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Stranger of Sword City

Recensione - Stranger of Sword City

Lo scarso successo che Xbox ha da sempre avuto in Giappone si riflette anche in una certa scarsità di titoli giapponesi al di fuori dei titoloni AAA. Experience Inc. sembra però voler invertire questa tendenza con il JRPG Stranger of Sword City. I fan del genere avranno finalmente pane per i loro denti?

Il Gioco

Stranger of Sword City ci mette nei panni di un personaggio (ampiamente personalizzabile nel sesso, look e caratteristiche) che sta viaggiando in aereo, quando questo precipita su un misterioso regno di stampo fantasy, una città di nome Escario. Lì scopre di essere uno "straniero", una persona esterna che date le sue origini ha più forza degli altri (anche grazie alla gravità ridotta del luogo) e dovrà affrontare labirinti pieni di mostri pericolosi per difendere gli abitanti della città, entità di ogni provenienza tra elfi, maghi, nani e molto altro. Una storia non certo profondissima, il cui scopo è più che altro fornire una premessa per introdurre personaggi simpatici e offrire una marea di combattimenti in pericolosi dungeon, pieni di insidie e potentissimi equipaggiamenti.

Dopo aver personalizzato il proprio personaggio, si viene quasi subito lanciati in battaglia, ma non prima di incontrare i primi compagni di viaggio, con tanto di lunghi dialoghi ad accompagnarli. E' giusto sottolineare da subito che l'audio di gioco, presente per buona parte dei dialoghi, è interamente in giapponese, mentre i testi e i sottotitoli sono in inglese e offrono i classici sprite dei personaggi al centro dello schermo con testo e audio da far scorrere premendo il tasto A - tipico stile da JRPG classico, insomma. Anche il gameplay ricorda i grandi classici, come l'ormai leggendario Dungeon Master o i primi Elder Scrolls, con una visuale in prima persona dove il giocatore si muove di una casella alla volta in labirintici dungeon disposti su una griglia virtuale.

MX Video - Stranger of Sword City

Il gameplay offre una notevole profondità, in linea con i giochi di ruolo carta e penna. Il giocatore può gestire una squadra di un massimo di 6 membri tra maghi, spadaccini, medici e altri ruoli classici, disposti su due file: 3 davanti che attaccano e subiscono l'offensiva nemica, 3 dietro per gli attacchi a distanza e le magie, offensive e difensive che siano. I combattimenti poi vengono gestiti in un classico sistema a turni, dove i combattenti del giocatore si alternano ai nemici con la possibilità di scegliere attacco, difesa, magie, utilizzo di oggetti come pozioni o anche tentare la fuga in caso di difficoltà (anche questo elemento è gestito dal tiro di dadi virtuali, quindi ci vuole la fortuna). Ovviamente la specializzazione dei combattenti e l'equipaggiamento possono far pendere la fortuna dalla propria parte, e con la giusta strategia ogni combattimento diventa fattibile se si è abbastanza livellati. La difficoltà è comunque alta e non perdona.

Complice di ciò c'è anche un sistema simil-roguelike, dove i propri combattenti possono infatti svenire o addirittura morire in via definitiva. Ogni volta che perdono tutta la vita in combattimento infatti vanno fuori uso, e possono essere rianimati per un numero limitato di volte, per soldi o dopo lunghe attese anche di dozzine di ore in tempo reale. E' anche possibile perdere definitivamente i propri combattenti, ed è importante avere un piano B. Questa mortalità elevata costringe i giocatori a giocare con cautela, abbandonando anzitempo le dungeon per curarsi e potenziarsi prima di ributtarsi nella mischia, rallentando molto i progressi di un gioco già molto lungo che si aggira sulle 40 ore. Il tutto comunque è semplificabile impostando una difficoltà più bassa, ma anche così è facile morire già durante il tutorial persino per gli esperti di giochi di ruolo a turni, quindi fate molta attenzione.

L'avventura si svolge per buona parte in vari dungeon multipiano sparsi per il mondo di gioco, tutti pieni di trappole da schivare, nemici da battere (anche con un accenno di stealth) e loot di livello sempre superiore da ottenere, ma passerete anche tantissimo tempo in città, dove potrete curare i combattenti feriti, acquistare equipaggiamenti nuovi, assoldare nuovi compagni, chiedere informazioni sui mostri più rari e potenti e molto altro. Questo tra l'altro è l'unico posto in tutto il gioco dove è possibile salvare, quindi scordatevi di abbandonare il gioco durante una battaglia: qualsiasi cosa stiate facendo, dovrete forzatamente tornare in città (anche se siete in un punto avanzato di un dungeon) per salvare i vostri progressi, e con la possibilità di morte permanente del proprio gruppo di combattenti, si dovrà sempre valutare i rischi di ogni combattimento.

