Recensione - Halo: Campaign Evolved

Il Gioco
Prima di indossare il casco dell'armatura Mark V, chiariamo cosa abbiamo davanti con Halo: Campaign Evolved: a differenza di precedenti operazioni di "restauro" del primo, mitico Halo, qui non siamo di fronte ad una rimasterizzazione, né ad un semplice lifting in alta risoluzione. Si tratta di una ricostruzione completa della campagna del primo Halo, realizzata da zero con Unreal Engine 5: ambienti e asset di personaggi, veicoli e armi ricreati interamente, animazioni aggiornate, nuove sessioni di motion capture, cut-scene completamente ricreate e dialoghi interamente ridoppiati, il tutto accompagnato da una colonna sonora rimasterizzata e da un sound design completamente rivisto. Il tutto, però, saldamente ancorato all'ossatura strutturale del 2001: le dieci missioni della campagna originale sono presenti tutte, nello stesso ordine e con la medesima struttura dei livelli, alle quali si aggiungono tre missioni prequel inedite. E, come il titolo stesso ci fa capire, l'offerta è esclusivamente incentrata sulla Campagna, senza multiplayer competitivo o modalità in stile Firefight, anche se troviamo il graditissimo ritorno della co-op locale a due giocatori, con la novità di quella online a quattro, ovviamente cross-platform.
MX Video - Halo: Campaign Evolved
Sulla trama non c'è molto da dire: se siete su MondoXbox è molto probabile che la conosciate a menadito e l'abbiate giocata e finita più volte, ma a beneficio dei più giovani facciamo un ripasso velocissimo: il gioco inizia a bordo della Pillar of Autumn, nave da guerra dell'armata terrestre UNSC, che, in fuga da un attacco dei Covenant, scopre un misterioso mondo ad anello (l'Halo che dà il nome alla saga), sul quale fa un rovinoso atterraggio. Sulla nave è presente un soldato superpotenziato, Master Chief, il quale aiuta dapprima i soldati a fronteggiare i Covenant e poi inserisce nella propria armatura l'IA della nave, Cortana, per evitare che finisca in mani nemiche. Da qui parte un'avventura che ci porta a scoprire il terrificante segreto nascosto dall'anello, oltre ad una sconosciuta presenza aliena, il Flood, capace di assimilare e controllare i cadaveri dei soldati caduti in battaglia. Gli sviluppatori di Halo Studios non hanno questo impianto narrativo, limitandosi ad affinarlo: alcuni dialoghi sono stati integrati con nuove battute che offrono maggior contesto alle situazioni e, soprattutto, aiutano l'orientamento in quei livelli che nell'originale risultavano un po' labirintici, mentre la narrazione ambientale è stata arricchita con dettagli che raccontano molto più di quanto facessero le geometrie squadrate del gioco originale. Tornano inoltre i terminali nascosti, assenti nel gioco del 2001 ma introdotti con l'edizione Anniversary del 2011, che aggiungono frammenti di lore per chi ama scavare nell'universo espanso della serie.

Se la storia della Campagna originale non cambia, la vera novità dal punto di vista narrativo è Operation: Meteorite, una serie di tre missioni inedite ambientate un anno prima degli eventi sulla Pillar of Autumn. Qui Master Chief non ha ancora incontrato Cortana ed è accompagnato dal sergente Avery Johnson, in un'infiltrazione a bordo di un vascello Covenant dal design completamente inedito, giocato su tonalità avorio e dorate che gli conferiscono un'aura quasi sacrale, molto lontana dall'estetica viola e metallica alla quale la serie ci ha abituati. L'obiettivo iniziale è l'estrazione di dati sensibili, ma la situazione degenera rapidamente quando i due si imbattono in un gruppo di Helljumper catturati, trasformando l'operazione in una missione di salvataggio dai risvolti decisamente drammatici che si sviluppa completamente all'interno della nave, ma anche in un "habitat di caccia" che sembra riprodurre i paesaggi rocciosi di Sanghelios, il pianeta natale dei Sangheili, i Covenant Elite. A bordo della nave si aggirano anche i Brute, introdotti tramite l'incontro con un profeta Covenant e assenti nell'Halo CE originale: la novità più interessante che li riguarda è la possibilità di rivoltarli contro i loro stessi alleati sparando a dei dispositivi di comando che portano sul petto, un'idea che apre a qualche piccolo esperimento tattico. Il gameplay resta comunque perfettamente coerente con quello della campagna classica, e la terza ed ultima missione si chiude con una sorpresa veicolare che non vi anticipo ma che contribuisce a variare il menu del gameplay, oltre a concludere la storia in maniera decisamente drammatica.

