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Way of the Samurai 3

Recensione - Way of the Samurai 3

Da sempre uno dei soggetti più utilizzati dagli sviluppatori e tra i più amati dal pubblico, i samurai del Giappone feudale sono i protagonisti di Way of the Samurai 3, ultima creazione di Acquire. Al debutto su Xbox 360, la casa nipponica prova a far breccia nel cuore dei videogiocatori puntando sul concetto di giocabilità aperta: scopriamo insieme se sono riusciti nel loro intento.

Il Gioco

Terzo capitolo di una serie che ha visto i suoi primi due episodi apparire su PS2 tra il 2002 e il 2004, Way of the Samurai 3 raggiunge anche Xbox 360 riprendendo ed ampliando leggermente tutte le caratteristiche che avevano reso celebre (soprattutto in terra nipponica) la saga realizzata da Acquire. Il titolo in questione è un action-adventure a giocabilità aperta ambientato nel Giappone feudale durante l’epoca Sengoku. Dopo aver personalizzato il proprio samurai scegliendo tra le (poche) opzioni a disposizione, si viene catapultati nel mondo di gioco, il distretto di Amana: questo è composto da otto zone principali alle quali è possibile accedere fin da subito e dove si può andar in cerca delle numerose quest (sia legate alla trama principale che secondarie) da portare a termine. Nel distretto di Amana sono presenti tre diverse fazioni. Il clan Fujimori è la fazione attualmente al potere, ma è anche quella meno popolare tra la gente in quanto dedica le sue attenzioni più all’esercito e alla guerra che alle necessità della popolazione; il clan Ouka è il più acerrimo rivale dei Fujimori, e ha come unico scopo quello di spodestare i rivali e salire al potere; infine, la terza fazione è composta dagli abitanti del villaggio Takatane, popolo di contadini che non ricerca altro che la pace. Inizialmente il protagonista non è legato a nessuno di questi: starà al giocatore scegliere da che parte stare di volta in volta, portando a termine le varie missioni date da ognuna delle fazioni in modo da acquisire fiducia nei loro confronti, ma stando attenti a non schierarsi per troppo tempo dalla stessa parte in modo da non diventare inaffidabile agli occhi degli altri clan.

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Le missioni sono molto diverse tra loro, spaziando dalla semplice ricerca di un oggetto o consegna di un messaggio alle missioni di combattimento, dove ci si confronterà con i clan rivali in sanguinosi duelli spada contro spada. Le sezioni di combattimento sono estremamente semplici, visto che non esistono mosse particolari o strategie da adottare: le uniche azioni possibili sono l’attacco e la parata, e a causa di questa semplicità di solito ha la meglio chi dispone dell’arma migliore. Si può inoltre scegliere se comportarsi lealmente, divenendo così un eroe agli occhi della gente, o trasformarsi in un mercenario, stimatissimo agli occhi dei capi-clan guerrafondai ma odiato dal popolo: alla fine, le scelte intraprese nel corso del gioco daranno vita ad uno dei 21 finali a disposizione.



Amore

Ambientazione

- Nonostante il Giappone in epoca Sengoku sia già stato visto e rivisto in numerosi titoli, un fondale simile rimane tutt’ora estremamente affascinante. In Way of the Samurai 3 la resa di questa ambientazione è davvero buona, a partire dai samurai: il loro abbigliamento, gli accessori e le armi sono riprodotte con grande fedeltà e dovizia di particolari, anche se non con altrettanta qualità. Anche le costruzioni dell’epoca sono riportate fedelmente, così come i diversi territori che fanno da sfondo alle vicende raccontate. Insomma, sotto questo punto di vista il lavoro di Acquire è estremamente ispirato, anche se come vedremo più avanti si poteva fare qualcosa in più.

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Odio

Do you speak english?

- Al giorno d’oggi è sempre più raro che un gioco venga rilasciato sul nostro territorio senza perlomeno i sottotitoli in italiano, ma qualche eccezione esiste ancora… e purtroppo Way of the Samurai 3 è tra queste. Il gioco, a parte copertina e manuale, è totalmente in inglese: un limite non da poco per un titolo che fa della libertà d’azione il suo punto forte, visto che chi non conosce la lingua anglosassone non riuscirà mai a capire quale dei diversi compiti gli è stato assegnato, dove andare per portarlo a termine e come eseguirlo.

Giocabilità fin troppo aperta

- Solitamente un titolo dall’ampia libertà di gioco raccoglie molti favori tra il pubblico, abituato a giochi sempre più lineari e prevedibili. Tuttavia, quella che dovrebbe essere la caratteristica in grado di far stagliare Way of the Samurai 3 sopra alla concorrenza finisce per diventarne uno dei punti deboli: il giocatore è lasciato libero di fare quello che vuole fin dall’inizio, potendo esplorare già tutta la mappa e senza nessun obbligo di seguire la (debolissima) trama principale. Inoltre, è possibile persino attaccare chiunque ci si trovi davanti: che sia il capo di uno dei clan più potenti della zona o un civile qualsiasi (indifferentemente alleati o nemici) o che ci si trovi nel bel mezzo di un dialogo vitale per la continuazione del gioco, niente vi impedirà di sguainare la spada premendo LB e far fuori il malcapitato. Se il personaggio morto è qualcuno che non può mancare nella struttura di gioco (per esempio il capo-clan che assegna le missioni), viene istantaneamente sostituito da un personaggio qualsiasi, che a sua volta può essere ucciso dando la possibilità di ripetere il ciclo all’infinito. Insomma, ben venga la libertà di gioco nei titoli di questo genere, ma per evitare che si cada quasi nel ridicolo qualche limite andrebbe comunque inserito.

Realizzazione tecnica

- Sotto questo punto di vista Way of the Samurai 3 tira fuori il peggio di sè: seppure i filmati non interattivi siano tutto sommato passabili (ma di certo non al livello di ciò che siamo abituati a vedere), la realizzazione tecnica di tutte le altre sezioni di gioco è imbarazzante. La grafica sia dei fondali che dei personaggi è ai minimi storici, con textures slavate e ben poco definite; le animazioni e i movimenti del protagonista sono altrettanto deludenti, così come quelli di tutti gli altri personaggi; infine, l’audio è totalmente da bocciare, sia per quanto riguarda i doppiaggi che per gli effetti sonori. In definitiva, non si può certo pretendere di ottenere qualche risultato di vendita con un gioco che sembra essere rimasto ancorato alla scorsa generazione di console.

Tiriamo le somme

Way of the Samurai 3 è una delusione sotto quasi ogni aspetto. La giocabilità aperta che doveva essere il punto forte del titolo è in realtà una delle cause per cui mi sento di bocciare senza mezzi termini la produzione, oltre agli altri difetti elencati nella recensione. A parte l’affascinante ambientazione, e’ difficile riuscire a trovare anche un solo buon motivo per dare credito a questo gioco, per cui se siete alla ricerca di un titolo dalla giocabilità aperta e avete preso in considerazione anche l’acquisto di Way of the Samurai 3, il mio consiglio è quello di lasciar perdere e di virare decisamente su altri esponenti del genere. 5.0

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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