Se il gameplay del gioco si rifà ai classici dungeon crawler, il look del tutto sembra un mix tra i classici giochi di ruolo e visual novel di stampo nipponico, con menu stilizzati ed efficaci, sistema di gestione personaggi e inventario molto basilari e comodi ma soprattutto due stili di disegno tra cui scegliere per i personaggi: uno più realistico e cupo, l'altro più allegro e stilizzato, anche se entrambi in salsa manga/anime. Gli ottimi disegni di entrambi i stili sono accompagnati da un buon doppiaggio in giapponese, che sa rendere fin da subito i personaggi amabili, anche quando non hanno molto da dire. Il giocatore può scegliere tra varie risposte quando parla con loro, ma questo è puramente un fatto di reazioni e di immersione, visto che non ha particolari effetti sulla giocabilità.

Amore

Dungeon crawler d'altri tempi

- I giocatori PC di vecchia data troveranno il gameplay di Stranger of Sword City incredibilmente familiare, poiché nonostante abbia una grafica 3D piuttosto basilare, il sistema di movimento nell'esplorazione dei labirinti ricalca i primi giochi di ruolo in prima persona come Dungeon Master o i primi Elder Scrolls, con tanto di sistema a griglia dove su ogni casella può succedere di tutto. Ma il sistema di party del gioco lo rende ancora più appassionante, perché la gestione a turni di ben 6 guerrieri rende il gioco davvero tattico e vario.

Due stili affascinanti

- Stranger of Sword City uscì originalmente due anni fa in Giappone, peraltro anche su Xbox 360. In questa versione occidentale, il titolo presenta però ben due stili grafici, entrambi di stampo manga/anime ma uno più serio e dettagliato, l'altro più carino e simpatico, ma qualunque scegliate avrete comunque disegni di altissima qualità che caratterizzano i già ottimi personaggi. Anche le voci sono ottime, così come la sigla d'apertura risulta affascinante. Si vede che i ragazzi di Experience hanno voluto creare un'esperienza di gioco molto curata dal punto di vista artistico.

Profondità

- Non fatevi ingannare dal look molto basilare del gameplay, perché come già menzionato la gestione di 6 guerrieri offre una notevole profondità tattica grazie anche alla grande varietà di classi, abilità, statistiche e mosse utilizzabili. Anche la tensione è tanta, perché con il sistema di permadeath dei personaggi ed i salvataggi disponibili solo in città bisogna essere cauti nell'andare in battaglia. Se a questo aggiungiamo che anche l'età dei personaggi (che aumenta durante la lunga storia) ha effetti sulle loro statistiche, diventa evidente che Stranger of Sword City ha una profondità che pochi giochi di ruolo moderni possono vantare.

Odio

Difficoltà incostante

- La difficoltà alta del titolo non sarebbe un problema grave, poiché costringe i giocatori ad avere un approccio cauto sapendo che scelte azzardate possono costare tante ore di gameplay per ritornare ad avere la stessa potenza di prima. Visto però l'elemento di casualità del titolo, che permette di incontrare mostri potentissimi in pressoché ogni area, tutto ciò risulta incostante e assolutamente imprevedibile. Il tutorial ad esempio è più difficile delle sfide dei primissimi dungeon, ma anche lì può capitare qualche incontro sorprendentemente difficile che può decimare i combattenti.

Gameplay già visto

- Nonostante il livello di profondità e la discreta varietà dei combattimenti, si tratta di concetti già abbondantemente visti da chi gioca regolarmente ai giochi di ruolo a turni. Le opzioni sono le solite: attaccare, difendere, usare oggetti, usare magie o tentare la fuga, e la gestione dei combattimenti diventa di fatto una questione di routine, sia per chi viene dai grandi classici del gioco di ruolo sia per chi è abituato a titoli console come Final Fantasy o i giochi Pokémon. Persino l'esplorazione dei dungeon è ben nota, con nemici invisibili che possono spuntare in ogni casella. Se questa scelta di design era dovuta un tempo ad ovvii limiti tecnici, lo stesso non si può dire oggi.

Ma quanto parlate?

- I dialoghi di Stranger of Sword City sono spesso divertenti ed intriganti, ma quanto sono lunghi? Nelle prime ore di gioco, gli sviluppatori testano davvero la pazienza del giocatore con interminabili muri di testo da leggere e memorizzare per capire pressoché tutte le meccaniche di gioco, invece di offrire un tutorial o la possibilità di provare subito sul campo tutte queste novità. Più avanti la situazione migliora un po', ma certe volte sembra davvero di star passando più tempo a parlare con degli sconosciuti che a battersi con mostri pericolosi.

Tiriamo le somme

Stranger of Sword City è un titolo inusuale su Xbox One: un dungeon crawler di stampo JRPG sulla console di Microsoft non si era ancora visto, e va quindi a coprire una fetta di mercato assolutamente disponibile, offrendo una storia lunga dozzine d'ore (seppur non eccessivamente memorabile) unita ad un gameplay classico ma profondo ed uno stile artistico davvero azzeccato. Certe scelte di design come la difficoltà incostante o le descrizioni eterne delle meccaniche di gioco sono discutibili, ma se siete alla ricerca di un valido JRPG, purché non abbiate problemi con la lingua inglese, rimarrete soddisfatti dalla mole di contenuti offerti da Stranger of Sword City.
7.4

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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