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Tropico 3

Recensione - Tropico 3

Se c'è un genere che proprio non riesce a trovare posto sulle nostre care console è quello degli strategico-gestionali. Questo a causa di evidenti differenze di target tra i due tipi di giocatori, acuite anche dai diversi sistemi di controllo adottati. Nel corso degli anni, queste differenze si sono però andate assottigliando, permettendo l'arrivo su Xbox 360 di una serie di nuovi titoli gestionali: gli ultimi a tentare questa strada sono i Kalypso Media con il loro Tropico 3, oggetto della nostra recensione.

Il Gioco

In Tropico 3 siamo chiamati a governare una piccola isola dell'arcipelago di Tropico, ereditando il comando dalla precedente gestione. Dopo aver accettato il mandato, siamo chiamati a creare il nostro Presidente creandolo da zero, scegliendone abbigliamento, colore, sesso, storia personale, il motivo dell'ascesa al potere e soprattutto pregi e difetti che influenzeranno le fazioni dell'isola. Se invece volete tagliar corto, potrete selezionare una serie di personaggi realmente esistiti, del calibro di Fidel Castro, Che Guevara, Augusto Pinochet ed Eva "Evita" Peron.

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Selezionando una nuova partita le isole disponibili sono relativamente poche, ognuna con un diverso obiettivo da raggiungere prima della fine del mandato, pena la nostra sconfitta. Proseguendo, si renderanno disponibili molte altre missioni su isole diverse: la cosa bella è che in ognuna bisogna agire in modo diverso sempre tenendo d'occhio diversi fattori che potrebbero portarci anzitempo al fallimento. Con un budget limitatissimo infatti, dovremo impegnarci a costruire strade, fattorie, scuole ed appartamenti decenti per il nostro popolo. Ogni azione potrebbe essere giusta o sbagliata, ogni azione potrebbe portarci al successo o al fallimento. Sarebbe inutile infatti costruire palazzi costosissimi ed affittarli a prezzi altissimi a semplici contadini ancora analfabeti e con salari bassi, la conseguenza sarebbe infatti una proliferazione di antiestetiche baracche, costose (per lo stato) palazzine vuote, malcontento dei cittadini e di molte fazioni, nonchè problemi ancor più grandi con le superpotenze USA e URSS che potrebbero smettere di aiutarci ed addirittura invaderci.

In una cittadina che comincia a popolarsi non sarà possibile accontentare tutti, ecco allora che affiora uno dei problemi più gravi che un presidente possa avere: i ribelli. Questi fanatici faranno di tutto per creare scompiglio, nel corso del gioco assisteremo a vere e proprie guerriglie tra ribelli e forze del nostro esercito. Se in precedenza non abbiamo investito ingenti somme per prepararlo nel migliore dei modi, falliremo vedendo crollare il nostro bel palazzo dopo l'attacco. Al contrario, se non li soddisferemo sarà colpo di stato, se l'esercito è scontento e mal pagato diverrà il nostro peggior nemico ed in quel caso non avremo difese. Basando la nostra economia sull'esercito invece, questo potrebbe portare a seri problemi con i comunisti ed automaticamente con l'URSS, la libertà del popolo sarà ridotta a zero e la dittatura la farà da padrona. L'instabilità politica in Tropico 3 è sempre incombente.

Come nella realtà, la politica e l'economia girano sul denaro disponibile, investire per il futuro, buttarsi fabbriche o miniere dove le caratteristiche dell'isola lo consentono, o sul turismo con parchi e costosi Hotel. Un turista, però, oltre a dormire deve anche divertirsi, per questo dovremo costruire locali più avanzati e condomini costosi che richiedono una centrale di energia elettrica. Con questi benefici si scontrerà il problema dell'inquinamento e dei rapimenti dei turisti che potrebbero deteriorare i rapporti con le superpotenze se non agiremo bene. Investire denaro su energia pulita è un' ottima soluzione, ma ne avrete di denaro in cassa? Come Presidente, potremo spostarci nelle fattorie ed incentivare la produzione, nelle scuole per migliorare il livello di insegnamento, nei locali per migliorarne il rendimento, nei cantieri per accelerare il tempo delle costruzioni. Basta la sola nostra carismatica presenza per migliorare tutto.

Tutte queste azioni sarebbero impossibili se non ci fosse un'opzione per fermare ed accelerare il tempo. Come nel vecchio ma sempreverde Sim City, la gestione del tempo è fodamentale: fermandolo potremo consultare meglio grafici di produzione e prendere decisioni politiche, emanare un Editto come la destinazione di fondi dello stato allo sviluppo militare, incentivi al turismo, elogi ad una superpotenza o addirittura approvare (incassando parecchi soldi) un test nucleare nelle vicinanze dell'isola (veramente impressionante l'effetto, anche se riprodotto in versione statica).

