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Ghost Recon: Future Soldier

Recensione - Ghost Recon: Future Soldier

Dopo una pausa di cinque anni ed un profondo make-up delle meccaniche di gioco, i Fantasmi di Ubisoft sono pronti a tornare sulle nostre console con tutta la loro dotazione di gadget futuristici: andiamo in missione con Ghost Recon: Future Soldier.

Il Gioco

Nel corso di una missione in Nicaragua, il team Ghost Predator viene coinvolto dall'esplosione di una bomba sporca, un ordigno composto da un mix di esplosivo convenzionale e materiale radioattivo. In seguito al drammatico evento viene prontamente costituito un nuovo team che si mette sulle tracce di un trafficante boliviano ritenuto responsabile per la presenza della bomba, ma questa non sarà che la prima tappa di una lotta che li porterà a visitare location come Norvegia, Pakistan e Russia allo scopo di scongiurare un nuova e grave minaccia alla pace internazionale.

Ghost Recon: Future Soldier segna un nuovo passo avanti nell'evoluzione della serie Ubisoft che, partita nel 2001 come FPS puro e dai forti tratti simulativi, ha saputo rinnovarsi ed adattarsi ai gusti del pubblico dapprima introducendo l'ambientazione futuristica e la possibilità di cambiare tra visuale in prima e terza persona, fino a trasformarsi con questo episodio in un vero third person shooter con sistema di copertura "ad aggancio". Il gioco ci mette nei panni del membro del team Kozak, affiancati dai tre compagni di squadra che possono anche essere impersonati da nostri amici online. La modalità Campagna è composta da dodici missioni (per un tempo di completamento che si aggira sulle 10-12 ore), ognuna delle quali è preceduta da un filmato introduttivo, un briefing che ci illustra anche di quali dispositivi godremo sul campo e dalla schermata di selezione di armi e granate.

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E qui troviamo la prima novità: il Gunsmith, uno strumento che non solo ci permette di esplorare la gamma di armi a nostra disposizione (sbloccabili progressivamente con l'avanzamento in campagna e multiplayer) potendole ruotare in 3D per ammirarne tutti i dettagli, ma anche di personalizzarle profondamente cambiandone qualsiasi elemento: canna, terminale della stessa, calcio, grilletto, mirino, accessorio sottocanna (es. lanciagranate o cavalletto per fucili di precisione), tipo di caricatore e così via. Ognuna di queste scelte va poi a influire sul modo d'uso delle armi oltre che sulle prestazioni, permettendoci di adattarle perfettamente al nostro stile di combattimento; è addirittura presente un poligono di tiro in cui provare le modifiche fatte prima di andare in missione. Gli sviluppatori hanno comunque pensato anche ai giocatori che vogliono buttarsi subito nell'azione senza perdere troppo tempo in questi dettagli, quindi le armi predefinite fornite per ogni missione sono già adatte al tipo di azione che incontreremo.

Una volta scelto il nostro armamentario, è ora di andare in missione: le mappe di gioco sono molto ampie e ci permettono un'ottima libertà di movimento grazie alla quale possiamo decidere diverse tattiche per ogni scontro. Le missioni sono per la maggior parte composte dall'alternanza di due fasi di gioco: stealth (ricognizione) e azione. Durante le fasi stealth i nemici non sono al corrente della nostra presenza e dobbiamo muoverci silenziosamente e senza farci vedere - compito facilitato anche dalla mimetica ottica che si attiva quando siamo in posizione accovacciata o prona - cercando di superarli senza attirare l'attenzione oppure uccidendoli in maniera silenziosa. Questa seconda opzione è attuabile arrivando alle spalle di un nemico isolato ed eseguendo un'uccisione stealth oppure, in caso di gruppi di più nemici, possiamo ucciderne fino a quattro contemporaneamente sincronizzando i colpi con i nostri compagni, sia quelli guidati dal gioco che eventuali amici connessi in co-op. Se all'inizio questa operazione può sembrare semplice, in realtà non lo è quando incontriamo aree popolate da molti nemici: bisogna scegliere quelli da uccidere in modo che la loro morte non sia vista dagli altri, procedendo così progressivamente finché non li abbiamo eliminati tutti. Fortunatamente a tale scopo ci vengono in aiuto una serie di tecnologie, prime tra tutte le granate sensore ed il drone volante. Le prime ci peremttono di ricevere i dati su tutti i nemici presenti nel loro raggio di azione, mentre il secondo è pilotabile dal giocatore per fargli sorvolare (o camminare, visto che una sua variante è utilizzabile anche a terra) aree nemiche e poter così valutare dall'alto la loro posizione e studiare strategie d'attacco più efficaci. Altro dispositivo molto utile è il visore magnetico, una sorta di visore termico che invece delle fonti di calore capta gli oggetti contenenti minerali metallici come armi, caschi, armature e strutture varie; una volta attivato, questo ci permette di individuare i nemici anche attraverso gli ostacoli, seppur con un raggio visivo limitato.

