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img Ace Combat 8: Wings of Theve
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Recensione - Ace Combat 8: Wings of TheveXbox Series X | SGame

Sette anni dopo Skies Unknown, Project Aces torna nei cieli con Ace Combat 8: Wings of Theve, nuovo capitolo della sua serie di combattimento aereo che punta sia a una maggiore spettacolarità che a un impatto narrativo più profondo. Ci siamo immersi nella nuova guerra dello Strangereal: ecco le nostre impressioni!
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Il Gioco

A oltre trent'anni dal primo decollo della serie, Project Aces continua a spingere il suo franchise sempre più in alto, mantenendolo al contempo una realtà unica nel panorama videoludico. Prima di tornare nell'abitacolo e scoprire dove ci portano le Ali di Theve, però, vale la pena fare una breve presentazione per chi si avvicina per la prima volta alla saga. Ace Combat è ambientato nello Strangereal, un universo alternativo che, pur non essendo il nostro mondo, gli somiglia moltissimo: le nazioni sono immaginarie e gli equilibri geopolitici differenti, ma nei cieli volano F-14, F-16, F-22, Rafale, Typhoon, Sukhoi e molti altri velivoli realmente esistenti. Questa commistione tra fantasia e tecnologia reale ha sempre dato a Project Aces la libertà di raccontare conflitti enormi, super-armi impossibili e rivalità quasi mitologiche senza dover fare i conti con la storia contemporanea.

Ace Combat 8: Wings of Theve parte da questa base e ci porta nel luglio del 2029. La Federazione dell'Usea Centrale, abbreviata in FCU, è stata travolta dall'offensiva della Repubblica di Sotoa: il territorio nazionale è in larga parte occupato, le forze armate sono disperse e ciò che rimane della marina cerca semplicemente di sopravvivere. In mezzo a questo disastro naviga la Endurance, una vecchia portaerei ormai lontana dalla prima linea e trasformata al tempo stesso in base operativa e in rifugio per civili e militari in fuga. È qui che arriva il nostro protagonista, recuperato mentre si trovava alla deriva su una scialuppa e rapidamente trascinato in un ruolo molto più grande di lui.

MX Video - Ace Combat 8: Wings of Theve

Le Wings of Theve, le Ali di Theve, sono infatti il simbolo che la propaganda della FCU ha costruito intorno a un asso dell'aviazione, elevato a leggenda per tenere alto il morale della popolazione. Quando quel simbolo rischia di scomparire, ci viene chiesto di ereditarne nome, callsign e responsabilità, diventando il nuovo volto di una speranza che, almeno inizialmente, esiste più nei comunicati ufficiali che sul campo di battaglia. In questo nuovo capitolo Project Aces insiste maggiormente sui risvolti umani della vicenda: tra una missione e l'altra non siamo più soltanto una presenza invisibile dentro un abitacolo, perché nuove sequenze in prima persona ci permettono di vivere la Endurance, incontrare i membri dell'equipaggio e osservare più da vicino i rapporti con i tre piloti che formano con noi la Joker Flight. Il tema dell'identità, del dovere e del peso che una nazione in guerra scarica sui propri eroi diventa così parte integrante della campagna, mentre l'immancabile miscela di rivalità personali, propaganda, super-armi e assi nemici continua ad alimentare la componente più tipicamente Ace Combat del racconto.

Sul piano del volo la filosofia della serie non cambia: Ace Combat continua a non essere un simulatore puro e punta piuttosto a farci sentire piloti capaci di eseguire manovre spettacolari a Mach 2, inseguire un avversario tra le nuvole, schivare una salva di missili per pochi metri e passare in pochi secondi da un attacco aria-aria alla distruzione di una formazione navale. Rimane quindi il tipico equilibrio della serie tra arcade e simulazione, con controlli immediati per i neofiti e una profondità sufficiente a premiare chi conosce energia, angoli di attacco, gestione della velocità e posizionamento nel dogfight.

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La preparazione alla missione mantiene un ruolo importante: prima di ogni decollo possiamo analizzare il briefing, scegliere il velivolo più adatto, equipaggiarlo con armi speciali e componenti di potenziamento e adattare il carico alle minacce previste. Accanto ai modelli originali della saga tornano naturalmente numerosi caccia reali, ma Ace Combat 8: Wings of Theve amplia il concetto di squadra: i tre compagni della Joker Flight non sono semplici comparse radiofoniche, perché durante lo scontro possiamo impartire loro ordini tattici in tempo reale, chiedendo di attaccare, di coprirci o di utilizzare le loro capacità offensive.

Anche i grandi bersagli, altra tradizione irrinunciabile di Ace Combat, vengono trattati in maniera più dinamica. Le gigantesche super-armi non sono più soltanto strutture da smontare seguendo una rigida sequenza di punti deboli: alcune possono essere danneggiate anche al di fuori delle zone di targeting designate, reagiscono in modo più aggressivo a ciò che accade nello spazio circostante e la loro distruzione può innescare vere e proprie reazioni a catena, con detriti e parti collassate capaci di coinvolgere gli obiettivi vicini. A questo si aggiungono squadriglie di assi nemici che coordinano le proprie manovre e cercano di costringerci a ragionare maggiormente sulla posizione e sulle priorità dello scontro.

