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The Turing Test

Recensione - The Turing Test

Cos'è l'intelligenza artificiale? In base a quali comportamenti possiamo distinguere l'intelletto umano da quello sintetico? Sono queste le domande che gli sviluppatori di Bulkhead Interactive ci pongono in The Turing Test, mentre ci conducono in un percorso fatto di enigmi sempre più complessi. Scopriamo insieme con quali risultati.

Il Gioco

Nei panni della scienziata e astronauta Ava Turing siamo in sonno criogenico a bordo di una stazione spaziale orbitante attorno alla luna di Giove Europa, quando veniamo svegliati dal computer di bordo, T.O.M.: questo ci informa che i nostri compagni al lavoro sulla superficie della luna sono in pericolo e necessitano del nostro aiuto. Non rimane quindi che utilizzare un guscio d'atterraggio per raggiungere la base a terra, nella quale però non c'è traccia dei nostri compagni e pare inoltre che tutte le strutture siano state riorganizzate in un gran numero di aree che richiedono la risoluzione di enigmi per poter passare dall'una all'altra. Questi enigmi, ci informa T.O.M. via radio, sembrano pensati per non poter essere risolti da un'intelligenza artificiale come la sua, ma solo da un essere umano, tramite la logica creativa e il pensiero laterale. Ma perché tutto ciò? Procedendo nell'esplorazione del posto, enigma dopo enigma, capiremo il perché della sparizione dell'equipaggio ed il motivo dietro alla creazione di una struttura tanto complessa.

Creato dagli autori dell'ottimo Pneuma: Breath of Life, anche The Turing Test si presenta come un puzzle game in prima persona, il genere reso popolare da Portal per intenderci, ed è proprio al titolo di Valve che il nuovo gioco di Bulkhead si ispira maggiormente. Infatti a differenza di Pneuma, che presentava meccaniche estremamente originali ed innovative basate sullo sguardo ed i movimenti del giocatore, qui troviamo enigmi più "classici" basati sull'attivazione di interruttori, seppure comunque la meccanica alla base risulti sicuramente originale. Ogni area da superare presenta una serie di stanze, non sempre direttamente accessibili perché bloccate da porte chiuse, e numerosi interruttori elettrici connessi a porte, pedane, elevatori e meccanismi vari. Questi interruttori vanno attivati alimentandoli con delle fonti d'energia, che possono essere o delle semplici batterie da raccogliere e posizionare negli interruttori oppure delle vere e proprie "sfere d'energia" che possiamo prelevare o collocare anche a distanza - basta che l'interruttore sia visibile in linea d'aria - risucchiandole o sparandole con un'apposita pistola energetica. All'inizio di ogni area non abbiamo con noi nessuna di queste fonti, quindi vanno reperite sul posto spesso rimuovendole dagli interruttori per usarle in altri: lo scopo finale è sempre riuscire ad alimentare gli interruttori che fanno aprire la porta d'uscita dall'area, per entrare nella successiva.

MX Video - The Turing Test

Detto così potrebbe sembrare tutto sommato semplice, ma dopotutto anche le meccaniche di Portal lo erano e la complessità sta tutta in come sono strutturate le varie aree, unite a vari meccanismi che si aggiungono man mano che procediamo nel nostro percorso. Si inizia con enigmi semplici come una porta chiusa il cui interruttore va azionato risucchiando con la nostra pistola la fonte di energia da un interruttore lontano, finendo con ambienti complicatissimi pieni di stanze separate da molteplici porte e meccanismi d'inversione (porte che si aprono in assenza di energia invece alla sua presenza), piastre a pressione o fonti energetiche pulsanti che attivano e disattivano a ripetizione i meccanismi ai quali sono collegate; nelle fasi finali viene inoltre introdotto un ulteriore elemento di controllo di droni e telecamere, alla Watch Dogs, che aggiunge un ulteriore strato di complessità ai livelli. Si finisce così in livelli apparentemente impossibili da superare ma che, dopo aver analizzato per bene tutti gli elementi a nostra disposizione, rivelano soluzioni che richiedono ingegno e a volte anche un certo tempismo nei nostri movimenti.

