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Deadlight: Director's Cut
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Recensione - Deadlight: Director's Cut

Dopo buoni riscontri di critica e pubblico durante la scorsa generazione, il titolo zombesco a scorrimento di Tequila Works arriva ora sulle nuove console con Deadlight: Director's Cut, remaster con contenuti aggiuntivi e gameplay rivisitato. Varrà la pena tornare in mezzo alle orde di zombie?

Il Gioco

Deadlight: Director's Cut è a tutti gli effetti un upgrade al gioco zombesco a scorrimento laterale di Tequila Works uscito nell'estate 2012 per Xbox 360, per essere poi seguito da una release autunnale su PC. Per leggere le nostre opinioni sul gioco in generale vi rimando alla nostra recensione di allora che spiega pregi e difetti del gameplay, trama, e molto altro. In questa sede ci concentreremo invece sulle differenze presenti in questo remaster.

La primissima novità è l'upgrade grafico, anche se è abbastanza minimale ed è difficile da notare caso se non attraverso video comparativi. Il salto di risoluzione da 720p a 1080p rende gli scenari e le texutre più visibili e definite, anche se il frame-rate non ha subito ritocchi. Le animazioni invece risultano molto meno legnose prima, risultando ora più fluide e credibili. Per il resto modelli poligonali e menu non hanno subito alcun ritocco.


MX Video - Deadlight: Director's Cut

I comandi invece sono stati un po' migliorati. Le azioni risultano più celeri e reattive, e la cosa si nota soprattutto nei salti: se nella versione originale del titolo c'era un po' di input lag che più volte rischiava di fregare i giocatori prima di qualche burrone, questo problema sembra finalmente essere risolto e la reattività di salti e altri tipi di interazioni con gli oggetti risultano immediate e precise. Una vera manna del cielo nelle fasi conclusive del gioco, piene di salti precisi da fare in tempi ridotti, nella frenesia dell'adrenalinico finale.

Deadlight: Director's Cut però non include però solo modifiche estetiche o dettagli minori, ma aggiunge anche dei nuovi contenuti. Si presenta per la prima volta su console la modalità Incubo, sbloccabile dopo aver completato il gioco, che lascia il tutto invariato se non per un dettaglio fondamentale: l'assenza totale di checkpoint. Morire riporta all'inizio del primo capitolo, e pur essendo un gioco relativamente corto (3-4 ore), occhio a dove mettete i vostri piedi virtuali. C'è anche un'inedita modalità sopravvivenza, ispirata alla modalità Zombi di Call Of Duty, dove in un'ampia area piena di armi e trappole bisogna lottare contro i non-morti cercando di sopravvivere più a lungo possibile. Ci sono poi classifiche globali per confrontare i nostri risultati con i migliori di tutto il mondo.

Per il resto questa Director's Cut lascia il gioco praticamente invariato. Le 3-4 ore di storia, con i suoi segreti, easter egg e altro restano pressoché senza modifiche con qualche rifinitura minore; la modalità Incubo aggiunge una sfida estrema e Sopravvivenza un livello rigiocabile grazie alle tattiche adattabili, ma sicuramente non avrebbe guastato una trama più corposa rispetto alla versione originale. Anche a livello linguistico non è cambiato nulla: il doppiaggio è in inglese, mentre testi e sottotitoli sono presenti in lingua italiana.

Amore

Comandi rifiniti

- Gli aggiornamenti grafici sono davvero minori, e francamente non sono particolarmente visibili senza un confronto vero e proprio. In compenso, le animazioni risultano visibilmente più fluide di prima e lo stesso vale per i comandi: l'input lag della versione originale è ora un problema del passato, e interagire con oggetti, attaccare e saltare è ora molto più efficace di prima, riducendo al minimo le morti per problemi di comandi.

Odio

Mantenuti gli altri difetti

- Purtroppo però, pur essendo stato un gioco molto valido, Deadlight aveva numerosi difetti: un gameplay troppo basato sul trial & error, una storia piuttosto scontata nelle parti conclusive, una campagna non molto lunga e ripetitività. Tutto ciò è rimasto invariato, e non saranno certo la risoluzione aumentata o i comandi rifiniti a farci chiudere un occhio sui difetti di un titolo.

Nuovi contenuti superflui

- L'altro problema di questa versione del gioco sta nei nuovi contenuti, che possiamo tranquillamente ritenere superflui. La modalità Incubo non è altro che la campagna classica ma senza checkpoint e col permadeath. Viste le istanze di morte istantanea e le parti platform a tempo, questa modalità è più frustrante che altro, perché basta scordare il percorso una volta per essere assaliti dagli zombi e buttare così ore di gioco per niente. Anche la modalità Sopravvivenza lascia il tempo che trova per un semplice motivo: Deadlight funziona grazie alle sue atmosfere intriganti e alla sua trama cupa, non certo grazie all'eccezionalità di sparatorie e scazzottate con i non-morti. Creare un'intera modalità di gioco attorno a queste meccaniche, quindi, risulta piuttosto inutile.

Tiriamo le somme

Deadlight: Director's Cut è la versione definitiva del buon action-platform game zombesco uscito nel 2012, con qualche leggero ritocco grafico e nei controlli ma senza novità di sostanza o davvero apprezzabili. Per chi ha già spolpato Deadlight ai tempi non ci sono abbastanza novità per consigliare l'acquisto, ma per chi l'ha mai giocato offre comunque una storia coinvolgente, con atmosfere intriganti ed elementi survival-horror azzeccati.
6.5

Recensione realizzata grazie al supporto di Deep Silver e Xbox.


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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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