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Prince of Persia: The Lost Crown
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Recensione - Prince of Persia: The Lost CrownXbox Series X | S Xbox OneGame

A ben 14 anni dall'ultimo episodio della serie, con Prince of Persia: The Lost Crown Ubisoft rispolvera finalmente lo storico franchise tornando alle origini 2D della serie (ma in un più moderno 2.5D), declinandola in un genere inedito: il metroidvania. Eccovi le nostre impressioni sul gioco!
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Il Gioco

L'antico regno di Persia è sempre stato minacciato dai paesi confinanti, ma ogni tentativo d'invasione è stato sventato dalla principessa Thomyris grazie all'aiuto di di sette Immortali, valorosi guerrieri dotati di abilità straordinarie capaci di tener testa a qualsiasi minaccia. Quando un giorno il figlio della principessa, il Principe Ghassan, viene rapito da una delle più fedeli guerriere del regno, è proprio ai sette prodi Immortali che la regnante si rivolge per cercare di salvare l'erede al trono. Questa ricerca li porta ai piedi del monte Qaf, sede di una misteriosa città antica: qui i guerrieri si separano per perlustrare le diverse aree della città e cercare il principe rapito.

La nostra avventura in Prince of Persia: The Lost Crown inizia proprio in questo punto vestendo i panni di Sargon, il più giovane degli Immortali ma non meno valoroso: questi è infatti dotato di una strabiliante agilità e di una grande abilità nel combattimento a due spade. Sin dai primi passi nella Città Antica, il ragazzo si rende conto che qualcosa non va; strani nemici gli si scagliano contro e sembra che il tempo stesso non scorra come dovrebbe, con anomalie che si manifestano ovunque. D'altronde il monte Qaf era la casa di Simurgh, dio della Conoscenza Temporale e protettore dei Persiani, il quale è ormai scomparso da tempo. Ma non tutto il male vien per nuocere: anche grazie all'aiuto di alcuni abitanti della città, Sargon acquisisce durante l'avventura utilissime abilità e dei poteri temporali che gli permettono di compiere azioni altrimenti impossibili, come velocissimi scatti, creare un suo "duplicato temporale" o anche passare ad una versione alternativa della realtà.

MX Video - Prince of Persia: The Lost Crown

Sargon affronta quindi un'avventura ricca di sorprese e di scoperte in un luogo sconosciuto e misterioso, con più di un colpo di scena che coinvolgerà non solo lui, ma anche i suoi compagni Immortali. Vestendo i suoi panni, in Prince of Persia: The Lost Crown viviamo questa avventura in un mondo 2.5D, ossia con movimenti bidimensionali ma in ambientazioni 3D, e con una struttura pienamente metroidvania. Troviamo quindi l'immancabile mappa tipica di tutti i metroidvania, che ci verrà fornita molto presto nel corso della storia, nella quale appaiono man mano tutte le aree esplorate ed i punti d'interesse, come ad esempio gli alberi Wak-Wak, che fungono da checkpoint in caso di morte. Esplorando accuratamente è possibile anche trovare le mappe complete delle varie aree, venduteci da una misteriosa bambina, ma la mappa mostra comunque solo le macro-aree, cioè le enormi "stanze" che compongono la mappa, mentre le piattaforme, i tunnel ed i meccanismi presenti all'interno non sono visualizzati.

Per quanto riguarda gli indicatori presenti sulla mappa, il gioco ci presenta due diverse modalità, selezionabili in qualsiasi momento dalle opzioni: Esplorazione, in cui la mappa presenta pochi indicatori e sta a noi trovare gli obiettivi esplorandone ogni angolo, e Guidata, con marcatori che ci mostrano missioni principali e secondarie (in gran parte compiti di raccolta collezionabili), punti d'interesse ed altre informazioni. Gli sviluppatori hanno inoltre introdotto un'assoluta ed utilissima novità per i titoli metroidvania: i Frammenti di Memoria, ossia la possibilità di scattare screenshot alle aree che visitiamo ed appuntarli sulla mappa, così da ricordarci di zone o segreti specifici in attesa di tornarci quando avremo i poteri appropriati. Non possiamo farlo in maniera illimitata, visto che i Frammenti si consumano e vanno poi acquistati o recuperati, quindi bisogna scegliere bene dove catturare le nostre istantanee.

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Il nostro eroe si muove in questi ambienti principalmente correndo e saltando da una parte all'altra, quindi la struttura dei livelli si basa su questo tipo di abilità acrobatiche: scivolare a terra per infilarci in piccole aperture, effettuare scatti volanti per superare ampi strapiombi oppure saltare da una parete all'altra per risalire lunghi tunnel verticali. E non mancano i pericoli ambientali: l'Antica Città è ricca di insidie come lame a pendolo, pozze di veleno, pareti ricoperte di spuntoni e diversi tipi di trappole, che dovremo cercare di superare padroneggiando al meglio non solo le nostre abilità acrobatiche, ma anche i nostri poteri.

