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Styx: Shards of Darkness
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Recensione - Styx: Shards of Darkness

Il mese di marzo è denso di uscite importanti, ma in questo mare di tripla-A che vogliono far piangere il nostro portafogli si intrufola, silenzioso come un’ombra, anche Styx: Shards of Darkness, nuovo capitolo della saga dedicata all'omonimo goblin. Vediamo quindi se il nostro verde amico è riuscito a colpirci nuovamente con il suo carisma pungente e i suoi furti apparentemente impossibili.

Il Gioco

La vita di un goblin non è per niente facile, in particolar modo per Styx. Gli altri goblin sono solo delle inutili forme di vita prive di intelligenza odiate da tutti… mentre lui è solo odiato. A causa dell’esposizione ad una sostanza magica chiamata Ambra (e da cui è ormai dipendente), Styx ha sviluppato un’intelligenza di gran lunga superiore anche a quella degli umani, e sfruttando la sua mente geniale con le abilità sviluppate grazie all’Ambra è diventato uno dei ladri più abili in circolazione. I suoi servizi sono richiestissimi nel mercato nero, tanto da essere diventato uno dei ricercati principali della S.T.R.A.G.E. (Squadra per Trucidare, Rimuovere, Annientare tutti i Goblin da Eliminare). L’avventura di Styx: Shards of Darkness inizia con il nostro verde amico impegnato nel furto delle paghe per le guardie della città di Theben: un lavoro semplice che fila liscio, almeno fino a quando si tratta di ricevere il proprio compenso. Styx viene infatti attaccato dai membri di S.T.R.A.G.E., ma contrariamente alle previsioni il comandante non è lì per ucciderlo… ma per chiedere il suo aiuto. Per quanto gli umani odino i goblin riconoscono l’abilità di Styx, e le sue capacità di infiltrazione potrebbero essere fondamentali per la riuscita di una missione apparentemente impossibile: infiltrarsi nella città di Korrangar, capitale degli Elfi Oscuri, scoprire perché questi stiano formando un’alleanza con i Nani e rubare nel frattempo uno scettro dai grandi poteri. Questa è solo la premessa narrativa di Styx: Shards of Darkness, ma come Cyanide ci ha abituati la storia si rivela ben presto molto più complessa e articolata.

Lo studio francese con questo sequel non si è voluto distaccare molto dalle meccaniche introdotte in Master of Shadows, titolo con buone potenzialità che è stato rivalutato molto dopo essere stato offerto gratuitamente sul PlayStation Plus e Games With Gold. Come gli stessi sviluppatori hanno ammesso infatti questa mossa ha permesso di avere una visibilità enorme considerato il pochissimi budget a disposizione per il marketing (ammettetelo, quanti nemmeno sapevano dell’esistenza del gioco prima che diventasse gratuito?), e grazie ai feedback ricevuti e una fanbase molto più allargata lo studio si è impegnato al massimo in questo nuovo capitolo. Le meccaniche come accennato sono molto simili a quelle del precedente episodio, per cui se lo avete già giocato vi sentirete subito a vostro agio.Styx: Shards of Darkness è uno stealth game puro e duro, e ogni mezzo è lecito pur di arrivare alla meta. Styx è tanto abile nella furtività tanto quanto nell’omicidio, a patto di non essere scoperto: quando si tratta di tagliare una gola aggredendo il malcapitato alle spalle non ha rivali, ma in un combattimento diretto meglio scappare. I goblin non sono famosi per la loro resistenza, e bastano pochissimi colpi per morire, per cui il combattimento va evitato ad ogni costo. Fortunatamente se si sfruttano bene le varie abilità e soprattutto l’ambiente circostante si può uscire indenni da praticamente ogni situazione.

