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Crysis

Recensione - Crysis

Nel 2007 Crytek segnò il mondo del gaming su PC lanciando un prodotto fresco, soprattutto graficamente, che rimase alla portata unicamente di chi poteva permettersi una macchina sufficentemente potente da farlo girare senza problemi. Dopo quattro lunghi anni, e grazie anche alla decisione di aprirsi al mondo delle console, Crysis è pronto ad affascinare anche i giocatori di Xbox 360 nella particolare forma download-only. Scopriamo insieme il valore di questa produzione.

Il Gioco

La storia del gioco esordisce mostrandoci a a bordo di un velivolo da trasporto C-17 Globemaster; fuori è notte fonda e ci prepariamo a paracadutarci sulle isole Lingshan, pronti ad affrontare una nuova operazione bellica contro le forze coreane. Fin da questi primi momenti è possibile assaporare le straordinarie visuali offerte del gioco: librandoci nel vuoto, osserviamo il cielo in attesa di arrivare sulla terraferma. Come sempre i primi imprevisti non si fanno attendere, i paracaduti non si aprono e siamo costretti ad un atterraggio di fortuna, in mezzo al mare, nelle profonde acque situate in territorio filippino. Fortunatamente la nostra tuta, la Nanosuit, è in grado di attutire il colpo e proteggerci. Queste tute, in possesso anche dei nostri compagni che sono invece atterrati senza problemi, rappresentano la più grande tecnologia a disposizione degli umani nel 2020, anno in cui è ambientato il titolo, e possono proteggerci efficacemente da condizioni altrimenti letali, permettendoci inoltre di sfruttare diversi poteri. Tra questi abbiamo l’invisibilità, caratteristica che ci permette di affrontare tutte le missioni in maniera tattica senza farci scoprire dal nemico; la corazza, che aumenta la nostra resistenza ai proiettili nemici e le nostre possibilità di sopravvivere ad un forte attacco nemico ed infine l’estrema velocità che ci permette di allontanarci da un luogo con maggior rapidità. Se siamo a corto di munizioni e i nemici sono pochi, possiamo anche scegliere di utilizzare i nostri potenti pugni, la cui forza risulta incrementata grazie alla speciale CryFibril, per mettere al tappeto l’avversario. Una volta arrivati sulla spiaggia il nostro compito sarà quello di ricongiungerci con i nostri compagni, muovendo i nostri passi nella giungla che ci accompagnerà per la maggior parte della nostra avventura. Scopriremo fin da subito che in un’isola i pericoli si nascondono sempre dietro l’angolo ed è meglio essere il meno visibili possibile, sia per non attirare l’attenzione dei nemici che per muoverci successivamente come meglio si crede. Arrivati al punto d’incontro, scopriamo che uno dei nostri alleati, Aztec, è morto in circostanze del tutto sconosciute mentre Jester è fortunatamente ancora vivo e vegeto. Presto scopriamo che i coreani non sono gli unici soggetti ostili presenti sul territorio e che quella assegnata a Nomad, il protagonista, e alla sua squadra non è una missione qualunque ma è anzi pericolosissima e avvolta da tante ombre. L’isola nasconde un mistero inquietante e letale che può minacciare l’esistenza della razza umana, ma che fa gola ai potenti o quantomeno risulta essere fin troppo interessante per essere limitato al campo della ricerca e della scienza. Nomad, Jester, Psycho e Prophet sono pronti ad accettare tutti questi rischi e ad esplorare l’isola per scoprire la verità, eseguendo gli ordini del comando generale.

