MondoXbox

Live your
passion!

MondoXbox

MondoXbox



img Halo 4
copertina

Anteprima - Halo 4

Con Halo 4, 343 Industries non è semplicemente al lavoro su un FPS fantascientifico: sta lavorando al cavallo di razza della scuderia Microsoft, ad una delle saghe più importanti degli ultimi 15 anni, all’inizio di una nuova trilogia… e nel farlo sta tenendo con il fiato sospeso i fan di tutto il mondo. Vi proponiamo quindi una corposa anteprima in cui scopriamo cosa aspettarci dal ritorno di John117.
Tempo di svegliarsi
Non si può dire che Master Chief non abbia carisma: ho sempre trovato fenomenale l’aplomb con cui, disperso nel vuoto siderale a bordo di una nave inutilizzabile, si è limitato a schiacciare un sonnellino lasciando detto di svegliarlo se ci fosse stato bisogno. Se non è stile questo! Il suo sonno criogeno è durato cinque anni sia all'interno del gioco che qui, nel mondo reale, visto che è dal 2007 che non ne abbiamo più notizie; dopo averlo messo a nanna nel 2007, Bungie ha curato gli spin-off ODST e Reach dopo di che ha dato l’addio alla saga lasciando tutto in eredità a 343 Industries, uno studio fondato da Microsoft per lavorare esclusivamente sul franchise fantascientifico. La prima prova sul campo del nuovo team è stato Halo Anniversary, remake del primo capitolo dell’epopea in occasione del decimo anniversario del marchio. Dato l’impegno profuso nel creare un qualcosa di più complesso del semplice remake in alta definizione, si può dire che 343 Industries abbia dimostrato di avere le carte in regola per portare avanti la saga. Ed ecco dunque, nel giugno 2011, l’annuncio: Halo 4, il primo di una nuova trilogia.

Nei mesi successivi le notizie sono uscite con il contagocce, fino all’inizio di Marzo quando Microsoft e il team di sviluppo hanno sollevato il velo sul gioco parlando di trama, multiplayer e tecnica. Questo è in poche parole, quanto successo nel mondo reale. Ma nello spazio conteso fra Covenant e UNSC come sono andate le cose? Ed è giusto parlare come se fra Halo 3 e Halo 4 gli eventi avessero continuato a vivere di vita propria? A questa domanda si può rispondere con un sì deciso perché, a differenza di Bungie che vedeva il videogioco come colonna portante dell’esperienza narrativa, con i romanzi e i fumetti a fare da contorno, 343 Industries ha sempre tenuto a specificare che Halo 4 avrà moltissimi rimandi ai romanzi, vecchi e nuovi, e la sua trama sarà poi ripresa in futuri racconti. Insomma, quello che viene chiamato Halo Universe, da Halo 4 in poi sarà ancora più intrecciato, interconnesso fra libri, fumetti, giochi e corti.

Si può quindi dire che, nonostante sia un nuovo inizio, la Trilogia dell’Attivatore (questo il nome dato all’insieme dei prossimi tre giochi) non sarà esattamente a prova di neofita. Come già detto, Master Chief viene risvegliato quasi cinque anni dopo la fine di Halo 3, la nave è stata abbordata da forze ostili e come se non bastasse sta precipitando, attratta da quello che sembra essere un mondo artificiale. Fin dai primi istanti di gioco si capiscono un paio di fatti molto importanti: primo, i Covenant ci sono, ribelli, disorganizzati, ma ancora desiderosi di esporre il cadavere dello Spartan come trofeo in soggiorno e, secondo, Cortana non dovrebbe essere viva. Le IA del suo tipo hanno infatti una durata operativa di sette anni, periodo ampiamente superato dalla compagna di Master Chief. Se a questo si aggiunge che durante la sua vita è venuta in contatto con intelligenze artificiali aliene molto più antiche e potenti di lei, si capisce subito perché 343 Industries abbia anticipato che il rapporto fra il Capo e Cortana sarà un nodo centrale della narrazione. Venire in contatto con costrutti tanto potenti l’ha aiutata o ha solo accelerato il suo cammino verso la follia? Dobbiamo aspettarci uno scontro fra lo Spartan e la sua IA?