MX Video - Styx: Shards of Darkness

Come ogni ladro che si rispetti Styx è un tutt’uno con l’ombra, la sua più grande alleata. Per restare nell’oscurità il nostro goblin può spegnere le fiaccole che illuminano l’area con il proprio cappuccio o lanciando dei sacchetti di sabbia, così da poter strisciare inosservato alle spalle dei nemici per eliminarli. Anche qui si può scegliere per un’uccisione rapida ma rumorosa o una più silenziosa ma che richiede più tempo dovendo tappare la bocca al malcapitato. Naturalmente non si possono lasciare in bella vista i cadaveri, e quando non è possibile spostarli o nasconderli in qualche barile si può sempre ricorrere alla fidata fiala di acido per sciogliere i corpi sul posto senza lasciarne traccia. Come accennato inoltre Styx può usare alcuni poteri grazie al potere dell’Ambra, come una comodo Visione che gli permette di evidenziare oggetti con cui interagire e la posizione dei nemici, oppure diventare invisibile per qualche secondo o creare un clone di sé stesso per distrarre le guardie. Queste sono alcune delle abilità base che si hanno fin dall’inizio dell’avventura, ma progredendo nella storia e accumulando punti esperienza si possono sbloccare ulteriori poteri attivi o passivi dal ramo delle abilità, ad esempio si può lanciare (letteralmente) il clone in un punto normalmente impossibile da raggiungere e poi teletrasportarsi alla sua posizione. Una delle novità introdotte in Styx: Shards of Darkness è il sistema di crafting. Sparsi per i livelli si possono trovare una gran quantità di materiali, e scovando i banchi da lavoro è possibile preparare pozioni, veleni, dardi, trappole e tutta una serie di gadget che rendono il nostro goblin ancora più pericoloso e letale.Sta poi al giocatore trovare modi creativi per sfruttare al massimo ogni potere, e il gioco lascia grande libertà in questo senso. Spesso infatti la via più ovvia non è la più semplice, ma giocando d’astuzia studiando le ronde delle guardie, piazzare trappole e diversivi rende l’esperienza appagante.

Come accennato, di base la formula che abbiamo visto in Masters of Shadows non è stata alterata più tanto, per cui ci troveremo sempre in aree ben delimitate più o meno estese e con un obiettivo primario e alcuni secondari, a cui si affiancano anche alcune sfide come finire il livello entro un certo periodo di tempo o cercare di non eliminare nessun nemico. La storia si completa in circa 12 ore a seconda anche del livello di difficoltà e di quanti tentativi vi servono prima di riuscire a risolvere una situazione, ma la longevità può essere aumentata rigiocando i vari livelli in cooperativa online. Questa è la più grande novità introdotta in Styx: Shards of Darkness, e permette ad un amico di entrare nella nostra partita nei panni di un clone si Styx in qualsiasi momento grazie ad un comodo sistema di drop-in / drop-out immediato. Il level design ampio dei livelli permette diversi approcci che favoriscono la cooperativa, con un giocatore che segue magari un percorso a terra distraendo le guardie e il secondo che finisce il lavoro uccidendo dall’alto, ma le possibilità e le varianti sono più che numerose.

Amore

Carisma a palate

- Non mi stancherò mai di dire che il personaggio di Styx è uno dei meglio riusciti degli ultimi anni nel panorama dei videogiochi. Fin dal suo esordio come co-protagonista in Of Orcs And Man il piccolo goblin ha dimostrato di avere carisma da vendere, e non manca mai di fare qualche battuta pungente con un tocco di black humor (con parlato in inglese e sottotitoli in italiano). Il meglio viene quando si muore (e si muore spesso) con Styx che compare nella schermata di Game Over e rompe la quarta parete rivolgendosi direttamente al giocatore, e di certo non per complimentarsi… preparatevi quindi a subire qualche insulto più o meno pesante ma anche a farvi delle belle risate.

Ragiona o muori

- Gli sviluppatori hanno preso tutto quello che c’era di buono in Styx: Master of Shadow e lo hanno riproposto in questo sequel migliorato e ampliato. Il gioco quindi ha un tasso di sfida piuttosto elevato per gli standard odierni, e anche al livello più facile essere scoperti comporta quasi sempre una morte certa. Ogni mossa quindi va ragionata, studiata e pianificata, ma il senso di soddisfazione quando si riesce ad uscire da situazioni estreme è altissimo.

