Recensione - Minecraft Dungeons II

Il Gioco
Il primo Minecraft Dungeons, uscito nel 2020, si era rivelato una piacevole sorpresa, prendendo l'universo di Minecraft per trasformarlo in un dungeon crawler isometrico per tutta la famiglia. Una formula vincente, che viene ripresa da Minecraft Dungeons II continuando la storia qualche tempo dopo gli eventi del predecessore. La pace conquistata dagli eroi del Sopramondo nel primo gioco è durata poco, perché nelle profondità della terra tre Abitori si sono imbattuti in un portale che conduce al Sift, una dimensione traboccante di anime e di energia pura, decidendo di sfruttarla per piegare il mondo al proprio volere. I tre, l'Incantatore Supremo, il Grande Illusionista e l'Evocatore Supremo, hanno fondato il Gran Consiglio degli Abitori e, grazie al potere del Sift, hanno iniziato a corrompere le creature del Sopramondo e ad aprire Varchi dimensionali che collegano i due mondi, sconvolgendo l'equilibrio naturale. Tocca a noi, e agli amici che vorranno unirsi alla nostra avventura, impugnare le armi e ricacciare indietro l'esercito degli Abitori, rintracciando uno dopo l'altro i tre capi del Consiglio, che si sono rintanati in diverse aree della mappa.Il Sift non è una semplice trovata di questo gioco, ma una novità epocale per l'intero universo di Minecraft: si tratta della prima nuova dimensione introdotta nella serie da oltre quattordici anni, andando ad affiancarsi a Sopramondo, Nether e End come quarta dimensione ufficiale del gioco; farà la sua prima comparsa in questo gioco, ma nel 2027 arriverà anche nel Minecraft principale, sia versione Java che Bedrock. Minecraft Dungeons II rappresenta quindi la prima occasione per esplorarlo e fare la conoscenza dei suoi abitanti, un'occasione ghiotta per tutti gli amanti della serie. Il Sift si caratterizza per essere un mondo vibrante e dai colori accesi, dominato da tonalità neon di blu e rosa, nel quale le anime sono presenti ovunque. Non lo si raggiunge subito: la sua esplorazione vera e propria si sblocca verso metà avventura, perché il portale che vi conduce è stato sigillato proprio dal Gran Consiglio degli Abitori. Per riaprirlo dovremo recuperare dei blocchi sonori che permetteranno ai Golem dell'Eco, nuove e carinissime creature provenienti dal Sift, di intonare la canzone capace di sbloccarne l'accesso. Una volta dall'altra parte, il Sift si presenta come una mappa separata dal Sopramondo, con nemici, missioni e segreti tutti suoi.
MX Video - Minecraft Dungeons II
Il mondo di gioco è peraltro la novità più importante di Minecraft Dungeons II rispetto al predecessore. Nel primo capitolo sceglievamo le missioni da un tavolo nell'accampamento e venivamo catapultati in livelli isolati e lineari, con un inizio e una fine ben definiti; ora ci muoviamo liberamente in una mappa aperta, vasta e continua, percorribile interamente quasi senza caricamenti. Il Sopramondo è suddiviso in diverse grandi aree, ognuna caratterizzata da biomi differenti che vanno dalle praterie erbose alle distese di neve e ghiaccio. Ciascuna ospita insediamenti, eventi narrativi, strutture, grotte e rovine, alcune delle quali generate proceduralmente e dalla conformazione diversa a ogni visita. La mappa si rivela man mano che esploriamo, e le occasioni per deviare dal percorso principale non mancano: dungeon nascosti, incontri casuali, mini-boss e scorciatoie da aprire attivando appositi meccanismi. Per orientarci abbiamo a disposizione la mappa del mondo, una minimappa e la Scia guida, una linea luminosa che, premendo lo stick sinistro, ci indica la strada verso il prossimo obiettivo.
Per spostarci rapidamente tra le zone già visitate possiamo contare sulle Stazioni dei vagonetti, che si sbloccano passandoci accanto la prima volta e ci trasportano in un attimo da un capo all'altro della mappa. Chi gioca in compagnia può inoltre teletrasportarsi direttamente accanto a un amico lontano. Il cuore pulsante del Sopramondo è il Rifugio dei Valorosi, il villaggio che funge da base operativa. Non è più un semplice accampamento come nel primo capitolo, ma un vero centro abitato, vivace e popolato da abitanti con animazioni e piccole personalità, dove trovano posto i mercanti, fabbri e incantatori, fondamentali per lo sviluppo del nostro eroe. Questi hanno un loro sistema di progressione: investendo una valuta speciale possiamo farli salire di livello, così da accedere a oggetti sempre più rari. Com'è lecito aspettarsi, la mappa ci propone missioni principali e secondari, con le prime che ci mettono sulle tracce del Gran Consiglio, mentre le seconde spaziano da piccole deviazioni dal tono leggero, come aiutare un apicoltore a ritrovare le sue api scomparse, a incarichi che svelano qualcosa in più sui misteri che circondano i due mondi, e ci ricompensano con esperienza ed equipaggiamento.

