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Damnation

Recensione - Damnation

di Domenico Rodà  / Nico_89 P 14 giu 2009
Nato inizialmente come mod amatoriale di Unreal Tournament, Damnation ha goduto fino alla sua recente uscita di una certa attenzione da parte degli amanti del genere, alimentata anche dalla discreta dose di entusiasmo che aleggiava nel corso delle varie interviste rilasciate dagli studi Blue Omega. Scopriamo dunque se le promesse fatte siano state mantenute e l'attesa ripagata.

Il Gioco

La trama di Damnation risulta fin dalle prime battute abbastanza banale e priva di pathos. Il gioco è ambientato in un XXI secolo alternativo, dove le sanguinosissime guerre coloniali in America perdurano senza sosta. Un certo Prescott, capo di una corporazione paramilitare che porta il nome di PSI, sta cercando a tutti i costi di manipolare le menti degli ultimi pellerossa rimasti al fine di portare a termine il suo unico progetto: fondare la New America. A tal fine, Prescott si serve di tutti i mezzi a disposizione per eliminare la minaccia ribelle: soldati mutanti dotati di armature resistentissime, androidi giganti in stile Terminator e, infine, una strana sostanza verde in grado di trasformare le cavie del PSI in fredde macchine da guerra. Ad intervenire in soccorso dei poveri pellerossa ci saremo noi nei panni di un ex mercenario di nome Rourke, che sembra ispirato allo sceriffo Virgil Cole del recente film western Appaloosa, oltre ai nostri compagni di viaggio: uno strampalato yankee, anch'esso ex mercenario e compagno di Rourke, un padre sventurato alla ricerca della figlia caduta nelle grinfie di Prescott e una giovane assassina dotata di abilità atletiche non indifferenti. Un quartetto di eroi, dunque, pronto a sgominare la terribile minaccia di Prescott, intenzionato a sterminare le ultime tracce storiche rimaste e impossessarsi di tutte le ricchezze. A farci da guida spirituale troviamo l'immancabile Toro Seduto di turno che, a quanto pare, è uno dei bersagli numero uno del PSI, in quanto capace di prevedere il futuro.

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Dal punto di vista del gameplay, Damnation si differenzia per la struttura dei livelli sviluppata principalmente in verticale: per portare a termine determinati obiettivi dovremo servirci delle abilità atletiche di Rourke per raggiungere i punti più elevati della mappa di gioco. Alle fasi platform, molto simili concettualmente a quelle viste nei giochi della serie Tomb Raider, si alternano quelle tipiche di uno sparatutto in terza persona, mentre nel passaggio da un atto all'altro saremo protagonisti persino di fasi racing a bordo di una moto o di un sidecar gigante a tre posti. In queste fasi possiamo decidere se pilotare il veicolo o sederci comodamente sul lato passeggeri, pur rimanendo sempre all'erta e pronti a far fuoco in caso di pericolo. Dal punto di vista strategico il gioco non ha nulla da offrire, se non la possibilità di conoscere in anticipo la posizione dei nemici grazie all'uso della vista spirituale di Rourke, simile a un visore termico in grado di vedere attraverso le pareti. I livelli di difficoltà presenti nella campagna sono tre, e variano da facile a folle, mentre le modalità multiplayer consistono, (o almeno consisterebbero: poi capirete perchè) in anonime sfide deathmach o cattura la bandiera, e in una più corposa modalità cooperativa da affrontare sia online che a schermo condiviso.

Amore

Divertimento in compagnia

- La modalità cooperativa è, a nostro avviso, l'unica nota positiva di Damnation: il fatto di poter giocare con un amico ammortizza i molti difetti di cui il gioco soffre dall'inizio alla fine (semmai ci arriverete).

Odio

Un gameplay... dannato

- Purtroppo, per quanto possiate averlo già intuito, Damnation è uno dei titoli peggiori che ci sia capitato di provare. Sin dai primi minuti, il gioco diventa profondamente ripetitivo ed inconsistente a causa delle meccaniche platform alla lunga stancanti, poiché si riducono al saltellare continuamente qua e là da un tetto o da una finestra all'altra; inoltre, cosa ancora più grave ed inaccettabile, la componente sparatutto fa acqua da tutte le parti: pessime animazioni, sistema di mira ingovernabile ed impreciso e, infine, una realizzazione delle armi da principianti. Che si abbia un mitra, un fucile a pompa o, ancor meglio, un fucile da cecchino fra le mani, fa poca differenza e l'impressione di sparare sempre a vuoto, anche quando si va a bersaglio, è un'esperienza assolutamente da non provare.

Un UE3 sprecato

- Damnation offre probabilmente la peggior implementazione dell'Unreal Engine 3 vista ad oggi, con ambientazioni blande, personaggi inespressivi (non aiutati dal pessimo doppiaggio) e illuminazione dinamica inesistente. E pensare che sotto il cofano ha lo stesso propulsore di Gears of War...

Stupidità artificiale

- Per simulare il comportamento di amici e nemici, sembra che gli sviluppatori abbiano sfruttato l'IA standard dei bot online. Molte volte vi capiterà di assistere a scelte prive di senso da parte dei vostri compagni di squadra, i quali si lanceranno in azioni kamikaze senza successo e, quasi sempre, invece, affronterete nemici estremamente stupidi. Oltre ai vari bug in generale, infatti, ci è capitato spesso di trovarci di fronte a nemici incapaci di avvistarci seppur a distanza ravvicinatissima o, ancor peggio, di vedere questi girare all'impazzata su se stessi a mo' di trottola, come se non riuscissero ad uscire dal loro binario predefinito.

Online fantasma

- Mai ci era capitato di vedere un titolo di questa generazione completamente inesistente nel comparto online, eppure Damnation è riuscito anche in quest'intento. In quasi otto giorni di test, tutti i tentativi di ricercare una partita classificata o giocatore sono stati vani e questo ci ha precluso, forse per fortuna, di partecipare ai massacri online.

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Tiriamo le somme

Damnation è uno di quei titoli che, finché mostrato attraverso cartoline ritoccate al Photoshop, può sembrare interessante e ricco di sfumature. L'idea iniziale era comunque tutto sommato buona, peccato che i ragazzi di Blue Omega abbiano realizzato un titolo davvero pessimo, complici un gameplay a dir poco imbarazzante, un comparto audio/visivo deficitario e una componente online inesistente. A meno che non siate dei veri masochisti, il gioco è sconsigliato a chiunque sia in cerca di un buon action game in terza persona. 2.5

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.