Level design

- Styx è dotato di diverse abilità che lo aiutano nella sua missione, ma il vero alleato del goblin è l’ambiente. Cyanide già aveva svolto un ottimo lavoro nel precedente capitolo, ma in Shards of Darkness si è superata creando livelli ampi e ricchi di passaggi alternativi e segreti spesso difficili da notare, offrendo una grande scelta su come affrontare i pericoli. Il gioco si sviluppa molto anche in verticale, anche se spesso i tetti non sempre sono la via più sicura, ma anche gli interni offrono numerosi ripari e scappatoie. Per i più sadici non mancano le occasioni per avvelenare il cibo delle guardie, far cadere lampadari o barili esplosivi sulle loro teste o altri modi creativi per uccidere.

Un passo tecnico avanti

- Uno dei difetti principali dei prodotti di Cyanide è sempre stato un comparto tecnico abbastanza datato. Stiamo pur sempre parlando di una software house abbastanza piccola, ma spesso si era al di sotto dei limiti accettabili. Con Styx: Shards of Darkness gli sviluppatori hanno fatto alcuni passi avanti in questo senso, merito anche del passaggio ad Unreal Engine 4. Non siamo di certo a livelli memorabili o impressionanti, ma finalmente si inizia a vedere sfrutta a dovere l’hardware delle nuove console. Specifico tuttavia che ho provato il gioco su PlayStation 4 Pro in 4K, per cui non posso fare un paragone con la versione “standard” del gioco, ma quello che ho visto su schermo è comunque un notevole passo in avanti rispetto al passato.

Insieme è meglio…

- Ho apprezzato la modalità cooperativa online, e nelle partite che ho fatto con un amico ci siamo divertiti ad organizzare degli attacchi combinati e tentare anche qualche approccio più azzardato che magari da solo avrei evitato, ma sapendo di avere chi mi guardava le spalle è stato divertente.

Odio

… ma non sempre

- La cooperativa tuttavia ha più di un rovescio della medaglia. L’esperienza insieme è totalmente differente rispetto al solitario, e non si sente tutta la tensione che si ha quando sai che un singolo errore può costarti la vita. Insieme la difficoltà si abbassa di molto, e in linea generale consiglio di provarla unicamente dopo aver finito il gioco da soli per non rovinarsi le emozioni.

Same old goblin

- Il fatto di essere molto simile al precedente Master of Shadow da una parte è uno dei punti di forza del gioco, ma dall’altra crea un forte senso di dejà vu specialmente nelle prime ore di gioco. Le nuove abilità e il crafting cercano di caratterizzare questo sequel, ma la sensazione di essere di nuovo di fronte allo stesso gioco è comunque costante.

Vecchi nemici, vecchi problemi

- Se il comparto tecnico ha fatto alcuni balzi in avanti purtroppo non posso dire lo stesso dell’intelligenza artificiale dei nemici. Troppo spesso le guardie non riescono a vederci anche se siamo praticamente sotto il loro naso oppure reagiscono ai cambiamenti dell’ambiente in maniera troppo approssimativa. Ad esempio possiamo far cadere un lampadario su alcuni malcapitati e i loro compagni dopo alcuni secondi di allerta tornano subito alla loro routine come se niente fosse, stessa cosa se vedono qualcuno morire avvelenato davanti ai loro occhi.

Tiriamo le somme

Styx: Shards of Darkness si presenta come un sequel che non osa più di tanto ma si limita a prendere quanto di buono aveva fatto il predecessore e ampliarlo ancora, ma insieme ai pregi si è portato dietro anche alcuni difetti piuttosto pesanti come quelli legati all’intelligenza artificiale. Il gioco resta comunque un ottimo stealth game puro e duro come pochi altri sul mercato, inoltre il carisma di Styx è coinvolgente, così come la trama oscura e intricata che lo vede protagonista. Se siete appassionati del genere dovreste quindi dargli un’occasione, ma se avete poca pazienza o cercate qualcosa di più immediato o ricco di azione fareste meglio a rivolgere le vostre attenzioni altrove.
7.8

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L'autore

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I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico iniziando nel dicembre 2011 a collaborare per MX, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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