Amore

Finalmente un gestionale

- Dopo tanti anni a videogiocare su console mi domando ancora questo: perchè i gestionali non escono anche sui nostri "giocattolini"? Fa quindi indubbiamente piacere quando una casa di videogiochi è così coraggiosa da produrre titoli del genere anche per noi. Di certo non venderà milioni di copie, ma avranno tutto il rispetto e la graditudine della comunità che ama questo genere così profondo, appassionante ma difficile da capire.

Tecnicamente godibile

- Dal punto di vista tecnico Tropico 3 sfoggia dei colori brillanti ed animazioni buonissime. Il feeling è molto buono anche se non eccezionale, ad esempio quando ci avviciniamo con la telecamera alcune texture non sono il massimo che si sia visto finora. In un gioco del genere non è comunque una cosa importante.

Mai noioso

- La monotonia è il peggior difetto dei gestionali meno curati. Molto spesso basta capire come fare soldi per mettere da parte un bel gruzzolo e vivere di rendita. In Tropico 3 invece non si può mai stare tranquilli: tra colpi di stato, rivolte, minacce di invasioni delle superpotenze, mandati di governo in scadenza ed obbiettivi da raggiungere è difficile annoiarsi. Inoltre in ogni isola dovremo sempre prediligere un settore particolare destinando fondi e risorse in modo che l'economia giri per il verso giusto, senza dimenticare i bisogni della popolazione e soprattutto gli impegni politici. Questo ci tiene sempre sulle spine ed all'erta anche quando crediamo di fare bene.

Colonna sonora

- Potrebbe risultare un tantino ripetitiva alla lunga, magari non di gradimento al rockettaro di turno. Eppure, nonostante le mie radici culturali Rock mi sono più volte trovato a canticchiare i motivi latino-americani presenti in Tropico 3. Ottimi anche gli effetti sonori, le battute dello speaker radiofonico che ci accompagna ed ogni tanto ci aiuta con dei suggerimenti e soprattutto le grida dei ribelli inferociti. Siamo su un arcipelago sperduto, cosa volete di più?

Le sfide

- Oltre alla modalità Campagna, dal menu principale possiamo scegliere delle sfide extra. Grazie ad un generatore automatico di mappe, la conformazione delle isole sarà sempre diversa ed offrirà ai giocatori più incalliti sempre nuovi stimoli. Resta da capire invece la strana scelta dei programmatori di non tradurre gli obiettivi in questa sezione. Che sia il solito bug?

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Odio

Poco chiaro

- A volte capita di perdere ma non se ne capisce il motivo: tra decine di menu da sfogliare, a volte si perdono di vista i bisogni della gente e soprattutto quello che chiedono le superpotenze prima di invaderci. Sarebbe stato gradito un sistema che ci permettesse di modificare a nostro piacimento molti parametri.

Controlli poco intuitivi

- L'interfaccia è scomoda e non pensata per i nostri joypad. Questo rende difficile a volte anche costruire strade e posizionare palazzi nel modo giusto. La semplice consultazione di molti sottomenu diventa difficile, costringendo il giocatore ad imparare combinazioni di più tasti per aprirli. Anche la morfologia delle isole non aiuta, sono presenti troppi dislivelli e rocce ed a differenza di Sim City non c'è alcuna funzione di spianamento del paesaggio.

Quando si va in crisi è difficile rialzarsi

- Se i conti dello stato vanno in rosso è difficile, se non impossibile, rialzarsi. A poco serve eliminare fabbriche che hanno bilanci negativi o abbassare stipendi. Tutto quello che si ottiene è ribellione, guerra civile, diminuzione di rispetto ed invasioni delle superpotenze. Magari nella realtà succede proprio così, ma qui sembra tutto troppo spinto verso l'insuccesso.

Tiriamo le somme

Finalmente qualcosa di nuovo nel panorama console. Tropico 3 si è dimostrato un gioco molto profondo, complesso e difficile. Il tutto poi è ben confezionato grazie alla realizzazione tecnica molto buona, alla accattivante colonna sonora ed al simpatico speaker che rappresenta la voce del popolo. Le missioni sono sempre varie e mai noiose, ma a volte vengono rovinate dalla poca chiarezza dei menu, difficilmente raggiungibili e poco esaustivi per le risposte che vorremmo. In definitiva, mi sento di consigliare a tutti Tropico 3 a patto che vi interessi un bel gestionale, per divertirsi magari tra una fraggata al solito FPS ed un combattimento al picchiaduro di turno. 8.0

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L'autore

autore

Nasce nel 1979, dopo qualche mese vede Galaxian e da allora è amore per i vg. Da quando negli anni 80 il fratello maggiore acquista un Commodore 64, ha comprato praticamente tutti i videogiochi e le console che poteva permettersi e che ancora conserva gelosamente. Nel 2005 conosce Neural proponendosi come recensore, e da lì in poi oltre ad una collaborazione è nata una grande amicizia.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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