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SHIFT 2: Unleashed

Recensione - SHIFT 2: Unleashed

di Davide Mapelli / MAPO78 P 29 mar 2011
A distanza di quasi due anni dal primo, ottimo SHIFT, EA e Slightly Mad Studios riportano la serie Need For Speed nei circuiti più belli, impegnativi ed affascinanti del mondo delle competizioni a quattro ruote. Prepariamo quindi casco e guanti e buttiamoci nella mischia, pronti a dare qualche sana sportellata per puntare alla vittoria: eccovi la nostra recensione di SHIFT 2: Unleashed.

Il Gioco

Con la serie SHIFT, Electronic Arts ha deciso di dare alla serie Need for Speed una seconda anima, introducendo le più realistiche competizioni su circuito che vanno ad alternarsi alle corse clandestine proposte dagli altri titoli del brand NFS. SHIFT 2: Unleashed ci mette nell'abitacolo delle più belle e prestanti auto di serie in circolazione, permettendoci di puntare direttamente al gotha delle competizioni sportive a ruote coperte, i campionati FIA GT3 e FIA GT1. Questi saranno il nostro punto d'arrivo, la consacrazione come piloti, ma per puntare a questo ambizioso obiettivo dobbiamo fare molta gavetta. La carriera, modalità fulcro dell'intera produzione, ci consente di partire dalle auto più gestibili per poi progredire ed utilizzare mezzi via via più competitivi. Le competizioni sono suddivise per classi a cui appartengono vari tipi di autovetture: cominciamo la nostra scalata al successo con la classe D, con vetture come la Golf, la Scirocco e l'Audi S3, passando per la classe C con altre belve quali l'Alfa Romeo 8C Competizione e l'Audi R8; nella classe B troviamo veri e propri bolidi come la Mercedes SLS e la SLR per arrivare infine alla classe A dove troviamo il top della produzione motoristica mondiale, accompagnate dalle vetture prototipo GT3 e GT1. Ad esclusione delle vetture GT, già abbondantemente preparate, tutte le altre auto sono profondamente elaborabili, sia nella parte tecnica che in quella estetica. Fortunatamente, come già visto in altri titoli, modificare l'auto equivale a migliorarla e questo potrebbe anche portarla da una classe ad un altra, partendo ad esempio con un'auto di serie ed arrivare a farla diventare un vero e proprio mezzo da corsa di un'altra categoria. Inoltre se andiamo a modificare le prestazioni della nostra vettura, anche la CPU si adeguerà modificando radicalmente le nostre rivali, mantenendo così il livello di sfida sempre equilibrato, evitando la spiacevole possibilità di vincere comodamente subito dopo aver elaborato a dovere la nostra auto.

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Per poter usare le auto migliori dobbiamo necessariamente salire di livello; esattamente come nello scorso capitolo, ogni gara, ogni particolare manovra, ci frutterà dei PE - punti esperienza - che ci consentono di salire di livello, sbloccando così nuove competizioni e vetture. A differenza del passato son state tolte le manovre aggressive e quelle pulite, non ci sono più differenze da questo punto di vista, portando il pilota a prediligere una guida corretta ed a stare ben alla larga da contatti che possano rivelarsi fatali. Restano invece immutati alcuni obiettivi specifici presenti in ogni competizione: dominare le curve, la traiettoria ideale, siglare ottimi tempi sono tutti obiettivi che ci frutteranno altri punti bonus, permettendoci quindi di salire di livello più in fretta. Ad ogni passaggio riceveremo crediti bonus, nuove vetture ed anche nuove aerografie e decals per personalizzare il nostro bolide.

Tra le novità introdotte in SHIFT 2: Unleashed, meritano una particolare menzione le gare in notturna, davvero suggestive ed adrenaliniche; ancor più immersive se abbinate alla nuova ed eccitante Helmet Cam. Proprio come nel primo SHIFT, lo sforzo dei programmatori è stato quello di far sentire il giocatore davvero a bordo di vetture da corsa, e mai come prima d'ora l'obiettivo è stato completamente centrato, proprio grazie alla rinnovata visuale interna di cui vi parlerò più avanti. Altra sostanziale novità a cui ho già accennato, è la possibilità di elaborare profondamente i nostri bolidi, consentendo al meccanico che c'è in ognuno di noi di sbizzarrirsi tra modifiche e setup vari, permettendo quindi di mettere a punto l'auto in ogni sua componente. Presente anche un rinnovato ed approfondito sistema di danni in tempo reale. Oltre a quelli prettamente estetici, son stati introdotti anche dei veri e propri danni meccanici che potrebbero mettere fine alla nostra gara in qualsiasi momento. Sebbene il sistema introdotto sia di manica piuttosto larga, perdonando quindi i contatti più leggeri almeno dal punto di vista estetico e meccanico, sbattere contro un guard-rail a velocità sostenute potrebbe portare conseguenze disastrose, come cappottamenti e perdita di ruote, arrivando ad un prematuro ritiro. Sostanziali novità anche nel modello di guida: a differenza del passato, il comportamento delle auto è nettamente più verosimile, senza quella leggerezza al posteriore che aveva caratterizzato il primo SHIFT; ad inizio carriera veniamo sottoposti al solito test per regolare gli aiuti alla guida ed il modello di guida stesso, avendo comunque la possibilità di agire sui vari aiuti manualmente, adattando quindi il gioco alle nostre esigenze.