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Un capitolo importante riguarda infine il multiplayer, molto più strutturato rispetto al passato. La nuova Air Base funziona da lobby virtuale e può ospitare fino a cento giocatori, con avatar personalizzabili, aree sociali, addestramento, negozi, jukebox e persino cabinati arcade dedicati alla storia di Bandai Namco. Da qui si accede alle attività vere e proprie, sostenute da un sistema di progressione separato da quello della campagna e dal cross-play tra piattaforme. Le modalità principali annunciate sono Co-Op Assault e Co-Op Warfare: nella prima due squadre da quattro giocatori competono per il punteggio affrontando obiettivi e forze controllate dall'intelligenza artificiale, mentre la seconda introduce una struttura PvPvE nella quale due team combattono contemporaneamente tra loro e contro unità NPC, con meccaniche legate a livelli di minaccia e assi avversari.

A queste si aggiungono missioni speciali a tempo, Scramble contro squadriglie rivali controllate dal gioco, Emergency Sortie cooperative per otto piloti contro alcune delle gigantesche armi simbolo della serie e i tradizionali eventi PvP quattro contro quattro o deathmatch per otto giocatori. Il comparto online introduce inoltre l'ACE PASS, un percorso stagionale gratuito affiancato da livelli Premium, attraverso il quale ottenere elementi cosmetici, componenti e velivoli. Bandai Namco ha già chiarito che non sono previste loot box a pagamento né ricompense casuali acquistabili, mentre i contenuti del pass vengono mostrati prima dell'acquisto.

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La resa grafica è affidata a Unreal Engine 5, affiancato dalle tecnologie proprietarie di Bandai Namco Aces. Il cielo, da sempre vero co-protagonista della serie, torna al centro della scena con stratificazioni nuvolose complesse, illuminazione e fenomeni atmosferici capaci di modificare visibilità e percezione dello spazio. Non si tratta però soltanto di una questione estetica: attraversare una massa di nubi, perdere temporaneamente il contatto visivo con il bersaglio o sfruttare il meteo come copertura continua ad avere un impatto concreto sul combattimento. Le sequenze narrative in prima persona e la maggiore cura riservata agli ambienti a terra cercano inoltre di ridurre quella separazione, avvertita in passato, tra lo splendore dei cieli e tutto ciò che si trova sotto di essi. Per quanto riguarda la localizzazione, infine, il gioco mantiene l'audio in inglese, con testi e sottotitoli in italiano.

Amore

Dal rookie al top gun: divertimento per tutti

- La particolare alchimia che Project Aces riesce a infondere nel gameplay dei propri titoli rimane qualcosa di unico: possiamo improvvisare con l'immediatezza di un arcade, ma applicare tecniche reali di dogfight offre un vantaggio concreto e consente di affrontare le difficoltà più elevate. Il risultato è una dinamica di volo credibile e appagante, priva della rigidità tipica di un simulatore puro. Anche la struttura delle missioni è ben calibrata, varia e sufficientemente specifica da richiedere una scelta ragionata del velivolo e del relativo equipaggiamento; la progressiva disponibilità di modifiche e potenziamenti acquista così un peso crescente, fino a diventare determinante per la buona riuscita delle sortite più impegnative. Sceneggiatura, personaggi, dialoghi e menu contribuiscono inoltre a perpetuare la grande tradizione di Ace Combat, conservando quel gusto leggermente vintage che ne contraddistingue alcune scelte di design. Per chi segue la serie da tempo si tratta di elementi familiari, rassicuranti e piacevoli, costanti di un'identità rimasta riconoscibile negli anni.

Che bello avere la testa tra le nuvole

- Sotto il profilo grafico Ace Combat ha sempre saputo distinguersi, sorprendendo a ogni episodio con qualche dettaglio capace di accrescere il realismo dell'esperienza, e questa edizione non fa eccezione, nonostante l'inevitabile confronto con Flight Simulator 2024 e la sua fotogrammetria. Unreal Engine 5 consente di rappresentare gli ambienti con grande accuratezza e un frame rate solido, introducendo persino i segni dell'usura sui velivoli, come accade sui mezzi reali. A spiccare sono soprattutto le nuvole, dotate di una fisicità che ha pochi rivali nell'attuale panorama videoludico: non si limitano a occludere la visuale, ma interagiscono in modo convincente con aerei e scie, tanto più se si considerano il contesto d'uso e la potenza delle console.