Come già accennato, infatti, nel corso della storia acquisiamo degli speciali Poteri Temporali raccogliendo le piume del dio Simurgh, che ci danno accesso a nuove abilità: sono 6 in tutto, includendo utili poteri come uno scatto aereo, un doppio salto, la possibilità di marcare una posizione in cui ci troviamo e successivamente teletrasportarci lì alla pressione di un tasto, e persino un "artiglio dimensionale" che ci permette di catturare un oggetto o un nemico per poi successivamente lanciarlo dove vogliamo, utile sia in combattimento che per lanciare oggetti esplosivi. Inutile dire che, in pieno stile metroidvania, ognuno di questi poteri sblocca la possibilità di accedere ad aree precedentemente bloccate.

I poteri sono anche al centro dei tanti enigmi ambientali che incontriamo nel corso della nostra avventura: spesso il gioco ci pone di fronte ad aree che richiedono una certa arguzia nell'uso combinato dei nostri poteri e delle nostre capacità atletiche, e superarle è sempre una gran soddisfazione.

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Ed ovviamente non sarebbe un Prince of Persia, né tantomeno un degno metroidvania, senza tanti nemici a sbarrarci la strada. Il sistema di combattimento di Prince of Persia: The Lost Crown si basa tutto sul giusto tempismo di parate e schivate, fondamentali per evitare di soccombere ai colpi nemici, alternate ad un vortice di colpi delle nostre due lame. I nemici possono sferrare attacchi standard, per i quali le parate effettuate con il giusto tempismo sono essenziali, o anche attacchi imparabili caratterizzati da un'aura rossa; in questo caso l'unica è cercare di sfuggire tramite scivolate a terra o scatti in aria, approfittandone magari per lanciare qualche freccia ai nemici (ma con parsimonia, visto che ne abbiamo poche e i punti per ricaricare la faretra non sono frequentissimi). Se queste sono le basi, ci pensano poi i Poteri del Tempo ed altre abilità a rendere i combattimenti più vari, oltre ovviamente alla grandissima varietà di nemici che richiedono spesso strategie diverse. Immancabili poi i combattimenti con i boss, che presentano sfide particolarmente lunghe ed impegnative.

I combattimenti di Prince of Persia: The Lost Crown sono generalmente tanto impegnativi quanto soddisfacenti: richiedono un ottimo tempismo nell'alternare parate, schivate e attacchi di vario tipo mentre i nemici, spesso più di uno, ci si scagliano contro. Ma se il gioco dovesse risultarvi troppo ostico o magari troppo semplice, gli sviluppatori hanno introdotto numerose opzioni di personalizzazione della difficoltà, da quelle standard (facile, normale, difficile) a personalizzazioni più approfondite che ci permettono di decidere la salute dei nemici, la nostra resistenza ai danni e altri parametri. Ci sono poi diversi modi per migliorare le prestazioni di Sargon, da amuleti che troviamo o che possiamo acquistare per aumentare determinate caratteristiche, alla possibilità di migliorare le nostre armi presso l'armaiola della città, fino ad aumentare la nostra salute massima o il numero di pozioni di guarigione a nostra disposizione. Tutte queste possibilità sono spesso acquistabili utilizzando diversi tipi di valuta reperibili durante il gioco, la più comune delle quali sono i Cristalli del Tempo che vengono rilasciati dai nemici sconfitti.

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Se vi state chiedendo quanto il gioco vi terrà impegnati, considerate almeno 20-25 ore seguendo principalmente gli obiettivi della storia; se volete invece esplorare l'intera mappa e scoprire i tanti segreti che vi riserva, aggiungete anche 5-10 ore in più. Sicuramente non male per un titolo comunque venduto a prezzo economico, soprattutto considerato che si tratta in gran parte di tutto tempo denso d'azione e senza particolari "filler", tranne che per l'inevitabile backtracking che inevitabilmente il genere metroidvania porta con sé. Per quanto riguarda la resa tecnica, il gioco va a 4K e 120 (60 sugli schermi che non lo supportano) fps su Series X, mentre sulla piccolina Series S va a 1440p e 60 fps. Il gioco è infine localizzato in italiano nei testi, mentre il parlato rimane in inglese.

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Amore

Enigmi ambientali

- La miglior caratteristica di Prince of Persia: The Lost Crown, e quella che lo distingue da molti altri metroidvania, sono i tanti enigmi che incontriamo nel corso dell'avventura. Questi consistono in aree da superare utilizzando in maniera ragionata una combinazione di poteri temporali e delle nostre capacità acrobatiche, che richiedono quindi un'analisi dell'ambiente e di quello che serve per raggiungere determinati obiettivi, ma anche un'ottima temporizzazione dei nostri movimenti. Alcuni degli enigmi più avanzati, quelli che incontriamo nella seconda metà della storia, mi hanno inoltre ricordato quelli di quel capolavoro di Braid.

