MondoXbox

Live your
passion!

MondoXbox

MondoXbox



F.E.A.R Files
copertina

Recensione - F.E.A.R FilesXbox 360Game

A circa un anno di distanza dal primo episodio, ecco arrivare anche su console l’espansione di F.E.A.R., ricca di molti contenuti che faranno felici tutti gli appassionati di questo famoso FPS dai forti toni horror, in attesa del secondo capitolo annunciato per il 2008. Il gioco è prodotto da Sierra, che ha affidato lo sviluppo del porting su Xbox 360 ai team TimeGate e Day 1 Studios, mentre gli sviluppatori originari della serie, Monolith, sono impegnati con il sequel Project Origin. Noi, incuranti del buio e delle creature che lo popolano, abbiamo affrontato di nuovo il soprannaturale per capire cosa abbia da offrire questa espansione in un contesto, quello degli sparatutto in prima persona, che in questi ultimi tempi è davvero molto affollato. Accendete la torcia e caricate le armi, ce ne sarà bisogno!



L'unità F.E.A.R. di nuovo operativa
F.E.A.R. Files comprende diverse modalità di gioco e può contare su alcuni extra aggiunti per l’occasione e mancanti nella versione PC uscita qualche tempo fa; ci sono infatti due campagne distinte denominate Extraction Point e Perseus Mandate, otto livelli di Azione Immediata ideali per fraggare nemici e scaldarsi un po’ prima di giocare sul Live tramite un’ampia scelta di modalità e mappe.

  • img
  • img
  • img


La campagna Extraction Point inizia esattamente dove finiva il primo F.E.A.R. e infatti, mentre appaiono i titoli di testa del gioco, sullo sfondo scorrono le sequenze finali rimaste impresse nella memoria di chiunque abbia completato il precedente capitolo. Per chi non lo avesse giocato, ricordiamo che dietro l’acronimo F.E.A.R. si cela, oltre all’ovvia traduzione della parola "paura", la frase First Encounter Assault Recon, nome dell’unità di ricognizione e assalto specializzata in eventi straordinari di cui noi facciamo parte. Scopriamo quindi che l’elicottero sul quale avevamo lasciato il nostro eroe in fuga dopo aver fatto esplodere la struttura Origin (sede dei nemici e scenario del precedente titolo) rimane coinvolto nella deflagrazione e precipita inesorabilmente. Prendiamo quindi di nuovo controllo del nostro soldato che sorge incolume dalle macerie in compagnia di altri due componenti dell’unità speciale F.E.A.R. e ci avviamo verso le adiacenti abitazioni in cerca di altri eventuali sopravvissuti.

Dopo i primi minuti, sfruttati come veloce tutorial, ci accorgiamo che tutti i nemici sparsi per le strade sono completamente fermi, come se stessero dormendo. La nostra felicità però dura poco; appena entrati in una chiesa ci appare davanti il generale Paxton Fettel che credevamo di aver ucciso prima della nostra fuga da Origin. Il generale ci espone senza mezzi termini il suo rancore nei nostri confronti e riporta in azione tutti i Replicanti finora inattivi, pronti a farci la pelle con ogni mezzo, e poi svanisce come fosse uno spettro. Da questo momento in poi il gioco entra nel vivo dell’azione e si attiva di nuovo la speciale funzione Slow-Mo, una sorta di Bullet-Time con cui possiamo rallentare il tempo per avere la meglio durante gli scontri a fuoco. Dopo aver eliminato i redivivi nemici entriamo in contatto radio con i superstiti di una squadra alleata denominata SFOD-D, cioè Special Forces Operational Detachment-Delta, che ci informano di avere allestito un punto d’estrazione sul tetto dell’ Auburn Memorial Hospital. Inutile dire che il nostro obiettivo primario sarà proprio quello di raggiungere in tempo la cima dell’edificio in questione per essere tratti in salvo una volta per tutte; ovviamente non mancheranno i colpi di scena e gli imprevisti del caso.

Quella che comunque può sembrare la solita trama/pretesto per innumerevoli scontri e uccisioni varie, in realtà nasconde un lato oscuro, un marchio di fabbrica che rende F.E.A.R. unico e facilmente distinguibile dagli altri FPS: la paura! Il gioco è infatti ricco di scene visionarie spaventose, degne delle migliori produzioni cinematografiche. Anzi a volte si ha la sensazione che alcune trovate siano dei palesi omaggi a famosi film di paura ed anche la spettrale bambina-simbolo del gioco sembra uscita da una delle tante pellicole horror asiatiche tipo The Ring. Nonostante gli scenari in cui ci muoveremo siano prevalentemente zone industriali con capannoni e container, laboratori all’avanguardia, ospedali e palazzi con uffici moderni, potete stare sicuri che più di una volta salterete in aria per lo spavento. Proprio uno degli ultimi livelli di gioco merita di essere citato per le numerose sequenze horror e i molti brividi freddi che ne conseguono.
La tensione è una costante che ci accompagnerà per tutta l’avventura e spesso ci si sentirà più tranquilli e sereni quando ci sono un po’ di nemici “classici” armati di mitra a tenerci compagnia piuttosto che corridoi bui e silenziosi dove il terrore è sempre in agguato.


