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Street Fighter 6
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Street Fighter 6 - la Closed Beta messa alla prova

Abbiamo finalmente avuto la possibilità di testare la seconda Closed Beta di Street Fighter 6, un sesto capitolo che, oltre all'attesissimo ritorno su Xbox, promette di cancellare gli errori fatti col quinto e che si pone, sin d’ora, come un picchiaduro di spessore che punta a riprendersi il trono di una categoria che la serie stessa creò ormai parecchi anni fa. Eccovi quindi le nostre prime impressioni su Street Fighter 6!
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Diciamocelo chiaramente, Street Fighter V portò con sé una tale quantità di errori e problemi da diventare quasi un flop, specialmente nei primi mesi di vita. L’esclusività Sony lo relegò solo ad una piattaforma limitandone di molto il parco giocatori, il roster non era certamente dei migliori e la carenza di modalità single player decretò un insuccesso che, vista l’importanza della serie, era davvero difficile prevedere. A farne le spese fu la mente dietro a questa celebre saga, quel Yoshinori Ono che lasciò Capcom e la serie che da sempre aveva curato. Uno scossone non di poco conto che poteva portare risultati devastanti, ma che invece, già dai primi trailer di questo Street Fighter 6, ha ridato nuova linfa alla serie e posso confermare che, dopo dopo aver provato questa seconda fase della Closed Beta, il risultato sorpassa agevolmente anche le più rosee aspettative.

MX Video - Street Fighter 6

La nostra prova comincia da un profondissimo editor che ci permetterà di creare il nostro personaggio che poi potremo usare nella modalità World Tour, inaccessibile in questa Beta ma che promette un approccio completamente nuovo non solo per la serie Capcom, ma anche per i picchiaduro in generale. Questo editor ci consente di creare in ogni minimo dettaglio il nostro combattente permettendoci di modificarne ogni aspetto, ma anche di creare dei veri e propri mostri completamente sproporzionati che già riempivano le lobby del Battle Hub, la modalità presa in esame in questa prova.

Il Battle Hub altro non è che una enorme sala giochi disseminata di cabinati in cui potremo sfidare qualsiasi altro giocatore presente nel nostro stesso Server; sarà infatti possibile scegliere, all’inizio di ogni partita, ma anche durante, a quale server collegarci, divisi per area geografica e per la popolosità di ognuno di essi. Per sfidare gli altri giocatori è sufficiente sederci in una di queste postazioni aspettando un avversario, magari cimentandoci nell’allenamento per ingannare l’attesa. Potremo ovviamente anche sederci in un cabinato già occupato da qualcun altro pronti per sfidarlo, magari prima consultando le sue statistiche, ma le opzioni non finiscono qui visto che da uno dei vari menu disponibili è possibile dare il via ad un vero e proprio matchmaking per competere in un incontro amichevole o in uno classificato.

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Qui ho incontrato l’unico difetto degno di nota presente in questa Beta di Street Fighter 6: troppi menu ed un'interfaccia tutt’altro che comoda. Abbiamo infatti un menu generale associato al tasto “Start”, un secondo menu associato ad X e, se non bastasse, uno smartphone con altre opzioni. Tutto troppo confusionario e farraginoso, aspetto che si spera venga corretto in corso d’opera. Così come andrebbe migliorata la scelta del nostro personaggio. Al momento possiamo farlo, guarda caso, dall’apposito menu, o appena prima di un incontro, ma è impossibile cambiare il personaggio tra un match e l’altro della stessa sessione; dobbiamo invece uscire dalla postazione per poi poterlo cambiare, anche in questo caso il tutto è troppo macchinoso.

Nel Battle Hub avremo anche la possibilità di fare da spettatori ad altri incontri, potremo socializzare con gli altri giocatori utilizzando la pratica chat testuale, potremo spendere i crediti guadagnati compiendo le sfide giornaliere e settimanali nel negozio apposito per agghindare il nostro avatar con una moltitudine di capi di abbigliamento ed oggetti vari e potremo anche giocare ad alcuni classici Coin Op di Capcom nell’apposito settore di questa sala giochi virtuale. Titoli che saranno a rotazione e cambieranno di giorno in giorno, consentendoci di provare perle del passato come Final Fight e Super Street Fighter II Turbo. Ma non finisce qui, in un altro settore avremo anche la possibilità di cimentarci nelle sfide Extreme, incontri con stipulazioni davvero particolari ed assurde che andranno a cambiare le carte in tavola, come l’invasione nell’arena da parte di un toro oppure il dover completare determinate azioni prima che sia il nostro avversario a farlo, o ancora il dover sbilanciare il nostro contendente.