Immancabile la presenza dell'Autolog, già visto ed apprezzato nel recente Hot Pursuit. Anche in questo caso lo stimolo dato dal confronto coi tempi dei nostri amici o addirittura i record mondiali e continentali, ci porta a dare sempre il massimo ed anche a ripetere più volte competizioni magari già vinte solo per il gusto di essere in cima alla nostra personale bacheca dei tempi. Da segnalare anche la presenza di contenuti VIP; questi altro non sono che bonus sotto forma di auto sbloccabili o crediti extra, che ci vengono elargiti semplicemente se sul nostro Hard Disk sono presenti salvataggi dei precedenti NFS: correre in un circuito con una Lamborghini della Polizia è ora possibile semplicemente avendo un salvataggio di Hot Pursuit ad esempio, una specie di premio fedeltà davvero carino ed apprezzabile. Purtroppo mi è stato impossibile valutare la parte online del titolo a causa dell'assenza, al momento della prova, svolta prima dell'arrivo del gioco nei negozi, di rivali con i quali confrontarmi, rimandando la disamina di questo importante aspetto ad un'altra occasione.

Amore

Il Brivido delle corse

- I ragazzi di Slightly Mad Studios hanno un preciso obiettivo in testa, quello di far sentire il giocatore davvero al volante di un'auto da corsa, di trasmettere lo spirito racing più genuino, quello che trasforma la puzza di benzina e gomme bruciate in una vera e propria fragranza indimenticabile. Dal curatissimo sound dei motori alla visuale dal casco davvero esaltante, passando per altri piccoli dettagli come lo sporco fuori traiettoria, i pezzetti di gomma che, sollevati dalle vetture, sbattono sul nostro parabrezza, i detriti nel circuito, tutto è realizzato ad arte per far sentire il giocatore davvero nell'abitacolo di un'auto da competizione. Anche l'IA che controlla i rivali è pregevole, tosta ed aggressiva, e ci risparmia quell'indecoroso spettacolo offerto da trenini di auto rivali sempre in fila come una scolaresca di prima elementare, anzi mi è capitato spesso di vedere dritti ed incidenti rocamboleschi tra gli avversari. Raramente mi è capitato di sentire uno spirito racing così forte e radicato in un gioco e SHIFT 2: Unleashed riesce pienamente in questo obiettivo, offrendo al giocatore tutte le emozioni della guida al limite.

Helmet Cam e visuali dinamiche

- Dopo aver giocato a SHIFT 2 mi auguro che tutti i prossimi giochi automobilistici prendano spunto dalle eccezionali visuali proposte dall'ultimo titolo EA. Ogni visuale infatti non appare mai statica ma molto dinamica, direi agitata, vibrante. Anche con quella in terza persona son riuscito a percepire le asperità del tracciato, per non parlare dei moscerini o delle macchie di sporco che andranno ad offuscare - in maniera assolutamente non fastidiosa - la vista. Ma tutto questo è nulla se paragonato alla nuova visuale dal casco del pilota, dando vita ad un vero e proprio First Person Racing. Il già pregevole lavoro svolto con SHIFT ora è stato ulteriormente affinato, donandoci una visuale semplicemente strepitosa. Oltre all''offuscamento delle parti non in primo piano, come il cruscotto o l'imbottitura del casco stesso, ed ai classici scossoni dovuti alla morfologia del circuito, ora i movimenti del pilota virtuale sono resi davvero alla perfezione; in prossimità di una curva, ad esempio, il pilota sposterà il punto di vista verso la direzione in cui la curva stessa ci porta, donando un senso di guida ed un'immersione davvero senza precedenti, aspetto portato all'estremo dalle gare di Drift, in cui letteralmente guardiamo la strada dal finestrino! Se da un lato però c'è l'esaltazione per una rinnovata visuale davvero evocativa, è innegabile quanto questa sia più impegnativa rispetto ad una visuale classica. Non è affatto facile domare una GT1 lanciata sulle strade del Nordschleife con questa visuale, ma è terribilmente appagante ed esaltante riuscire a farlo. In più di un'occassone, dopo una gara tiratissima, avevo davvero voglia di urlare per l'esaltazione data dalla vittoria, un aspetto fondamentale per valutare l'ottima realizzazione di un gioco, del suo spirito.