L'intera storia del gioco ci vede esplorare ben 70 di queste aree a difficoltà sempre crescente (anche se verso la fine c'è quasi una flessione del livello di sfida), mentre la trama ci viene narrata sia tramite una serie di registrazioni e diari elettronici dei nostri compagni di squadra che troviamo per i vari ambienti, sia tramite le conversazioni che Ava ha con T.O.M.; il tutto per circa 4-5 ore di gioco. Durante il percorso incontriamo poi una serie di livelli extra, utili per lo sblocco dei relativi obiettivi, che presentano delle sfide generalmente più complesse rispetto alle aree standard.

Amore

Puzzle design

- I ragazzi di Bulkhead avevano già dimostrato di saperci fare con Pneuma, ed in The Turing Test ci confermano di essere degli eccellenti puzzle builders, dando vita ad enigmi che, seppur basati su un sistema non originalissimo, risultano estremamente creativi e spingono il giocatore a pensare fuori dagli schemi. I livelli presentano un alto livello di varietà, introducendo un po' alla volta sempre nuovi elementi: ponti mobili, fonti energetiche pulsanti, ganci magnetici, interruttori laser e così via, il tutto in aree multilivello e con numerose stanze interconnesse. Gli amanti di enigmi in prima persona ne saranno sicuramente soddisfatti.

I dilemmi dell'Intelligenza Artificiale

- T.O.M., l'I.A. che ci accompagna nel corso del gioco, si lascia spesso andare a discorsi sull'intelligenza artificiale, su cosa la separi dall'intelligenza umana e toccando anche temi classici come l'esperimento della "stanza cinese" o le stesse teorie di Alan Turing, da cui gioco e protagonista prendono il nome; a questo si aggiunge, soprattutto nella seconda metà del gioco, una serie di riflessioni sull'opportunità morale di operare determinate scelte a danno di altre. E' stata una gradevole sorpresa che aggiunge ulteriore profondità alla già intrigante storia.

Grafica

- Ottima la realizzazione grafica del titolo: anche se in gran parte si tratta di "test rooms" asettiche e non molto arredate, tutti i materiali e gli effetti visivi sono comunque ben realizzati, e capita inoltre ogni tanto di trovare anche ambienti più dettagliati, come le aree abitative dell'equipaggio, molto ben rese visivamente.

Odio

Originalità e difficoltà non ai massimi livelli

- Mentre Pneuma si distingueva sia per la grande originalità degli enigmi che per la difficoltà di alcuni di essi, The Turing Test non risulta essere troppo originale traendo molti spunti da Portal e similari, inoltre ho trovato che gli enigmi, che comunque richiedono un minimo di riflessione, non fossero poi così impegnativi. Dopo qualche decina di secondi d'analisi dei livelli, la soluzione mi è sempre apparsa chiara, cosa che magari con Pneuma - o altri titoli ad enigmi come The Witness - non sempre è così immediata. Questo non significa comunque che gli enigmi non siano soddisfacenti, e di sicuro non risultano frustranti.

Nessuna localizzazione

- Purtroppo per chi non ha dimestichezza con l'inglese, The Turing Test non presenta alcun tipo di localizzazione italiana. Questo non vi impedirà di godere degli enigmi, comunque autoesplicativi, ma la mancanza di una buona comprensione dell'inglese almeno scritto vi impedirà di godere dell'ottima storia.

Tiriamo le somme

The Turing Test dimostra di essere un ottimo puzzle game in prima persona "alla Portal", con enigmi stimolanti e molto ben disegnati e dalla trama interessante e capace di far riflettere (purché non abbiate problemi con l'inglese). Non vincerà dei premi per l'originalità, ma rappresenta indubbiamente un'ottima esperienza per gli amanti del genere ed è sicuramente consigliato.
8.0

Recensione realizzata grazie al supporto di Bulkhead Interactive e Xbox.


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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

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