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Darksiders

Recensione - Darksiders

Questo 2010 inizia davvero bene per gli amanti di videogiochi, proponendoci fin dalle prime settimane dell’anno dei titoli davvero notevoli, tra i quali spicca senza dubbio Darksiders. Primo lavoro di Vigil Games, neo-nata software house americana acquisita recentemente da THQ. Con qualche mese di ritardo rispetto al lancio previsto inizialmente, che doveva avvenire a novembre scorso, arriva finalmente nei negozi questo nuovo titolo: vediamo insieme se il titolo sia meritevole di tutta la nostra attenzione.

Il Gioco

Cosa succede quando il fragile equilibrio tra Angeli e Demoni viene spezzato? Semplice: ci vanno di mezzo gli umani, sterminati senza pietà, e sulla Terra incomincia regnare il caos totale. Ma nei giochi per fortuna una soluzione c’è sempre: l’Arso Consiglio, un organo neutrale costituito per bilanciare le forze del Bene del Male, incarica uno dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse di ripristinare l’ordine: quel Cavaliere è Guerra, lasciato da solo dai suoi compagni che, per motivi inizialmente ignoti, non intervengono con lui durante questa missione. Guerra è costantemente accompagnato da un demone Sentinella che ne deve controllare l'operato: richiamabile attraverso il tasto back, questo ci fornisce spesso consigli e utili osservazioni su luoghi e personaggi, anche se per via del suo atteggiamento arrogante e despota il nostro Cavaliere non sembra gradirne molto la compagnia.

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Guerra scopre ben presto che l’artefice di tutta questa devastazione è un demone chiamato il Distruttore ed incomincia quindi un lungo viaggio, attraverso scenari devastati e lande decadenti, per scovarlo ed eliminarlo. Il cammino è però ricco di sorprese, come demoni motivati da vendette personali che aiuteranno Guerra in vari modi ed angeli poco socievoli che invece intralceranno il nostro Cavaliere, oltre ad un buon numero di boss che dovranno essere eliminati per sbloccare le aree inizialmente inaccessibili. Darksiders infatti si svolge in un unico mondo in cui i livelli sono collegati tra loro attraverso passaggi naturali, senza interruzioni o caricamenti. Gli scenari spaziano dalla tipica metropoli americana e i suoi sobborghi, a una enorme cattedrale gotica, condotti sotterranei della metropolitana, deserti di sabbia e oscure torri piene di insidie, tutte avvolte da quel senso di decadimento post-apocalittico che permea costantemente le atmosfere di Darksiders.

Bisogna precisare che l’inizio del gioco però può essere fuorviante, perché i primi momenti sono puramente action mentre avanzando si scopre un gameplay molto più orientato al puzzle-solving, cioè la ricerca di elementi indispensabili per superare certe zone e l’attivazione di diversi meccanismi utili per risolvere i molti puzzle ambientali presenti. Ci si ritrova quindi spesso ad usare più il cervello che la forza bruta, anche durante gli scontri con i demoni maggiori, per i quali è sempre necessario trovare il giusto modo per arrivare ai loro punti deboli e ovviamente ucciderli. Per riuscire nel suo scopo, Guerra ha a disposizione una serie cospicua di accessori, mosse ed armi e spesso il solo limite di come usarli per avere la meglio sui nemici, è la fantasia e la creatività del giocatore. Si possono scegliere approcci più fisici e magari potenziare prevalentemente l’enorme spada Divoracaos, oppure sfruttare l’ambiente circostante con l’ausilio dei tanti gadget di cui progressivamente si entra in possesso. La crescita dell’arsenale di Guerra richiede però scelte studiate, perché il gioco dispensa con molta parsimonia i crediti per gli upgrade: per questo le anime dei nemici sconfitti si rivelano preziose, perché costituiscono appunto la moneta di scambio per acquistare vari oggetti, nuove combo e abilità. Inoltre queste anime, a secondo del loro colore, possono ricaricare l’energia o la barra delle abilità speciali di Guerra, come la possibilità di sprigionare tutta la sua forza mediante la trasformazione in Forma Caotica, in cui si assumono le sembianze di un gigantesco guerriero di fuoco praticamente invincibile, anche se per un breve lasso di tempo.

Gestire l’arsenale del nostro Cavaliere e sconfiggere i nemici però non basta; giungere al livello finale del gioco, dove risiede il Distrutture, richiede molta dedizione e abilità con i vari puzzle e meccanismi, sparsi un po’ ovunque nel mondo di Darksiders.

