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X-Men: Destiny

Recensione - X-Men: Destiny

Dopo l’opaco Too Human, lo studio di sviluppo canadese Silicon Knights tenta il riscatto con un titolo ispirato al mondo dei mutanti più famosi del globo, gli X-Men, spostando il punto di vista su tre nuovi ragazzi che, loro malgrado, si trovano al centro della lotta tra umani, mutanti malvagi e la squadra di Xavier. Scoprite insieme a noi il risultato dei loro sforzi.

Il Gioco

In X-Men: Destiny viviamo le gesta dei nostri eroi da un punto di vista completamente inedito: a differenza di altri titoli dedicati ai mutanti più famosi dei comics, infatti, qui non impersoniamo nessun membro della squadra principale ma possiamo scegliere tra tre perfetti sconosciuti che, una volta presa coscienza dei loro poteri, dovremo accompagnare nel percorso che li porterà a diventare supereroi o villain. Cronologicamente la storia è situata in un universo Marvel alternativo in cui Magneto e Xavier si erano alleati per sconfiggere il villain Bastion, evento che ha portato alla morte del Professor X stesso, lasciando gli X-Men privi di una forte leadership. La storia inizia durante una commemorazione in onore di Xavier a San Francisco, alla quale sta partecipando una gremita folla di gente, quando l'attacco contemporaneo di una confraternita di puristi anti-mutanti e di Magneto con i suoi seguaci getta il tutto nel caos. Qui inizia la nostra avventura: ci viene chiesto di scegliere il nostro personaggio tra tre mutanti giovani ed inesperti e di selezionare un potere (tra tre disponibili) da assegnarli, dopo di che siamo pronti a gettarci in azione.

Man mano che procediamo nell'avventura avremo modo di incontrare i personaggi più famosi del pantheon mutante Marvel: sia i buoni che i cattivi ci inviteranno a combattere per le loro cause, ed in base alle scelte che faremo costruiremo il nostro destino fatto di gesti eroici o malvagi. Tutto il gioco si basa infatti su questa sorta di “morale” e nella scelta di intraprendere azioni da supereroi o da classici villan. A cercare di coinvolgerci in una o l’altra fazione troviamo tutti i personaggi più famosi - e alcuni meno famosi - che ci commissioneranno le missioni e spesso dovremo decidere quale parte seguire. Oltre a questo è presente un sistema di di potenziamento chiamato “Gene X” che servirà a rendere più devastanti le mosse del nostro personaggio e sviluppare i suoi potero. Sono presenti inoltre quattro slot che ci permetteranno di assegnare dei “perk” specifici al nostro personaggi e che andranno ad influenzarne le statiche, cosi come potremo anche cambiarne i costumi usando quelli trovati nel corso dell’avventura. La gestione del nostro destino e delle scelte morali è gestita da una serie di quest e di dialoghi a risposta multipla, sono inoltre presenti missioni secondarie che ci daranno esperienza extra da spendere e collezionabili che sbloccheranno le biografie dei personaggi più famosi. Il gioco infine non presenta alcun tipo di modalità multigiocatore o cooperativa.

Amore

Il cast al completo

- Sotto questo aspetto non si può proprio rimproverare nulla al team di sviluppo canadese. Nel corso della nostra avventura incontriamo tantissimi personaggi dell’universo Marvel: oltre a quelli più famosi come Ciclope, Magneto, Wolverine, Nightcrawler e Mystica, giusto per citarne alcuni, troviamo anche personaggi di secondo piano come Caliban o Forge, poco noti al grande pubblico, ma che sicuramente faranno piacere ai fan del mondo Marvel. Inoltre nascosti nei livelli ci sono dei collezionabili che una volta raccolti sbloccano delle schede informative su tutti i personaggi nel gioco, facendo diventare il titolo una sorta di enciclopedia per gli amanti del mondo Marvel.

Una storia con del potenziale

- La storia del gioco è sicuramente interessante, introducendo tra i pilastri portanti del plot narrativo argomenti come il destino e a la scelta del futuro di un giovane e sconosciuto mutante. Se a tutto questo aggiungiamo che ad amalgamare e sviluppare tutti gli elementi ci ha pensato il talentuoso writer della Marvel Mike Carey, possiamo affermare che la base narrativa del gioco è sicuramente solida.

Challenge arena

- Interessanti queste particolari sfide secondarie, nascoste all’interno dei diversi livelli, che ci chiedono ogni volta di compiere determinate azioni in un periodo di tempo prefissato. Oltre a spezzare la monotonia di fondo del titolo, queste missioni speciali ci servono per acquisire esperienza extra ed utilizzarla per potenziare il nostro personaggio.

Odio

E gli elementi GdR?

- Se un titolo viene pubblicizzato per mesi come un action-RPG, ci si aspetta all’interno una cospicua dose di elementi ruolistici. Invece X-Men: Destiny non offre nessun elemento degno di nota sotto questo aspetto. Il tutto in teoria dovrebbe essere relegato oltre alla crescita del potere scelto, a particolari costumi che si potranno sbloccare ed indossare nel corso dell’avventura, al potenziamento e in particolar modo ad una sorta di barra della morale inserita nel titolo. Quest’ultima dovrebbe in teoria modificarsi in base alle scelte prese durante la storia e sulle fazioni che decideremo di aiutare, ma il tutto non influisce minimamente sulla trama tranne che per i commenti che riceveremo dalla fazione opposta a quella che decideremo di aiutare. In poche parole uno specchio per allodole.

Elettrocardiogramma piatto

- Purtroppo gli sviluppatori non sono riusciti a valorizzare una storia che, come già detto, aveva del potenziale: ci troviamo infatti davanti, per le 5/6 ore di durata dell'avventura, a compiere missioni sempre uguali in cui il più delle volte ci verrà semplicemente chiesto di uccidere ondate su ondate di nemici. Troppo poco.

X-Men scattosi

- Anche sotto il profilo tecnico, purtroppo, X-Men: Destiny non brilla per bellezza. Se nel globale il comparto grafico non è bruttissimo, diversi problemi - in primis un frame-rate decisamente instabile - affliggono pesantemente l’esperienza di gioco. A questo si aggiungono problemini minori che, seppur saltuari, denotano una certa sufficienza nella realizzazione del titolo.

Du iu spic inglisch?

- Ennesima scelta di mercato discutibile. Trovandoci di fronte ad un titolo con un bacino di fan discretamente ampio anche nel Bel Paese, ho trovato assurda la scelta di Activision di non localizzare - neanche nei sottotitoli - il gioco; evidentemente l'editore stesso era consapevole della bassa qualità del titolo ed ha deciso di non investire ulteriori soldi nella localizzazione. Questa scelta penalizza sicuramente tutti quei fan dei mutanti che non masticano l’inglese e che quindi si sentiranno scoraggiati nell’acquisto.

Tiriamo le somme

Silicon Knights non riesce nell’intento di risollevarsi e sembra mal digerire l’attuale generazione di console. X-Men: Destiny è un titolo mediocre con pochi spunti interessanti e tante promesse restate in parte disattese. Tuttavia se siete fan sfegatati della ciurma di mutanti e vi accontentate di un lineare picchiaduro giusto per giocare accanto ai vostri supereroi preferiti, potreste valutare un recupero a prezzo economico. 5.0

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L'autore

Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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