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Come vi dicevo uno dei tanti aspetti che non mi entusiasmò di Street Fighter V era un roster che si dimostrò pigro coi personaggi classici e poco entusiasmante con le new entry. Situazione che mi sembra davvero cambiata in questo sesto episodio. Il roster disponibile in questa Beta era composto da otto combattenti di cui sei già visti e ben conosciuti e due volti nuovi: Kimberly e Jamie. L’opera di svecchiamento dei personaggi storici è eccellente, sia dal punto di vista estetico che da quello tecnico e di gameplay. Troviamo infatti un Ryu sempre più maturo e determinato a seguire la sua strada, un Ken sempre più Street e diversificato dall’eterno compagno, passando per Guile più roccioso che mai, Chun Li sempre elegante ed affascinante, una Juri sempre più sadica e crudele arrivando a Luke, ultimo arrivato in Street Fighter V e personaggio copertina di questo sesto episodio. Passando alle due facce nuove troviamo Jamie che combatte con la celebre tecnica del “Drunken Fist”, arte marziale che fa il suo debutto in questa serie e Kimberly, innamorata della cultura Pop anni ’80 e discepola di Guy, uno dei tre protagonisti di Final Fight e presente in vari capitoli dei passati Street Fighter e Street Fighter Alpha.

Il Character Design è ottimo, presenta sempre le tipiche sproporzioni che da sempre caratterizzano Street Fighter, basti pensare alle celebri cosce di Chun Li, alle spalle di Guile o agli avambracci di Luke che lo rendono un degno erede di Popeye, e si mantiene sempre su livelli altissimi con personaggi caratterizzati alla perfezione. Discorso simile anche per i classici Stage, creati con cura e dovizia di particolari e che, da quello che si è visto fino ad ora, sembrerebbero essere uno per ogni lottatore, tornando ad un'antica tradizione che si era persa negli ultimi capitoli. Le animazioni, gli effetti delle mosse speciali e tutto il resto mantengono il quadro globale su altissimi livelli, rendendo Street Fighter 6 un vero e proprio tripudio per gli occhi.

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Passando al Gameplay, le differenze col passato ci sono e sono davvero notevoli, rendendo Street Fighter 6 vario, veloce e divertente come non mai. Oltre alle classiche barre che ci indicano la nostra energia e la potenza accumulata per dar sfogo alle nostre tecniche speciali fino alle devastanti Critical Arts, avremo una nuova barra a segmenti, il Drive Gauge, che andrà a governare queste nuove tecniche. La prima è il Drive Impact, un colpo stordente che è anche in grado di assorbire alcuni colpi ricevuti e che ci può aprire la strada per andare a segno con combo e attacchi speciali. Il Drive Rush è invece uno scatto che ci consente di cancellare un colpo in esecuzione permettendoci di sorprendere il nostro avversario. Avremo infine un nuovo sistema di Parry, naturalmente oltre alla normalissima parata mantenendo lo stick in direzione opposta rispetto all’avversario, che ci permetterà di assorbire agevolmente i colpi del nostro rivale. Tutte queste azioni andranno ovviamente a consumare la relativa barra che, una volta svuotata, ci lascerà in un particolare stato di forte vulnerabilità lasciandoci alla mercè del contendente. Tutte queste nuove possibilità, associate al classico flow di Street Fighter, rendono questo sesto capitolo un vero spettacolo, specialmente nelle mani dei giocatori più abili che riusciranno a sfruttare a fondo tutto il potenziale delle nuove tecniche. Ma è innegabile che colpi come il Drive Impact o la nuova Parry vengono in aiuto anche dei giocatori meno esperti e abili come il sottoscritto, aprendo ad una moltitudine di nuove possibilità che rendono gli scontri semplicemente spettacolari.

Tutto questo però sarebbe semplicemente impossibile se non ci fosse un netcode all’altezza. Ottime notizie anche da questo punto di vista grazie all’ormai irrinunciabile rollback netcode che non perde mai un colpo e che riesce ancora una volta nell’impresa di rendere gli incontri online davvero simili a partite in locale. Vista la già discreta popolosità dei server ho sempre scelto tra quelli Europei, ma anche nei rari casi in cui l’indicatore di ping era al minimo, non ho mai avuto problemi a parte rarissimi casi in cui l’incontro non era nemmeno iniziato a causa di un errore di connessione, o in un singolo caso in cui era il lag a farla da padrone; fortunatamente in questi rari casi ognuno dei due giocatori potrà aprire una votazione per concludere prematuramente il match semplicemente tenendo premuto un singolo tasto. Un’ottima scelta, ma che sarà difficile notare proprio grazie all’estrema efficacia del codice rollback. Inoltre sin dalla prima fase della Beta, il crossplay era già attivo ed anche in questo caso non ho riscontrato nessun tipo di problema.

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Street Fighter 6 sta per tornare e lo sta facendo nel migliore dei modi. Se escludiamo l’eccessiva presenza di menu e sottomenu vari, è davvero difficile trovare un difetto a questo gioco che si appresta a tornare sul trono del miglior picchiaduro disponibile. Un roster ottimo, con nuovi e vecchi personaggi che sembrano avere tutte le carte in regola per diventare dei nuovi classici, un gameplay rinnovato, divertente e profondo come non mai capace di deliziare i palati dei giocatori esperti, senza però abbandonare i neofiti, una quantità di modalità che non dovrebbe scontentare nessuno single o multiplayer che sia ed una realizzazione tecnica da urlo, sono davvero pochi i dubbi che ci accompagneranno sino all’uscita fissata al 2 giugno 2023.

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