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Alan Wake

Recensione - Alan Wake

Dopo cinque anni di lavoro e qualche ripensamento sulla struttura del gioco, Remedy è finalmente pronta a immergerci nell'oscurità di Bright Falls per farci vivere la terrificante storia di Alan Wake. Curiosi di sapere se il gioco meriti l'hype che l'ha circondato finora? Scoprite cosa ne pensiamo leggendo la nostra recensione.

Il Gioco

Alan Wake è uno scrittore molto popolare e con diversi bestseller all'attivo, che da due anni a questa parte ha visto inaridirsi la sua vena creativa: per tentare di sbloccarlo, la moglie Alice lo convince a lasciare il loro appartamento di New York per passare una vacanza nella tranquilla cittadina di Bright Falls, immersa tra i boschi e le montagne. Tutto sembra procedere per il meglio, finchè qualcosa di tremendo non accade ad Alice e Alan si trova proiettato in un vero e proprio incubo nel tentativo di salvarla.

Il nostro scopo nei panni del protagonista è quindi quello di salvare Alice. Per farlo dovremo visitare molti dei luoghi che circondano la cittadina: boschi, dighe, impianti elettrici e così via, indagando e combattendo con le oscure presenze che la notte si impadroniscono degli abitanti del posto. Il gioco è strutturato come un classico action-adventure, con una forte componente narrativa e sezioni di dialogo che si alternano a momenti più puramente action. La storia è divisa in sei capitoli, ognuno della durata media di circa due ore a difficoltà normale: in ognuno di questi troviamo delle scene che hanno luogo durante il giorno, in cui interagiamo con i vari abitanti di Bright Falls, ed altre ambientate di notte, in maggior parte nei boschi del luogo, nelle quali ci troviamo a fronteggiare le paurose presenze che si manifestano nell'oscurità.

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L'azione si svolge in terza persona: nelle varie ambientazioni troviamo armi utili per sconfiggere i nemici come pistole e fucili, ma per renderle efficaci dobbiamo prima rimuovere la corazza di oscurità che circonda i nostri avversari. Per farlo basta esporli ad una fonte di luce come la torcia elettrica che Alan porta sempre con sè, dei bengala, pistole lanciarazzi o altre fonti ancor più distruttive che saranno reperibili nel corso del gioco. Le armi hanno munizioni limitate così come le fonti di luce possono esaurisi velocemente (la torcia ad esempio consuma le batterie con l'uso), quindi sta a noi cercare nuove munizioni e scorte man mano che esploriamo le ambientazioni. Di tanto in tanto troveremo anche dei generatori necessari per accendere macchinari o lampioni: questi ultimi, molti dei quali troveremo già accesi, servono in particolare da punti di salvataggio e per far recuperare le energie ad Alan. I combattimenti sono quindi un frenetico puntare la luce sui nemici, ucciderli, ricaricare e passare ai nemici successivi, il tutto in ambientazioni illuminate solo dalla luce della luna. Quando ci piombano addosso più nemici contemporaneamente, alcuni dei quali rappresentati anche da macchinari o oggetti "posseduti", la tensione è assicurata. C'è anche molto materiale per gli appassionati di collezionismo e obiettivi: il gioco registra una serie di statistiche su oggetti raccolti, trasmissioni radio ascoltate e i vari tipi di uccisioni effettuate, e se volete ottenere il massimo in ogni comparto dovrete sicuramente darvi molto da fare.

Amore

Storia

- La trama di Alan Wake è sicuramente una delle più belle che mi sia capitato di vivere in un videogioco, direi addirittura geniale, con una struttura molto particolare, farcita di citazioni e innesti di ulteriori sotto-trame. E' impossibile spiegarla senza rovinarvi la sorpresa, ma se amate le storie oniriche e misteriose ne rimarrete sicuramente colpiti. Il tutto viene chiuso con un finale aperto a diverse interpretazioni, tipico della letteratura thriller-mystery, che mi ha davvero affascinato. Sono sicuro comunque che non mancherà di provocare reazioni molto discordanti tra loro proprio per via della sua natura aperta.

