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Outland

Recensione - Outland

Se c'è un genere videoludico che Xbox Live Arcade ha dimostrato di saper far risorgere dalle ceneri dell'era 8 bit è quello dei platform game a scorrimento che, grazie all'alta definizione ed a capaci designers, acquisiscono un fascino tutto nuovo. Outland, di Ubisoft e dei finlandesi Housemarque, si inserisce in questo filone offrendoci un approccio grafico ed un gameplay distintivi. Eccovi le nostre impressioni dopo averlo messo alla prova.

Il Gioco

In Outland vestiamo i panni di quello che appare visivamente come un guerriero azteco, il quale si è recato nella foresta in seguito a dei sogni che presagivano il ritorno delle due dee della luce e dell'oscurità, in costante lotta tra loro e imprigionate in passato da un mitico eroe. Sembra che le due forze si stiano per liberare nuovamente scatenando il caos sul mondo, e tocca a noi impedirlo visitando diversi luoghi - foresta, sottosuolo, città, cielo ed eternità - alla ricerca di potenti custodi per sconfiggerli ed arrivare così allo scontro finale.

Il titolo miscela sapientemente tra loro diverse meccaniche di gioco: la più evidente è la componente action-platform 2D, che ci vede esplorare i livelli saltando tra piattaforme, sfruttando l'appoggio delle pareti per raggiungere aree più alte e fronteggiando i nemici con la nostra fedele spadona. Da questo punto di vista il gioco ricorda molto, anche per animazioni, il Prince of Persia classico. Dopo qualche minuto di gioco ci accorgiamo però che il titolo di Housemarque è dotato di una maggior profondità. I livelli sono tutti connessi tra loro a formare un unico grande labirinto, con aree che diverranno accessibili solo dopo aver acquisito determinati poteri; tra questi, undici in tutto, troviamo la possibilità di effettuare scivolate, uno scudo esplosivo per scaraventare via i nemici, un raggio d'energia, la possibilità di usare portali di teletrasporto e l'abilità per sfruttare delle piattaforme di salto che ci lanciano a tutta velocità in una delle quattro direzioni.

A tutto questo si aggiunge l'elemento davvero distintivo del gioco, un meccanismo già visto nello sparatutto di Treasure Ikaruga: la possibilità di far cambiare allineamento all'energia vitale del protagonista tra luce ed oscurità, identificata dai colori blu e rosso. I livelli sono pieni di dispositivi che lanciano proiettili o raggi d'energia blu e rossi, ai quali risulteremo immuni solo se allineati con il loro stesso colore; inoltre ci sono anche numerose piattaforme mobili che diventeranno solide solo se siamo del loro stesso colore, e per finire i nemici sono attaccabili solo se siamo di colore opposto al loro, mentre loro sono in grado di colpirci indipendentemente dal nostro allineamento. Immaginate di dover saltare tra una serie di piattaforme fluttuanti cambiando ad ogni salto il vostro colore in modo da rendere solida quella su cui dovete atterrare, cercando contemporaneamente di passare illesi tra muri di proiettili di colore diverso ed evitando gli attacchi di nemici di vario tipo: situazioni di questo tipo sono pane quotidiano per l'eroe di Outland.

Oltre alla modalità storia in single-player, che vi terrà impegnati tra le sei e le otto ore, troviamo anche una modalità Arcade in cui ci viene chiesto di ripercorrere gli stessi livelli nel minor tempo possibile, per confrontare poi i nostri tempi con amici e altri utenti sul Live; sul fronte multigiocatore troviamo invece la possibilità di rigiocare in co-op con un amico connesso online (niente schermo condiviso) sia la storia che la modalità Arcade, oltre a cinque sfide speciali, sbloccabili nella storia principale, in cui ci vengono proposte meccaniche d'interazione particolari: c'è ad esempio quella in cui solo uno dei due giocatori può cambiare allineamento ad entrambi, o quella in cui i giocatori devono palleggiarsi delle bombe a tempo per aprirsi la strada cercando però di non morire, oppure quella in cui i due non possono allontanarsi troppo l'uno dall'altro. Sono tutte sfide completabili solo con una grande intesa e collaborazione tra i due giocatori, e che aggiungono maggior divertimento al gioco in compagnia.

