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The Witcher 2: Assassins of Kings - Enhanced Edition

Recensione - The Witcher 2: Assassins of Kings - Enhanced Edition

Dopo aver conquistato i giocatori PC, il Lupo Bianco di CD Projekt è pronto per il suo debutto nel mondo console con l'esclusiva Xbox 360 The Witcher 2: Assassins of Kings - Enhanced Edition; scopriamone insieme le caratteristiche.

Il Gioco

Regni del Nord, fine 1200: ci troviamo in un mondo medievale dominato dalle guerre tra regnanti in cui umani, nani ed elfi convivono in un precario equilibrio pregno d'odio e pregiudizi razziali ed in cui la magia ricopre un ruolo primario. Non si tratta però di un mondo fantasy alla Tolkien; tutto è più cupo ed oscuro ed i confini tra bene e male sono più sfumati, impercettibili. In tale contesto emerge la figura dei Witcher, esseri mutanti dall'aspetto umano ma dotati di abilità speciali, addestrati ed utilizzati come cacciatori di mostri. Geralt di Rivia è uno di questi e lo troviamo all'inizio di The Witcher 2: Assassins of Kings - Enhanced Edition imprigionato in una cella, accusato di aver ucciso Foltest, re di Temeria. Interrogato da uno degli agenti più fidati di Foltest, Geralt rivive in una serie di flashback gli eventi che hanno portato alla sua incarcerazione: l'assalto da parte del re al castello di La Vallette, occupato dalla regina che si è ribellata al suo stesso marito, la vittoria delle truppe del re e la sua conseguente uccisione per mano di un nerboruto assassino che Geralt riconosce essere un altro Witcher e che, subito dopo l'uccisione, sparisce lasciando il protagonista come unico sospetto per la morte del sovrano. Dopo essere sfuggiti alla prigionia, nei panni di Geralt dovremo iniziare ad indagare sul fantomatico assassino per scoprire chi c'è dietro alla cruenta uccisione di re Foltest e riscattare il nostro nome: inizia così un viaggio che ci porterà a conoscere personaggi affascinanti e luoghi pregni di mistero, oltre a farci esplorare il passato del protagonista che lui stesso sembra aver dimenticato.

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The Witcher 2: Assassins of Kings - Enhanced Edition si presenta come un action-RPG in terza persona in cui gli elementi di combattimento, dialogo, esplorazione, evoluzione del personaggio e sequenze narrative si fondono tra loro a creare un affresco completo e convincente. Non si tratta però propriamente di un titolo open-world, anche se non manca la componente free roaming: il gioco è infatti diviso in tre diversi capitoli - oltre ad un prologo ed un epilogo - in ognuno dei quali troviamo una diversa, vasta, ambientazione con la possibilità di esplorarne ogni millimetro, parlare con gli abitanti, entrare nelle case, trovare oggetti e così via, oltre ovviamente a svolgere le missioni della storia principale o le quest secondarie in cui potremo imbatterci. Il mondo di gioco è comunque estremamente convincente: non solo le ambientazioni sono dettagliatissime e ricche di particolari, ma i molti personaggi seguono cicli giorno/notte che rendono il tutto più verosimile.

A differenza di altri titoli di questo tipo, non abbiamo voce in capitolo sulla creazione del nostro personaggio e non possiamo sceglierne l'aspetto, il nome o le caratteristiche iniziali; se questo da un lato riduce il fattore ruolistico, dall'altro gioca a favore della narrazione, qui molto più solida e cinematografica grazie all'uso di un personaggio fisso attorno al quale ruotano tutti gli eventi. Questo non significa però che manchi il fattore di personalizzazione e crescita del personaggio, anzi: nel corso della storia potremo equipaggiare Geralt con armature sempre migliori e dotate magari di bonus aggiuntivi come la resistenza al veleno, al fuoco o al sanguinamento, così come è possibile trovare armi sempre più efficaci, divise tra quelle ordinarie e le spade d'argento da Witcher, più efficaci contro i mostri. Le armi sono poi modificabili con rune capaci di aggiungere ulteriori effetti permanenti o speciali unguenti da spargere sulla lama che donano ai nostri colpi effetti temporanei come l'avvelenamento; lo stesso dicasi per vesti ed armature, potenziabili con elementi atti a renderle più robuste o aggiungere resistenza a particolari tipi di danno. Alla pari degli unguenti per le armi, Geralt può infine assumere anche delle pozioni - acquistabili presso i mercanti o creabili seguendo le ricette e gli ingredienti trovati nel corso dell'avventura - capaci di conferirgli particolari abilità temporanee come la rigenerazione veloce della salute, la vista notturna, l'immunità al veleno e così via; è possibile assumere più di una pozione per combinare più effetti insieme, ma ognuna di queste ha una sua tossicità e dobbiamo cercare di rimanere sotto la soglia di sicurezza per evitare di finire per avvelenare il protagonista. Elemento estremamente importante è però il fatto che le pozioni si possano assumere unicamente quando Geralt non è in combattimento: quindi durante le lotte è impossibile guarire le proprie ferite a meno che non ci si fosse preparati prima con una pozione di guarigione veloce. Questo significa che, soprattutto di combattimenti molto impegnativi, è bene prepararsi assumendo le pozioni più adatte.

