotto infiltratosi nella malavita con lo scopo di avvicinarsi sempre più ai capi supremi delle organizzazioni e che finisce per simpatizzare, o perfino empatizzare, con gli stessi criminali ai quali dovrebbe dare la caccia. Questa è la storia di Wei Shen, il protagonista di Sleeping Dogs che, grazie alla sua grande familiarità con la criminalità di Hong Kong, viene infiltrato dalla polizia di San Francisco all'interno della triade Sun On Yee. Wei è originario del posto, trasferitosi all'età di 10 anni in USA per sfuggire con madre e sorella maggiore ad un inevitabile destino; dopo essersi arruolato in polizia ha dimostrato una profonda conoscenza delle dinamiche delle mafie cinesi, mostrando però anche comportamenti altamente violenti e borderline. E' stato quindi scelto come elemento centrale di una delle più importanti operazioni antimafia degli ultimi anni, ma guadagnarsi la fiducia di alcuni boss locali lo porterà a compiere azioni che faranno dubitare persino i suoi superiori.

Dal punto di vista del gameplay, Sleeping Dogs non si discosta molto dal modello reso ormai famoso da GTA: una città vasta e completamente esplorabile, case in cui dormire e cambiarsi, garage per la rimessa di auto e moto che useremo ovviamente sia per viaggare da un posto all'altro che per inscenare rocamboleschi inseguimenti (o fughe), il tutto tenuto insieme da una storia che ci vede interagire con numerosi personaggi. Il solito. Tutta una serie di grandi e piccole differenze permettono però al titolo di United Front Games di non essere bollato come semplice clone dellla serie Rockstar. Per prima cosa a livello narrativo troviamo una certa morale di fondo dovuta al fatto che Wei è un poliziotto, la cui motivazione principale - oltre a quella personale che scoprirete nel corso della storia - è l'assicurare alla giustizia dei criminali pericolosi per tutta la società. Questo non significa certo che in Sleeping Dogs vestiamo i panni del poliziotto integerrimo, anzi il suo ruolo di infiltrato fa sì che sia costantemente in bilico tra il mondo della giustizia e quello della criminalità, ma comunque interpretiamo un personaggio basilarmente "positivo" e per molti versi più sfaccettato di un personaggio semplicemente intento nel farsi strada nel mondo criminale.

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Oltre a questo troviamo poi alcune differenze anche a livello di struttura e gameplay; quella più importante è l'introduzione di un sistema di combattimento corpo a corpo estremamente curato, ha permesso agli sviluppatori di ridurre la preponderanza degli scontri a fuoco a favore delle scazzottate da strada. Si tratta di un fighting system "fluido" dichiaratamente mutuato da quello del Batman di Rocksteady, in cui ci troviamo a combattere contro nemici multipli con un continuo concatenarsi di attacchi, parate e prese, al quale è stato aggiunto anche un sistema di interazioni ambientali che ci permettono di sfruttare elementi come saracinesche, cabine telefoniche, tritacarne, sportelli d'auto per finire in maniera estremamente spettacolare i nostri nemici. Oltre a questo, e sempre all'insegna della spettacolarità, è stato introdotto anche un sistema di corsa/inseguimento a piedi che, in pieno stile cinematografico, ci vede scavalcare recinzioni e staccionate, saltare su bancarelle, arrampicarci sui tetti e così via quando qualcuno ci sta sfuggendo.

La storia del gioco è strutturata in maniera lineare anche se corre su due binari paralleli: come membro della polizia ed esponente sempre più importante della triade, il giocatore riceverà missioni sia da una che dall'altra fazione e man mano che la storia procede potrà decidere quali svolgere prima. A queste si aggiungono tutta una serie di attività secondarie come indagini extra per la polizia oppure fare dei favori a vari personaggi oltre a corse in auto, combattimenti clandestini e lavori per raggranellare soldi come ad esempio fare il fotografo freelance; non mancano neanche le sottotrame romantiche ed i collezionabili come una serie di altari da scovare e attivare in tutta la città. In ogni momento una mini-mappa ci mostra tutte le missioni disponibili e con il semplice click sullo stick sinistro possiamo ciclarle per impostare quella attiva senza dover mai accedere alla mappa completa, comunque presente nel menu di pausa. Presente anche un sistema di viaggio istantaneo tramite gli immancabili taxi: insomma, troviamo tutto ciò che ci aspetteremmo da un titolo del genere.

