MondoXbox

Live your
passion!

MondoXbox

MondoXbox



img Halo: Campaign Evolved
copertina

Recensione - Halo: Campaign EvolvedXbox Series X | SGame

A venticinque anni dal suo debutto, Halo Studios ci riporta nell'armatura di Master Chief nella storia che ha dato il via a tutto: Halo: Campaign Evolved è il remake integrale di Halo: CE in Unreal Engine 5, arricchito di contenuti e funzionalità inedite. Saprà essere all'altezza del gioco a cui si ispira? Scopriamolo insieme!
img

Il Gioco

Prima di indossare il casco dell'armatura Mark V, chiariamo cosa abbiamo davanti con Halo: Campaign Evolved: a differenza di precedenti operazioni di "restauro" del primo, mitico Halo, qui non siamo di fronte ad una rimasterizzazione, né ad un semplice lifting in alta risoluzione. Si tratta di una ricostruzione completa della campagna del primo Halo, realizzata da zero con Unreal Engine 5: ambienti e asset di personaggi, veicoli e armi ricreati interamente, animazioni aggiornate, nuove sessioni di motion capture, cut-scene completamente ricreate e dialoghi interamente ridoppiati, il tutto accompagnato da una colonna sonora rimasterizzata e da un sound design completamente rivisto. Il tutto, però, saldamente ancorato all'ossatura strutturale del 2001: le dieci missioni della campagna originale sono presenti tutte, nello stesso ordine e con la medesima struttura dei livelli, alle quali si aggiungono tre missioni prequel inedite. E, come il titolo stesso ci fa capire, l'offerta è esclusivamente incentrata sulla Campagna, senza multiplayer competitivo o modalità in stile Firefight, anche se troviamo il graditissimo ritorno della co-op locale a due giocatori, con la novità di quella online a quattro, ovviamente cross-platform.

MX Video - Halo: Campaign Evolved

Sulla trama non c'è molto da dire: se siete su MondoXbox è molto probabile che la conosciate a menadito e l'abbiate giocata e finita più volte, ma a beneficio dei più giovani facciamo un ripasso velocissimo: il gioco inizia a bordo della Pillar of Autumn, nave da guerra dell'armata terrestre UNSC, che, in fuga da un attacco dei Covenant, scopre un misterioso mondo ad anello (l'Halo che dà il nome alla saga), sul quale fa un rovinoso atterraggio. Sulla nave è presente un soldato superpotenziato, Master Chief, il quale aiuta dapprima i soldati a fronteggiare i Covenant e poi inserisce nella propria armatura l'IA della nave, Cortana, per evitare che finisca in mani nemiche. Da qui parte un'avventura che ci porta a scoprire il terrificante segreto nascosto dall'anello, oltre ad una sconosciuta presenza aliena, il Flood, capace di assimilare e controllare i cadaveri dei soldati caduti in battaglia. Gli sviluppatori di Halo Studios non hanno questo impianto narrativo, limitandosi ad affinarlo: alcuni dialoghi sono stati integrati con nuove battute che offrono maggior contesto alle situazioni e, soprattutto, aiutano l'orientamento in quei livelli che nell'originale risultavano un po' labirintici, mentre la narrazione ambientale è stata arricchita con dettagli che raccontano molto più di quanto facessero le geometrie squadrate del gioco originale. Tornano inoltre i terminali nascosti, assenti nel gioco del 2001 ma introdotti con l'edizione Anniversary del 2011, che aggiungono frammenti di lore per chi ama scavare nell'universo espanso della serie.

img
Se la storia della Campagna originale non cambia, la vera novità dal punto di vista narrativo è Operation: Meteorite, una serie di tre missioni inedite ambientate un anno prima degli eventi sulla Pillar of Autumn. Qui Master Chief non ha ancora incontrato Cortana ed è accompagnato dal sergente Avery Johnson, in un'infiltrazione a bordo di un vascello Covenant dal design completamente inedito, giocato su tonalità avorio e dorate che gli conferiscono un'aura quasi sacrale, molto lontana dall'estetica viola e metallica alla quale la serie ci ha abituati. L'obiettivo iniziale è l'estrazione di dati sensibili, ma la situazione degenera rapidamente quando i due si imbattono in un gruppo di Helljumper catturati, trasformando l'operazione in una missione di salvataggio dai risvolti decisamente drammatici che si sviluppa completamente all'interno della nave, ma anche in un "habitat di caccia" che sembra riprodurre i paesaggi rocciosi di Sanghelios, il pianeta natale dei Sangheili, i Covenant Elite. A bordo della nave si aggirano anche i Brute, introdotti tramite l'incontro con un profeta Covenant e assenti nell'Halo CE originale: la novità più interessante che li riguarda è la possibilità di rivoltarli contro i loro stessi alleati sparando a dei dispositivi di comando che portano sul petto, un'idea che apre a qualche piccolo esperimento tattico. Il gameplay resta comunque perfettamente coerente con quello della campagna classica, e la terza ed ultima missione si chiude con una sorpresa veicolare che non vi anticipo ma che contribuisce a variare il menu del gameplay, oltre a concludere la storia in maniera decisamente drammatica.

