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Fable III

Recensione - Fable III

di Davide Mapelli / MAPO78 P 26 ott 2010
E' finalmente arrivato un altro dei titoli più attesi di questo caldo autunno targato Xbox 360. Peter Molyneux ci cala ancora una volta nella magica terra di Albion, pronti a misurarci tra bene e male ma con un nuovo importante obiettivo davanti a noi: diventare Re! Scopriamo nella nostra recensione di Fable III le qualità dell'ultimo capitolo della favola di Lionhead Games.

Il Gioco

Fable III si colloca circa cinquant'anni dopo gli eventi che abbiamo vissuto, nonchè causato, nel corso del secondo episodio, durante quella che rappresenta una vera e propria Rivoluzione Industriale ad Albion. Il protagonista di questo terzo capitolo è infatti il secondogenito dell'Eroe, fratello minore di quel Logan attualmente monarca assoluto. Monarca dapprima giusto e amato, ma divenuto crudele e spietato nel corso degli anni: un re che impiegherà davvero poco tempo per dimostrare tutta la sua crudeltà, mettendoci davanti alla prima e difficile scelta già dai primissimi minuti di gioco, preparandoci ad una lunga serie di decisioni che, come da tradizione, cambieranno il corso degli eventi.

Sta a noi quindi fuggire dalle grinfie del dispotico fratello con un solo ed unico intento: ribaltare questo regime tirannico e riportare la pace nelle tormentate strade di Albion. Naturalmente, per poter anche solo sperare di affrontare l'attuale Re ed il suo esercito, abbiamo bisogno di uomini, di soldati pronti a combattere per questa rivoluzione. Comincia cosi il nostro pellegrinaggio in cerca di alleati, accompagnati da Walter, nostro maestro d'armi, e dal fidato maggiordomo Jasper. E non può certo mancare una delle più apprezzate introduzioni del secondo Fable: il cane. Il nostro fedele amico svolgerà come al solito l'utilissimo compito di radar deambulante, fiutando tesori, collezionabili ed anche oggetti utili al proseguimento della nostra missione. Incontreremo di nuovo anche la misteriosa Theresa, la fatucchiera che già ci accompagnò attraverso il cammino per diventare Eroe. Stavolta sarà la nostra guida in quella che viene chiamata " La Strada per il Trono", un vero e proprio percorso in una dimensione parallela che non rappresenta altro che l'evoluzione dei menu testuali dedicati allo sviluppo del nostro personaggio; compiendo azioni guadagneremo degli speciali amuleti, i Sigilli, che ci serviranno per aprire i forzieri sulla Strada ed abilitare cosi nuove capacità o miglioramenti delle nostre abilità.

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Questa particolare visione dei menu è stata fortemente voluta da Molyneux e coinvolge anche il classico menu di pausa. Premendo infatti Start non ci troveremo davanti ai classici menu e inventari di ogni RPG, ma in un luogo chiamato Santuario, nel quale potremo accedere alla mappa per spostarci rapidamente tra le zone di Albion, all'Armeria per equipaggiare o potenziare le nostre armi, siano esse bianche, da fuoco o magiche, o al Camerino dove sarà possibile provare tutti i vestiti, i tatuaggi e le acconciature comprate. Inoltre nella Stanza del Tesoro troveremo le nostre ricchezze ed anche i nostri obiettivi sbloccati, mentre nella Sala Live verremo a contatto con gli altri giocatori: funzione disabilitata al momento del nostro test, ma che sarà disponibile dal giorno del lancio del gioco. Un peccato non poter testare la nuova struttura cooperativa, che pare molto più profonda vista la possibilità di creare una famiglia, letteralmente, con un altro giocatore via Xbox Live.

Tutto questo basterebbe per parlare di un qualunque videogioco, ma non è il caso di Fable III; tutto ciò che vi ho appena descritto altro non è che la prima parte del nostro cammino. Una volta creato un esercito in grado di fronteggiare quello di Logan e dopo averlo deposto dal trono, starà a noi prendere le redini di Albion, gestendo non più il nostro destino di eroe, buono o malvagio che sia, ma dovendo gestire anche l'intera popolazione del nostro amato regno.