Venendo al gameplay vero e proprio, Minecraft Dungeons II resta un action-RPG con visuale isometrica fedele alla formula del predecessore. Affrontiamo orde di creature ben note a chi conosce Minecraft, alternando attacchi corpo a corpo, armi a distanza e Artefatti, gli oggetti che ci conferiscono abilità attive e di cui possiamo equipaggiarne tre contemporaneamente. I tempi di ricarica sono piuttosto brevi: questo ci permette di sfruttare spesso le nostre capacità e premia un approccio aggressivo, in cui si attacca senza sosta invece di attendere al riparo, ma per essere usate consumano anime che vanno recuperate combattendo. Alla classica capriola per schivare si affianca poi ora un'importante novità: il salto. Oltre ad aggiungere verticalità all'esplorazione, permettendoci di raggiungere piattaforme sopraelevate e di affrontare brevi sezioni platform, questo introduce anche degli attacchi aerei che variano in base all'arma impugnata; bellissima, ad esempio, la capriola volante che facciamo quando saltiamo ed attacchiamo impugnando un martello da guerra. Questi attacchi volanti consentono di colpire più nemici in un'area, a costo però di lasciarci per un attimo scoperti ai contrattacchi. Tornano poi le pozioni curative e il cibo lasciato cadere dai nemici, così come le casse di TNT, efficacissime contro i gruppi di avversari ma pericolose anche per gli alleati. Le armi a distanza, infine, non richiedono più di andare a caccia di frecce: le munizioni sono infinite e si ricaricano automaticamente nel tempo.
Il sistema di equipaggiamento è la parte che più si è evoluta maggiormente dal primo capitolo. Gli slot di combattimento passano da sei a dodici, e l'armatura non è più un unico oggetto ma si divide, come nel Minecraft originale, in elmo, corazza, gambali e stivali. Debuttano inoltre i Talismani, una nuova categoria di oggetti unici che forniscono bonus passivi, come salute aggiuntiva, raccolta di anime o persino un fedele cane che combatte al nostro fianco. Si ottengono tramite specifiche missioni o forzieri speciali e si potenziano man mano che li teniamo equipaggiati, crescendo insieme al nostro personaggio. Gli oggetti possono poi presentare effetti casuali, così che due pezzi dello stesso tipo si comportino in modo diverso, e non mancano equipaggiamenti speciali più potenti del normale e dotati di abilità uniche. Nel gioco non esistono classi predefinite: è la combinazione di armi, armature, Artefatti e Talismani a definire il nostro stile di gioco, che si tratti di un guerriero corazzato, di un arciere o di un ibrido tra i due. Per tenere traccia di tutto, la schermata dell'equipaggiamento offre il pannello laterale "Effetti e Incantesimi", che riassume in un'unica lista tutti gli effetti attivi e le relative sinergie.

