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Naughty Bear: Panic in Paradise

Recensione - Naughty Bear: Panic in Paradise

di Davide Mapelli / MAPO78 P 10 ott 2012
Non invitarlo una volta è stato un errore madornale, rifarlo per una seconda volta è follia e il pestifero Naughty Bear non accetta queste esclusioni a cuor leggero; tuttaltro. Scopriamo nella nostra recensione si Naughty Bear: Panic in Paradise la nuova e squilibrata vendetta dell'orsachiotto di peluche più vendicativo al mondo. Spelusciamoli tutti!

Il Gioco

505 Games ci ripropone la particolare formula fatta di tantissima ironia piuttosto macabra e personaggi tenerissimi che caratterizzò già il primo Naughty Bear, stavolta sottoforma di Live Arcade - come già auspicavamo ai tempi - ed affidando il piccolo peluche ad un nuovo team di sviluppo, Behaviour Interactive. La trama non è nulla di importante, ma un mero pretesto per questo nuovo massacro e ricalca in parte ciò che successe nel gioco originale: gli orsetti di Paradise Island, sempre impegnati in festeggiamenti di ogni tipo, compiono di nuovo l'errore di ignorare il più terribile dei loro compagni non invitandolo alla loro grande festa-vacanza. Tanto basta a risvegliare la sete di vendetta del protagonista ed a scatenare la sua incontenibile violenza!

Il gioco si compone di oltre trenta livelli, in ognuno dei quali dobbiamo abbiamo l'obiettivo di uccidere di un particolare orso, soddisfacendo inoltre alcuni requisiti che spaziano dal tipo di uccisione stessa al dover utilizzare una specifica arma o trappola, arrivando infine al dover indossare un particolare tipo di travestimento. Oltre all'obiettivo principale, necessario per sbloccare i livelli successivi, ogni missione conta tre obiettivi secondari casuali che, se compiuti, offriranno al giocatore più punti e introiti da spendere nella personalizzazione. Quest' ultima, sebbene già presente anche in passato, ha ora compiuto un deciso passo avanti diventando il fulcro del gioco stesso; non abbiamo più a disposizione solo dei singoli travestimenti, ma una quantità sterminata di capi da indossare a nostro piacimento equipaggiandoli in uno dei vari slot a disposizione. Possiamo quindi mettere un particolare tipo di copricapo, accompagnato magari da una maschera o da stravaganti baffi, una divisa per il busto, un paio di strani pantaloni e così via. Ognuno di questi oggetti porta con sé determinati valori che vanno a modificare i parametri di Naughty Bear coinvolgendo la sua forza, l'energia, i danni che può provocare, il fattore protettivo dato dall' armatura, la follia ed infine la rigenerazione. Tutti questi parametri aumentano automaticamente salendo di livello, ma possono essere modificati a seconda delle nostre esigenze indossando l'uno o l'altro oggetto. Questi accessori ci forniscono inoltre un bonus di punti esperienza che può farci salire di livello più in fretta, ma una volta padroneggiati al massimo non elargiranno più alcun bonus obbligandoci a cambiarli per ottenere maggiore esperienza. Ovviamente questi non sono tutti a nostra disposizione da subito ma vanno sbloccati semplicemente strappandoli dalle mani o dai corpi paffuti degli altri orsi presenti nei vari livelli di gioco.

Un' altra piccola novità che accompagna le classiche meccaniche già viste in passato nel gioco originale è la presenza di alcuni templi nascosti nelle zone di gioco. Questi particolari luoghi segreti sono chiusi a chiave e sta a noi trovarla per poi precipitarci alla porta ed aprirla; per far ciò abbiamo a disposizione un tot di secondi e qui rientra in gioco il fattore personalizzazione: migliorando la velocità di spostamento dell'orsetto avremo maggior probabilità di riuscita, anche perché per ogni livello abbiamo a disposizione un singolo tentativo e se falliremo sarà necessario riavviare l'intera missione. All'interno di questi templi troveremo delle ricompense che spaziano dal più classico dei bottini in monete arrivando ad armi bonus alquanto particolari, mi basta citare un'odiosissima spada cantante per farvi capire quanto assurde possono essere le ricompense celate.