Questo comporta molte altre scelte, ancora più pesanti di quelle a cui siamo abituati. Senza svelarvi nulla dell'ottima trama del gioco, vi basti sapere che, una volta incoronati, dovrete fronteggiare una minaccia incombente sull'intera nazione, talmente grande da metter in pericolo il destino di tutti. L'unico modo per combatterla sarà quello di attrezzarsi a dovere, preparando un esercito abbastanza forte da poter difendere il cuore del nostro regno. Questo comporterà però un grandissimo esborso economico ed ecco quindi che entreranno ancora in campo le nostre scelte. Ogni volta che riceveremo in udienza il popolo, verremo messi di fronte a decisioni più o meno importanti e che costeranno denaro, mettendoci spesso nella difficile situazione di decidere chi accontentare: il popolo che abbiamo difeso e salvato, o gli interessi che pesano come una spada di Damocle a causa della minaccia incombente?

Naturalmente una volta diventati sovrani di Albion il gioco non si limita solo a queste scelte ma potremo comunque vagare per tutta Albion in cerca di nuove avventure, come la serie ci ha ormai abituato. Non mancano quindi all'appello alcuni dei tratti caratteristici che i fan di Fable hanno certamente apprezzato: Porte Demoniache da aprire, scrigni segreti da trovare, armi mitologiche per combattere il nemico sono solo alcuni degli oggetti da cercare, dando sempre un motivo in più per non abbandonare le terre di Albion in troppo poco tempo. Da menzionare i "successori" delle maleducatissime Gargolle di Fable II: i terribili Gnomi da Giardino, ancora più sarcastici e sboccati delle statue e che vi strapperanno più di una risata!

Amore

Un mondo da favola

- Aspetto a cui Fable ci ha ormai abituato è il particolare stile, unico e speciale tanto da farci sentire davvero dentro ad una favola dei fratelli Grimm. Dal punto di vista grafico è evidente un deciso passo avanti rispetto al capitolo precedente. Mi ha colpito il miglioramento generale delle ambientazioni, capaci ora di sfoggiare textures molto più definite e dando un aspetto molto più solido a tutte le strutture di Albion. I picchi innevati ricoperti di pini mossi dal vento, le case ed i negozi di Bowerstone, le grotte, le fogne e l'inedita zona industriale della capitale guadagnano molto in particolari, pur mantenendo un framerate sempre solido, anche se non perfetto, in tutte le situazioni. Unico piccolo neo qualche sporadico accenno di screen-tearing, fortunatamente limitato in pochissime occasioni e comunque molto lieve e mai fastidioso. Una visione d'insieme davvero suggestiva, in grado di calare il giocatore ancora di più in questa bellissima fiaba.

Anche l'orecchio vuole la sua parte

- Come di consueto il comparto musicale di Fable III è ottimo, con musiche soavi che accompagnano ottimamente l'esplorazione, capaci di diventare più concitate in caso di pericolo, seguendo sempre ciò che avviene su schermo. Impressionante poi la mole di dialoghi parlati udibili da un pò tutti gli abitanti. Mi è capitato davvero pochissime volte di sentirmi dire le stesse frasi da personaggi diversi, e sentire le loro vicende, i loro apprezzamenti o i loro insulti è sempre molto divertente. Inoltre il lavoro di doppiaggio svolto si conferma su altissimi livelli; la recitazione della grande maggioranza delle voci presenti è ottima, convincente e mai stucchevole, sempre contestualizzata alla zona o agli eventi che stanno vivendo in quel momento. Fa purtroppo eccezione la voce del protagonista: sebbene venga chiamata in causa di rado, spesso mi è parsa un pò fuori luogo, con una recitazione non sempre azzeccata e comunque meno ispirata delle altre voci presenti nel gioco.

Humor inglese

- Come da tradizione, anche in questo episodio i ragazzi di Lionhead non hanno lesinato in battute più o meno scabrose e spesso divertenti. Alcune parti di gioco son davvero demenziali - provate la missione del board game e fatemi sapere! Per non parlare dei dolci apprezzamenti che ci regaleranno gli Gnomi ogni volta che ne incontreremo uno. Un costante sense of humor britannico pervade l'intera produzione, non fatevi ingannare quindi dall'aspetto decisamente fanciullesco dei personaggi di Fable III ma tenetevi pronti piuttosto ad un ricco campionario di freddure degne di un cabarettista.

