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DeathSpank

Recensione - DeathSpank

Dalla mente del geniale Ron Gilbert, creatore di avventure grafiche storiche come Monkey Island e Zak McKracken, arriva sul Live Arcade un action-rpg bizzarro e ironico prodotto in collaborazione con Electronic Arts. Abbandonate le atmosfere caraibiche e le meccaniche punta e clicca, vediamo insieme cosa ha ideato questa volta il papà del pirata Guybrush e iniziamo questo nuovo viaggio all’insegna dell’avventura fantasy.

Il Gioco

Una simpatica introduzione animata ci presenta l’universo di DeathSpank e l’eroe di turno chiamato appunto Deathspank, spiegandoci che la sua missione è quella di ritrovare tutti pezzi che compongo un Artefatto magico indispensabile per contrastare il Male senza riserve. Ovviamente il nostro prode cavaliere non è l’unico interessato al potente Artefatto e durante il suo viaggio dovrà scontrarsi contro i vari scagnozzi del perfido Lord Von Prong in una continua gara per entrarne per primi in possesso. Durante la sua ricerca Deathspank incontrerà molti personaggi che lo aiuteranno con preziose informazioni in cambio dei suoi servigi, facendo leva sul suo alto senso del dovere e di giustizia. Una volta ritrovato un pezzo dell’Artefatto si aprirà una nuova zona della mappa da esplorare; in ogni nuovo livello troveremo un punto di salvataggio (a forma di bagno all’aperto!) dal quale è inoltre possibile sfruttare la rete di teletrasporti utile per spostarsi rapidamente e tornare, quando le missioni lo richiedono, dai vari NPC per ricevere o completare incarichi primari e side-quest.

DeathSpank mostra il suo lato rpg principalmente nella crescita del personaggio, delle sue abilità e nella schermata dell’inventario dalla quale si gestiscono magie, armi e oggetti vari, oltre che durante i surreali dialoghi a risposta multipla. Non mancano comunque enigmi e rompicapi da risolvere, magari combinando più oggetti tra di loro, aprendo i vari scrigni sparsi in tutta la mappa o esplorando i vari dungeon. Durante i combattimenti invece il gioco diventa più simile ad un hack’ n slash: per uccidere gli avversari possiamo usare una delle quattro armi attribuite ai pulsanti del joypad e sfruttare pozioni e magie tramite la croce direzionale, mentre con il grilletto destro ci possiamo parare, con il giusto tempismo, dalla maggior parte dei colpi.

Amore

Due eroi sono meglio di uno

- Una delle caratteristiche più importanti di DeathSpank è la possibilità di giocare l’intera avventura affiancato da un altro giocatore (ma solo in locale, niente online) che può gestire il mago Sparkling, una sorta di aiutante di Deathspank, soggetto però ad alcune limitazioni specifiche. Sparkling infatti non può aumentare di livello né cambiare nulla delle sue caratteristiche iniziale, nemmeno acquisire nuove armi o magie. Lo strampalato maghetto può però curare Deathspank, lanciare incantesimi a corto e lungo raggio e creare dei suoi cloni-kamikaze dal potere davvero devastante. Tutte queste abilità necessitano però di tempi di ricarica variabili, per non rendere troppo semplici le cose e bilanciare il senso di sfida proposto anche quando si gioca in cooperativa. A tale proposito vale la pena notare come, durante la co-op, l’energia vitale dei due eroi sia costituita da una sola barra in comune e la morte di uno dei due personaggi comporta inevitabilmente la morte dell’altro. Sparkling può comunque entrare ed uscire dalla nostra partita in qualsiasi momento senza alcun problema, anche se avanzando nei livelli le cose si complicano discretamente ed è davvero consigliabile averlo al nostro fianco!

Fantasy con stile

- DeathSpank vanta un look fumettoso davvero unico; gli elementi dello scenario sono tutti in 2D (alberi, case, cespugli, le onde del mare, ecc.) ad eccezione dei personaggi e dei loro antagonisti e il tutto è realizzato con una gamma di colori saturi accesi e brillanti davvero poco usati in altri giochi ambientati in universi fantasy, come il verde acido dei prati, il rosa e il viola della Foresta Incantata, o il rosso rubino e tutte le sue sfumature usate nei dungeon delle Miniere dei Demoni. A tutto questo bisogna aggiungere le ottime animazioni di Deathspank, Sparkling e dei vari nemici, che tra l’altro vantano una varietà davvero notevole ed un character-design ispirato e mai banale, ottimi effetti luce ed esplosioni e magie di grande effetto; il risultato finale è davvero eccelso e sprizza stile e simpatia da ogni pixel. Ottima anche la colonna sonora, gli effetti audio e il doppiaggio, tutto rigorosamente in inglese.