Il primo approccio con il nemico, a detta dei giornalisti di Game Informer che hanno avuto l’occasione di provare uno spezzone di campagna, restituisce subito il feeling tipico della saga. Scontri veloci, colorati, roboanti. Una volta liberatosi degli assalitori, Master Chief si prepara allo schianto sul pianeta…

  • img
  • img
  • img


Requiem
Intravisto al termine di Halo 3, il corpo celeste si rivela ben presto essere un Mondo Scudo dei Precursori. Cos’è un mondo scudo? Presto detto. Quando, centinaia di migliaia di anni prima, il Flood stava spazzando via la vita dalla galassia, i Precursori erano divisi in due correnti politiche, ognuna con un’idea diversa di come affrontare la crisi. La prima, più radicale, era convinta che il nemico fosse una minaccia troppo grave e ingestibile e aveva ordinato la costruzione di dodici super-armi: gli anelli Halo. La seconda fazione riteneva invece che si potesse vincere l’infezione spargendo per la galassia degli avamposti sicuri e pesantemente armati da cui partire per eliminare i nuovi casi d’infestazione in maniera più chirurgica. La storia ci insegna come sono andate le cose, ma ciò non toglie che questi avamposti, chiamati appunto Pianeti Scudo, siano ancora in giro per la galassia.

Quello su cui atterra il relitto dell’Aurora Nascente è chiamato Requiem, ed è difatti un pianeta normale circondato da una barriera artificiale che dovrebbe proteggerlo da minacce esterne. Dalle immagini, soprattutto artworks, rilasciate finora si vede come la familiare figura dell’anello all’orizzonte sarà sostituita da visioni ancora più surreali, come montagne sospese nel vuoto ed un cielo che altro non è che la parte interna della barriera. Cosa dobbiamo aspettarci durante la nostra permanenza? Se la presenza Covenant è stata confermata, non si può certo dire lo stesso delle altre fazioni. Alcuni disegni concettuali mostrano navi e veicoli umani con a bordo soldati dell’UNSC, ma nulla è stato ancora confermato dal team di sviluppo e un artwork spesso e volentieri non rappresenta quello che sarà il prodotto finale. Di sicuro ci sarà un nuovo nemico, un’oscura e antica minaccia molto pericolosa e potente, e non si tratta di una nuova forma Flood (anche perché, udite udite, il Flood in Halo 4 non ci sarà proprio stando a quanto dichiarato da Frank O’Connor, anche se le sue parole potrebbero avere delle chiavi di lettura differenti, alcune in grado di cambiare le carte in tavola) o di una nuova razza Covenant, ma di un’intera nuova specie con armi, veicoli e strategie proprie. Molto più pericolosa dei Covenant. Che siano gli stessi Precursori? Addirittura i Predecessori, specie ancora più antica e misteriosa dei costruttori degli anelli? 343 Industries tiene ancora tutto avvolto nel più fitto silenzio.

Se la nuova minaccia porterà con sé un arsenale inedito, fra le rastrelliere UNSC e Covenant ci saranno dei graditi ritorni. Primo su tutti il fucile da battaglia, BR per gli amici, arma celeberrima del multiplayer e tanto rimpianta dai fan in Halo: Reach. Anche la carabina Covenant farà la sua comparsa fra le possibili armi e le granate torneranno ad essere di quattro tipi: i due classici (plasma e frammentazione) e due ancora da scoprire. Nuovo, in un certo senso, è lo scatto, non più da raccogliere durante la partita ma presente di default fra gli strumenti utilizzabili. Anche il Warthog è stato riconfermato mentre tutti gli altri veicoli classici, nonostante sia molto probabile la loro presenza, devono ancora essere mostrati.