Amore

Design artistico

- Se avete amato lo stile artistico di Limbo adorerete probabilmente quello di Outland, basato anch'esso sul concetto di sfondi piatti e monocromatici, che qui assumono però un fascino maggiore grazie all'elevato dettaglio dei motivi riprodotti: colonne, disegni tribali al neon e vegetazione arricchiscono lo schermo creando scenari estremamente suggestivi. A questo si aggiunge il design del protagonista stesso, con i suoi tatuaggi luminosi e le animazioni curatissime. Davvero un bel guardare.

Luce e ombra

- Il meccanismo di cambio dell'allineamento dell'eroe tra luce ed oscurità rappresenta quel tocco in più in grado di trasformare quello che altrimenti sarebbe un semplice platform game in una sfida avvincente e impegnativa. Alcuni passaggi ricordano i momenti più belli di Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate, quando invece che interagire con energie colorate dovevamo solidificare getti d'acqua a tempo con i nostri salti.

Un gioco che non perdona

- Outland è, fuor di dubbio, un titolo per hardcore gamers. Dopo i primi, semplici livelli, il gioco si fa davvero duro e basta un niente, un tempo calcolato male o un salto mal ponderato, per morire miseramente e dover ricominciare dall'ultimo checkpoint. Quest'ultimi sono poi posti sempre a grande distanza l'uno dall'altro, tanto che riuscire a raggiungerli è spesso motivo di grande sollievo, con la consapevolezza che fin lì ce l'abbiamo fatta. Giocarlo mi ha ridato quelle sensazioni dei vecchi titoli da sala giochi, quando superare un livello era una vera impresa e dava grandi soddisfazioni, ma mi ha ricordato anche il tipo di frustrazione che solo questo tipo di giochi sapevano dare. Un sapore agrodolce che ho accolto con piacere.

Soundtrack

- Molto bella e suggestiva anche la soundtrack originale, fatta di melodie tribali e dallo stile new-age che accompagnano con toni soft l'esplorazione, esplodendo in ritmi più serrati durante i combattimenti con i boss e le fasi più impegnative. La ciliegina sulla torta di un comparto artistico eccellente.

Odio

Non c'è pietà per i più deboli

- Se l'alto livello di difficoltà è uno degli elementi più distintivi di Outland, c'è da dire che il gioco potrebbe risultare troppo frustrante per i meno pazienti, o per chi magari vuole godersi l'esplorazione delle diverse ambientazioni senza essere costretto a ripetere venti volte una battaglia boss a causa di piccoli errori o imprecisioni nei saltii. Soprattutto i combattimenti con i Guardiani, i cosiddetti "mostri di fine livello", si dimostrano esageratamente difficili e senza checkpoint tra le varie fasi del combattimento: capita così di arrivare con fatica vicino alla fine di una battaglia, morire e dover ricominciare tutto da capo. Un sistema a livelli di difficoltà, selezionabili dagli utenti per aumentare la frequenza dei checkpoint, avrebbe sicuramente giovato.

Scattosità online

- Il gioco offre interessanti possibilità di interazione co-op, ma il tutto è vanificato dalla presenza di un fastidioso lag - almeno per quel che riguarda la mia esperienza di gioco - che vede le animazioni afflitte da fastidiosi scatti, tanto da influire sulla precisione stessa delle nostre azioni. Ed in un gioco in cui precisione e tempismo sono tutto, questo è sicuramente un difetto notevole.

Tiriamo le somme

Outland riesce a fondere abilmente elementi di gameplay e stilistici dal comprovato successo per regalarci un platform game visivamente splendido, dal gameplay impegnativo e decisamente old school. Se amate mettere alla prova il vostro coordinamento occhio-mano e non avete paura di un gioco che non perdona i vostri errori, l'acquisto è sicuramente consigliato. 9.0

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.