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Dishonored - visto alla GC

La fiera tedesca ci ha dato modo quest’anno di dare uno sguardo ravvicinato a Dishonored, FPS targato Bethesda e sviluppato da Arkane Studios dallo stile davvero particolare. Vediamo nel dettaglio cosa il titolo offra ed in che modo tenti di distinguersi nell’oceano degli shooters in prima persona che ormai affollano il parco titoli della 360.
Di cosa si tratta
Dishonored rientra nella categoria degli sparatutto in prima persona, anche se non può assolutamente essere definito un shooter puro dal momento che in esso convergono meccaniche non strettamente legate a tale genere. L’azione prende luogo in un futuro prossimo, in una città architettonicamente “fuori dal tempo”, dal sapore steampunk, che vede fondersi elementi classici e moderni come enormi cinta murarie in pietra a sistemi di sicurezza ultramoderni come ad esempio i campi di forza che precludono l’accesso a determinate aree.

Del protagonista e della sua personale storia si sa ancora poco o nulla: impersoneremo un detenuto evaso da un carcere di massima sicurezza e dotato di potenti poteri paranormali che gli consentono di muoversi a velocità maggiori rispetto ai comuni esseri umani, di spiccare enormi balzi, di “trasferirsi” temporaneamente all’interno di altri esseri viventi possedendoli, e addirittura di teletrasportarsi in qualsiasi punto egli riesca a raggiungere con lo sguardo.

Nel suo avanzare attraverso le suggestive location del gioco, egli potrà inoltre avvalersi di una serie di trappole ed armamenti anch’esse caratterizzate da un look assolutamente originale e potrà approcciarsi ai combattimenti ed alle missioni in modi diametralmente opposti, scegliendo tra approcci di scontro diretti o agendo mantenendo un profilo basso, muovendosi furtivamente sfruttando sapientemente i propri superpoteri. La natura “sandbox” del titolo offre inoltre moltissime vie per raggiungere determinate zone od obbiettivi e concede al giocatore la possibilità di prodursi in manovre di ampio respiro.

Cosa abbiamo visto
Lo scorcio di livello mostrato dagli sviluppatori nella dimostrazione a porte chiuse a cui ho partecipato mi ha dato modo di apprezzare alcune delle caratteristiche peculiari del titolo, di saggiarne la realizzazione tecnica e stilistica e di farmi un'idea delle sue potenzialità. La dimostrazione iniziava con il nostro alter-ego confinato in una zona periferica della città, in un quartiere sorvegliato da uno sparuto numero guardie. In questa prima fase ho assisto all’eliminazione di alcune di esse mediante la messa in opera di diverse strategie, dallo scontro a viso aperto all’uccisione furtiva. Per quanto riguarda la prima nulla di particolare da segnalare: una volta estratta la pistola e aperto il fuoco contro il nostro bersaglio, questo ci ha individuato immediatamente, scagliandosi contro di noi brandendo una spada (il fatto che le guardie adottino l’arma bianca contribuisce e rendere ancor più particolare lo stile del titolo), ma dopo alcune raffiche è caduto al suolo esanime.

La seconda guardia è stata invece aggirata mediante l’utilizzo del teletrasporto ed eliminata con la classica coltellata alle spalle. Onde evitare di allarmare le guardie che avrebbero potenzialmente potuto imbattersi nel cadavere, questo è stato rimosso e nascosto all’interno di un cassonetto dell’immondizia, fattore che dimostra l’attenzione posta dallo sviluppatore alla componente stealth.

La dimostrazione è proseguita con la dimostrazione di diverse altre interazioni con l’ambiente e diversi metodi per aggirare o disattivare i dispositivi di sicurezza. Un campo di forza sbarrava la nostra strada ed andava quindi disattivato scegliendo tra diverse possibilità: si poteva semplicemente raggiungere la centralina del generatore e metterla fuori uso con un colpo di pistola, correndo il rischio però di attirare su di noi attenzioni non desiderate, oppure tentare di entrare in possesso degli schemi elettrici e neutralizzarlo così in maniera più “elegante”. Diverse sono le opzioni offerte in molte situazioni, anche nel caso ci si trovasse di fronte ad una porta chiusa: la si potrebbe forzare, si potrebbe cercare una strada alternativa o tentare di borseggiare una guardia per ottenerne la chiave.

Nel corso della demo l’accento è stato posto anche sulla presenza in città di un considerevole numero di ratti e sul fatto che questi non rappresentino un fattore puramente “decorativo”. In grossi gruppi possono infatti diventare molto pericolosi per le persone, data la loro aggressività, e possono quindi essere spinti verso determinati bersagli per farli da loro neutralizzare al posto nostro. E qualora sentissimo il bisogno di provare a vestire i pelosi panni di una disgustosa pantegana, potremmo utilizzare i nostri poteri per possederne uno ed utilizzarlo per spostarci rapidamente attraverso i condotti fognari o gli impianti di areazione.

Tiriamo le somme
Dishonored mi è parso sicuramente un titolo molto interessante, dotato di un'atmosfera particolarissima e di un gameplay molto bilanciato e ricco di possibili diverse interpretazioni. Questi fattori lo pongono di diritto nella lista dei giochi da tenere d’occhio durante i prossimi mesi di sviluppo, nell’attesa del suo rilascio previsto per fine 2012.

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