Amore

Live Arcade, la giusta collocazione

- Il gioco non si discosta molto da quanto visto nel primo titolo, puntando sullo stesso umorismo e su meccaniche molto simili al passato. La nuova collocazione sulla piattaforma digitale di Xbox Live però ne favorisce, e molto, l'eventuale successo. Innanzitutto il fattore prezzo è ora molto più ragionevole ed accettabile per quello che, più che un gioco vero e proprio, sembra un piccolo passatempo senza troppe pretese. I 1200 Microsoft Points richiesti sono un prezzo più che giusto per ciò che il gioco ci offre, a differenza del prezzo da gioco retail che caratterizzava il primo capitolo. Una scelta giusta e, probabilmente, obbligata.

Tante missioni, tanti sbloccabili, ottima longevità

- Sempre considerando la natura Live Arcade del titolo, i moltissimi extra a nostra disposizione e le trenta e più missioni da compiere alzano la longevità di Naughty Bear: Panic in Paradise a livelli davvero soddisfacenti. Le particolari meccaniche pseudo-stealth - parlare di stealth puro mi pare un' esagerazione - allungano la durata di ogni missione e se poi si vogliono ottenere punteggi elevati per scalare le classifiche online, o anche solo sbloccare tutti gli obiettivi e i travestimenti presenti, le ore da trascorrere nel resort di Paradise Island saranno davvero molte.

Un umorismo esilarante

- Sebbene in molti casi il senso di dejà-vu sia forte, l'umorismo di questo secondo capitolo resta sugli ottimi livelli già visti in precedenza. Partendo dai menu e dalle schermate di caricamento interattive arrivando alle sadiche uccisioni, il gioco riesce spesso a strapparci delle risate; vedere la cattiveria di Naughty Bear sfogarsi contro i suoi compagni fa sempre lo stesso effetto esilarante del passato. Oltre a questo anche i particolari personaggi presenti nei vari livelli sono fuori di testa, basti citare gli stupidissimi orsetti robot sempre impegnati.

Odio

Tecnicamente un passo indietro

- A dire il vero ho preferito, e molto, le ambientazioni offerte in Panic in Paradise, ora più colorate, varie e vaste, piuttosto che quelle del primo Naughty Bear. Questo però non riesce a nascondere dei difetti ben visibili. I modelli degli orsi ricalcano quelli del primo episodio perdendo solo qualche dettaglio, mentre i livelli mostrano subito il fianco alle critiche, per via di una realizzazione solo sufficiente e nulla più. In alcuni casi sembra quasi che manchino delle animazioni, come quando sabotiamo una macchina senza nemmeno aprire il cofano, o come quando spingiamo un orsetto al suicidio vedendolo gonfiarsi per poi esplodere in maniera troppo sbrigativa. Stesso dicasi per la scarsissima presenza di effetti speciali o raffinatezze garantite da un maggiore budget a disposizione. Resta comunque un aspetto più che funzionale per un Live Arcade.

Poche novità all' orizzonte

- Dal punto di vista del gameplay, le novità presenti sono davvero poche. Se escludiamo la nuova gestione della personalizzazione, il gioco ricalca esattamente ciò che avevamo provato nel primo titolo dedicato all'orsetto pestifero, con qualche piccola aggiunta qua e là, ma senza introdurre nuove meccaniche. Non necessariamente un male vista la trasformazione in Live Arcade, ma desiderare qualche piccola novità non era certamente chiedere troppo.

Abuso indiscriminanto di cespugli!

- Come già ho accennato, le meccaniche da finto stealth si prestano ad un loro abuso da parte del giocatore, specialmente per quel che riguarda i cespugli. Basta infatti nascondersi in uno di essi per diventare letteralmente invisibili agli altri orsi, anche se erano a pochi millimetri da noi. Questo semplifica sin troppo l'approccio alle varie uccisioni, facendo assomigliare ogni livello al precedente e differenziandolo solo per i requisiti specifici necessari all'uccisione dell' obiettivo primario.

Tiriamo le somme

Naughty Bear: Panic in Paradise ricalca e ripropone il gameplay già visto nel titolo originale, andando ad ampliarne le meccaniche con il profondo sistema di personalizzazione e di ricompense ma senza arricchire o affinare un gameplay piuttosto semplice e rozzo. Allo stesso tempo è però innegabile il maggiore appeal dovuto alla nuova collocazione come Live Arcade, con un prezzo ora ben proporzionato all'offerta che il gioco ci propone e facendolo diventare molto più appetibile a chi, attratto dal primo gioco, ne evitò l'acquisto per via del costo. L'elevata longevità ed il forte umorismo ne fanno un discreto passatempo che però rischia di passare inosservato in un periodo bollente come questo, ricchissimo di uscite di blockbuster che difficilmente lasceranno molto tempo libero a disposizione per dedicarsi ad altro. 6.8

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