Prima di passare alle note critiche, un accenno alla lunghezza del gioco: la storia è completabile in una dozzina d'ore o poco più, mentre se volete completarlo al 100% effettuando tutte le attività secondarie vi porterà via sulle 25-30 ore.

Amore

Storia e narrazione

- Pur non essendo originalissima, la storia di Sleeping Dogs è molto ben scritta, avvincente e con un ottimo cast di personaggi: l'avanzamento di Wei all'interno della triade, il suo genuino affezionamento ad alcuni dei personaggi che incontrerà e la preoccupazione dei suoi superiori per i modi con cui sta portando avanti la missione sono tutti elementi di un mix accattivante e narrato con un'ottima recitazione da parte degli attori virtuali i cui volti sono splendidamente realizzati. Il gioco è doppiato in inglese con sottotitoli in italiano: personalmente avrei preferito un (buon) doppiaggio nella nostra lingua, ma lascerò a voi decidere se questo sia o meno un punto penalizzante.

Le mille luci di Hong Kong

- Come spesso accade per questo tipo di giochi, se ben caratterizzata la città stessa può diventare una vera co-protagonista del titolo: e questo è verissimo per Hong Kong che con le sue mille luci, i quartieri fortemente diversificati e pieni di vita e le architetture a metà tra tradizionale e moderno riesce a catturarci e farci sentire in un mondo diverso rispetto alle ambientazioni tipicamente statunitensi a cui ci hanno abituato finora altri titoli del genere. Il tutto è reso ancor più affascinante da un ottimo motore di illuminazione ed eccellenti effetti atmosferici. E grazie a Sleeping Dogs ho anche scoperto che ad Hong Kong - a differenza del resto della Cina - si guida sulla sinistra come in Inghilterra: abituarsi a guidare in quel modo senza invadere inavvertitamente l'altra corsia è di per sé un'esperienza interessante.

Sii acqua, amico mio

- Prendo in presito una celebre frase di Bruce Lee per introdurre uno degli aspetti che mi hanno maggiormente colpito di Sleeping Dogs: i combattimenti. Gli sviluppatori sono riusciti nel loro intento iniziale di creare un'esperienza che mimasse il più possibile i film d'azione di hong kong, con spettacolari e roboanti combattimenti a base di arti marziali; grazie alla possibilità di migliorare le abilità di Wen tramite i punti esperienza acquisiti in missione il gioco scongiura l'effetto ripetitività che continui combattimenti potrebbero generare, e le mosse finali - seppur per queste avrei gradito maggior varietà - si rivelano estremamente spettacolari.

Una formula pienamente azzeccata

- Sleeping Dogs non è il primo gioco che tenta la strada dell'open-world urbano contemporaneo, ma ho sempre trovato che, al di fuori dei titoli Rockstar, gli altri tentativi abbiano sempre avuto qualcosa che non andasse. In un caso poteva essere una narrativa poco solida, nell'altro una città non sufficientemente vasta e ricca di opportunità, o in un altro ancora un gameplay non pienamente azzeccato che rovinava l'esperienza complessiva. Il titolo di United Front Games invece mi ha soddisfatto appieno grazie all'ottimo bilanciamento di tutti gli elementi e ad un gameplay davvero azzeccato. Ottimo lavoro.