Quando veniamo scoperti durante una sessione stealth, questo fa scattare l'allarme provocando il riavvio dall'ultimo checkpoint qualora la missione richieda di non essere scoperti, oppure il passaggio ad una fase action qualora fosse concesso causare l'allerta dei nemici. Le fasi action vengono condotte come in un classico sparatutto in terza persona con sistema di copertura, ma anche in questo caso si nota il cuore più tattico del gioco: tutti i gadget disponibili in stealth rimangono utilizzabili anche durante le sparatorie per acquisire dati utili sulla posizione dei nemici, inoltre è possibile indicare ai nostri compagni su quali nemici concentrare il loro fuoco, qualora volessimo eliminare qualcuno che ci dà noia e che non è nella nostra linea di tiro. Vale la pena inoltre menzionare il fatto che i materiali delle coperture si comportano realisticamente sia in termini di penetrabilità che di distruttibilità, cosa di cui bisogna quindi sempre tener presente sia quando scegliamo una copertura che quando attacchiamo qualcuno; se ad esempio un nemico si nasconde dietro una balla di fieno, grazie alla granata sensore possiamo individuarne la posizione per poi ucciderlo sparando attraverso il fieno.

Ricca infine l'offerta sul fronte multiplayer: oltre alla Campagna co-op, il gioco introduce anche la modalità Guerriglia, una sorta di "Orda" in cooperativa a quattro giocatori in cui dobbiamo prima impadronirci di una postazione assaltandone in modalità stealth i difensori, dopo di che dovremo difenderla per nove ondate prima di doverne conquistare una nuova e così via. Per gli amanti del multiplayer competitivo troviamo invece diverse modalità a squadre e obiettivi, pensate per sfruttare la natura più tattica del gioco. Tra queste i più appassionati della tattica troveranno particolarmente interessante la Assedio, in cui un team difende una postazione e gli altri devono assaltarla; la particolarità di tale modalità è che le uccisioni sono definitive visto che non è possibile rientrare, quindi questo costringe tutti a giocare molto più cautamente ed in maniera ragionata. Le mappe sono tutte molto varie sia per ambientazione che per struttura, caratterizzate sia da grandi aree aperte che da zone chiuse ricche di stanze e corridoi; il sistema di classi ci mette inoltre a disposizione diversi tipi di armamento e abilità a seconda del ruolo che vorremo ricoprire. Tutte le modalità multiplayer sono giocabili sia su Xbox Live che in system link, mentre la Guerriglia è l'unica che offre anche il supporto allo split-screen locale a due giocatori.

Amore

Stealth, che passione

- La particolare implementazione delle sessioni stealth in Ghost Recon: Future Soldier è stata una bella sorpresa: aggiunge al titolo un elemento di gameplay più ragionato e tattico, contribuendo a variare notevolmente il ritmo di gioco rispetto alle fasi più action. Riuscire a ripulire un'area piena di nemici studiando attentamente la sequenza di uccisioni affinché nessuno si accorga di nulla vi darà grandi soddisfazioni.

Meccaniche TPS

- Il passaggio alla formula da sparatutto "GOW-like" è stato eseguito egregiamente, mantenendo la natura tattica della serie ed implementando alcune caratteristiche molto gradite come il passaggio semi-automatico da riparo a riparo - che dà vita peraltro a bellissime animazioni di corsa - o la penetrabilità e distruggibilità delle coperture. Dal punto di vista del gameplay ci troviamo di fatto davanti ad uno dei migliori TPS di questa generazione.