Infine ci saranno novità anche per quanto riguarda il Capo, John117 aka Master Chief, la cui personalità sarà approfondita e dotata di nuove, sorprendenti sfaccettature. Parliamo di un personaggio che per quanto addestrato ha visto cose e combattuto guerre che praticamente nessun altro umano può immaginare. Finora la sua personalità era stata trattata con maggior cura nei libri e nelle graphic novel, ora sarà fatto lo stesso anche nella nuova trilogia videoludica, dedicata fra l’altro a lui in quanto Attivatore.

In crociera sulla Infinity
Quanto scritto finora è tutto quello che si sa dell’esperienza single player, ma sul multiplayer 343 Industries è stata decisamente più generosa di informazioni, mostrando le novità e confermando alcuni punti fondamentali che hanno reso Halo uno dei giochi più importanti nel panorama competitivo online e non.

La software house ha deciso di dare un senso sul perché squadre di Spartan Blu e Rossi passino il tempo a manganellarsi in tutti i modi possibili introducendo l’astronave Infinity, una nave UNSC speciale mandata ai margini estremi della galassia per una missione segreta e piena di Spartan IV che approfittano degli ampi spazi (la nave è lunga più di un chilometro) per allenarsi in simulazioni di combattimento e missioni ad obbiettivi. Ma cosa sono gli Spartan IV? Questa tipologia di Spartan fa la sua comparsa nella saga letteraria scritta da Karen Traviss di cui Glasslands è il primo capitolo. A differenza degli Spartan II, rapiti da bambini e potenziati chirurgicamente in maniera estremamente costosa ed efficiente, e degli Spartan III, preparati in modo meno rigoroso e più sbrigativo per usarli in missioni ad alto rischio di fallimento, gli Spartan IV sono soldati adulti che volontariamente hanno fatto richiesta di entrare a far parte del progetto Spartan. Per darci un metro di paragone: uno Spartan IV che si mette a litigare con Master Chief probabilmente sarebbe riciclato come lattina di Coca-Cola meno di quaranta secondi dopo. Ma per il multiplayer vanno benissimo, anche perché a livello di gameplay non ci saranno sostanziali differenza fra l’utilizzo di questo tipo di soldato e i suoi predecessori.

Molti i cambiamenti apportati, dalla rimozione del Blocco Armatura come abilità all’inserimento della Forerunner Vision (traducibile in Vista dei Precursori), un’abilità che ci permetterà in alcuni frangenti e punti della mappa di vedere attraverso i muri per scorgere i nemici, scoraggiando i giocatori che trovano particolarmente soddisfacente accamparsi in un punto preciso in attesa delle vittime. Un’abilità del genere porterà sicuramente dei notevoli cambiamenti nel modo di giocare, ma lo stesso direttore del franchise, Frank O’Connor, ha precisato che non potrà essere usata in maniera esagerata o fastidiosa. Per quanto riguarda le abilità armatura, ci saranno ancora Invisibilità, Jetpack e Ologramma. Ed ovviamente lo Sprint, che come detto sarà di default per tutti i giocatori permettendo così di avere due abilità contemporaneamente.

  • img
  • img
  • img


E sempre a proposito di ritorni, i Crediti saranno sostituiti dai Punti Spartan, che potranno essere utilizzati per modificare la propria armatura, le abilità e comprare nuove Spartan Ops, particolari missioni da giocare in cooperativa che, a detta degli sviluppatori, offriranno una trama interessante e coinvolgente tanto quanto quella presente nella campagna e che saranno rilasciate a cadenza periodica, come fossero episodi di una serie TV. Purtroppo queste Spartan Ops sostituiranno la modalità Sparatoria, che quindi non ritroveremo in Halo 4, anche se non se ne sentirà la mancanza stando a quanto promette il team di sviluppo. Infatti queste saranno aggiornate ogni settimana con nuove modalità, missioni e cutscene gratuite, andando a creare quella che si può definire una campagna cooperativa infinita. Se tali promesse verranno mantenute, questo nuovo aspetto di Halo potrebbe ridefinire il concetto di cooperazione online e di contenuti aggiuntivi. Infine, fra i cambiamenti più grandi c’è da segnalare il respawn casuale delle armi, anche se dalle ultime dichiarazioni non sarà così causale, e la possibilità di entrare a partita iniziata, senza, fra l’altro, dover aspettare i secondi di attesa fra una morte e l’altra. Questo sarà valido sia nelle partite slayer che in quelle ad obiettivi.