img
Passando alle meccaniche di gameplay, Halo Studios ha lavorato molto per modernizzare il gioco senza snaturarlo. Il time-to-kill, il bilanciamento degli scudi, la fisica delle granate e soprattutto il famoso combat loop che ha reso celebre il gioco restano fedelissimi all'originale, ma sono stati integrati con meccaniche aggiunte nei successivi titoli della serie. Master Chief dispone ora di uno scatto che ne alleggerisce sensibilmente la mobilità, dello Smart Scope che permette di applicare un mirino zoomato a qualsiasi arma e di una salute che si rigenera automaticamente dopo qualche secondo di copertura, congedando quindi la caccia ai medikit prima degli scontri più duri. Anche l'arsenale è stato ampliato con armi ripescate dai capitoli successivi della saga (anche se diverse tra queste sono usabili solo in Operation: Meteorite per non rovinare il bilanciamento del gioco originale), tra cui il Battle Rifle, il Fucile ad Aghi, il Cannone a Combustibile e soprattutto la Lama Energetica degli Elite, che nel gioco del 2001 non era utilizzabile. È poi ora possibile anche scambiare le armi con i marine che ci seguono, mentre sul fronte dei mezzi, oltre alla possibilità di passare istantaneamente dal posto di guida alla mitragliatrice del Warthog, è ora possibile dirottare i veicoli nemici, funzione che fu introdotta in Halo 2.

img
I miglioramenti coinvolgono anche il design di alcuni livelli: quelli in cui si sentiva maggiormente il peso del level design "copia-incolla", come La Biblioteca, sono stati ristrutturati per offrire una maggior varietà e migliorare il ritmo degli incontri con i nemici, mentre in Assalto alla Sala Controllo sono stati rimossi i lunghi corridoi intervallati da stanze ripetute originalmente usati per mascherare i caricamenti. Quando non è stata cambiata la struttura, comunque, si è cercato di cambiare l'aspetto visivo delle varie aree così che non apparissero troppo ripetitive.

Anche il capitolo rigiocabilità mostra un grande impegno da parte degli sviluppatori: Halo: Campaign Evolved mette in campo il più ricco assortimento di teschi mai visto in una campagna della serie: quarantadue in totale, dei quali trentanove sono da scovare nei livelli, tre in ciascuna delle dieci missioni originali e nove distribuiti tra le missioni prequel. Alcuni sono vecchie conoscenze provenienti dagli altri capitoli, altri sono creazioni inedite con effetti mai visti, e le posizioni sono state completamente ripensate rispetto al passato, così che anche i veterani più stagionati debbano rimettersi a cercare. Uno di essi, in particolare, sblocca un'inedita visuale in terza persona, una vera novità per la serie diversa da quella dietro le spalle, attivabile con un altro teschio nei giochi precedenti. Raccogliendo almeno tre teschi si sblocca inoltre la modalità Campaign Remix, che consente di rigiocare le missioni completate con nemici randomizzati, armi ridistribuite ed effetti di visibilità alterati, oltre a garantire immediatamente tre teschi aggiuntivi che rimescolano le fazioni presenti, le bocche da fuoco disponibili e permettono di annullare le ostilità tra i nemici stessi, che si concentreranno così unicamente su di noi.