Passando alle meccaniche di gameplay, Halo Studios ha lavorato molto per modernizzare il gioco senza snaturarlo. Il time-to-kill, il bilanciamento degli scudi, la fisica delle granate e soprattutto il famoso combat loop che ha reso celebre il gioco restano fedelissimi all'originale, ma sono stati integrati con meccaniche aggiunte nei successivi titoli della serie. Master Chief dispone ora di uno scatto che ne alleggerisce sensibilmente la mobilità, dello Smart Scope che permette di applicare un mirino zoomato a qualsiasi arma e di una salute che si rigenera automaticamente dopo qualche secondo di copertura, congedando quindi la caccia ai medikit prima degli scontri più duri. Anche l'arsenale è stato ampliato con armi ripescate dai capitoli successivi della saga (anche se diverse tra queste sono usabili solo in Operation: Meteorite per non rovinare il bilanciamento del gioco originale), tra cui il Battle Rifle, il Fucile ad Aghi, il Cannone a Combustibile e soprattutto la Lama Energetica degli Elite, che nel gioco del 2001 non era utilizzabile. È poi ora possibile anche scambiare le armi con i marine che ci seguono, mentre sul fronte dei mezzi, oltre alla possibilità di passare istantaneamente dal posto di guida alla mitragliatrice del Warthog, è ora possibile dirottare i veicoli nemici, funzione che fu introdotta in Halo 2.

I miglioramenti coinvolgono anche il design di alcuni livelli: quelli in cui si sentiva maggiormente il peso del level design "copia-incolla", come La Biblioteca, sono stati ristrutturati per offrire una maggior varietà e migliorare il ritmo degli incontri con i nemici, mentre in Assalto alla Sala Controllo sono stati rimossi i lunghi corridoi intervallati da stanze ripetute originalmente usati per mascherare i caricamenti. Quando non è stata cambiata la struttura, comunque, si è cercato di cambiare l'aspetto visivo delle varie aree così che non apparissero troppo ripetitive.
Anche il capitolo rigiocabilità mostra un grande impegno da parte degli sviluppatori: Halo: Campaign Evolved mette in campo il più ricco assortimento di teschi mai visto in una campagna della serie: quarantadue in totale, dei quali trentanove sono da scovare nei livelli, tre in ciascuna delle dieci missioni originali e nove distribuiti tra le missioni prequel. Alcuni sono vecchie conoscenze provenienti dagli altri capitoli, altri sono creazioni inedite con effetti mai visti, e le posizioni sono state completamente ripensate rispetto al passato, così che anche i veterani più stagionati debbano rimettersi a cercare. Uno di essi, in particolare, sblocca un'inedita visuale in terza persona, una vera novità per la serie diversa da quella dietro le spalle, attivabile con un altro teschio nei giochi precedenti. Raccogliendo almeno tre teschi si sblocca inoltre la modalità Campaign Remix, che consente di rigiocare le missioni completate con nemici randomizzati, armi ridistribuite ed effetti di visibilità alterati, oltre a garantire immediatamente tre teschi aggiuntivi che rimescolano le fazioni presenti, le bocche da fuoco disponibili e permettono di annullare le ostilità tra i nemici stessi, che si concentreranno così unicamente su di noi.

Come già accennato, l'intera campagna, missioni prequel comprese, è affrontabile anche in cooperativa a schermo diviso per due giocatori oppure online fino a quattro giocatori, con crossplay e progressione condivisa tra console e PC. Gli aspiranti registi virtuali troveranno inoltre una modalità Machinima attivabile con una semplice combinazione di tasti, che sgancia la telecamera dal protagonista permettendo riprese libere da qualsiasi angolazione, consentendo comunque di controllare il protagonista; unita all'opzione che nasconde completamente l'HUD, questa offre una grande libertà creativa a chi volesse cimentarsi nella registrazione di sequenze animate. Su Xbox Series X sono disponibili una modalità Qualità a 30 fps ed una Prestazioni a 60 fps: il colpo d'occhio complessivo non cambia in modo sostanziale tra le due, ma la maggior fluidità della seconda si paga con un'immagine più sporca, dovuta alla risoluzione di rendering inferiore. Il gioco è interamente localizzato e completamente ridoppiato in italiano, mentre la durata si attesta sulle dieci ore per la campagna classica, alle quali se ne aggiungono circa tre per Operation: Meteorite.




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