Guida accessibile

- Come già accennato, sostanziali modifiche hanno coinvolto il sistema di guida. A differenza del passato le automobili si comportano in maniera verosimile, abbandonando quello strano effetto pendolo che caratterizzava il primo SHIFT e che poteva falsare la percezione del giocatore, specialmente con la visuale da dietro. Ora il comportamento delle vetture è più tradizionale, prevedibile e semplice da gestire. Una scelta che può far storcere il naso a chi cerca una guida iperrealistica, ma che si rende essenziale per amplificare ulteriormente il puro divertimento, allontanando la frustrazione tipica di una simulazione e lasciando al giocatore solo il bello delle competizioni, senza dover impazzire nel tentativo di domare i cavalli celati sotto al cofano.

Circuiti

- Già nello scorso capitolo si poteva intuire la forte passione degli sviluppatori per il mondo delle competizioni anche solo dalle piste presenti, aspetto che si ripete anche in questo secondo episodio. Tra i circuiti a disposizione c'è praticamente il meglio che il nostro pianeta può offrire: SPA Francorchamps, Nordschleife, Nurburgring GP, Hockeneim, Laguna Seca, Monza, Suzuka, Brands Hatch, Donington, Silverstone, Catalunya GP e Brno sono solo alcuni dei tracciati a nostra disposizione, inutile aggiungere altre parole.

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Odio

Modello di guida Elite

- Se da un lato ho apprezzato il modello di guida in generale, approntato più al divertimento che alla difficoltà tipica di una simulazione, mi ha lasciato un po' perplesso l'introduzione di quello che invece avrebbe dovuto rappresentare il lato simulativo di SHIFT 2: Unleashed: la modalità di guida Elite. Anche con questo particolare stile di guida le auto risultano sempre e comunque docili da controllare. Usare un mostro a trazione posteriore come una Viper e potersi permettere il lusso di spalancare il gas in seconda senza preoccuparsi di testacoda o perdite di controllo è tutto fuorchè realistico, e questo porta anche ad un inevitabile appiattimento delle differenze di trazione delle vetture. Risulta quindi chiaro l'intento di offrire sì un prodotto che si basa sulla realtà, ma sacrificando tutti quegli aspetti che possono portare alla frustrazione, scontentando inevitabilmente chi è alla ricerca di una vera simulazione.

Bordo pista

- In tutta onestà dal punto di vista grafico, in particolare guardando il bordo pista, mi aspettavo di più. Purtroppo in alcuni circuiti, specialmente quelli cittadini, tutto ciò che circonda la pista mi è parso piuttosto sottotono. Nulla di allarmante, anche perchè si tratta di aspetti secondari e che non intaccano le sensazioni che il gioco sa donare, ma le textures dei palazzi risultano piatte e poco definite, così come il classico pubblico cartonato presente sugli spalti o l'aliasing che caratterizza alcuni elementi del panorama. Tutti aspetti che stridono con il pregevole sistema di illuminazione o l'ottima modellazione dei veicoli. Credo sia ormai lampante come i limiti tecnici dell'attuale generazione di console affiorino in casi come questi: per prediligere aspetti come la fluidità assolutamente costante o la realizzazione delle vetture, bisogna per forza scendere a compromessi in altri aspetti, fortunatamente in questo caso secondari.

Gioco carriera-centrico

- Ho trovato incomprensibile la scelta di vincolare ogni gara, anche un banale evento veloce, al parco vetture disponibile nel nostro garage virtuale. Non è infatti possibile selezionare un'auto a nostra scelta tra tutte quelle disponibili per buttarsi nella mischia, ma si resta inevitabilmente vincolati alle vetture già sbloccate nel corso della carriera, togliendo un pò di libertà a quei giocatori che vorrebbero farsi un giro da brivido con una vettura GT solo per il gusto di farlo: peccato.

Tiriamo le somme

Need For Speed SHIFT 2: Unleashed centra in pieno il bersaglio: donare al giocatore un gioco che sa mettere in risalto tutti quegli aspetti racing che fanno la magia del mondo delle competizioni a motore. Pur sacrificando nettamente l'aspetto simulativo a favore di un modello di guida accessibile ed adatto a tutti - anche nella modalità Elite - ciò che ne risulta è un ottimo gioco, divertente ed appagante che sa diventare esaltante ed adrenalinico soprattutto se si usa una buona postazione di guida accompagnata magari dalla maestosa Helmet Cam. L'ottimo livello di sfida, la favolosa lista di circuiti disponibili, l'efficace Autolog e le sensazioni che il gioco sa donare fanno di questo titoli uno dei riferimenti per i giochi racing, assolutamente consigliato pur tenendo ben presente che in questo caso la parola "simulazione" è piuttosto fuori luogo. 9.2

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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