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Sniper Elite III

Recensione - Sniper Elite III

Nel bel mezzo della stagione estiva i ragazzi di Rebellion hanno pubblicato Sniper Elite III, la terza avventura esclusivamente dedicata ai fan del cecchinaggio e dell’azione furtiva che ci porta, guarda caso, nel torrido territorio del Nord Africa. Questa volta l’esame da passare è ancora più difficile, con il debutto della serie sulle console di nuova generazione: gli sviluppatori saranno riusciti a migliorarne le caratteristiche oppure avranno fatto dei passi indietro? Scopritelo di seguito.

Il Gioco

Sniper Elite III, come suggerisce il nome stesso, concentra le meccaniche di gioco sull’uso del fucile di precisione e sulla silenziosità delle uccisioni, nonostante sia possibile affrontare gli scenari in maniera plateale anche se con scarsi risultati. Quando si impugna il fucile da distanza abbiamo la possibilità di concentrare l’attenzione e svuotare i polmoni con il tasto dorsale destro: in questo modo la mira è molto più stabile e il mirino, se di colore rosso, ci assicura che il proiettile non troverà ostacoli nella sua traiettoria. Come ovvio che sia, sta al giocatore regolarsi con le distanze e assicurarsi che il proiettile non vada a vuoto, allertando le truppe:  più si aumenta la difficoltà, più i parametri saranno vicini alla realtà, incluso il fattore di precisione. Il sistema di rilevamento da parte dei nemici si distingue in quattro fasi: “In vista” e “Sospetto” si attivano nel momento in cui ci stiamo facendo vedere allo scoperto o quando attiriamo le guardie verso un diversivo, “Perlustrazione” è lo step che segue e che porta il nemico ad esplorare la zona per scovarci, infine la fase di “Attacco” quando veniamo scoperti e il nemico riesce a dare l’allarme oppure quando siamo noi stessi a produrre troppi suoni, mandando all’aria la tattica furtiva. Nel caso in cui non ci facessimo scoprire, ovviamente non si attiverà nessuna spia e potremo continuare in tutta tranquillità la nostra operazione, mentre in caso contrario saremo costretti a spostarci di circa 50m per vanificare le loro ricerche e riprendere l’azione. Oltre al fucile di precisiome abbiamo a disposizione anche altri strumenti, come il binocolo utile a verificare la posizione dei soldati e a marcarli per non perderli di vista, così come altre armi (richiamabili con il dorsale sinistro); è inoltre possibile effettuare uccisioni furtive in corpo a corpo,semplicemente arrivando alle spalle del nemico, e nascondere i corpi di coloro che abbiamo eliminato in modo da non attirare le attenzioni dei compagni.

Ad ogni missione è possibile scegliere tra quattro tipi di equipaggiamento, personalizzabili in qualunque momento in “Armamento”, anche se passerà del tempo prima di poter sbloccare nuovi fucili e gadget. Tra le difficoltà selezionabili, oltre alle classiche quattro che ormai contraddistinguono tutti i giochi, c’è anche la possibilità di sceglierne una totalmente personalizzata, con la possibilità di regolare il livello dell’IA nemica e il realismo balistico, oltre all’abilitazione dell’assistenza tattica. Il gioco dispone di un sistema di salvataggi automatici ma è altamente consigliato ricorrere a quelli manuali, salvando di tanto in tanto così da ripartire il più vicino possibile a dove siamo stati uccisi per via magari di un errore grossolano: in questo modo non si rischia l’effetto frustrazione, visto che i checkpoint automatici sono distanti tra una sezione e l’altra (alla difficoltà massima sarete costretti però a ricorrere unicamente a questi).

