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Hunt: Showdown
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Hunt: Showdown - provato in Game Preview

Dopo FPS di vario tipo ed incursioni nell'antica Roma, con Hunt: Showdown i tedeschi Crytek provano ora a proporci la loro visione del selvaggio west, in un mix horroristico di PvE e PvP online. Il gioco è disponibile da circa un mese su Xbox One in Game Preview, e non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di testarlo in questa prima edizione early access: ecco cosa abbiamo scoperto.
La prima cosa che appare evidente, dopo aver fatto qualche partita ad Hunt: Showdown, è che si tratta di una delle esperienze multiplayer più uniche degli ultimi tempi; non può essere definito un battle royale, non è propriamente un'esperienza PvE alla Monster Hunter, e non è corretto neanche definirlo un titolo competitivo visto che una partita potrebbe svolgersi anche senza scontrarsi con nessun altro giocatore. Nonostante sia un titolo utilizzabile unicamente online, infatti, può anche essere giocato come esperienza single player. Il titolo vede cinque squadre da due giocatori (nella modalità principale) o dieci giocatori solitari (nella variante Quickplay) vengono catapultate su una delle due mappe per ora disponibili in questa versione Game Preview, ambientate a fine diciannovesimo secolo (in piena epoca western) in cittadine americane a ridosso di paludi e foreste. Ogni giocatore diventa cacciatore e preda.

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L'obiettivo primario nel gioco è quello di scovare e uccidere un mostro nascosto da qualche parte in giro per la mappa. I giocatori iniziano in aree differenti della mappa e possono ignorarsi completamente, ci sono già infatti sufficienti pericoli da affrontare: ogni area è infatti piena zeppa di mutanti infetti che sembrano prendere spunto sia dalla popolare moda degli zombi ma anche dall'immaginario collettivo delle streghe. Questi nemici possono non solo danneggiare direttamente i giocatori, ma anche avvelenarli, incendiarli e così via. E' possibile affrontarli tutti o passare inosservati con uno stile stealth, e questa seconda opzione sembra al momento essere preferita da buona parte della community per non rischiare una morte precoce e per non sprecare i colpi limitati. Per scovare la creatura è possibile azionare una specie di fiuto del cacciatore, che oscura praticamente tutto ciò che è nel nostro quadrante visivo marcando invece in azzurro impronte o indizi vari che portano alla location della creature da eliminare.

MX Video - Hunt: Showdown

Attenzione però, perché ci sono altri nove giocatori in cerca del bottino rappresentato dal demone in questione, infatti non basta ucciderlo ma dobbiamo anche portare a casa sano e salvo il suo scalpo. Una premessa simile a Vigor, dove non basta accaparrarsi il loot ma bisogna anche portarlo in salvo uscendo dal livello. E se fino all'uccisione del mostro avrete incontrato altri giocatori, è praticamente garantito che dopo ne troverete qualcuno, perché portarsi a casa quel bottino è la ricompensa migliore che ci sia. Aiuta anche far fuori mostri più piccoli o altri giocatori, ma è il tesoro primario della preda cacciata che fa gola a tutti. Detto questo, il gioco è affrontabile in ogni maniera possibile: sparatorie continue per far fuori tutto e tutti, ma anche un approccio decisamente più cauto per far fare il lavoro sporco agli altri per poi rubare l'ambito trofeo quando meno se l'aspettano. Un concetto intrigante di rischio continuo, dove l'unico modo per guadagnare qualcosa di meritevole a fine partita è uscirne vivi. Ci si accontenterà di vincite minori o si va per l'all-in?

Tutto questo è presentato, dal punto di vista del gameplay, sotto forma di FPS; a livello tecnico la qualità di molti asset è già piuttosto alta, ma trattandosi di un titolo in Game Preview ci sono ancora tanti da rifinire ed anche frame-rate che non è stabilissimo nemmeno su Xbox One X, seppur accettabile per un titolo ancora incompleto. La varietà per ora non è molto alta: solo due mappe e due mostri da cacciare presenti, il che porta le partite a diventare ripetitive abbastanza presto. Le variazioni sulla giocabilità semmai la danno gli armamenti: una discreta selezione tra armi a fuoco, balestre, pistole e spade porta a combattimenti spesso imprevedibili, non sapendo mai con quale arma si spunterà fuori un avversario dal suo nascondiglio. Giocando tanto è possibile salire di livello e sbloccare qualche tratto aggiuntivo che migliora lievemente alcune statistiche o concede qualche piccolo bonus, come per esempio un piccolo boost di salute qualora si trovi un indizio, o minor danno subito dalle esplosioni.

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Ma in Hunt: Showdown non sono solo le armi ad avere un ruolo chiave: avendo una sola vita a disposizione, il titolo assume caratteristiche fortemente survival e quindi gli oggetti trovati sulla mappa assumono un'importanza cruciale. Tra questi sono essenziali le siringhe curative o che ripristinano la stamina, ma anche alcune bombe non letali o trappole utilizzabili per sgominare i nemici, umani o mutanti che siano. Fa parte del sistema di progresso menzionato in precedenza anche la possibilità di sbloccare nuovi cacciatori, che con i propri armamenti e le proprie caratteristiche portano nuove strategie utilizzabili. Ad esempio uno dei personaggi sbloccabili, Rayburn, introduce la possibilità di usare una baionetta in battaglia. Attenzione però: la morte in Hunt: Showdown è davvero permanente, pertanto morire sul campo di battaglia con un personaggio vuol dire perdere i vari oggetti, sblocchi e XP guadagnati con esso. Non è il gioco adatto a chi adora rischiare, poco ma sicuro.

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Quindi la struttura del gioco sembra sufficientemente interessante e varia; ma è anche divertente? La risposta, in questa prima fase dello sviluppo, è un inevitabile "nì". Ci sono al momento solo due mappe, a livello tecnico il gioco ha tanti problemi e neanche il bilanciamento sembra per ora essere dei migliori, con le strategie passive che tendono a portare i risultati migliori. Perché perdere metà salute e munizioni per eliminare il mostro quando possiamo attendere che lo faccia qualcun altro per poi rubargli il bottino, magari dopo che ha subito importanti ferite dal mostro? Perché partecipare in sparatorie tra diverse squadre quando basta aspettare il momento giusto e sorprendere il sopravvissuto? Visto l'enorme rischio corso in ogni battaglia, soprattutto qualora si abbia un personaggio già molto sviluppato (che in caso di morte perderemmo definitivamente), le ricompense notevoli date dall'uccisione della preda primaria spesso e volentieri non giustificano la perdita potenziale. E già da ora la popolazione del gioco, quantomeno su Xbox One, sembra piuttosto bassa, con la necessità di dover aspettare qualche minuto per trovare un match persino nelle ore di punta.

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Per definizione Hunt: Showdown essendo in Game Preview è ancora in fase di sviluppo. Presenta un concept davvero particolare e un lato tecnico che già adesso fa presagire grandi cose, il tutto presentato in uno stile artistico intrigante. Al prezzo di 29,99 Euro, però, al momento avrete però soltanto due mappe, un gameplay ancora non molto bilanciato e qualche problema tecnico di troppo. Insomma, consigliare l'acquisto senza riserve per ora risulta difficile, ma è sicuramente un titolo intrigante e dal grande fascino soprattutto se giocato con un amico. Se vi piace quindi scoprire nuove esperienze videoludiche, seguendone le evoluzioni nel corso dello sviluppo di aggiornamento in aggiornamento, potrebbe essere un acquisto sicuramente interessante.

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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