Tensione

- Non definirei Alan Wake un gioco spaventoso, forse perchè è difficile che un videogioco riesca propriamente a farmi paura: quel che è sicuro è che riesce a trasmettere una buona dose di ansia e tensione durante tutte le scene notturne, per via dell'oscurità sempre incombente e per il continuo senso di urgenza derivante dai ripetuti attacchi nemici e la costante scarsità di munizioni e batterie. Se siete facilmente spaventabili e soprattutto se siete maggiormente soggetti all'atavica paura del buio che ci accompagna sin dalla nascita, probabilmente il gioco vi farà un effetto anche più terrificante.

Pagine premonitrici

- Per motivi che non vi spiego, durante il gioco troverete molte pagine di un romanzo che, spesso e volentieri, raccontano eventi che devono ancora avverarsi. In molti casi questo aumenta ulteriormente il livello di ansia e di tensione, perchè mette il giocatore a conoscenza del fatto che qualcosa di terribile sta per accadere, ma non sa quando questo si verificherà. Ho trovato questo sistema di "spoiler ingame" un'ottima trovata, oltre che pienamente funzionale alla storia complessiva.

Ambientazioni

- Dal punto di vista tecnico/artistico Alan Wake dà il meglio di sé nelle splendide ambientazioni, sia quando sono illuminate dal sole durante il giorno che durante le ore notturne, illuminate dalla luce della nostra torcia (che produce peraltro ombre dinamiche su qualsiasi oggetto dell'ambiente, a differenza di altri titoli che se la cavano proiettando semplicemente un "cerchio di luce" sulle superfici). Il bacino di Cauldron Lake, la vetta di Mirror Peak e i boschi che circondano tutta l'area sono aree estremamente suggestive e riprodotte con grande maestria dai ragazzi di Remedy.

Come un telefilm

- Decisamente azzeccata la scelta di suddividere il gioco in capitoli come gli episodi di una serie TV: non è sicuramente una novità visto che già Alone in the Dark aveva sperimentato questa tecnica, ma in Alan Wake il risultato finale è ottimo anche grazie alla storia intrigante e al fatto che ogni episodio finisce con una sorta di cliffhanger che spinge a voler vedere subito il capitolo successivo, come accade per i migliori telefilm. E le musiche conclusive di ogni episodio, che vengono riprodotte mentre appare la scritta "Fine capitolo X", sono tutte azzeccatissime, molto belle e suggestive. Se Remedy volesse produrre una serie di episodi scaricabili, diciamo uno ogni due mesi, sono sicuro che avrebbero un grande successo proprio grazie alla qualità e cura con cui sono realizzati.

Night Springs

- Durante il gioco vi capiterà ogni tanto di incontrare una TV accesa e di assistere ad un episodio di Night Springs: si tratta di una sorta di telefilm fittizio con attori in carne e ossa realizzato sulla falsariga di Ai Confini della Realtà. Gli episodi, della durata di pochi minuti, sono tutti molto interessanti, con storie particolari al confine tra scienza e paranormale. Un segno della grande cura per ogni dettaglio infuso dagli sviluppatori in questo progetto.

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Odio

Combattimenti ripetitivi

- Anche se di episodio in episodio i nemici si fanno più duri e il nostro arsenale va via via migliorando, la routine dei combattimenti rimane più o meno sempre la stessa dall'inizio alla fine: punta la torcia, lancia un bengala, uccidi il nemico e passa al successivo. A questo aggiungete che i nemici sono più o meno sempre gli stessi dall'inizio alla fine, con qualche piccola variante tra l'uno e l'altro e capirete come alla lunga la cosa possa stancare, anche se la tensione rimane comunque sempre alta. Una maggior varietà non avrebbe guastato.

Personaggi legnosi

- Questo è un vero peccato visto il focus sulla narrazione del gioco: durante alcune sequenze di intermezzo le animazioni dei personaggi e dei loro volti risultano talvolta legnose e poco naturali, quasi come se fossero delle marionette poligonali. Al giorno d'oggi s'è visto molto di meglio, basti pensare ai fantastici volti di Mass Effect: era quindi lecito aspettarsi di più da un gioco di questa caratura.

Tiriamo le somme

Se cercate un titolo con una storia importante e splendidamente realizzata, denso di mistero e suspense e capace di tenervi in tensione per ore, Alan Wake non vi deluderà: sarà anzi difficile trovare di meglio. Purtroppo non è un titolo perfetto soprattutto per via di una certa ripetitività nelle sequenze action, ma la sostanza del gioco è sicuramente altrove e di gran qualità. Rimane senza dubbio una esperienza unica nel panorama Xbox 360 e come tale consigliatissima. 9.2

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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