img
Come già accennato, l'intera campagna, missioni prequel comprese, è affrontabile anche in cooperativa a schermo diviso per due giocatori oppure online fino a quattro giocatori, con crossplay e progressione condivisa tra console e PC. Gli aspiranti registi virtuali troveranno inoltre una modalità Machinima attivabile con una semplice combinazione di tasti, che sgancia la telecamera dal protagonista permettendo riprese libere da qualsiasi angolazione, consentendo comunque di controllare il protagonista; unita all'opzione che nasconde completamente l'HUD, questa offre una grande libertà creativa a chi volesse cimentarsi nella registrazione di sequenze animate. Su Xbox Series X sono disponibili una modalità Qualità a 30 fps ed una Prestazioni a 60 fps: il colpo d'occhio complessivo non cambia in modo sostanziale tra le due, ma la maggior fluidità della seconda si paga con un'immagine più sporca, dovuta alla risoluzione di rendering inferiore. Il gioco è interamente localizzato e completamente ridoppiato in italiano, mentre la durata si attesta sulle dieci ore per la campagna classica, alle quali se ne aggiungono circa tre per Operation: Meteorite.

img

Amore

Stesse emozioni di un tempo, feeling moderno

- La sensazione che si prova muovendo i primi passi in Halo: Campaign Evolved è quella di trovarsi davanti ad un lavoro condotto con passione e rispetto per l'opera di partenza. Il gioco trasmette le stesse emozioni di venticinque anni fa, dalla discesa sulla spiaggia del Silent Cartographer fino all'esplosiva fuga finale sul Warthog, ma senza mai avvertire il peso di un gioco datato: ogni singola miglioria, dallo scatto alla rigenerazione della salute, dalla ristrutturazione dei livelli "copia-incolla" alla resa molto più cinematografica dei filmati, contribuisce a farlo percepire come un titolo assolutamente contemporaneo. Se fosse un gioco inedito, uscito oggi per la prima volta, non sfigurerebbe minimamente nel panorama attuale, anzi sarebbe lodato per il gameplay unico ed "innovativo". Non è un caso che, ancor oggi, sia considerato come uno dei migliori FPS di tutti i tempi.

Una gioia per gli occhi

- Al di là dell'ottimo feeling di gioco ritrovato, l'altra cosa che colpisce maggiormente di Halo: Campaign Evolved è l'impatto visivo, decisamente sorprendente. Mi aspettavo ovviamente un netto miglioramento grafico, anche in base a quanto si era già visto finora, ma giocandolo in prima persona sono rimasto sorpreso dell'incredibile colpo d'occhio offerto da tutte le ambientazioni. Halo Studios ha sfruttato in maniera eccellente le potenzialità di Unreal Engine 5, in particolar modo per quanto riguarda il motore d'illuminazione, gli effetti ambientali e la resa dei materiali, dando vita a scenari semplicemente spettacolari. Le coste bagnate dal mare e le imponenti strutture dei Precursori i cui interni sono illuminati dal sole all'esterno, regalano scorci memorabili, ma il merito più grande è quello di aver mantenuto un'assoluta fedeltà alla palette cromatica del gioco originale: nulla è stato stravolto, tutto è stato semplicemente portato ai livelli qualitativi che ci si aspetta da un gioco del 2026.

Sandbox, che passione

- Rigiocare oggi questa campagna serve anche a ricordarci quanto fosse lungimirante il game design pensato un quarto di secolo fa. Molti livelli si aprono in ampi spazi che offrono approcci multipli e ci lasciano letteralmente "giocare" con quello che l'ambiente mette a disposizione: armi differenti, torrette Covenant, veicoli da requisire. È una struttura che regge ancora benissimo e che, anzi, dimostra come un buon Halo non debba per forza essere un grande open world: una successione di livelli sandbox in sequenza lineare, con cut-scene cinematografiche tra loro, risulta persino più efficace, perché garantisce una varietà di ambientazioni, situazioni e ritmi che un'unica grande mappa faticherebbe a mantenere.

Sparatorie perfette

- Il gunplay è rimasto quello, eccellente, del gioco originale, e continua a fondare il suo fascino sull'alternanza continua tra armi da fuoco, granate e colpi corpo a corpo. Scaricare un intero caricatore addosso ad un Elite per abbatterne lo scudo e poi farlo fuori con un poderoso pugno resta una delle soddisfazioni più grandi del gioco, così come sentire le imprecazioni dei Covenant subito dopo aver appiccicato loro una granata al plasma. L'arsenale ampliato con le armi provenienti dai capitoli successivi aggiunge poi una piacevole ventata di novità, senza mai alterare gli equilibri collaudatissimi degli scontri.