Non c’è dubbio che questi cambiamenti, dei quali arriveranno maggiori dettagli nei prossimi mesi, porteranno interessanti novità nelle strategie di gioco anche se, c’è da dire, 343 Industries sembra aver capito che i giocatori desiderano un passo indietro rispetto a Reach, un multiplayer più simile a quello di Halo 3. È ancora presto per trarre delle conclusioni su come sarà il multiplayer di Halo 4, soprattutto perché molte cose devono ancora essere chiarite e altre potranno essere cambiate nei prossimi mesi. Purtroppo - o per fortuna, dipende dai punti di vista - non è prevista alcuna beta del comparto multigiocatore e tutti questi cambiamenti potranno essere provati solamente il giorno di uscita nei negozi.

Una visione a 343 gradi
Tecnicamente Halo 4 appare già notevole e i giornalisti che lo hanno visto in movimento parlano di un ottimo motore grafico, di uno splendido sistema di illuminazione e di una stabilità del frame-rate notevole. Tutte ottime notizie, la prima delle quali già visionabile dagli screen rilasciati finora. Sono considerevoli comunque i mutamenti estetici fatti da 343 Industries, il più notevole dei quali apportato alla corazza di Master Chief quasi a voler rimarcare visivamente il fatto che Halo 4 è una creatura di 343 e di nessun altro, e non il semplice seguito di una saga cui la casa madre ha passato il testimone a qualcun altro. Questo non sarà visibile solamente nell’aspetto grafico e nell’approccio alla trama, ma anche in quello musicale, con le musiche di Neil Davidge al posto di quelle di Martin O’Donnell. Annunciato qualche giorno fa, Davidge si dichiara un grande fan della saga Microsoft e ha un curriculum di tutto rispetto (produttore e collaboratore dei Massive Attack e di David Bowie). Ad affiancarlo poi ci saranno altri esperti del settore, fra cui Matt Dunkley, altro veterano che ha già lavorato a soundtrack del calibro de Il Cavaliere Oscuro, Inception e Iron Man. Una saga come Halo ha sempre avuto dei punti in grado di contraddistinguerla dalla massa e da altri nomi importanti del mondo videoludico, e 343 Industries questo l’ha ben presente; allo stesso tempo, con un team composto da persone che hanno lavorato a Metal Gear, Metroid, Uncharted, 343 ha tutto l’intenzione di evolvere questo stile, di dare un impronta nuova, più fresca, ed è questo forse uno degli aspetti più interessanti della nuova trilogia.

We Need You
In uscita il 6 novembre, Halo 4 sta focalizzando l’attenzione dei fan come mai prima d’ora. C’è chi teme la disfatta del brand, chi è titubante ma si fida di Microsoft e chi ha piena fiducia nel lavoro di 343 Industries. Quello che è certo è che ci vuole coraggio a prendere un nome come quello di Halo e decidere di non fare un sequel banale e dentro gli schemi: solo per quest’aspetto il lavoro di 343 Industries dovrebbe attirare gli appassionati di videogiochi in generale. Alla fine di quest’anno sapremo quindi se Microsoft ha un nuovo, splendido cavallo di razza o se le avventure nel ventiseiesimo secolo sono sul viale del tramonto. Però, da fan, mi viene in mente una parola già associata ad Halo e al suo eroe: Believe!

c Commenti (31)

copertina

L'autore

autore

Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

c

Commenti

x Invio commenti disattivato per gli articoli più vecchi di tre mesi.
caricamento Caricamento commenti...