Coreografie di combattimento

- Ottimo il sistema di combattimento del gioco, che con continue aggiunte di nuovi poteri ed abilità ci permette di effettuare scontri sempre più complessi ed acrobatici. Importantissimo il tempismo di schivate e parate, ma anche la necessità di tenerci in continuo movimento scivolando e scattando tra i nemici così da non offrire loro mai un bersaglio troppo statico. l'azione rimane sempre molto leggibile anche in quando sono coinvolti più nemici contemporaneamente, con l'eccezione di un singolo caso che non posso rivelarvi per non fare spoiler. Questo dà vita a splendidi ed soddisfacentissimi balletti di morte tra Sargon e i suoi avversari.

Un mondo vivo e vivido

- Il mondo di Prince of Persia: The Lost Crown risulta estremamente piacevole da vedere grazie all'ottima realizzazione 3D degli scenari, ad una direzione artistica ispirata e ad un'ottima varietà dei diversi biomi incontrati. Un eccellente impianto visivo che contribuisce al fascino complessivo del gioco.

Frammenti di memoria

- Se amate i metroidvania, ci sarete ritrovati tante volte nella situazione di individuare la posizione di un forziere o di un qualche oggetto importante, ma senza avere ancora i poteri adatti per raggiungerlo: in questi casi potreste esservi appuntati su carta la posizione, magari con uno schizzo della mappa, così da tornarci in seguito. Gli sviluppatori di Ubisoft hanno finalmente trovato una soluzione brillante a questo problema: i Frammenti di memoria. Il gioco ci dà la possibilità di fare screenshot delle aree che vogliamo ricordare, appuntandoli alla loro esatta posizione sulla mappa. Questo ci permette di avere una nota visiva di tutti i luoghi in cui vorremmo tornare, direttamente all'interno del gioco. Come ho detto, brillante!

Opzioni per tutti

- I metroidvania, si sa, possono essere titoli estremamente impegnativi, e non tutti potrebbero avere la pazienza per padroneggiare un titolo come Prince of Persia: The Lost Crown. E' per questo che Ubisoft ha inserito un'ampia scelta di opzioni di difficoltà: non solo le semplici normale/facile/difficile, ma anche ulteriori personalizzazioni come l'energia dei nemici, la velocità di ricarica delle barre del protagonista, i danni subiti dai nemici o anche l'ampiezza della finestra temporale per effettuare parate e schivate. In questo modo ognuno potrà adattare il gioco alle proprie esigenze senza che diventi frustrante, ed a questo si aggiungono anche la modalità Guidata e una ricca serie di opzioni d'accessibilità per chi dovesse avere diversi tipi di problemi. Molto ben fatto.

Odio

Poteri involontari

- Tra le abilità a nostra disposizione ci sono anche i poteri Athra, delle potenti mosse attuabili solo quando una specifica barra si è caricata; queste sono attivabili usando una combinazione di LR e dei tasti X e Y, ma il problema è che LR si usa anche per le parate, mentre X è il pulsante d'attacco. Questo fa sì, che nella frenesia dei combattimenti, tra parate e attacchi si finisca spesso per premere contemporaneamente i due comandi, finendo per scatenare (e scaricare) questi poteri quando non si vuole. Sarebbe stato meglio associare questi poteri in altro modo, ad esempio alla pressione prolungata di X e Y anziché ad una combinazione di più tasti.

Pochi viaggi rapidi

- Il mondo di Prince of Persia: The Lost Crown è molto vasto, e per aiutarci a tornare in aree già visitate sono presenti dei punti di viaggio rapido che vanno scoperti con l'esplorazione. Il problema è che questi sono troppo pochi, costringendoci spesso a ripercorrere comunque lunghi tratti di mappa per raggiungere l'area desiderata. E' vero che il backtracking è una parte importante dei titoli metroidvania e quindi c'è da aspettarselo, ma una maggior distribuzione di questi punti avrebbe sicuramente aiutato.

Tiriamo le somme

Ubisoft avvia l'anno videoludico con un brillante metroidvania che riesce non solo a ringiovanire un franchise storico, ma anche ad introdurre in maniera efficace nuovi elementi nel genere. I combattimenti sono sempre soddisfacenti e vari grazie ai molti tipi di nemici ed alla continua crescita del protagonista, mentre i molti enigmi ambientali mettono alla prova sia i nostri riflessi che la nostra arguzia. Consigliatissimo a tutti gli amanti del genere.
9.0

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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