Perseus Mandate
Una telefonata tra un graduato nemico e un misterioso interlocutore, che chiede il recupero immediato di Perseus perché “tutto il resto è andato storto!”, ci introduce a questa nuova campagna; scoprire cosa sia Perseus e cos’è andato storto saranno i nostri obiettivi primari. A capo di un gruppo di tre soldati ci ritroviamo in missione vicino al Centro Dati Armachan (ATC), compagnia produttrice di armamentari bellici e tecnologie sperimentali poco lecite. Oltre a reperire informazioni riguardanti Perseus dovremo anche salvare un’unita SFOD-D intrappolata nell’edificio e cercare prove sulle attività illegali dell’ ATC. Dopo qualche livello ci accorgiamo però che non siamo i soli ad essere interessati a Perseus, e che anche un manipolo di mercenari ne è alla ricerca; questi nuovi nemici sono davvero potenti e annoverano tra le loro fila dei soldati (i Nottambuli) con la particolare abilità di sparire per pochi istanti e spostarsi a velocità elevata. Sono inoltre dotati di potenti fucili con tecnologia avanzata e mirino ad infrarossi che però potremo usare a nostro vantaggio dopo averli eliminati ed essercene impadroniti. Comunque anche in questa missione potremo contare sul potere Slow-Mo che tornerà sempre più utile.

  • img
  • img
  • img


Gli eventi narrati in Perseus Mandate iniziano prima della famosa esplosione alla Origin, ed infatti l’attività paranormale durante i primi livelli è molto bassa. Poi durante il terzo livello di gioco assistiamo ad una cut-scene in cui i protagonisti si accorgono dell’esplosione della vicina struttura e da quel momento in avanti gli eventi soprannaturali e le visioni aumentano, ed anche qui si riattivano i soldati replicanti che erano fermi. Da questo punto in poi abbonderanno i momenti di terrore, alcuni davvero onirici e geniali sui quali si potrebbero spendere fiumi di parole ma si rischierebbe di rovinare la sorpresa e non ci sembra il caso; sappiate comunque che dopo qualche ora di gioco avrete davvero la fobia di girarvi, nel timore più profondo di vedere qualcuno o qualcosa... Nei momenti tranquilli invece dovremo interagire con qualche computer sparso negli uffici o nei laboratori per scaricare informazioni utili, oppure ascoltare le segreterie telefoniche dei dipendenti dell’ATC e i relativi messaggi. D’altronde nel gioco scarseggiano le cut-scene, e la storia è più che altro narrata tramite questi espedienti o altre comunicazioni via radio. Molti riferimenti a persone ed eventi però rimangono vaghi e rimandano ulteriori chiarimenti al prossimo F.E.A.R. in cui si spera verrà fatta luce anche sull’identità della bambina maledetta e sulle reali sorti di Fettel, due presenze costanti anche in questa campagna.

Vale infine la pena segnalare l’introduzione di nuove armi create appositamente per questa espansione, così come alcuni mech nemici davvero insidiosi mai visti precedentemente.


I segni del tempo fanno P.A.U.R.A.
Purtroppo, appena si inizia a giocare a F.E.A.R. Files, ci si accorge subito che non c'è traccia delle meraviglie grafiche a cui ci ha abituato la nostra Xbox 360 negli ultimi mesi; il motore che muove il gioco ha i suoi anni e non fa nulla per nasconderli. Infatti Devo ammettere che i primi minuti di gioco sono stati un po’ traumatici e deludenti; sullo schermo ho visto texture in bassa risoluzione e modelli poligonali poco dettagliati e molto spigolosi che non vedevo da tempo. Gli scenari all’aperto in particolare risultano scarni e grezzi , davvero da dimenticare, ma per fortuna sono pochi; in compenso il frame-rate è sempre costante anche nelle situazioni più caotiche.

La situazione migliora un pochino all’interno degli uffici e dei laboratori, anche se molte ambientazioni sono riciclate dal precedente F.E.A.R. e sanno troppo di già visto.
C’è stata poca cura sotto il profilo grafico nel trasportare questa espansione dal PC ed è un vero peccato; considerando le potenzialità hardware a disposizione si potevano almeno ridisegnare le texture e le varie skin, che sui televisori HD risultano davvero troppo sgranate e approssimative. Dopotutto Valve ci ha dimostrato ampiamente con gli Episode One e Two di Half-Life 2 come sia possibile creare delle espansioni di qualità e graficamente al passo dei tempi.

