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Toy Odyssey: The Lost and Found

Recensione - Toy Odyssey: The Lost and Found

Cosa succede quando i bambini dormono lasciando incustoditi i loro giocattoli? Ma è ovvio: come Toy Story insegna, questi si animano ma, a differenza del titolo Pixar, in Toy Odyssey: The Lost and Found iniziano a darsele di santa ragione coinvolgendo anche gli altri oggetti della casa.

Il Gioco

Una felice famigliola composta da padre, madre e figlio maschio si trasferiscono in una nuova casa, che sin dalla prima occhiata sembra decisamente surreale, inquietante: il tipico set per i film horror, insomma. Per fortuna però tutto sembra andare bene, e la nuova stanza del giovanotto è piena di giocattoli affascinanti. L'action figure Brand, una sorta di versione steampunk de Il Piccolo Principe, diventa immediatamente il suo giocattolo preferito: il ragazzo lo elegge addirittura a suo difensore notturno contro i suoi peggiori incubi.

E la cosa non è solo metaforica, perché la notte la casa viene invasa dai giocattoli cattivi che possono addirittura attaccare la stanza del giovane! Nei panni di Brand dobbiamo quindi perlustrare la casa, la cui conformazione cambia di notte in notte grazie ad un algoritmo di generazione casuale, cercando di non farci eliminare dai numerosi nemici giocattolo e dalle varie trappole sparse per l'ambiente, cercando nel frattempo di raccogliere materiali, oggetti e potenziamenti di vario tipo. Il tutto con una visuale a scorrimento 2D ed un gameplay action che fonde sia elementi roguelike che metroidvania.

MX Video - Toy Odyssey: The Lost and Found

La giocabilità, sulla carta, è molto semplice. Il protagonista può saltare (inizialmente una sola volta, più in là anche tramite doppio salto), fare schivate e alternare due tipi di attacchi: uno corpo a corpo e uno a distanza che consuma stamina. La semplicità di gameplay non si traduce però in un gioco facile, anzi: la difficoltà si dimostra subito alta, con nemici numerosi e che tolgono tanta vita, spesso molto coriacei e dotati di molteplici schemi d'attacco che li rendono difficilmente prevedibili. E così le primissime partite finiscono con la morte dopo pochi minuti, con al massimo una manciata di stanze esplorate prima che si debba ricominciare dal lettone del bimbo con una nuova area generata casualmente.

Ed è proprio qui che entra in gioco la pesante componente roguelike del titolo, perché in ogni partita il giocatore trova bulloni da spendere come monete per i vari potenziamenti, loot da usare sul proprio personaggio come fosse un gioco di ruolo, nonché componenti (tutti di stampo "giocoso" come blocchi Lego, elastici, e così via) utili a potenziarsi per le partite future. Non solo si può aumentare vita comprando potenziamenti, ma è possibile usare quanto trovato per fabbricare nuovi equipaggiamenti di ogni genere, da armature ad armi, per dar vita anche stili di gioco molto diversi tra loro, puntando per esempio su spadoni potenti ma lenti o lame più piccole e meno efficaci, ma nettamente agili nell'utilizzo.

A questo si aggiunge anche un elemento tower defense che stravolge un po' le cose. Quando siamo in giro per la casa, infatti, la stanza del bambino potrebbe venire assalita dai nemici. Nulla di troppo grave a livello di danni, i nostri amici giocattolo si sanno difendere, ma se non abbiamo preso adeguate misure di sicurezza rischiamo di perdere una fetta importante dei materiali trovati nelle partite precedenti. Per evitare questo, è quindi possibile costruire rinforzi, torri di difesa e muri aggiuntivi per prevenire i danni in nostra assenza.

Le meccaniche di gioco da scoprire sono numerosissime grazie ad un sistema roguelike davvero profondo e dettagliato, ma lo scopo finale è sempre lo stesso: battere i vari boss fino a arrivare al boss finale. Visto che a tale scopo servono tanta abilità, potenziamenti e tanta fortuna (è tutto generato casualmente, ricordate?), la durata del gioco può variare da persona a persona ma troviamo tranquillamente dozzine di ore di contenuti. Un'assenza importante è invece la localizzazione italiana: sia le poche parti doppiate che tutti i testi del gioco sono interamente in inglese, ed essendoci nel gioco ben 30,000 e passa righe di dialogo (quasi tutte opzionali e non indispensabili, ma comunque utili per capire il mistero del titolo), può tagliare le gambe a tutti quelli che non sanno una parola d'inglese.

Amore

L'invasione dei giocattoli!

- Il concetto non sarà totalmente inedito, ma Toy Odyssey: The Lost and Found la misteriosa casa infestata di giocattoli viventi, con tanto di boss sempre più temibili e numerosi indizi sulla storia della famiglia e sugli incubi del bambino, è realizzata davvero bene con sfondi bidimensionali curati, giocattoli dettagliati e animamazioni simil-stop motion molto stilose.

Componente roguelike molto profonda

- Per fortuna, il nomignolo "roguelike" non è solo appiccicato al titolo per attirare i fan del genere ma c'è un sistema molto dettagliato che gestisce tutto ciò che succede a schermo. Se la varietà delle aree generate non è elevatissima, è compensata da una profondità impressionante del sistema di loot, del crafting, dei potenziamenti applicabili al personaggio, della fortificazione della camera da letto e così via. E' possibile potenziarsi tantissimo nonché giocare con stili radicalmente diversi puntando ad equipaggiamenti e potenziamenti molto variegati tra loro: è tutto nelle mani del giocatore, e scoprire tutti i "trucchetti" del sistema di gioco può richiedere tantissime ore.

Odio

Problemi generazionali

- Purtroppo però, la generazione procedurale delle aree è meno riuscita di quanto possa sembrare, perché se nel look sono sempre ottime e curate, la varietà è piuttosto bassa e spesso troverete stanze molto simili anche consecutivamente. A questo si aggiungono aree palesemente "errate", con elementi posizionati male che bloccano la strada o nemici che finiscono incastrati tra i blocchi. Peccato.

Tecnicamente approssimativo

- Anche la realizzazione la tecnica del tutto è piuttosto altalenante. La grafica è curata e piacevole, ma ci sono frequentissimi freeze che rovinano il ritmo del gioco e rischiano di farci subire danni nelle maniere più stupide. Anche il design di alcuni elementi dei livelli lascia a desiderare, per non parlare di come certe volte andare in una nuova stanza comporti una morte quasi immediata per via di una generazione sballata dei nemici che ce li fa comparire addosso. A anche i testi risultano troppo piccoli (e solo in inglese, come detto). Qualche test in più non avrebbe guastato.

Tiriamo le somme

Toy Odyssey: The Lost and Found è un riuscito mix tra action metroidvania e roguelike, che prende quasi tutti gli elementi principali di giochi come Rogue Legacy con diverse aggiunte interessanti per offrire una bizzarra avventura notturna tra giocattoli che prendono vita. Purtroppo il gioco pecca di diversi problemi tecnici e di design, ma se riuscite a chiudere un occhio su alcune problematiche, o se arrivasse qualche patch a risolverne alcune, saprete trovare un roguelike profondo e abbastanza affascinante, potenzialmente tra i migliori del genere su Xbox One.
7.3

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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