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NBA 2K11

Recensione - NBA 2K11

di TheFury87 P 14 ott 2010
Puntuale come ogni anno, 2K Sports si presenta al pubblico con un nuovo capitolo della sua serie più celebre, NBA 2K. Sfruttando un testimonial come Michael Jordan, il cui solo nome è in grado di far emozionare tutti gli appassionati di basket e di sport in generale, e puntando su un gameplay mai così profondo e vario, NBA 2K11 aspira al trono di miglior gioco di basket mai prodotto. Saranno riusciti i ragazzi di 2K Sports a portare a termine un’impresa così ardita? Scopriamolo insieme nella nostra recensione.

Il Gioco

Nata più di dieci anni fa su Playstation 2, la saga NBA 2K ha saputo conquistarsi con il passare del tempo un numero di affezionati sempre maggiore, riuscendo a creare titoli che mixavano un elevato tasso di spettacolarità con un grado di simulazione che la concorrenza ha sempre e solo potuto sognare. Nonostante a livello qualitativo i vari capitoli della saga non abbiano mai dovuto fronteggiare avversari all’altezza, i programmatori di 2K Sports non si sono mai addormentati sugli allori e hanno continuato a migliorare la serie di anno in anno. Ed è così che si è giunti a NBA 2K11, undicesimo capitolo della saga e nuovo punto di riferimento per quanto riguarda l’eccellenza nelle simulazioni di basket e non solo.

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La base del gioco è sostanzialmente la stessa degli ultimi capitoli: come sempre le uniche squadre presenti sono i team della National Basketball Association e le modalità sono le stesse che tutti gli appassionati della serie hanno imparato a conoscere. Oltre alle classiche partite veloci sia online che non (da 1 a 4 giocatori offline, da 2 a 10 online), trovano spazio infatti le modalità Stagione e Playoff in cui guidare una squadra al titolo preoccupandosi quasi esclusivamente del gioco in campo; c’è poi l’Associazione, ovvero una modalità in cui ci si può mettere al comando di una delle 30 squadre della NBA e controllarne ogni singolo aspetto, dai trasferimenti dei giocatori ai contratti dello staff, dagli allenamenti alle partite. Torna inoltre “Il Mio Giocatore”, modalità nella quale si può creare un player da zero e trasformarlo da giocatore qualsiasi a stella della NBA, giocando partite su partite per aumentare i numerosissimi attributi del nostro alter-ego virtuale; chiudono poi il quadro lo Slam Dunk Contest e il 3-point Shootout (due tipi di gare che si disputano durante l’All-Star Weekend), oltre ad una nuovissima modalità dedicata al testimonial Michael Jordan, di cui vi parlo di seguito. Ma quindi NBA 2K11 è la solita solfa, con giusto qualche aggiunta e modifica per giustificare il numero 11 messo in copertina? Decisamente no.

Amore

I’m back!

- Fu con queste poche parole che, nel marzo del 1995, Michael Jordan annunciò al mondo il suo ritorno al basket giocato dopo un anno e mezzo di assenza, dando vita al più famoso e vincente comeback della storia sportiva mondiale. E, perlomeno dal punto di vista videoludico, ci troviamo di fronte ad una situazione molto simile: per anni le software house produttrici di giochi di basket hanno tentato di acquisire i diritti d’immagine di MJ, ma si sono quasi sempre scontrati con il rifiuto della leggenda dei Bulls. Oggi però, a distanza di quasi 10 anni dall’ultima apparizione, Michael Jordan fa il suo ritorno anche nel mondo dei videogiochi e lo fa in grande stile. 2K Sports ha infatti sfruttato appieno la possibilità di sfoggiare sui suoi campi virtuali il più famoso numero 23 della storia, dedicandogli non solo la copertina e il filmato introduttivo ma addirittura un’intera modalità che si rivela a tutti gli effetti il vero asso nella manica di NBA 2K11. La “Sfida Jordan” permette di rivivere 10 dei momenti più indimenticabili della carriera di MJ, dai 63 punti messi a segno contro i Celtics di Bird nel 1986 ai 45 realizzati contro i Jazz nel 1998, passando per le straordinarie prestazioni di Jordan contro Magic, Pistons, Blazers, Sonics, Knicks, Hawks e Cavs. In ognuna di esse il nostro arduo compito è quello di ripercorrere le gesta della leggenda dei Bulls, mettendo a referto punti, assist, rimbalzi o palle rubate come richiesto.

E ognuna di queste 10 sfide è ricreata con la massima dovizia di particolari: i palazzetti sono riprodotti come le controparti reali dell’epoca, così come i giocatori e le casacche delle squadre. Anche i commentatori si caleranno nella parte, discutendo sui giocatori coinvolti nella partita come se ci si trovasse davvero in quel periodo. Persino l’aspetto fisico di Michael Jordan cambierà di sfida in sfida: insomma, questa modalità è un’autentica manna dal cielo per ogni vero appassionato di basket che vuole rivivere alcuni dei momenti che hanno segnato per sempre il mondo della NBA.

Un vero show

- Ancora una volta 2K Sports si rivela maestra nel rendere le partite di NBA 2K11 un vero e proprio show, sfruttando tante piccole trovate che però nel loro insieme danno l’impressione di trovarsi di fronte ad una vera partita in tv. Tutto il pre-partita, ad esempio, ha una classica impostazione televisiva: alcuni filmati mostrano l’ingresso dei giocatori nello stadio prima della partita, mentre le statistiche scorrono su schermo per mettere a confronto le stelle delle due squadre che si stanno per affrontare. Durante la partita poi non mancano degli spettacolari replay a sottolineare le azioni più incredibili, mentre durante l’intervallo delle partite in modalità Stagione o Associazione potremo assistere a dei veri e propri spot che pubblicizzeranno partite future. A fine partita poi ci sarà da godersi uno spettacolare filmato con le gesta dell’MVP, ovvero il miglior giocatore in campo: tutto ciò contribuisce a creare una straordinaria atmosfera e dando molto risalto anche a tutto quello che gira intorno alle partite.