Esperienza cinematografica

- Merita una menzione particolare il lavoro svolto sia sulle cut-scene che sul doppiaggio, visto che il gioco è stato interamente ridoppiato in italiano con un risultato di ottima qualità. Non sono ovviamente le voci originali, con Master Chief ripreso da Giorgio Melazzi che abbiamo imparato ad apprezzare da Halo 2 a Infinite, ma rendono tutte molto bene, dagli umani ai Covenant fino a Cortana, che per inteso non mi è dispiaciuta affatto: il suo nuovo aspetto ha fatto storcere il naso a qualcuno a causa di alcuni screenshot non molto felici, ma personalmente vedendola "recitare" l'ho trovata piuttosto calzante, anche se per me la sua migliore incarnazione finora rimane quella di Halo 5. E venendo alle cut-scene pre-renderizzate, queste sono state ricreate da zero basandosi su quelle originali, dialoghi compresi, ma con una regia molto più cinematografica e soddisfacente. Per i veterani, poi, rivivere alcune scene iconiche e battute ormai leggendarie, come quella del marine che esclama "L'esercito non paga a ore!" è un piacere impagabile.

Odio

Qualche sbavatura

- La mia esperienza di gioco con Halo: Campaign Evolved è andata liscia senza problemi per gran parte del tempo, ma volevo segnalare un paio di problemi minori che mi hanno dato qualche grattacapo. Uno è la gestione dei checkpoint automatici, che in un paio di occasioni sono scattati in momenti particolarmente infelici, facendomi rientrare in gioco circondato dai nemici, causando difficoltà nel districarmi dalla situazione e provocando morti multiple consecutive. In un caso isolato, poi, sono precipitato non so come in una sorta di pozzo in Assalto alla Sala Controllo, dal quale non era possibile risalire in alcun modo e, neanche a farlo apposta, il checkpoint si è attivato proprio lì dentro, rendendomi impossibile proseguire la missione senza ricominciarla da capo. Nel quadro complessivo fa anche storcere un po' il naso il fatto che, per giocare in co-op split screen, il secondo giocatore necessiti di un profilo XBOX loggato nella console, un'esperienza che contrasta con la facilità con cui, nel gioco originale, potevano dare il secondo pad ad un amico ed averlo immediatamente in gioco come ospite.

Dubbi sulle missioni prequel

- Questa è più una mia preoccupazione che un vero aspetto negativo del gioco, ma vale la pena discuterne. Le tre missioni di Operation: Meteorite scorrono bene, sono ben ritmate e non presentano particolari problemi, ma non ho potuto fare a meno di notare come gli mancasse proprio quella componente sandbox che rende grande il resto della produzione. Mentre il design dei livelli non si discosta troppo da quelli classici della serie (aree ripetute comprese), mi è sembrato mancare lo spazio per l'improvvisazione e per la sperimentazione tattica; emblematico il caso di un enorme hangar con alcuni Banshee parcheggiati che, però, non erano pilotabili, cosa che avrebbe aggiunto varietà a quel segmento di gioco. Come ho detto, il tutto scorre bene lo stesso, con alcune aree decisamente notevoli visivamente, ma questo dettaglio mi ha lasciato qualche interrogativo sulla capacità dell'attuale Halo Studios di ricreare la formula sandbox della serie, al di là del ricalcare fedelmente il design delle missioni originali. Comunque tre missioni sono davvero troppo poche per emettere una sentenza definitiva, e capiremo di più quando gli ex-343 Industries saranno ancora una volta messi alla prova con un gioco inedito.

Tiriamo le somme

Halo: Campaign Evolved centra in pieno l'obiettivo più importante per qualsiasi remake: restituire intatte le emozioni dell'opera originale, rinnovandone al contempo la veste tecnica e rifinendo con intelligenza tutto ciò che gli anni potevano aver reso più legnoso. Problemi (molto) minori a parte, il quadro è complessivamente splendido, arricchito da un'offerta di teschi, modificatori e opzioni cooperative che invita a tornare sull'anello ancora e ancora. Un'operazione che conferma il primo, indimenticabile, Halo come un capolavoro senza tempo, capace di brillare e di competere a testa alta con la concorrenza a venticinque anni di distanza: un tuffo nel passato (ma anche nel futuro della serie, dominato da UE5) consigliatissimo tanto ai veterani quanto a chi non ha mai indossato l'armatura Mjolnir.
9.0

c Commenti

copertina

L'autore

autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
caricamento Caricamento commenti...