A dare ancor più profondità al sistema ci pensano poi due personaggi del Rifugio dei Valorosi. Il Fabbro ci permette, a fronte di una spesa contenuta, di potenziare qualsiasi oggetto in nostro possesso fino al livello di potenza più alto consentito dal nostro livello. Non dovremo quindi abbandonare un'arma o un'armatura a cui ci siamo affezionati solo perché ne abbiamo trovata una più forte, ma potremo costantemente potenziarla. Utilizzando le Schegge di Eco possiamo inoltre rimescolare gli effetti speciali di armi, armature e Artefatti, sostituendo quelli che non si adattano alla nostra build. L'Incantatore gestisce invece gli incantesimi, completamente ripensati. Nel corso dell'avventura troviamo dei Libri degli incantesimi che vanno ad arricchire una biblioteca personale, e presso di lui possiamo applicarli a qualsiasi pezzo di equipaggiamento, pagando con la valuta rilasciata dalle anime corrotte. Gli incantesimi possono essere potenziati nel tempo, ma anche rimossi senza distruggere l'oggetto, recuperando parte della valuta investita (ad esempio, se applicare un incantamento costa due anime, disincantarlo ce ne ridarà una indietro). Le possibilità sono notevoli: si può ad esempio aumentare la frequenza delle schivate, fare in modo che ogni capriola scagli delle frecce, dotare le armi di attacchi infuocati e così via.
Lungo l'avventura ci attendono anche scontri con boss imponenti, che richiedono di studiarne le sequenze d'attacco e schivare al momento giusto invece di darci al puro button mashing. Il Guardiano corrotto, ad esempio, è una colossale creatura intrisa di anime che ci bersaglia con potenti onde soniche, capaci di raggiungerci da un capo all'altro dell'arena, e con attacchi rotanti che possono scaraventarci fuori dalla piattaforma. Il Golem di rame si presenta invece come un bruto dai pugni devastanti, per poi scatenare scariche elettriche che si propagano sotto i nostri piedi e cariche che attraversano l'intera arena. Più in generale, il livello di sfida parte piuttosto basso ma cresce sensibilmente man mano che si procede. Se trascuriamo le missioni secondarie, e con esse l'esperienza e l'equipaggiamento che forniscono, è facile ritrovarsi in punti della storia in cui si muore con una certa frequenza. Salire di livello e aggiornare costantemente l'equipaggiamento diventa quindi parte integrante della progressione. Per chi cerca una sfida estrema, invece, dopo aver terminato la storia il mondo di gioco (che resterà esplorabile liberamente per completare le missioni rimaste) verrà periodicamente inondato dalle Tempeste di Anime, degli eventi che creano delle aree ad alta difficoltà con lo spawn di nemici più ardui ed, ovviamente, loot molto più appetitoso.

Come il suo predecessore, Minecraft Dungeons II può essere giocato interamente da soli o in compagnia, sia in locale che online o in un misto delle due, con un massimo di quattro eroi, con tanto di supporto cross-platform. Nella cooperativa locale lo schermo non è diviso ma si gioca sulla stessa schermata, bisogna quindi restare relativamente vicini, mentre online ognuno è libero di esplorare per conto proprio. Il gioco adatta inoltre difficoltà e ricompense al numero di giocatori e alla differenza di livello tra i personaggi, così che un veterano e un principiante, magari un genitore e un figlio, possano divertirsi insieme; anche rianimare un compagno è più rapido quando si è in più.
Dal punto di vista tecnico, Minecraft Dungeons II mantiene il caratteristico stile a blocchi di Minecraft, ma compie un deciso passo avanti rispetto al predecessore, grazie a texture più definite e a un uso molto più ricco di illuminazione ed effetti speciali. Sono presenti anche diverse opzioni di accessibilità, con contrasto, dimensioni dei caratteri e colori ampiamente personalizzabili. Testi e sottotitoli sono interamente localizzati in italiano, mentre la voce narrante che accompagna alcune cut-scene è in inglese. I personaggi, dal canto loro, si esprimono in un linguaggio incomprensibile, per cui il doppiaggio in quel caso non è necessario. Per arrivare ai titoli di coda occorrono circa 7-8 ore concentrandosi sulla storia principale, una durata che sale sensibilmente dedicandosi alle missioni secondarie, peraltro necessarie per mantenere il personaggio all'altezza delle sfide a meno che non vogliate abbassare il livello di difficoltà.



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