A salvare il comparto estetico ci pensa, in parte, l’ottimo motore fisico Havok che permette di distruggere e interagire con buona parte degli scenari. Quando i colpi delle armi colpiscono i muri spesso li danneggiano vistosamente, le granate fanno volare via anche i piccoli oggetti e rompono le vetrate. I corpi dei nemici reagiscono ai nostri colpi in vari modi a seconda dell’entità dell’arma; ad esempio le raffiche di mitra li fanno contorcere spasmodicamente, il fucile a pompa li fà balzare all’indietro ferendoli vistosamente o fracassandogli il cranio, e le armi laser li tranciano di netto in due! Tutte queste animazioni sono ben realizzate e convincenti, enfatizzate dall’uso massiccio di Slow-Mo necessario per vincere gli scontri. Interessante anche il fatto che spesso, morendo, i nemici sparano mitragliate un po’ ovunque che, se non si presta la dovuta attenzione, possono ferirci pesantemente. Ovviamente il sangue fiocca a litri su pareti e pavimenti, e unito alla violenza delle morti dei soldati, spesso mutilati, rende il gioco cruento e splatter, ideale solo per dei giocatori adulti.

Oltre al motore grafico può risultare datata e poco originale anche la giocabilità, perché in fondo si tratta di un FPS classico, a parte il potere Slow-Mo. Questo però non è per forza un punto negativo perché i pratici controlli e l’ottima intelligenza artificiale dei nemici donano un senso di sfida elevato ma mai frustrante. L’esplorazione invece è ridotta all’osso, giusto per raccogliere potenziamenti, munizioni e medikit e, oltre a sparare, ci sono solo i classici interruttori da attivare. I veterani del genere in cerca di una vera sfida gradiranno poi i quattro livelli di difficoltà offerti; già dal terzo le cose si fanno molto difficili ed impegnative, mentre il quarto livello denominato non a caso Estremo è, come recita la sua stessa descrizione, “consigliato solo a giocatori masochisti”!

Magistrale invece il comparto audio, con temi musicali da brivido mai ripetitivi e sempre molto d’atmosfera. Anche gli effetti sonori non sono da meno; se i rumori perfetti delle armi ormai non stupiscono più di tanto, bisogna comunque elogiare tutti quei suoni che accompagnano le scene horror. A volte la tensione e l’ansia iniziano ancora prima di aver visto qualcosa, proprio grazie a degli effetti sonori cupi e tetri che scandiscono quegli eterni secondi che ci separano dall’imminente spavento. F.E.A.R. Files merita di essere giocato in cuffia a volume alto e magari al buio; in questo caso i difetti grafici passeranno in secondo piano e il gioco riuscirà a coinvolgere più a fondo e a spaventare chiunque, anche chi pensa che i videogiochi non possano mettere paura come i film. Ricordiamo inoltre che tutti i dialoghi sono doppiati in italiano anche molto bene, e non risparmiano un linguaggio adulto e colorito che ben si adatta alla violenza delle situazioni.

Per quel che riguarda l’aspetto multiplayer, troviamo le classiche modalità deathmatch, cattura la bandiera, dominio, ecc. e un paio di interessanti varianti che sfruttano l’utilizzo del potere Slow-Mo. Quello che sorprende è l’elevato numero di opzioni, ben 20, a disposizione per personalizzare le partite in ogni minimo dettaglio e le 20 mappe presenti. Si possono unire fino a 16 giocatori per partita, anche se come accade per altri titoli recenti è difficile trovare molti giocatori online visto che sono tutti attratti da mostri sacri come Halo 3 e Call of Duty 4; comunque possiamo confermare una totale assenza di lag. Ci sono poi anche le classifiche mondiali con le quali confrontarsi durante i livelli di Azione Immediata; in sostanza si sale la graduatoria completando lo scenario impiegando il minor tempo possibile e ottenendo la maggiore accuratezza di fuoco. Insomma, anche una volta completate le campagne primarie, avrete qualche ulteriore motivo per trattenere il gioco nella vostra Xbox 360 e allungarne la longevità.

  • img
  • img
  • img


Files chiusi
Le espansioni in genere servono ad alleggerire l’attesa tra un episodio principale e l’altro, e raramente brillano per originalità; F.E.A.R. Files non fa eccezione ma svolge bene il suo compito. A compensare un motore grafico sottotono ci pensano il carisma del gioco e le molte trovate horror che farciscono le due campagne presenti e che da sole meritano l’attenzione degli amanti del genere. Chi ha già giocato F.E.A.R. apprenderà maggiori informazioni sulla vicenda, ma proverà anche un forte senso di dejà-vù. Chi invece è nuovo a questi eventi si troverà un po’ confuso, ma sicuramente incuriosito e magari invogliato a rigiocare il primo F.E.A.R. attendendone poi il seguito. Se però in un gioco guardate principalmente la grafica rimarrete certamente delusi. Altrimenti, le circa 10-11 ore necessarie a completare le missioni principali e la buona componente multiplayer sapranno rimediare alle carenze estetiche e vi garantiranno un bel po’ di adrenalina e tanti spaventi.
7.0

c Commenti

copertina

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
x Invio commenti disattivato per gli articoli più vecchi di tre mesi.
caricamento Caricamento commenti...