La campagna di questo FPS si presenta giocabile in quattro diverse difficoltà, l’ultima delle quali aggiunge un pizzico di realismo in più, ovvero il parlato dei nemici in coreano, oltre che aumentare notevolmente la difficoltà. L’isola è esplorabile come meglio si crede, rendendo la produzione Crytek quasi un free-roaming, ma ovviamente ci dovremo attenere alle missioni primarie e secondarie segnalate per poter continuare gli eventi del gioco. A seconda di quale filosofia di gioco si deciderà di adottare, Crysis può durare anche più delle canoniche 12 ore che rappresentano ormai da tempo uno standard per gli shooter. Non è invece presente il comparto multigiocatore, che nella sua versione PC si presentava con due modalità, una deathmatch ed una ad obiettivi, e sei diverse mappe. Tra le altre opzioni presenti sono da segnalare la possibilità di scegliere la lingua del gioco tra le tante disponibili e il pieno supporto al 3D, che risulterà sicuramente un extra gradito per tutti i possessori di televisioni stereoscopici.

Amore

Graficamente sbalorditivo

- Crysis è uno dei titoli graficamente migliori su console nonostante sia stato rilasciato originariamente nel 2007 su PC, e non ha nulla da invidiare ad alcune delle produzioni più recenti che hanno fatto del comparto tecnico il loro punto forte. Con l’utilizzo del nuovo CryEngine 3, studiato appositamente per Xbox 360 e Playstation 3, e le varie migliorie al sistema d’illuminazione, il titolo regala scenari magnifici e realistici grazie agli ottimi effetti particellari e ad una delle migliori rese dei fluidi in circolazione. Esplorare l’isola, sia di notte che alle diverse ore del giorno, girovagare per i fitti boschi, correre per le spiagge ed immergersi nel mare non ha veramente eguali. Da sottolineare comunque che i settaggi “ultra-high” da computer di alta fascia rimangono tuttora irraggiungibili.

L’ambientazione ideale

- Con Crysis 2, Crytek ha commesso un grosso errore a staccarsi troppo dal setting originale e a proporre una “giungla urbana”, una New York videoludica rivisitata da molti altri, forse troppi. L’ambientazione è uno dei punti fondamentali per la riuscita di un gioco perché alla fine è quella che fa da collante con tutto il resto: meccaniche di gioco, relazioni e opportunità del nemico, l’approccio del giocatore e gli elementi grafici che rispondono a quell’ambiente. Tra le nostre mani abbiamo un’isola ricca di vegetazione, esplorabile come meglio si crede, capace di nascondere nemici di qualsiasi genere e conservare misteri che era meglio non riscoprire, oltre che perfetta per mettere in moto le nostre strategie tattiche per aggirare un luogo, raggiungere una base, compiere una missione secondaria o primaria. Un’isola del genere è ideale per dar sfogo alle nostre idee: nascondersi tra i cespugli, avanzare di albero in albero, immergersi in acqua piuttosto che utilizzare l’invisibilità, effettuare azioni dirette sfruttando però le coperture naturali, affrontare un percorso più nascosto saltando di roccia in roccia piuttosto che prendere la strada sterrata. Tante alternative, valide, che ci permettono di affrontare il gioco in tante maniere differenti.

Sempre meglio l’originale

- Ho giocato Crysis 2, non l’ho terminato. Lo sapevo sin dall’inizio che non sarebbe stato quel gioco capace di sorprendermi e farmi stare incollato allo schermo, nonostante fossi a conoscenza del successo del suo predecessore. Con Crysis ci sono andato con i piedi di piombo, vista la brutta esperienza avuta con il sequel. Ebbene, come succede con molti altri giochi, l’originale rimane sempre il migliore! Se avete vissuto la mia stessa situazione, lasciatevi andare e acquistatelo perché difficilmente vi ritroverete con l’amaro in bocca.

Rapporto qualità-prezzo

- Il gioco, seppur datato anagraficamente, ha molto da insegnare a tanti dei titoli appartenenti allo stesso genere. Chi non ha mai avuto la possibilità di provare quest’avventura per ragioni tecniche o economiche, il prezzo di 19,99 Euro (o 1680 Punti Microsoft) è adeguato all’offerta proposta: una campagna single player capace di affascinare qualsiasi giocatore, con una buona storia, un ottimo comparto tecnico e un setting perfetto. Meglio una collezione di mappe multiplayer o un gioco capace di regalare sensazioni nuove e differenti?