Amore

Un tributo con stile ai grandi giochi

- Quello che si percepisce giocando a Darksiders è la passione profusa dagli sviluppatori nel creare un mondo che appaghi il giocatore, stimolandolo costantemente nella ricerca di nuove soluzioni che gli permettano di progredire nella storia per scoprire come si evolveranno le vicende di Guerra. Impossibile evitare il confronto con Soul Reaver e The Legend of Zelda, due giochi storici ai quali Darksiders si ispira palesemente nelle meccaniche di gioco, ma lo fa con un suo stile, senza scadere mai nel banale o nella copia sfrontata. Vigil Games ha ripreso molti degli elementi di gameplay che hanno reso questi titoli famosi e amati da tanti giocatori e li ha riuniti in una storia valida, in cui non ho mai avuto la sensazione che qualcosa fosse stato messo a forza. Le fragili ali di Guerra che gli permettono solo di planare per brevi distanze richiamano subito alla mente quelle logore del vampiro Raziel ma non solo: dal rampino-arpione allo shuriken stile boomerang usati nelle tante avventure di Link, passando per il destriero Rovina con il quale spostarsi velocemente tra i vari scenari, fino alla dimensione parallela di alcuni livelli, qui denominata infernale ma che tanto richiama quella “spettrale” di Legacy of Kain, per finire ai tanti congegni da azionare, tutto trova una sua collocazione logica e plausibile.

A volte questi elementi vengono anche migliorati o resi più profondi. Un paio di esempi su tutti: l’uso delle suddette ali qui viene implementato con dei giochi di correnti ascensionali da sfruttare a dovere per prolungare le fasi di volo, oppure la Divoracaos, che è si un palese omaggio/richiamo alla Mietitrice di Anime di Raziel ma che in Darksiders implementa un sistema di potenziamenti, stile RPG, che la distingue rendendola unica. Ma non basta: nel corso del gioco troverete evidenti strizzate d'occhio perfino ai più famosi sparatutto o al capolavoro di Valve, Portal. Prendere idee valide, apportare qualche modifica e creare un background solido, se fatto con intelligenza, è un buon modo per realizzare un gioco che, senza eccedere in grafica o innovazioni particolari, riesce comunque a divertire e coinvolgere il giocatore.

La bellezza del Caos

- Darksiders non stupisce dal punto di vista tecnico come altre produzioni recenti ma nemmeno sfigura: dove però eccelle è il comparto artistico. Nel gioco si incontrano scenari davvero suggestivi che, anche senza sfoggiare texture ultra-definite o effetti particellari esasperati creano una cornice perfetta per le gesta di Guerra. Quello che colpisce maggiormente è il character design ad opera del disegnatore Joe Madureira, co-fondatore di Vigil Games e vera star del fumetto americano con all'attivo molti numeri degli X-Men e non solo: Madureira ha modellato un personaggio carismatico e stilisticamente di forte impatto come Guerra che esprime potenza e forza insieme a tanto fascino tenebroso, complice un’armatura curatissima scolpita con volti inquietanti e la fedele spada decorata con teschi e visi di anime sofferenti. Meravigliosi poi i vari demoni, come Samael o Vulgrid, realizzati con tale cura di dettagli da sembrare quasi veri, e degno di nota anche il nero cavallo Rovina, che sembra uscito direttamente dagli inferi, con la sua criniera di fumo e le fiamme che lo avvolgono perennemente. Gli scontri con i Demoni Eletti, quelli più grandi e più ostici, sono quelli più spettacolari ma anche i nemici ordinari sono molto ben caratterizzati e ispirati, anche se alla lunga si nota una certa ripetitività. In generale molto buone la animazioni e la fisica che permette di interagire con molti elementi dello scenario; la presenza costante di fumo, polvere, brandelli di giornali che svolazzano per le strade deserte o colonne di anime che fluttuano in vari angoli aiutano poi a rendere ogni paesaggio vivo nonostante la distruzione regni sovrana.

Gameplay robusto e rodato

- Come accennato, Darksiders è un gioco che fonda il suo gameplay su basi solide e già collaudate e, per molti versi, vincenti. La parte puramente action si rivela essere circa un 40% delle 22/23 ore necessarie a completare il gioco, una longevità più che discreta e che aumenta decisamente se si desidera trovare tutti gli scrigni e i potenziamenti nascosti nel gioco. La curva di difficoltà è ben bilanciata, all’inizio più verso il basso in realtà, mentre da metà gioco in poi gli scontri iniziano a diventare più impegnativi. Ai giocatori più esperti consiglio comunque di iniziare direttamente l’avventura a livello Apocalittico, per godere di una sfida più appagante senza comunque scadere mai nella frustrazione.

Enigmi infernali

- Quello che però distingue Darksiders da molti altri giochi, il vero cuore pulsante del titolo Vigil, è la parte puzzle-solving durante la quale è richiesto un impegno particolare per riuscire a trovare la soluzione giusta per risolvere i vari enigmi proposti, tutti molto diversi tra loro. In questi frangenti è necessario osservare bene tutto l’ambiente circostante, sfruttare ogni singolo accessorio a disposizione e avere anche una buona dose di pazienza. Lo stesso accade durante gli scontri con i boss principali; il difficile non è ucciderli con combo super-tecniche o avere riflessi fulminei, bensì capire come esporre il loro punto debole, prima ovviamente che la nostra salute si esaurisca. Anche la ricerca di tutti i bonus sparsi nei livelli si basa sullo stesso principio; ogni tanto si può tornare indietro e usare un nuovo gadget per raggiungere dei punti che sembravano impossibili in precedenza o trovarne di nuovi guardandosi sempre bene intorno.