Una storia lunga e ricca di colpi di scena

- Ace Combat ha sempre costruito un solido contesto storico nel quale incastonare le missioni, e questa nuova incarnazione non fa eccezione. A migliorare ulteriormente sono l'integrazione e il coinvolgimento, soprattutto grazie a sequenze interattive che ci chiamano ad agire nella situazione in corso, anche durante il combattimento. La difficoltà Storia permette inoltre di concentrarsi sullo svolgimento della guerra e sulle vicissitudini dei protagonisti, riducendo sensibilmente la ripetitività delle missioni più lunghe e complesse. Il coinvolgimento cresce man mano che la campagna procede, e i personaggi arricchiscono gli eventi bellici conferendo agli esiti delle operazioni un significato più profondo.

Odio

Bug in volo

- La magnificenza del comparto grafico e la cura riservata alle nuvole contrastano con alcuni, seppur rari, errori di visualizzazione capaci di spezzare l'immersione nel volo militare. Durante i rifornimenti in volo, in particolare, sorprende non vedere la sonda di rifornimento entrare nel cestello del tanker, proprio in uno dei momenti più suggestivi della procedura. Il problema sembra riguardare alcuni modelli, come F-18 e F-14, mentre non ho potuto verificarlo con l'EA-6B Prowler, dotato di sonda fissa. Con l'F-15, che utilizza invece il sistema ad asta rigida, la posizione dell'aereo sotto il velivolo cisterna e la visuale esterna risultano invece riprodotte fedelmente.

Silenzio radio

- Per quanto la finzione cinematografica ci abbia abituati a piloti particolarmente loquaci, è difficile immaginare che durante una missione le comunicazioni possano susseguirsi con la frequenza proposta dal gioco di Bandai Namco. L'aspetto più fastidioso è l'assenza di traduzione, che ci costringe a seguire con attenzione i dialoghi anche nelle fasi di volo più concitate. Si tratta certamente di un tratto distintivo della serie, ma troppo spesso finisce per trasformarsi in un rumore di fondo che si esclude mentalmente mentre si affronta una virata ad alto numero di G per portarsi in coda a un avversario.

Vintage o semplicemente invecchiato male?

- I menu, l'albero dei velivoli e dei potenziamenti, i briefing e i replay delle missioni sono elementi caratteristici dello stile di Ace Combat, ma iniziano a mostrare limiti che ne riducono l'utilità nelle dinamiche di gioco. L'adozione di Unreal Engine 5 avrebbe potuto accompagnarsi a soluzioni più moderne per la mappa tattica, più in linea con la potenza disponibile e con le aspettative di un pubblico ormai abituato a standard più elevati di visualizzazione e fruizione; la mappa di Ace Combat 8: Wings of Theve, invece, tende a essere saltata rapidamente, perché offre poche informazioni e non sempre le presenta in modo facilmente consultabile. Considerazioni simili valgono per il replay, che potrebbe consentire di cambiare liberamente visuale, studiare le manovre dell'avversario, analizzare il proprio posizionamento, affinare la tecnica o semplicemente ammirare le livree. Anche l'albero dei velivoli avrebbe bisogno di un aggiornamento che ne valorizzi il ruolo e ne semplifichi l'uso: una buona sequenza di acquisti, soprattutto alle difficoltà più elevate, può incidere in modo decisivo sull'esito delle battaglie, e una rappresentazione più chiara renderebbe le informazioni più immediate e funzionali. È un vero peccato, perché proprio su queste componenti il tempo si mostra inesorabile, finendo per abbassare la qualità complessiva dell'esperienza.

Tiriamo le somme

Se avete letto fin qui, il semplice conteggio delle voci nelle sezioni Amore e Odio potrebbe farvi pensare che l'ultima fatica aeronautica di Bandai Namco non sia all'altezza dei suoi predecessori. Nulla di più sbagliato: Ace Combat 8: Wings of Theve è un degno erede di una delle saghe più longeve della storia dei videogiochi e incarna pienamente ciò che Ace Combat è sempre stato. Il gameplay rimane impeccabile, incalzante e graficamente appagante, con la gradita aggiunta di un motore grafico che, pur senza essere spinto al limite, viene sfruttato con efficacia dove e quando serve. È però innegabile che alcune componenti abbiano ormai bisogno di un coraggioso rinnovamento nella forma, che non ne intacchi la sostanza e restituisca loro l'utilità originaria che le ha rese fondamentali e caratteristiche della serie. Immancabile per gli appassionati e piacevolmente vintage per i giocatori di lunga data, il titolo mostra tuttavia qualche segno dell'età agli occhi delle nuove generazioni.
8.8

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L'autore

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Nato nel 72, cresciuto ad insalate di matematica e libri di cibernetica non poteva che sviluppare una naturale inclinazione verso tutto quello che è tecnologia. Ha iniziato a giocare a Radar Rat Race sul Vic-20, a International Soccer su C64 e da quel momento in poi non ha mai tradito la sua passione, passando per quasi tutte le piattaforme di gioco e finendo ancor oggi per consumare tutto il suo tempo libero tra hobby e lavoro. Sperando che prima o poi coincidano perfettamente: ci siamo quasi.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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