Il menu principale del gioco si districa tra numerose voci, dimostrando una completezza vicina a titoli come Battlefield, abituandoci così nello spazio dedicato allo Stato di Servizio a tenere traccia di molte statistiche di gioco, sia della campagna che del comparto multigiocatore: a questo proposito, le modalità presenti sono i classici Deathmatch individuali o a squadre, in cui non conta solo il numero delle uccisioni ma anche la qualità dell’esecuzione; Re della Distanza individuale e a squadre, in cui per vincere è necessario uccidere il nemico dalla maggior distanza possibile e infine Senza Contatto, in cui non è possibile né difendersi né attaccare con il corpo a corpo. Sempe restando sull’online di Sniper Elite III, ritroviamo anche delle tipologie di gioco per chi preferisce la co-op a due giocatori, anche se sono soltanto due le mappe a disposizione, “Fuoco Infernale” e “Testa di ponte”; Sopravvivenza è la classica derivazione di Orda in cui l’unico scopo è quello di far fuori le ondate di nemici, mentre in Osservazione i due giocatori ricoprono ruoli differenti in quanto uno è chiamato a marcare i nemici e l’altro ad eliminarli.

Amore

Ti vedo a raggi X

- Il punto forte di Sniper Elite III sono senza dubbio le uccisioni a raggi X che ci fanno vedere con estrema precisione dove va ad impattare il proiettile (testicoli compresi) e quindi qual è la causa specifica della morte del malcapitato di turno, come può essere la perforazione dei polmoni o dell’intestino. Anche se tra le opzioni c’è la possibilità di disattivare del tutto la killcam o i dettagli che fanno intravedere organi, ossa e muscoli, sarebbe un vero delitto privarsi di questi rallenty così scientifici quanto truculenti.

Tosto ma riflessivo

- Nonostante alcuni problemi dell’IA che in più di un’occasione lascia a desiderare e che analizzerò tra i punti negativi, bisogna ammettere che nel complesso le avventure da cecchino sono abbastanza toste. In particolare, ci sono alcune missioni che potranno durare singolarmente anche due ore, non perché si muore spesso ma perché bisogna cercare di effettuare al meglio tutte le uccisioni senza allertare i nemici e trovare i giusti posizionamenti, studiando a fondo la mappa e i percorsi dei soldati.

Level design

- A proposito di mappe, il level design è ottimo e variegato, con collezionabili e postazioni da cecchino ben distribuiti; le zone dei nemici sono sufficientemente distinte in modo da non creare troppo affollamento e permettere anche al giocatore di rimediare ad eventuali errori nell’esecuzione delle uccisioni. Gli sviluppatori hanno sfruttato anche diversi trucchetti per far esplorare quante più aree possibili, posizionando in maniera strategica gli obiettivi primari: un esempio da prendere in considerazione anche per i classici shooters.

Odio

Grafica dei tempi che furono

- Dal punto di vista grafico i ragazzi di Rebellion sono rimasti alla scorsa generazione, nonostante Sniper Elite III sia un prodotto destinato anche alla next-gen e al mercato PC (sicuramente la versione migliore in circolazione). Gli scenari desertici non favoriscono certo il colpo d’occhio e anche in notturna l’illuminazione non fa miracoli, anzi, per non parlare di certi glitch grossolani che incorrono nella maggior parte delle uccisioni ad effetto. Presenti anche dei vistosi cali del frame rate e un tearing da far drizzare i capelli: il peggio lo si tocca nel corso della seconda parte della missione 4.

Le due facce dell’IA

- L’Intelligenza Artificiale di Sniper Elite III sembra alternarsi tra stati depressivi e nevrotici, misti a momenti di pura pazzia. Facciamo un po’ di chiarezza: fino a difficoltà normale i nemici sembrano essere fin troppo indulgenti in alcune occasioni, non accorgendosi della nostra presenza anche quando ci troviamo molto vicini a loro. Al contrario, alle difficoltà massime, sembra dispongano di un particolare detector in grado di rilevarci in qualunque posto a distanza di molti metri, nonché di un’esagerata aggressività: manca insomma un certo equilibrio.