Simulazione allo stato puro

- Come detto, tutto ciò che fa da contorno al basket giocato è stato ottimamente realizzato, ma è sul campo che NBA 2K11 tira fuori il meglio di sé. Il grado di simulazione raggiunto dall’ultima creazione targata 2K Sports è quasi incredibile: per vincere una partita al massimo livello di difficoltà bisogna giocare seriamente a basket, sfruttando gli schemi di ogni squadra per mettere in risalto le qualità dei giocatori a disposizione o sfruttandoli per evidenziare le debolezze degli avversari. Al tempo stesso, bisogna tenere in considerazione lo stato di forma dei giocatori (un giocatore “caldo” meriterà un raddoppio di marcature, mentre ad uno “freddo” potrà essere lasciato più spazio) e il loro grado di stanchezza, e sfruttare le sostituzioni alla perfezione per dare una svolta decisa alla partita. Anche la CPU però penserà a tutto questo: il risultato è che ogni partita di NBA 2K11 è una guerra che si può vincere o perdere di un punto, ed ogni singola decisione potrebbe rivelarsi decisiva.

Basket per tutti i gusti

- Le numerose modalità di gioco presenti in NBA 2K11 garantiscono una longevità estremamente alta: le sole Associazione, Stagione e “Il Mio Giocatore”, se giocate con 12 minuti a quarto e 82 partite a stagione come nella realtà, possono durare mesi. Ma la cosa migliore di NBA 2K11 è che pur giocando decine e decine di partite non ci si stanca mai: l’elevato grado di simulazione garantisce infatti un alto livello di divertimento anche quando si padroneggia alla perfezione il gioco, e quindi non si arriverà mai ad annoiarsi per delle vittorie ottenute con troppa facilità. Ma anche nel remoto caso in cui si dovesse stancare delle partite contro la CPU, ci sono sempre l’online e il multiplayer locale a garantire una longevità praticamente infinita. Insomma, gli appassionati di basket più accaniti avranno da giocare almeno fino all’uscita del prossimo capitolo.

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Odio

Nuovo gioco, vecchi problemi

- Sono ormai diversi anni che la serie 2K si porta dietro alcuni problemi relativi alle modalità online, e purtroppo NBA 2K11 non fa eccezione. Nonostante nella modalità 1 vs 1 i problemi siano relativamente pochi (ma comunque presenti, viste le sporadiche difficoltà nel trovare partite disponibili o improvvise cadute di connessione), è la modalità in cui si può controllare un solo giocatore per squadra e giocare fino a 5 vs 5 a rivelarsi una vera spina nel fianco: cercando infatti di partecipare ad una partita del genere si incorrerà inevitabilmente in problemi di lag, cambi di host, disconnessioni e blocchi improvvisi praticamente in ogni partita. Peccato, perché in una simulazione sportiva le modalità online dovrebbero essere il fiore all’occhiello, mentre in NBA 2K11 si rivelano quasi un punto debole.

Poche squadre classiche

- Quando 2K Sports ha diffuso la notizia che in NBA 2K11 sarebbero state presenti numerose squadre del passato, tutti gli appassionati dello storico basket degli anni ’70, ’80 e ’90 hanno fatto i salti di gioia. Peccato però che a conti fatti questa selezione di team storici sia ridotta all’osso: le squadre presenti sono infatti solo 18 e addirittura 8 di queste sono le varie versioni dei Chicago Bulls che ci troveremo ad usare nel Jordan Challenge, mentre le restanti 10 sono le avversarie incontrabili nella stessa modalità. Mancano quindi tutte le squadre più celebri dell’era pre-Jordan, come i Celtics di Bill Russell o i Lakers di Jerry West, ma anche diversi team degli anni ’80 e ’90 che però non hanno trovato posto nel Jordan Challenge, come ad esempio i Magic dei primi anni ’90 di Hardaway e O’Neal. In più, sebbene i vari roster dei Chicago Bulls siano riprodotti alla perfezione, le altre squadre contano alcuni giocatori fittizi, probabilmente a causa di qualche problema nell’acquisizione delle licenze. Quindi, sebbene quanto appena scritto non possa essere considerato un vero e proprio difetto, sarebbe stato bello avere una selezione migliore di squadre storiche per aggiungere a NBA 2K11 ulteriore profondità di gioco oltre a quella che già ha.

Tiriamo le somme

NBA 2K11 è semplicemente il miglior gioco di basket mai creato. Il livello di simulazione raggiunto quest’anno da 2K Sports è qualcosa che non si era mai visto prima, e fondendosi con l’elevato grado di longevità offerto dalle numerose modalità di gioco presenti dà vita ad un mix devastante. Nonostante il gioco non sia perfetto, NBA 2K11 è la simulazione sportiva che più si avvicina alla sua controparte reale: è quindi un acquisto d’obbligo per tutti gli appassionati di basket ma è consigliatissimo anche a tutti i fan del genere sportivo in generale, magari alla ricerca di qualcosa di diverso dal solito calcio. 9.0

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L'autore

Nato con il joypad in mano e cresciuto a pane e Final Fantasy, nel 2006 entra a far parte dello staff di MX. Alla costante ricerca di gemme nascoste del mercato videoludico, con il tempo si specializza soprattutto nella recensione di tutti quei titoli che ogni giocatore sano di mente lascerebbe a marcire sugli scaffali dei negozi.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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