Doppiaggio

- Dopo tante delusioni sulle localizzazioni italiane, si torna nuovamente a parlare di un ottimo doppiaggio con voci adatte ad ogni singolo personaggio e che non risultano fuori luogo, come spesso accade. È un piacere ascoltare la voce di Claudio Moneta (Comandate Shepard in Mass Effect) sul protagonista Nomad e quella di Renato Novara (Ezio Auditore in Assassin’s Creed II): veri professionisti per un grande gioco.

Odio

Un prodotto incompleto

- Una grande macchia di questo porting è quello di presentarsi in forma incompleta. Non solo è stato necessario attendere ben quattro anni per poter vedere Crysis su console, ma questo arriva, oltre che con una povera campagna pubblicitaria ed unicamente in forma digitale, senza un comparto multigiocatore. È imperdonabile nel 2011 proporre lo stesso gioco del 2007, della durata di una decina d’ore e con rigiocabilità limitata alle difficoltà e alla diversa gestione delle missioni, privato della componente online che era presente su PC. Una mossa decisamente poco elegante.

Testing da rivedere

- Nel corso del gioco mi è capitato più volte di rimanere incastrato tra le rocce per diversi minuti prima di riuscire a liberarmi: più precisamente, nonostante provassi a saltare o semplicemente a scendere dal punto in cui mi trovavo, il personaggio, attraverso un effetto calamita, tornava sempre al posto di prima, inchiodato sulla stessa roccia. Sono da segnalare anche alcune piccole incertezze grafiche, che però non minano l’ottimo comparto tecnico: alcuni cali di frame-rate nelle situazioni più concitate; ombre sgranate in alcune cutscene; riflessioni degli oggetti sulla superficie dell’acqua spesso scattosa; pop-up in casi ci si giri attorno troppo velocemente ed anche alcune texture povere di dettaglio.

IA cieca

- La reattività dell’intelligenza artificiale sembra uno dei nei fissi delle produzioni targate Crytek. Anche in questo primo capitolo ritroviamo gli stessi difetti dell’IA del sequel, ma esponenzialmente peggiorati. Se prima il difetto era legato alla lunga distanza, ora anche i nemici a distanza ravvicinata dimostrano di non saper reagire alle situazioni: è capitato più volte che un nemico mi superasse senza degnarmi di uno sguardo nonostante non stessi utilizzando l’invisibilità, oppure che mi ignorasse completamente anche nel caso mi trovassi a pochi passi da lui.

Tiriamo le somme

Nonostante sia uscito quattro anni fa su PC, Crysis regala tutt’oggi una campagna in single player degna di nota che si lega ad un’ambientazione perfetta, completamente esplorabile ed affascinante. Il comparto tecnico è uno dei migliori di sempre su console, raggiungendo i livelli di molti titoli usciti di recente e mostrando il meglio soprattutto sui fluidi e sulla varietà del fogliame. Nonostante l’ottimo prezzo a cui è proposto il titolo, il confezionamento risulta però incompleto non essendo presente il multiplayer competitivo che avrebbe aggiunto tante ore di gioco in più. Non avete mai provato il titolo di punta di Crytek? Questa è l’occasione giusta per farlo. Avete provato Crysis 2 ma non vi è piaciuto? Crysis risulta ben differente e potrebbe rappresentare per voi una sorpresa. Avete già giocato alla versione PC a suo tempo? Non è necessario spendere soldi sulla versione per console, a meno che non siate dei veri fan della produzione. 8.5

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L'autore

Dopo aver iniziato a bruciare la Play con Crash Bandicot, ha poi saltato una generazione intera di console. L'incontro con la 360 avviene nel 2007 a San Marino, nel tentativo di evadere un po' di tasse. La sua folle passione per Gears of War lo porta ad entrare in MX e a sognare un giorno di lavorare per Epic Games, per i quali è già diventato moderatore del forum ufficiale.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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