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Battlefield: Bad Company
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Recensione - Battlefield: Bad Company

La serie Battlefield torna su Xbox 360 dopo il deludente esordio di un paio di anni fa, quando non riuscì a bissare sulla console Microsoft il successo della versione PC. Il ritorno della serie della EA è stato molto atteso, non solo dai fan dei precedenti episodi, ma anche da tutti gli amanti degli FPS, poichè le promesse erano quelle di un gioco tecnicamente innovativo in grado di rivoluzionare il classico gamplay degli FPS di stampo bellico. Analizziamo insieme questi aspetti.



Basta parodie, è il momento di fare sul serio!
Con i video promozionali di Battlefield: Bad Company che parodiavano altri famosi titoli usciti recentemente sulle console di nuova generazione, i ragazzi di DICE e Electronic Arts sono riusciti a creare un’immagine goliardica della Bad Company, creando un certo consenso. L'interesse intorno a questo titolo è stato tale che la demo giocabile, rilasciata circa un mese fa sul Marketplace, è stata letteralmente presa d'assalto dai videogiocatori di tutto il mondo, tanto da sorprendere la stessa EA che, probabilmente non pronta a un simile successo, non ha messo a disposizione sufficienti server a sostenere la mole di giocatori online. Il risultato è stato sicuramente controproducente, visto che il lag nelle partite online era spesso eccessivo e moltissimi giocatori sono rimasti delusi e perplessi circa l’acquisto del titolo. Il gioco è ora finalmente uscito nei negozi, e possiamo quindi analizzarlo seriamente.

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Partiamo allora a descrivere Battlefield: Bad Company da suo punto di forza, vale a dire il lato tecnico visivo. E'vero, le promesse sono state mantenute: Bad Company rivoluziona il modo di interpretare e di giocare un FPS bellico. Se già ci eravamo entusiasmati di fronte alla fantastica perforabilità dei materiali di Call of Duty 4, ci troviamo ora di fronte a muri, case e piante che crollano sotto i nostri colpi. In questo titolo non c'è più un posto sicuro: ogni angolo, ogni finestra, ogni casa potrebbe improvvisamente andare in mille pezzi sotto i colpi dei mortai o dei cannoni nemici. Anche difendere un edificio diventa difficile, perchè i nemici non devono più necessariamente passare attraverso la porta. Una rivoluzione importante, questa, che porta gli FPS definitivamente nella nuova generazione, una di quelle innovazioni di gameplay che in poco tempo riescono a mettere nell’ombra titoli appena usciti e di grande spessore come ET: Quake Wars o Unreal Tournament III.

I programmatori di DICE sono riusciti a dare al giocatore delle possibilità incredibili, così da far contenti sia i cecchini, pronti a stanare un nemico appena mette la testa fuori dalla finestra, sia gli amanti dei lanciamissili che possono far fuori il proprio avversario insieme a parte dell'edificio in cui si nasconde.

Come da sempre nella serie, le mappe sono di una vastità incredibile e le armi e i mezzi a disposizione sono tra i più completi e vari di sempre. Carri armati, Hummer, buggy, barche, elicotteri, mortai, tutto a nostra disposizione per raggiungere i vari obiettivi. Se vogliamo proprio trovare dei lati negativi all’estetica di Bad Company, possiamo sottolineare come gli edifici siano poco vari, e come ogni villaggio che esploriamo sembri spesso costruito con le stesse case e con gli stessi colori, ma poco importa visto che nell’arco di pochi minuti probabilmente il 90% del villaggio non ci sarà più. Eh si, infatti è vero che si può distruggere gran parte della mappa, diciamo pure un 90% visto che i programmatori si sono riservati di rendere indistruttibili alcuni punti fondamentali delle case e di alcune strutture, per evitare che anche nelle partite multiplayer ci si ritrovasse con una mappa completamente rasa al suolo dopo pochi minuti.

Nonostante Battlefield non sia mai stato un vero e proprio simulatore di guerra, alla Operation Flaspoint per intenderci, quando ci troviamo a correre tra i colpi di mortaio e gli edifici che crollano, ci sembra proprio di essere nel mezzo di una vera battaglia. Ci troveremo ad attraversare i buchi nel terreno creati dai colpi dei mortai nemici, mentre cerchiamo di evitare i cecchini e con le nostre orecchie fischianti a causa delle esplosioni.

Se si può dire che la qualità tecnico-visiva di Battlefield: Bad Company ci permette di immedesimarci nella battaglia, la stessa cosa di può dire del sistema audio, che è assolutamente tra i migliori e più curati mai realizzati; il suono dei colpi e delle esplosioni è perfettamente curato nei minimi particolari, tutti gli effetti sonori combinati ci permettono di sentirci in battaglia. Le armi riproducono dei suoni caratteristici che varieranno anche a seconda che ci troviamo all’interno di un edificio, sia che siamo all’aperto. Le esplosioni spesso ci provocheranno dei problemi di udito e il tutto è riprodotto in maniera molto realistica. Il gioco è completamente localizzato in italiano, e il doppiaggio è ben eseguito regalandoci una esperienza cinematografica molto suggestiva, soprattutto giocando la campagna. La colonna sonora è di primo livello, e ci sarà addirittura data la possibilità di cambiare le varie stazioni radiofoniche mentre viaggiamo sull’Hummer con i nostri compagni di squadra.