E proprio il sistema di combattimento è l'elemento che più di tutti fa sembrare il gioco quasi concepito per il mondo console piuttosto che essere nato su PC: grazie all'uso dei pulsanti per attacco leggero, pesante, parata e schivata, i combattimenti risultano estremamente fluidi ed il giocatore esperto riuscirà a destreggiarsi anche in caso di attacchi contemporanei da parte di più nemici (che non aspettano il loro turno per colpirci come accade altrove, ma approfittano di ogni possibilità per attaccarci alle spalle). Oltre alle classiche armi è possibile anche usare le innate abilità da Witcher di Geralt come una sorta di spinta telecinetica, il posizionamento di trappole magiche, il lancio di palle di fuoco o il condizionamento mentale di un nemico per farlo combattere contro i suoi compagni. A tutto questo si accostano ulteriori mezzi come tagliole e trappole esplosive, bombe, pugnali da lancio e altri strumenti utilizzabili per aiutarci nei combattimenti. Ed ovviamente Geralt stesso è "potenziabile": ad ogni passaggio di livello ottenuto con l'accumularsi di esperienza, possiamo spendere dei "punti talento" su quattro diversi alberi delle abilità dedicati al combattimento, all'alchimia, all'uso dei poteri o all'allenamento generale.

Amore

Storia e mondo di gioco

- La componente più affascinante di The Witcher 2: Assassins of Kings - Enhanced Edition è senza dubbio l'affresco narrativo composto dalle avventure del protagonista e dal background del mondo di gioco: la storia è condotta con l'uso di cut-scenes molto ben recitate e cinematografiche, con dialoghi nei quali possiamo interagire facendo talvolta scelte che possono influenzare il corso degli eventi. La storia è inoltre arricchita da intrighi politici, misteri legati ad un'amnesia che ha colpito il protagonista e da un cast di personaggi estremamente carismatici: più di una volta mi ha ricordato per tenore e argomenti trattati quella de Il Trono di Spade. Anche mostri spesso secondari come i troll assumono qui uno spessore particolare, trasformandosi in veri comprimari capaci di dar vita a scenette piuttosto spassose.

Combattimenti

- Il sistema di combattimento del gioco si è dimostrato ben fatto ed efficace, ed è stata una vera sorpresa perchè al tempo dell'uscita del gioco su PC fu uno degli elementi più criticati: non avendolo provato allora non so se in questa edizione sia stato migliorato, ma personalmente l'ho trovato soddisfacente e molto adatto all'uso tramite joypad. Non pensiate però che si tratti di un semplice button-masher: i combattimenti sono spesso molto impegnativi e richiederanno l'uso combinato dei poteri di Geralt, oggetti secondari e la giusta coordinazione tra attacchi, schivate e parate per uscirne vittoriosi. Scongiurato poi il rischio frustrazione grazie al livello di difficoltà variabile in qualsiasi momento.

Grafica

- Lo si intuiva già dai filmati, e giocarlo ci dà la conferma definitiva: la grafica di The Witcher 2: Assassins of Kings - Enhanced Edition è di prim'ordine, con ambientazioni stupende, ricchissime di dettagli e irradiate da un motore di illuminazione capace di renderle quasi magiche soprattutto in orari come l'alba e il tramonto. Anche il protagonista presenta dettagli assolutamente realistici come il cuoio e la lavorazione dell'armatura, mentre i volti e le capigliature avrebbero potuto giovare di una miglior realizzazione. Complessivamente comunque ci troviamo di fronte ad uno dei giochi dalla miglior grafica visti finora su Xbox 360, anche se non privo di difetti come leggerete più avanti.