Non c’è storia

- O meglio, in teoria la “storia” è formalmente presente altrimenti non vi avrei parlato del single-player, ma nella pratica si riduce ad una narrazione talmente superficiale degli eventi che hanno animato la Seconda Guerra Mondiale in territorio nordafricano che quasi l’inconsueta ambientazione sembra essere sprecata. Nel corso delle otto missioni della Campagna non c’è mai una profonda interazione tra il protagonista e la trama che attinge da fatti veramente accaduti: ci si limita a fornire obiettivi primari e secondari e ad ordinare di ripulire la zona per passare alla fase successiva. Stop.

Mancanza di personalità

- Fatico a vedere in Sniper Elite III delle caratteristiche uniche che non si trovino in altri sparatutto più blasonati: la sola differenza che si può constatare è che in un titolo mainstream la sezione dedicata ai fan del cecchinaggio si limita a mezza missione (se tutto va bene), mentre qui tutto il gioco è basato su questo fattore. È praticamente una piccola oasi per i soli amanti delle uccisioni a distanza, senza una vera storia e con un protagonista privo di personalità: credo non basti il “wow” di qualche uccisione particolarmente studiata o spettacolare in una mappa ben realizzata a salvare l’intera produzione. 

Ci si annoia

- Ripulire le zone fino ad arrivare all’obiettivo senza alcun cambio di rotta può andare bene farlo nelle prime due missioni introduttive. Sabotare i convogli nemici o altri elementi come obiettivo secondario possiamo farlo passare per buono fino alla terza. Ma c’è veramente poco di diverso tra un pezzo di storia e l’altro, con tutto il bene che si può volere per un gioco di questo tipo: il gameplay di nicchia non giustifica la mancanza di tutto il contorno. Siamo al massimo della ripetitività.

Multiplayer competitivo deserto…

- …proprio come alcune zone dell’Africa. Se già al day one la popolazione del comparto multigiocatore è drasticamente bassa, non oso pensare cosa accadrà fra qualche mese, quando torneranno ad uscire regolarmente titoli su titoli. A sentire gli sviluppatori dovrebbe essere un problema temporaneo ma, come si dice spesso, finché non vedo non credo.

Co-Op per soli amici stretti

- Tutte le modalità in cooperativa, tra cui la Campagna Co-Op, le sfide di Sopravvivenza e Osservazione, sono unicamente giocabili con degli amici poiché non dispongono della funzione di matchmaking. Sarete quindi costretti a trovarvi un compagno nella vostra lista, sempre se sarà disponibile ad aiutarvi in caso non sia già impegnato con altri, o aggregarvi su forum e gruppi esterni. Un piccolo guaio in più per chi vuole completarlo al 100% e sbloccare i molti obiettivi, anche fin troppo diversificati.

Tiriamo le somme

In sostanza, l’esperienza offerta da Sniper Elite III non rimarrà certo stampata nella mente dei giocatori né tantomeno sarà ricordata a distanza di anni per qualche sua peculiarità che l’ha contraddistinta dagli altri titoli appartenenti allo stesso genere. Va però riconosciuta la volontà da parte degli sviluppatori di voler migliorare ulteriormente le varie proposte, tra la maggior cura del level design delle mappe e le tante modalità in multiplayer. Chi ha giocato al precedente titolo può tranquillamente aggiungere un punto in più al voto finale, ma chi si avvicina per la prima volta al brand può attendere un futuro calo di prezzo, a meno che non si è proprio patiti di cecchinaggio. 6.4

Recensione realizzata grazie al supporto di 505 Games e Xbox.


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L'autore

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Dopo aver iniziato a bruciare la Play con Crash Bandicot, ha poi saltato una generazione intera di console. L'incontro con la 360 avviene nel 2007 a San Marino, nel tentativo di evadere un po' di tasse. La sua folle passione per Gears of War lo porta ad entrare in MX e a sognare un giorno di lavorare per Epic Games, per i quali è già diventato moderatore del forum ufficiale.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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