Il nuovo volto cinematografico della serie
Appena avviato il gioco, compare un video introduttivo molto cinematografico che ci fa subito capire come le cose in casa DICE siano cambiate, e battlefield non sia più solo uno sparatutto bellico multiplayer. A differenza delle passate edizioni, infatt, il gioco ci offre una ottima modalità single-player, come spesso anche i programmatori hanno tenuto a sottolineare. Iniziando la campagna in singolo ci troveremo subito nei panni di Preston Marlowe, una nuova recluta che piomba nel bel mezzo di una guerra e viene assegnata alla compagnia B, la Bad Company appunto. Si tratta della squadra peggiore che vi possa capitare: soldati o ex galeotti che vengono spediti in prima linea a fare il lavoro sporco in modo da limitare il lavoro delle preziosissime truppe americane.

Presto la nostra squadra verrà a conoscenza di una grossa quantità di oro in mano ai soldati nemici, e deciderà di disertare l'esercito per garantirsi una pensione anticipata cercando di recuperare questo tesoro. La trama è spirata dal film "Three Kings" con George Clooney, e anche se non ce l'avessero detto i programmatori, non ci avremmo messo molto a capirlo. Le linee guida della storyline infatti si rifanno molto a quel film, con un gruppo di soldati formato da Haggard, specialista di demolizioni e esplosivi, Sweetwater, un ottimo fuciliere e Redford, il sergente ex galeotto a capo della squadra che ricordano molto George Clooney e compagnia alla ricerca dell'oro di Saddam. Anche il clima del film è stato completamente ripreso, con momenti di scontro a fuoco e tensione alternati a momenti puramente commediali.

La missioni sono particolarmente lunghe e tutte strutturate in vari sotto-obiettivi che si susseguiranno in modo abbastanza vario, portandoci a spostarci frequentemente attraverso le mappe che più volte ci sbalordiranno per la loro vastità. Il gioco ci assicura parecchie ore di divertimento per quanto riguarda la campagna, che i fanatici degli obiettivi dovranno rigiocare più volte visto che non basterà finirla in modalità difficile per poter sbloccare anche gli obiettivi della campagna alla difficoltà facile o media.

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L’evoluzione del gameplay della serie
La giocabilità è molto semplice, con un sistema di controllo che riprende un po' quello di Call of Duty 4,e non ci metteremo molto a fare pratica con i comandi di gioco, anche se il sistema di puntamento richiede un minimo di pratica poichè la sensibilità degli spostamenti è a volte eccessiva e nelle prime fasi di gioco potreste sparare numerosi colpi a vuoto. Il Sergente a capo della Bad Company ci guiderà attraverso i nostri obiettivi, e all'inizio ci permetterà di fare pratica con alcuni mezzi, armi ed esplosivi. Battlefield non ha mai nascosto la sua vena arcade, quindi se vi aspettate un gioco simile a Operation Flashpoint o alla modalità veterano di CoD 4 avete sbagliato gioco: qui la regola "un colpo un morto" vale solo se avete un fucile da cecchino e mirate alla testa, per il resto gli scenari saranno coperti di proiettili perché stendere un avversario richiederà un bello scontro a fuoco. Inoltre i programmatori non ci hanno concesso l’opzione di stenderci a terra ma soltanto di accucciarci, scelta voluta per rendere più avvincente lo scontro soprattutto online, combattendo il classico “camperismo” di alcuni giocatori.

Una delle caratteristiche della modalità single-player è l'immortalità dei nostri compagni di squadra, una cosa che sicuramente farà storcere il naso ai puristi, ma che ci risolve un bel po' di problemi permettendoci di concentrarci solo su noi stessi; c'è anche da dire che l'IA dei compagni lascia un po' a desiderare in alcuni frangenti, visto che spesso questi hanno la tendenza a gettarsi nella mischia passando magari vicino ai soldati nemici e senza nemmeno accorgersene apparentemente. Sicuramente il fatto che i nostri compagni siano immortali ci permette di chiudere un occhio su questi limiti di IA, scordiamoci però di sfruttare questa possibilità stando fermi in una angolo e lasciar fare tutto il lavoro sporco ai nostri compagni, perchè loro ci seguiranno passo passo e non prenderanno quasi mai l'iniziativa.

Insomma, il team working è quasi nullo nella modalità in singolo, e il gioco non è stato strutturato per un vero e proprio lavoro di squadra, non ci sono comandi per muovere il nostro team, semplicemente siamo noi a dover fare il lavoro sporco e i nostri compagni si limiteranno a coprirci le spalle. Un'altra caratteristica della modalità single-player di Battlefield: Bad Company è il respawn a ogni nostro decesso, quindi niente schermate di caricamento, nessun punto da ri-affrontare, ma una semplice resurrezione nello stesso momento della nostra morte, ma in una posizione un pò distante dalla battaglia, come avviene nelle classiche modalità multiplayer e come anche avveniva in BioShock; anche in questo caso, sta a voi decidere se è una cosa buona o no, sicuramente denota come il titolo sia improntato decisamente più su un gameplay arcade che sulla simulazione.