Bye bye menu

- Non nascondo che in principio ho trovato un pò macchinoso l'impatto con questa nuova interpretazione dei menu, ma tempo poche ore di gioco e me ne sono innamorato. Non avere a che fare con menu e sottomenu vari, spesso sin troppo complicati in giochi con elementi RPG come Fable, è risultato piacevole ed il passaggio sempre istantaneo dal Santuario al gioco mi ha aiutato a preferire questa particolare struttura. Cambiare armi, incantesimi, o semplicemente vestiti risulta molto più agevole e godibile ora. Stesso dicasi per la "Strada per il Trono", che con la sua connotazione mistica e spirituale è certamente molto più godibile di un qualsiasi menu adibito allo sviluppo del personaggio.

Una vera fiaba per diventare Re

- Ho trovato la trama di Fable III davvero azzeccata, addirittura unica grazie al grande peso che certe nostre scelte avranno sul corso degli eventi. Se già dal principio capiremo l'importanza delle nostre azioni e di ogni nostra scelta, con tanto di promesse fatte da mantenere una volta diventati Re, nella seconda parte del gioco tutti questi aspetti riceveranno un'ulteriore spinta, capace di tener altissimo l'interesse. Essere Re implica molte scelte importanti, che favoriranno gli uni agli altri, portando quindi conseguenze che plasmeranno ulteriormente la storia di cui siamo protagonisti. Immancabili i colpi di scena, in particolare uno che ha cambiato radicalmente il mio modo di vedere gli eventi sino a quel momento. Insomma, una storia ben confezionata che possiamo plasmare grazie alle nostre decisioni: esattamente quello che Fable ci aveva promesso.

L'importanza di ogni scelta

- Ancor più che nello scorso capitolo, le nostre scelte rappresentano un aspetto cardine dell'avventura. Già dal principio ne saremo ben consci, ma la situazione diverrà ancora più pesante, quasi opprimente, una volta saliti al trono. Sta a noi decidere se salvare gli abitanti oppressi dal crudele regno di Logan o se continuare a sfruttarli, dovendo però poi scontrarci con le relative conseguenze, l'ira e l'odio dei nostri sudditi o i debiti ed i pericoli di una misteriosa ed incombente minaccia. Un meccanismo che in questo episodio raggiunge l'apice, mettendoci di fronte a delle importanti responsabilità.

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Odio

Semplificazione all'estremo

- Fable non può certo fregiarsi di essere un titolo duro, anzi tutt'altro. Il sistema di combattimento, seppur efficace e coreografico anche grazie all'inedita possibilità di mixare due incantesimi contemporaneamente, è quanto di più semplice si possa immaginare ed anche l'IA nemica non mette di certo a dura prova il giocatore nonostante attacchi in gruppi piuttosto numerosi. Se a questo aggiungiamo anche la semplificazione nel rapportarsi con gli altri, togliendo la ruota delle espressioni e concedendoci solo due scelte predeterminate per volta, il quadro che ne consegue è sin troppo semplicistico, totalmente votato all'immediatezza. Un miglior bilanciamento delle nostre abilità, a volte sin troppo letali, aiuterebbe di certo ad aumentare quel senso di sfida che invece latita.

Qua la mano

- Una delle novità di questo terzo episodio è la tanto sbandierata possibilità di portare per mano tutti gli abitanti di Albion. In qualche occasione questo si rivela utile, come durante l'arresto di un criminale, ma non mi pare sia esattamente questa grande novità in grado di dare una maggiore profondità al gameplay. Un'idea carina, nulla più.

Tiriamo le somme

Fable III è un gioco particolare, certamente unico. Non ha un genere ben definito, essendo un po' action, un altro po' RPG ed un po' pura e semplice esplorazione per migliorare il proprio personaggio. Ma è proprio questo suo esser trasversale a renderlo più interessante: un'avventura dove perdersi, affezionarsi ai personaggi secondari, dove è possibile creare una famiglia ed ora addirittura diventare Re e gestire un intero popolo, sempre mantenendo un'immediatezza ed un senso di immedesimazione davvero notevoli. Fable III è un titolo magico, ma che non piacerà a tutti. Se avete apprezzato il secondo capitolo amerete questo seguito, se invece il basso livello di sfida e la semplicità del predecessore non vi hanno soddisfatto, probabilmente anche in questo caso resterete con l'amaro in bocca. Io mi schiero con i primi. 9.2

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