Ironico, divertente e impegnativo al punto giusto

- Nonostante la vena ironica che permea tutto il gioco, è bene sottolineare come DeathSpank non sia affatto un gioco semplice o banale. In alcune occasioni, ad esempio, mi sono ritrovato a ricorrere agli aiuti messi a disposizione nel gioco sotto forma di biscotti della fortuna per risolvere alcuni enigmi oppure a girare un bel pò in lungo e in largo prima di riuscire trovare la strada giusta per esplorare i 30 scenari che compongono la vasta mappa di gioco. Anche alcuni combattimenti si sono rivelati più impegnativi del solito ma l’ottima giocabilità rende tutto molto piacevole e divertente, anche il ripetere più volte un determinato passaggio.

Armi e magie a volontà

- Altra caratteristica vincente di DeathSpank è la grande varietà di armi a disposizione, la possibilità di caricare una barra per eseguirne le special e combinare delle rune magiche per scatenare attacchi devastanti. Alcuni armi poi sono davvero bizzarre, come la balestra spara-polli o il martello da guerra a forma di stivale gigante e altrettanto pittoreschi sono gli elementi dell’armatura, come l’elmo punk, gli stivali da mummia o gli spallacci stile heavy-metal pieni di spuntoni. Tantissime anche le pozioni e le magie a disposizione e interessante l’uso di speciali carte che ci vengono assegnate ad ogni passaggio di livello e che ci permettono di scegliere se aumentare l’attacco ravvicinato, quello a distanza, la parata o la velocità di movimento.

Odio

Datemi un vocabolario, please!

- Come accennato, purtroppo, DeathSpank non è stato tradotto in italiano e, cosa ben più grave, nemmeno sottotitolato nella nostra lingua. Tutta l’ironia dei dialoghi e gli assurdi giochi di parole che descrivono armi e poteri, quindi, si perdono inevitabilmente a meno che non conosciate l’inglese piuttosto bene. Metteteci poi che i testi fanno un uso massiccio di slang e storpiature davvero di difficile comprensione a chi mastica solo un inglese scolastico. Le difficoltà maggiori però risiedono nel capire alcune missioni e riuscire a risolvere alcuni enigmi; è possibile trovare un piccolo aiuto solo nel diario dove Deathspank annota le cose da fare e dove gli elementi più importanti vengono evidenziati dal colore giallo. Nella mappa invece sono segnati solo i teletrasporti e i personaggi che ci possono assegnare una missione, niente più. Quindi, oltre alla buona conoscenza della lingua, bisogna anche avere una discreta memoria visiva!

Tiriamo le somme

DeathSpank è davvero un ottimo titolo, che mantiene intatta tutta la vena creativa e ironica tipica delle precedenti produzioni di Gilbert che qui gioca, divertendosi (e divertendoci), a sfatare i molti clichè dei giochi di ruolo “seri” attraverso assurde parodie dei dialoghi tipici del genere fantasy e degli stereotipi classici dell’eroe impavido. La possibilità di giocarlo in cooperativa, il comparto grafico curatissimo, un gameplay immediato e divertente e una longevità di tutto rispetto, che si attesta sulle 10 ore circa per completare anche tutte le missioni secondarie, fanno di DeathSpank un gioco che, se fosse stato almeno sottotitolato, avrei raccomandato a tutti senza riserve, anche in virtù dell’ottimo rapporto qualità/prezzo (il gioco costa 1200 Microsoft Points); purtroppo così non è stato e la nuova avventura di Ron Gilbert risulta quindi godibile appieno solo da chi conosce bene l’inglese: tutti gli altri giocatori, se vorranno, dovranno armarsi di vocabolario e un pò di pazienza, ma vale comunque la pena provarlo.

DeathSpank è disponibile su Xbox Live Arcade al prezzo di 1200 Microsoft Points. Link web 8.5

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L'autore

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Videogiocatore incallito, quasi maniacale, ha iniziato a 4 anni e sulla soglia dei 40 ancora non accenna a smettere, anzi è sempre più preso da tutto quello su cui appare "premi start!". La stessa passione la nutre per il cinema, la musica e la tecnologia in generale. MX è stato quindi uno step naturale nella sua evoluzione da giocatore a redattore e spera di poter condividere ancora per molto tempo le sue esperienze con gli altri appassionati, almeno fino al calare della cataratta.

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