Due storie in una

- Completare il gioco vi porterà via dalle 20 alle 30 ore a seconda che vi concentriate unicamente sulla storia principale o che esploriate anche le molte opportunità di attività secondarie; una volta giunti alla fine però è molto probabile che vorrete rigiocarlo almeno una seconda volta. Questo perchè alla fine del primo capitolo dovrete decidere con quale di due personaggi in conflitto tra loro allearvi: questa scelta cambierà radicalmente il corso del resto del gioco riguardo a storia, ambientazioni e personaggi incontrati. La tentazione di rigiocare (o ripartire da un salvataggio antecedente tale scelta) è quindi fortissima, e come se non bastasse troverete anche altre scelte che vi porteranno a modificare ulteriormente gli eventi conducendovi ad uno dei molti diversi finali; tutto questo aumenta di molto la rigiocabilità, senza considerare che potreste anche decidere di esplorare strade diverse nell'evoluzione degli skill del personaggio.

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Odio

Un porting imperfetto

- Anche se ho lodato l'aspetto visivo del gioco, purtroppo il lavoro svolto da CD Projekt non è pulitissimo: tra i problemi presenti vanno menzionati un lieve tearing, fortunatamente visibile quasi unicamente durante le cut-scenes e quindi poco influente nel gameplay, effetti di pop-up delle textures che si riducono notevolmente installando il gioco su Hard Disk ed un aliasing piuttosto marcato. Possono poi capitare sporadici problemi come un caso in cui ho visto la spada sparire dalle mani di Geralt durante un combattimento mentre lui continuava a massacrare i nemici come se l'arma fosse ancora lì. Nulla in grado di rovinare l'esperienza di gioco, ma comunque si tratta di elementi che denotano una certa mancanza di rifinitura.

Problemi di orientamento

- Sarà che ormai siamo abituati a giochi che ci mostrano sempre la strada da seguire, ma ho trovato talvolta un po' difficoltoso capire dove andare. Ogni volta che si attiva una missione, infatti, appare un indicatore della destinazione sulla mappa ma può capitare che la via per raggiungerla non sia così immediata. In una missione mi è inoltre successo che l'indicatore sembrava impazzito, cambiando posizione ogni volta che guardavo la mappa, facendomi perdere molto tempo per capire quale fosse la destinazione effettiva. A questo aggiungiamo che il diario di gioco mostra come attivabili anche le missioni che richiedono il completamento prima di altre missioni, per cui chi volesse selezionarle e seguirle si troverebbe senza indicazioni sul da farsi semplicemente perchè quelle missioni non si possono ancora svolgere. Il tutto rende la navigazione tra ambienti e missioni un po' confusionario; fortunatamente si tratta di problemi sporadici con i quali si impara velocemente a convivere.

Salvataggi poco frequenti

- Se siete abituati a giochi che eseguono un salvataggio automatico dopo o prima di ogni scontro, qui potreste trovarvi a morire in combattimento e dover ricominciare l'intera missione dall'inizio; il sistema di salvataggio automatico è infatti piuttosto avaro e sta quindi al giocatore ricordarsi di salvare spesso man mano che procede in una missione, soprattutto se sa che potrebbero esserci incontri pericolosi.

Parlato in inglese

- So che questo non sarà un problema per chi ha una buona comprensione dell'inglese ed io stesso ho apprezzato l'ottimo parlato originale con accento inglese, ma quando un gioco è così incentrato sullo storytelling, poterselo godere nella nostra lingua principale rende innegabilmente l'esperienza molto più diretta e immersiva, senza costringere i meno anglofoni a ricorrere alla lettura dei sottotitoli. Già la versione PC era in inglese, ma sarebbe stato bello per la versione console avere il doppiaggio in italiano.

Tiriamo le somme

The Witcher 2: Assassins of Kings - Enhanced Edition è un gioco splendido, dal gameplay profondo e con una storia coinvolgente e molto interessante; la magistrale realizzazione grafica fa da contorno a quello che può senza dubbio essere considerato uno dei migliori RPG fantasy per Xbox 360. Se amate il genere e questo tipo di ambientazioni, l'acquisto è obbligato. 9.3

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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