Armeria

- L'introduzione della modalità Gunsmith è qualcosa che farà felici tutti gli appassionati d'armi, che sicuramente passeranno molto tempo cercando di personalizzare ogni arma adattandola alle proprie esigenze.

Varietà d'azione

- La Campagna fa di tutto per non farvi annoiare o avvertire sensazioni di ripetitività: ogni missione ha una propria specificità che la rende diversa dalle altre, mentre alcune introducono novità sostanziali che vi permetteranno di variare il menu, come quella in cui controllerete la potente "armeria ambulante" Warhound o una suggestiva missione notturna.

Ambientazioni

- Ho trovato ottima la realizzazione, sia visiva che strutturale, delle ambientazioni: gran parte degli oggetti presentano textures molto nitide pennellate da un ottimo sistema di illuminazione, arrivando a punti d'eccellenza come la resa dei corsi d'acqua o gli effetti particellari che rendono tutto più "sporco" e affascinante. Molto bella, e decisamente inusuale, la scelta di popolare gli scenari di civili, che seppur non vanno a modificare le dinamiche di gameplay introducono comunque un elemento di realismo in più. Ed anche la distruggibilità dell'ambiente aggiunge maggior spettacolarità: quando arriverete ad una sparatoria in un mercato della frutta capirete cosa intendo.

Multiplayer tattico

- Così com'era per i precedenti episodi della serie, anche il comparto multigiocatore di Ghost Recon: Future Soldier si offre come terreno ideale per i giocatori che preferiscono lo scontro più ragionato e coordinato con i compagni rispetto ad un'azione frenetica ed istintiva. Se riuscirete a creare un team di giocatori affiatati e ben organizzati, il gioco competitivo vi darà sicuramente molte soddisfazioni; nella mia prova non ho peraltro rilevato particolari problemi di lag, mentre i problemi lamentati in fase di beta - come il respawn troppo vicino ai nemici - mi sono sembrati risolti grazie al blocco dei punti di respawn (sia fissi che quelli alle spalle dei compagni) quando ci sono nemici nei paraggi.

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Odio

Narrazione

- Il gioco delude purtroppo sul fronte della storia: la trama in sé risulta piuttosto scialba e generica, mentre le cut-scene che fanno da intermezzo tra una missione e l'altra non aiutano per via di una recitazione dei personaggi virtuali appena sufficiente. Alla fine della campagna ricorderete sicuramente dei bei momenti di gioco, alcuni anche molto spettacolari, ma vi rimarrà ben poco della storia vera e propria. Nota positiva invece il doppiaggio italiano, molto ben realizzato.

Qualche problemino evitabile

- Sul fronte tecnico fila tutto liscio per la maggior parte del tempo, ma in qualche occasione si notano rallentamenti piuttosto visibili - ad esempio in sparatorie che coinvolgono molti nemici, esplosioni ed effetti particellari - e textures in alta definizione che ci mettono qualche attimo di troppo ad apparire sulle loro versioni in bassa definizione. Sono casi piuttosto sporadici, mi saranno capitati meno di una decina di volte durante tutta la campagna, ma comunque si notano.

Supporto Kinect

- A differenza di molti giocatori che vorrebbero più giochi Kinect di stampo hardcore, personalmente rimango convinto che il sensore di Microsoft resti valido (con risultati anche eccellenti) unicamente per i giochi casual, e quanto implementato in Ghost Recon: Future Soldier non è riuscito a farmi cambiare idea. I controlli gestuali e vocali introdotti nella modalità Gunsmith risultano lenti, macchinosi e scomodi rispetto all'immediatezza del joypad: se avete Kinect li userete un paio di volte giusto per provare l'"effetto Minority Report", ma li dimenticherete poi velocemente.

Tiriamo le somme

Con Ghost Recon: Future Soldier Ubisoft ha confezionato un ottimo titolo sia per gli amanti del single player che per quelli del gioco in compagnia: la serie è cambiata molto dal suo debutto, ma rimane un ottimo shooter per i fan dell'azione tattica. Solo una narrazione/storia non all'altezza del nome Tom Clancy ne zavorra la valutazione. 9.0

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

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