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Recensione - Unit 4

Gli italianissimi Gamera Interactive debuttano sul mercato proponendoci un platform game impegnativo e dal sapore retrò, con quattro personaggi dalle abilità uniche che dovremo alternare abilmente tra un salto e l'altro. Scopriamo insieme cos'ha da offrire Unit 4.

Il Gioco

Il titolo di debutto di Gamera Interactive sembra proporre, ad uno sguardo superficiale, un look e un genere forse fin troppo abusati dal panorama indipendente, ma basta impugnare il controller e muovere i primi passi nel mondo di gioco per rendersi conto che è qualcosa di più del solito platformer 8-bit: un gameplay preciso, tattico e davvero tosto ci vede salvare una serie di pianeti dagli alieni malvagi di turno, mentre facciamo del nostro meglio per padroneggiare un'inedita meccanica di switch dei protagonisti.

Il look colorato ad 8-bit con colonne sonore chiptune è infatti solo il contorno di un'idea di gioco abbastanza peculiare. Il gioco ci vede controllare quattro eroi, rappresentati da colori molto differenti tra loro, con la possibilità di passare dall'uno all'altro in qualunque momento, un po' come succede nelle modalità tag team dei picchiaduro. E similmente a quelle situazioni infatti, è proprio l'alternanza delle loro capacità a farla da padrona nel gameplay del titolo.

Tutti e quattro i personaggi possono correre e saltare in maniera simile, ma ognuno di loro ha anche un potere unico: il "protagonista" blu può sfruttare il doppio salto, il rosso può eseguire degli scatti a terra o a mezz'aria capaci anche di eliminare i nemici, il giallo può rendersi intangibile per attraversare le pareti ed infine il verde può utilizzare un rampino per aggrapparsi a superfici e piattaforme mobili. Nelle prime fasi del gioco che fungono da tutorial, è tutto abbastanza semplice: basta osservare il livello in cui ci troviamo, capire quale potere ci servirà per superarlo, passare al personaggio desiderato (in maniera istantanea tramite la pressione di uno dei bumper) e proseguire. Ma non avevamo detto che Unit 4 è gioco parecchio tosto? Eh già.

MX Video - Unit 4

Ben presto infatti diventa necessario alternare costantemente ed in tempo reale questi personaggi/poteri: usando un singolo personaggio, possiamo usare il suo potere solo una volta per salto, ma se dopo che abbiamo fatto la nostra mossa, a mezz'aria, passiamo ad un altro personaggio, possiamo concatenarne efficacemente i poteri. Ad esempio, un baratro è troppo largo ed il doppio salto non basta per attraversarlo? Bene, dopo il secondo salto basta passare velocemente al personaggio rosso che con il suo scatto ci farà percorrere lo spazio mancante. Idem se a metà di un salto incontriamo una parete, che possiamo attraversare passando al personaggio giallo, e magari una volta superata questa per arrivare dall'altra parte potremo passare al personaggio verde per agganciare il suo rampino ad una piattaforma che si muove sopra di noi.

E numerose sezioni del gioco richiedono un'accuratezza notevole, perché similmente a quanto visto nell'altro tostissimo platformer Super Meat Boy lo spazio per gli errori è pochissimo e basta un solo contatto errato con un ostacolo per causare la morte istantanea. I checkpoint sono fortunatamente piuttosto generosi, ma questo non vi impedirà di dover ripetere alcune sezioni anche dozzine di volte, magari con un bel calendario a portata di mano. Ed ai pericoli architettonici dei livelli come burroni, pareti e trappole ci si mettono anche un gran numero di nemici, alcuni dei quali eliminabili con scatti o saltandogli in testa ma altri invulnerabili e mortali al minimo contatto. E questo senza parlare dei boss che vi attendono alla fine di ogni mondo!

Per il resto aspettatevi tutti i trope classici dei platform games 2D: piattaforme mobili, grandi salti, ma anche esplorazione per raccogliere monete (e altri materiali lasciati dai nemici) che possono essere anche nascoste in punti segreti a malapena visibili che richiedono molta bravura ed ingegno per essere raggiunti. Per fortuna i checkpoint salvano anche tutte le monete guadagnate, quindi se non altro i Gamera ci hanno risparmiato le corse suicide alla Dark Souls per riprendersi il loot. I soldi ed oggetti guadagnati servono poi per poter fare spese di abbellimento alla nostra astronave, indispensabile per spostarci tra i pianeti da liberare dai cattivoni, ma anche per acquistare elementi cosmetici da applicare sui minuscoli e pixelosi personaggi.