Quelle finezze che fanno la differenza

- Ed a proposito della personalità del gioco, a questa contribuiscono anche le tante piccole e grandi finezze (non necessariamente innovative o originali) introdotte dagli sviluppatori. Ad esempio ho particolarmente apprezzato il fatto che, quando siamo in auto/moto e impostiamo una missione come nostra destinazione, oltre ad apparire il percorso sulla mappa le varie svolte ci vengono mostrate anche sulla strada stessa tramite degli indicatori luminosi. Questo ci permette di concentrarci sulla guida e sull'evitare il traffico senza dover sempre buttare l'occhio sulla minimappa, migliorando complessivamente l'esperienza di guida. A questo poi si aggiunge la possibilità di impadronirci di un veicolo che stiamo inseguendo semplicemente saltandoci sopra dal nostro un po' come si poteva fare in Just Cause, oppure altre cose minori come come lo switch veloce degli obiettivi o i tanti mini-giochi come lo scasso, il karaoke, la triangolazione dei cellulari in macchina e altri presenti nel titolo. Oltre ovviamente a cose più macrosopiche come i già accennati combattimenti e gli inseguimenti a piedi; insomma, un mix di elementi davvero azzeccato.

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Odio

Storia un po' frettolosa

- Come già accennato, la storia di Sleeping Dogs è completabile in una dozzina d'ore se non si perde tempo nelle attività secondarie; una durata che lascia un po' con l'amaro in bocca, soprattutto visto che storia e narrazione sono ottime e quindi il giocatore potrebbe volerne di più. Ovviamente potete effettuare diverse attività secondarie come svolgere indagini parallele per la polizia, fare favori alla gente o semplicemente partecipare a gare e cercare oggetti e sbloccabili per millare il gioco, cosa che vi porterà sulla trentina d'ore complessive, ma personalmente avrei gradito maggiori contenuti per quel che riguarda la storia principale.

Qualche problema di troppo

- Anche se Sleeping Dogs ha azzeccato appieno gli ingredienti principali della sua ricetta risultando globalmente molto godibile, non mancano piccole ma visibili imperfezioni. Tra queste cito le routine di navigazione degli abitanti di Hong Kong, che talvolta troviamo incastrati in angoli di palazzi oppure impegnati a girare su se stessi nel tentativo di aggirare un ostacolo; in una missione particolare, nella quale un inseguimento in auto culminava con il blocco di una stradina per via di alcuni mezzi messi di traverso (non avvenuto casualmente per un incidente ma dovuto a motivi di sceneggiatura), mi sono imbattuto in una poveretta in auto che, nonostante la via non fosse percorribile, si era intestardita nel voler passare continuando a speronare senza successo i veicoli fermi, il tutto sullo sfondo di una cut-scene con i personaggi che parlavano. Altre piccolezze sono ad esempio il fatto che quando si prende il taxi, la mappa per segnare la destinazione non mostra gli obiettivi attuali, per cui per capire dove farci portare dobbiamo uscire, aprire la nostra mappa, vedere dov'è il nostro obiettivo e poi risalire sul taxi indicando il luogo esatto; a questo si aggiunge un sistema di mira non ottimale per le fasi di sparatoria - che fortunatamente non sono preponderanti - e qualche errorino nel sistema di aggancio delle auto quando vogliamo catturarle al volo che talvolta ci porta a saltare su altre auto del traffico che ci passano vicino. Tutte imperfezioni che con un po' più di tempo ed attenzione in fase di testing avrebbero potuto essere limate.

Incertezze grafiche

- Anche se il titolo è globalmente molto bello da vedere, c'è da segnalare uno screen tearing un po' troppo vistoso soprattutto negli ambienti al chiuso e durante le cut-scenes, oltre ad un aliasing un po' troppo marcato. Nulla capace di sottrarre valore all'esperienza di gioco, ma valeva la pena segnalarlo.

Tiriamo le somme

Sleeping Dogs mi ha convinto appieno: United Front Games ha saputo prendere il meglio di diversi giochi e fonderlo nel proprio titolo in un amalgama ben bilanciato che, seppur privo di grandi innovazioni, dimostra di avere una propria personalità grazie soprattutto all'ottima storia e a tanti piccoli dettagli ben curati. Con una storia principale più ricca di contenuti ed una maggior rifinitura generale avrebbe potuto battersi testa a testa con i maggiori esponenti del genere, ma risulta comunque un gioco imperdibile per gli amanti dei titoli open world ed un ottimo punto di partenza per quella che potrebbe diventare una serie di grande successo. 8.8

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

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