La sensazione più forte che si ha giocando a Darksiders è che sia stato fatto da persone che i videogiochi li amano, li conoscono e li giocano (e tanto!), che sanno esattamente cosa offrire a chi cerca un’avventura di spessore, con enigmi intelligenti e stimolanti e una buona storia, senza dimenticare scontri epici e spettacolari. Prendere idee valide, apportare qualche modifica e creare un background solido, se fatto con intelligenza, è un ottimo modo per realizzare un gioco che, senza eccedere in grafica o innovazioni particolari, riesce comunque a divertire e coinvolgere il giocatore.

Sinfonia della distruzione

- Buone le musiche, anche se poco incisive, mentre risultano ottimi gli effetti sonori che rendono giustizia ad ogni azione enfatizzando, ad esempio, il peso e la mole sia di Guerra che della Divoracaos. Il doppiaggio, completamente in italiano, si attesta su standard molto validi (in particolare per le voci di Guerra e Samael), fatta eccezione solo per qualche voce forzata al punto da risultare ridicola.

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Odio

Difetti di gioventù

- I problemi che affliggono Darksiders sono tutti minori e di lieve entità, probabilmente frutto di un’esperienza ancora in fase di rodaggio da parte della giovane software-house texana, al suo esordio proprio con questo gioco. Il comparto grafico poteva essere più curato, specialmente alcuni interni che risultano un po’ spogli e con pochi dettagli, mentre le texture potevano essere più definite e sfruttare maggiormente l’hardware a disposizione. La telecamera negli spazi ristretti e in presenza di nemici di grandi dimensioni richiede ogni tanto un’aggiustatina manuale per ottimizzare l’inquadratura, ma nel resto del gioco è più che ottima. Il frame rate soffre di sporadici cali, ma solo nelle situazioni più caotiche, e comunque non interferiscono con la giocabilità, così come l’effetto tearing, la linea di aggiornamento video che a volte spezza l’immagine, e che dovrebbe essere risolta con una patch imminente.

Controlli

- Ho trovato particolarmente scomoda la mappatura di alcuni tasti come la schivata, ad esempio, che si effettua premendo il dorsale destro abbinato al movimento dello stick sinistro per far scattare velocemente Guerra nella direzione desiderata: negli scontri più intensi risulta davvero poco pratico e ho notato addirittura che in alcuni casi la risposta non è immediata e precisa come dovrebbe. Poco funzionale anche la parata e il contrattacco, perché per eseguirli bisogna stare fermi, immobili e premere sempre il dorsale destro con il giusto tempismo. Si finisce per usarla davvero poco; sarebbe stato più logico assegnarla a uno dei due grilletti o comunque dare la possibilità al giocatore di personalizzare i tasti, un piccolo accorgimento che avrebbe reso l’esperienza più piacevole.

Tiriamo le somme

Darksiders è un ottimo gioco, frutto del lavoro e della passione di programmatori a cui va il merito di aver rielaborato con bravura molte meccaniche rese famose da altri giochi, evitando l’effetto “clone”. I giocatori di vecchia data ritroveranno alcune situazioni familiari riadattate però con maestria nella storia del Cavaliere Guerra mentre i più giovani, che magari si accostano per la prima volta a questo tipo di giochi, scopriranno un tipo di gameplay che in questa generazione si è visto davvero raramente. Certo la componente puzzle-solving, forse un po’ troppo esasperata nelle ore finali del gioco, potrebbe non piacere a tutti o risultare un po’ complicata per chi non è avvezzo a questo genere ma consiglio vivamente di provarlo e di non desistere, perché alla fine vi regalerà enormi soddisfazioni e anche tanto divertimento. Quello che però manca a Darksiders per emergere del tutto ed entrare di diritto nell’Olimpo dei videogiochi è quel pathos, quella magia che invece si respirava nei titoli ai quali la produzione Vigil si ispira, oltre a qualche miglioramento a livello grafico e, infine, dei controlli più intuitivi. Rimane comunque imperdibile per tutti gli amanti degli action-rpg che hanno voglia di una sana sfida che ricorderanno per parecchio tempo, in attesa magari di un sequel che sappia limare le poche imperfezioni di questo esordio. 8.9

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L'autore

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Videogiocatore incallito, quasi maniacale, ha iniziato a 4 anni e sulla soglia dei 40 ancora non accenna a smettere, anzi è sempre più preso da tutto quello su cui appare "premi start!". La stessa passione la nutre per il cinema, la musica e la tecnologia in generale. MX è stato quindi uno step naturale nella sua evoluzione da giocatore a redattore e spera di poter condividere ancora per molto tempo le sue esperienze con gli altri appassionati, almeno fino al calare della cataratta.

c

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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