Il gioco ci offre inoltre anche un ottimo supporto per il multiplayer, a partire dalla cooperativa locale a 4 giocatori dove, invece di alternare i poteri in tempo reale, ognuno dovrà svolgere compiti differenti a seconda del personaggio controllato. Troviamo poi anche tre simpatici minigiochi che donano al gioco un risvolto da party game, seppur non sia ovviamente questa la reale vocazione del titolo. Segnaliamo inoltre che, pur essendo una produzione italiana, Unit 4 è interamente in inglese; i testi sono comunque molto pochi e quindi il gioco si lascia godere senza problemi anche da chi non ha dimestichezza con la lingua.

Amore

Scegli bene

- L'ispirazione nelle animazioni e nell'utilizzo dei poteri ricorda molto Mega Man, ma qui l'utilizzo di abilità differenti tra loro è molto più particolare, e soprattutto avviene in tempo reale, con la necessità di cambiare personaggio al volo a seconda degli ostacoli incontrati. Diventa quindi fondamentale saper alternare rapidamente e con maestria i vari poteri, una meccanica che ho trovato davvero molto intrigante e che rende Unit 4 uno dei platform games più originali degli ultimi tempi.

Platforming estremo

- Ed all'alternanza dei personaggi (o la loro collaborazione, nel caso della modalità cooperativa) si aggiunge un level design decisamente complesso e che non perdona gli errori. Oltre a capire al volo quale abilità serve di volta in volta, bisogna anche riuscire a concatenare efficacemente e con precisione tutte le azioni tra salti, lanci di rampino, scatti e così via, con una precisione quasi al pixel. Non siamo ai livelli del sadismo frenetico di Super Meat Boy, ma siamo senza dubbio di fronte ad un platformer per veri hardcore gamer.

A spasso per il sistema solare

- Molto interessante anche la mappa spaziale in stile Mass Effect, ma ovviamente sempre in stile 8-bit, nella quale possiamo spostare la nostra astronave personalizzabile ed esplorabile. Quest'ultima include peraltro anche diverse attività a bordo tra cui delle simulazioni VR e delle comunicazioni col boss che si ispirano nettamente a Metal Gear Solid. La navicella ci permette di atterrare su un gran numero di pianeti differenti nel look e nei pericoli. Un buon modo per dare più vita e contesto ai vari mondi di gioco.

Molti contenuti

- Già completare la campagna single player, vista l'elevata difficoltà, non è certo cosa da poco: aggiungiamoci poi il fatto che ogni mondo ha le sue numerose monete sparse da collezionare e da utilizzare nei negozi. Troviamo poi la cooperativa locale fino a 4 giocatori, che stravolge decisamente il modo di giocare, nonché dei minigiochi alla "party game" che rendono l'esperienza più leggera. Insomma, Unit 4 ha il potenziale per rimanere nella vostra playlist di giochi per lungo tempo.

Odio

Creatività parziale

- Ho elogiato la componente sci-fi del titolo, ma resta però una sensazione di già visto nella stramaggioranza degli elementi degli scenari, tra piattaforme volanti, spine, burroni, blocchi sospesi a mezz'aria alla Super Mario e così via, con un look che alla fin dei conti è abbastanza confondibile con molti titoli indie 2D, seppur presenti un look in pixel art parecchio curato.

Qualche mancanza

- Come già accennato i contenuti del gioco sono numerosi, ma è forse per questo che stonano alcune assenze abbastanza importanti. In primis, la cooperativa (e i minigiochi) sono esclusivamente in locale: comprensibile per un gioco indie, ma avrebbe fatto piacere poter affrontare il tutto con i propri amici online. Inaspettata anche l'assenza della lingua italiana da un gioco prodotto interamente in Italia: come già detto prima non è nulla di troppo fastidioso o bloccante, ma resta una scelta bizzarra. Infine avrebbe fatto comodo anche la possibilità di spostare liberamente la telecamera per guardare intorno nei livelli, perché fin troppo spesso capita di dover fare dei veri e propri "salti della fede" per scoprire se in fondo ad un burrone ci sia una piattaforma o meno.

Difficoltà altalenante

- Il livello di sfida del gioco non è molto costante, né tantomeno crescente: troviamo parti superabili al primo tentativo seguite poi subito dopo da sezioni che richiedono magari anche 15 tentativi, seguite a loro volta da parti semplicissime. Fortunatamente i checkpoint sono generosi, ma c'è di fatto una certa incostanza nella difficoltà.

Tiriamo le somme

Unit 4 si presenta come un platform game di stampo decisamente hardcore, che tra livelli complessi e l'originale meccanica di "switch dei personaggi" richiede molta abilità e riflessi prontissimi. Non male anche l'aggiunta della modalità cooperativa e dei minigiochi, seppur solo in locale. Non è un gioco privo di difetti e sa in parte di già visto, ma complessivamente è una delle esperienze platform più divertenti, appassionanti e toste degli ultimi tempi, quindi mi sento di consigliarlo senza troppe riserve agli appassionati del genere.
8.0

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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