Battlefield: Bad Company vede anche la scomparsa dell'ormai diffuso sistema di cura automatica dopo qualche secondo di riparo, sistema che da Halo in poi è stato utilizzato da quasi tutti i maggiori FPS del mercato. Questo sistema è stato sostituito da una iniezione di adrenalina, che ci permetterà di curarci e di riportare prontamente la vita al valore massimo e potrà essere utilizzata all'infinito; nonostante a una prima impressione si possa pensare che questo sistema semplifichi notevolmente le cose, vi assicuriamo che nelle fasi di scontro più concitate a difficoltà più elevate, non sarà facile trovare il tempo per estrarre il prezioso kit e iniettarselo prima di venir uccisi.


La caccia all’oro si gioca sul Live
Il multiplayer è sempre stato uno dei punti di forza della serie, e anche se in questa edizione è stato dato molto peso alla campagna in singolo, si può dire che la modalità “Caccia all’Oro”, che è attualmente l’unica disponibile per l’online, è senza dubbio garanzia di divertimento per molto tempo.

Nonostante sia prevista una nuova modalità “Conquista” prossimamente disponibile gratuitamente sul Live, per ora possiamo competere online in una sola modalità, Caccia all’Oro appunto, che vede affrontarsi una squadra di difensori con il compito di proteggere varie casse d’oro presenti nella mappa, e una squadra di attaccanti che deve cercare di conquistarle tutte per ottenere la vittoria. In pratica gli attaccanti dovranno cercare di conquistare le varie casse prima che la barra dei rinforzi presente nella parte alta dello schermo si esaurisca. Più gli attaccanti moriranno, più questa barra si consumerà, fino al suo esaurimento che determina la sconfitta, ma a ogni cassa conquistata questa barra si riempirà in modo da concedere ulteriori respawn alla squadra per riuscire a completare tutti gli obiettivi.

I difensori hanno l’unico compito di eliminare quanti più attaccanti possibili, impedendogli di far esplodere le casse d’oro presenti nel loro territorio. Le squadre di attaccanti e difensori possono arrivare a essere formate ognuna da 12 giocatori, permettendo quindi match da 24 giocatori presenti contemporaneamente su schermo. Ci verrà chiesto di scegliere quale classe utilizzare durante la battaglia: Ricognitore, dotato di armi silenziate e esplosivi al plastico, Supporto, che è dotato di mitragliatore pesante e ha la possibilità di curare e riparare i mezzi oltre che chiamare un attacco aereo su una zona prescelta, Assaltatore, dotato di mitragliatore con lanciagranate incorporato, Demolitore, dotato di fucile a pompa e lanciamissili, e Cecchino, classe che ovviamente ci mette a disposizione fucili ad altissima precisione.

Le mappe sono 8, tutte molto caratteristiche e particolari oltre che decisamente vaste e come sempre occorrerà un po’ di tempo per poterle conoscere al meglio e sfruttarle al massimo. Come già visto in Call of Duty 4, anche in Battlefield: Bad Company è presente un sistema di accumulo di punti esperienza che ci permetterà di salire di grado e sbloccare vari tipi di armi, man mano che parteciperemo alle partite classificate online.

Il lato negativo della modalità multiplayer non è il lag, che è stato praticamente nullo nelle numerose partite da noi giocate, ma il sistema di comunicazione. Purtroppo si potranno creare solo stanze da 4 amici contemporaneamente, e una volta che si decide di partecipare a una partita non è detto che i quattro si ritrovino a giocare nello stesso team. La cosa positiva è che comunque il sistema cerca sempre di tenere uniti i vari gruppi di amici, e appena possibile li riunisce nelola stessa squadra. Rimane però il fatto che una comunicazione limitata a gruppi di soli quattro giocatori, quando in una squadra possono partecipare fino a 12 persone, limita notevolmente le possibilità di interazione ed organizzazione del team. Questo pasticcio del sistema di comunicazione potrebbe però essere presto aggiustato visto che DICE ha già comunicato di essere al lavoro su una patch mirata a risolvere questi problemi.

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Conclusioni
Grazie al nuovo sistema di danneggiamento delle ambientazioni, EA e DICE hanno portato un nuovo standard negli FPS bellici di nuova generazione, cambiando le regole del gioco e offrendo un’esperienza di gameplay fresca ed intrigante. Battlefield: Bad Company è il risultato dell’ottimo utilizzo del motore Frostbite e di un accurato lavoro sul comparto tecnico e soprattutto sonoro, sicuramente uno dei migliori visti finora. Nonostante dal punto di vista visivo non riesca ad essere al livello dei titoli più spettacolari di questa generazione, la storyline mai monotona, le mappe vaste e le innovazioni apportate fanno senza dubbio di questo titolo uno dei giochi più riusciti dell’anno, di quelli che non possono mancare a nessun appassionato di sparatutto in soggettiva.
9.0

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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